D’odio e di rosso
febbricita la voce di un uomo
nella vita massacrata di una donna.
Parole sbeccate appassiscono
come terremoti d’inferno
in schegge d’inaudite violenze,
sgranandole il volto tremante
come un rosario di morte
caduto nei suoi occhi,
come il velo nero della notte
pronto a squarciarsi di dolore.
D’odio e di rosso
spirano le finestre dell’anima
in scarabocchi d’inferno.
Mute le sillabe sulla labbra,
coltelli di ghiaccio quelle mani
incriminate d’orrore
respirano solo ego sconfitto,
subdola possessione,
macerie d’esistenza,
vite avvelenate dal soffio
di un’illusione d’amore.
La più ambita ho sposato delle donne
ch’ai bei tempi calcavan la mia scena.
un’armonia di Venere e d’Atena
che oggi è la suprema tra le nonne,
ma sento qual sirenica malia
quell’eterno richiamo del mistero
che inseguo nel mio cuor avventuriero,
l’eterno femminin ovunque sia.
Conoscere vorrei donne cortesi
a ber l’essenza lor di compostezza
quell’aroma d’affabil segretezza,
quel declinar che affine sempre intesi,
e all’amore invitar donne solinghe
a ber l’essenza della loro forza,
sapore di sdegnosa e dura scorza ,
difficile a scalfir con le lusinghe,
e conoscere donne inappagate
essenza a ber del lor muto desio
e inebriarle in me fino all’oblio
fino ad averle infin gratificate.
Poi consolare donne maltrattate
essenza a ber del lor ultimo pianto,
farle sorrider stando loro accanto
a vita di carezze consegnate,
e raccogliere donne abbandonate
a ber l’essenza della lor doglianza,
offrir loro una nuova comunanza,
e così farle sentir desiderate.
Patria darei a donne d’altre terre
essenza a ber di lor nuovi ottimismi
dopo vita di drammi e cataclismi
e offrirne un’altra senza fame e guerre.
Vorrei amare donne sognatrici
a lor essenza ber delle illusioni
e immemore di tante delusioni
sostener di speranza i loro auspici,
e pur giacer con donne traditrici
a essenza ber di lor ambigue vite,
rivivere passioni un dì smarrite,
riaprir d’amore antiche cicatrici.
Più ancor vorrei di donne di cultura
l’essenza ber d’un sapido pensiero,
seduzion d’intelletto e magistero
che affascina la mente e la cattura.
Infin di tante vagheggiate donne
berrei di tante essenze insiem l’infuso
finché l’eterno femminin dischiuso
nei cieli attirerà il mio sogno insonne. (*)
(*) Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan. (L'eterno femminin ci trae in alto). Goethe: Faust, Atto V


