Un fonema che giunge da lontano
pervasivo quand’anche usato invano,
e contagioso pur nella pochezza
d’ognun che compiacendosi l’apprezza.

Quel sussurro sentir detesto: “uau!”
ch’è per me come il ringhio d’un babau
che il cuor sgradevolmente mi spaventa
e comunque il buon gusto mio tormenta.

Lo dicono studenti e pur massaie
colletti bianchi e pur classi operaie
comun massimo denominatore
espression d’entusiasmo o di stupore.

Appare quando meno te lo aspetti
nei tanti spot, assilli maledetti,
lo si vede perfin detto in labiale,
qual coretto a chi recita in vocale,

una vocetta tacita ammiccante
messaggio analfabetico strisciante
invasivo ancor più di quell’occhèi
che io se fossi Trump sopprimerei.

Lo so, mi ritenete stronzo e snob,
radical chic cultor di Joan e Bob (*)
che pur mai si sarebbero sognati
d’esprimersi talmente omologati.

E poi che dire ancor? Sono italiano
quindi del bel parlar sono guardiano:
in questo irrefrenabile esultare,
cazzo o figa è difficil esclamare?


(*): Bob Dylan e Joan Baetz, mitici cantanti dei miei anni ‘60
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Una poesia gioca

sulle labbra della luna,

scivola sui petali di un tramonto,

disegna attimi di vita

a confonderti l’anima,

sperpera nuovi colori,

affitta la sartoria del silenzio,

svuota abbracci senza testo.

Una poesia rammenda

gli orli scuciti del mondo,

è un parto di violini e maree,

curva di cuore, zigomo di parole,

fiore che scrive dell’alba,

rondine che squarcia l’inverno.

Una poesia è cenere di mille desideri,

danza di vento e di fuoco

impressa sull’abito del tempo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1057 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

IMMOBILE A VOLTE
LO SGUARDO SPAZIANTE IN FRONTE
NON UN RUMORE O ACCENTO DI VOCABOLI
IL BUON CATTIVO
PRONTO ALL'AIUTO
SPAZZATO VIA DAL VORTICE IGNORANTE DI UN IMBUTO
CALPESTATO DI RAGIONI SEMPRE FELICI 
TRADITO E TAGLIATO A PEZZI DAI PIU' CARI AMICI
IL BUON CATTIVO
A TERRA, IN FONDO, UN MARE AGITATO
LA RABBIA CONTRO DEL BUON SOLDATO
SANO SEMPRE COME AMMALATO
VIBRANTE IN ISTANTI SCURI
UNA NUVOLA SOFFICE IN QUELLI CHIARI
IL BUON CATTIVO
APRE AI SORRISI VANI
STRINGE DI TUTTI LE MANI
LA SERA SI RINCHIUDE NEL SUO PICCOLO GUSCIO
CON LA FORTE PAURA DEL DOPO
 
DIETRO L'USCIO

 

 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Tu, civetta che t'aggrotti
in una redola d'ombra,
vieni qui!

E passa veloce su quel barlume
d'una donna annegata,
annidato sul tavolo,
lasciando che vibri!

Salvami tu,
in questa gabbia di occhi
straziati e giudicanti,

oppure applaudi al mio trucco di magia:
quando chiuderò i miei
e tu, dall'ombra, non ti sarai mossa.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sono scesa a fondo
ma non per annegare
era solo il mio cuore
che cercava di respirare
ho pianto nel silenzio dell’acqua
lacrime invisibili
che nessuno può vedere
ma che sanno urlare
mi hai lasciata col vuoto
con parole come lame
ma io anche spezzata
ho conservato il mio nome
la piscina domani sarà il mio tempio
il cloro la mia verità
e ogni bracciata sarà un addio
a chi ha spento la mia libertà
perché l’acqua non giudica
accoglie
e le lacrime non mentono
guariscono
non mi piego più
scivolo via
tu resti nel tuo fango
io scelgo la mia via
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

Questo autore ha pubblicato 193 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un piede sfiora le stelle 
Una mano accarezza
Il mio cuore ribelle
Nei tuoi occhi la quiete
Percorrendo
L'anima della fede.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Sonetto, gli endecasillabi son canonici a maiore anapestici (cioè accenti in 3ª, 6ª e 10ª), le quartine han rime incrociate e le terzine rime alternate, schema terra terra come l’umore durante la stesura: ABBA ABBA CDC DCD.


 

Quest’inutile vita non s’arrende
ai dettami ben chiari di Ragione,
il respiro continua in illusione
che un futuro migliore ancora attende…

ma che cosa? Siam giunti alle calende¹
d’una quinta o d’un’ultima stagione,
io persevero ad essere un coglione
sognatore con gli occhi dietro bende.

Una voce costante mi ricorda
quant’è vuota e sprecata l’esistenza
d’un ammasso di cellule che sborda

dove cinta non fa più resistenza
mentre dentro la tasca sta balorda
ragnatela del vuoto quint’essenza.


