Un calice di cielo
trabocca nei tuoi occhi,
e tu, donna,
battito di Dio
fiorito per il mondo,
sei un costato di diritti
calpestato dalla storia,
inchiostro di cuore malconcio,
nome sbeffeggiato dall’odio,
lavagna scolpita dal dolore.
Le stelle muoiono sulla tua pelle
spente per sempre per mano di un uomo,
sangue e rossetto
ubriacano pagine di cronaca,
ma tu, donna,
sei e per sempre sarai
battito di Dio
fiorito per il mondo,
un costato di diritti
inchiodati alle pagine del rispetto.
fioriscono non solo mimose
ma anche sogni e carezze
affiancate a violette
e rose di passione
Come in uno abbraccio
di un sole all'imbrunire
il profumo della mimose
rievoca memoria
di sguardi timorosi
dove ogni fiore
è una voce
Donne come orchidee
germogliano in terre inesplorate
sfidando tempeste
nel nome loro
perché ogni donna
è un sentiero di vita
imprigionato
in un profondo
desiderio d'amore
Mi salutasti. Fra i pioppi il vento
rifletteva le tue dolci parole,
sulla Scrivia festuche d’argento,
le sponde accarezzate dal sole.
- Non essere triste: tornerò presto!
Eppure già sentivo, già sapevo.
Un rondone con volo agile, lesto,
traversò l’azzurro. Nel sollievo
del roseo aprile fra le canne
in ciuffi si cela il tarabusino,
l’acqua tremolante fa gibigianne,
ma io già presagisco il destino.
Udivo cigolare una tramoggia,
mentre t’allontanavi nel viale.
Libellule guizzano sulla roggia,
un filo di fumo da un casale…
Ed oggi qui fra silenzi inerti,
mi consumo per la mancanza. Tu
non tornasti. Nei lugubri deserti
del cuore, un’eco: Mai più, mai più…
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