¹: calende greche o romane, con quanto la distinzione comporta? A libera scelta in lettura, entrambe le interpretazioni mi stanno bene in questa strofa.


 

18/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Laddove si spengono le luci
Rimane un barbaglio di speranza 
Nessuno è in grado di vederlo
Nessuno è in grado di sentirlo
Ma la vita si illumina a giorno 
Per i cuori che sanno riflettere 
I loro sentimenti 
Il momento giusto non esiste
Come non esistono porte chiuse
Mostri sotto il letto
E il buio orrendo
Anche da uno spiraglio si può 
Intravedere l'orizzonte infinito
Di un mondo meraviglioso 
Basta volerlo
Soprattutto pensarlo
Ed è difficile quanto la vita
Quando non si ha un soldo
E nessun amore su cui riversare
Il calore inestinguibile 
Di cui tutti abbiamo bisogno
Così io ti abbraccio 
Ti tengo stretta al sicuro
Da tutto quello che può nuocere
Alla tua stimata differenza 
Rendendoti un'anima libera
Di volare tra gli immensi campi
Di grano maturo
Sorvolando ogni verso 
Della nostra natura.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
di Luce prima 
si contorna il limbo 
sgargiante d'innocenza 
attraverso la lontananza
 delle investiture 
predilige convivenze 

alle schiarite scosse .
Precipita la forma 

 nell'evocare spume 
parole 
di sbandati abbellimenti 
i miei ,se vuoi  
 di traverse increspature .
















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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Palazzi sventrati nel ventre delle città,

sprazzi di morte in occhi bambini,

disprezzo di vita in occhi potenti,

luci e boati squarciano cieli di fuoco


risuonan le sirene in lontananza,

il battito di un cuore in una stanza,

crollan pareti in un istante,

piovon bombe sui passanti


l’umano distratto l’uomo distrutto,

sotto le bombe piangon le colombe,

la terra soffoca in un mare di tombe,

nel mare rimbomba il pianto di una bimba.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 125 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sanguina, forte e dolorosa,
ancora, questa mia ferita
che il tuo sorriso ha aperto,
che non vuol guarire mai.

Fosti mia, bocca adorata,
tuoi gli infiniti baci d’amore,
dolci di miele e di passione,
diventati ormai denti feroci,
che sbranano, intera, la vita,
non lasciandomi più nulla.

Tua l’anima mia, le lacrime,
i sospiri e ogni mio pensiero.
Fummo felici insieme, uniti,
carne nella carne, un’anima sola,
quella che oggi hai divorato,
quella che, nonostante tutto,
mai smetterà di amarti.
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Profilo Autore: Figaro  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un acrostico amaro in senari a rime alternate.


 

Piovono le bombe
Anche sui bambini,
Lascian solo tombe
Ebbre di destini
Seppelliti in fretta,
Tolti ad ogni vita.
Iraconda aspetta
Nuova ed infinita
Ancora vendetta.


ioffa, 17/07/2025


  
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Profilo Autore: ioffa  

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A volte tiro il lembo di un lenzuolo
che non sapevo mi stesse coprendo

Oppure ne calcolo l'angolo
quando aveva fatto del suo meglio

A volte il ventilatore da solo
in smoking fa lo stupendo

Questa collina morbida come un molo
è veggente:
sa sempre sbagliare su ciò che penso

Quello che passa da sotto
arriva moribondo sulle dita:
la morale dritta d'un uomo storto
Una cimice che profuma
e per questo non s'è stupita

Sento scorrere il solito fiumiciattolo
che qui sotto non è mai scorso:
una quercia ha in bocca uno scoiattolo,
sto aspettando che arrivi il morso
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Acrostico di " Splendore" in siciliano
Sugnu donna e mi nni vantu
Picciridda comu stidda in cielu
L' armo comu mari vastu
E nni la taliata nu tristi velu
Nuddu mi canusci cumu a mia
Donna , matri di me sula
Onuru chista esistenza
Ricca comu arvulu di mennula
E vivu d' essenza

Traduzione
Sono donna e me ne vanto
Piccola come stella in cielo
L'animo come mare vasto
E nello sguardo un triste velo
Nessuno mi conosce come mi conosco io
Donna, madre di me stessa
Onoro questa esistenza
Ricca come il mandorlo
E vivo d'assenza
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Chi vive accanto a un'anima speciale
Sopravvive allo spirito del dolore
In ogni anfratto dell'universo
Ogni respiro è come il vento
Giunge inaspettato
Sulla pelle di un corpo desiderato
Come un bacio lontano
Quanto l'esilio immenso
Eludendo lo sbaglio d'essere nato
Qui mi fermo e mi arrendo
Non voglio dire altro
Al muro che mi sta accanto
Testimone dell'oblio che avvolge
Le sponde di una futile ragione
Il sogno continua oltre l'ignoto
Di uno sguardo lucente
Mentre rifletto sul sogno dell'amore.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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