Ritraggo la mia solitudine 
Un passo per volta 
Senza anteporre menzogne
Alle anime accolte
Se vi sembro dolce triste
Balordo triste appassionato
E pure ossessionato
È solo merito dei sogni
Che in tutti questi anni
Ho felicemente creato
Per non destare il pianto 
Di un epico fallimento
Senza orientamento.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Strofetta di quinari a rime baciate.


 

Non so spiegare
di fronte al mare
quello che sento:
non son contento…
però respiro
mentre l'ammiro.


01/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Amache cullate dal sole

Giocano con l’estate.

Ombre di barche e tramonti

Spettinano disegni d’arena

Tra profumi di mare ed

Ozio d’anima accesa.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Tanka 5-7-5--7-7 rimato aBa BB.


 

Senz’alcun senso…
no… non toccava a lui;
errore immenso.

Sette anni volan bui…
Perché graziato fui?


ioffa, 31/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Una donna un biglietto una città che respira
un battello che va e nessuno che la gira
non c'è fretta non c'è meta da spiegare
solo acqua che scorre  e un’anima che sa viaggiare
venezia la guarda e non chiede “con chi?”
perché certi incontri si fanno così
un posto a sedere uno sguardo al mattino
e in tasca il silenzio che è il miglior destino
le coppie si tengono i turisti si agitano
lei osserva sorride… e non recita
non ha bisogno di mani da stringere strette
ha il vento il riflesso e mille piccole scoperte
Nessuno la aspetta, nessuno la segue
ma lei sa dove va e questo le basta
Perché viaggiare da sola in fondo
è il modo più vero per sentire il mondo
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Agiti le tue foglie al vento
e diffondi intensi profumi,
sotto la fronda ombrosa sento
parlare con i Silvestri Numi.

Lo scambio di stille vitali
sulla tua rugosa corteccia,
creano sinuosi canali
che tra Vivi Esseri intreccia;

Seguono le linfe  'l percorso,
diffondendo felici umori.
in un maieutico discorso
di gioie e atavici dolori...

e stretti in quel magico abbraccio,
sintonia d'amorosi sensi,
avvolge l'alma in dolce  laccio
Natura vuol legami intensi:

nel Silenzio riesce a parlare
a chi l'ama e la sa ascoltare!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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A chi diavolo dovrebbe puntare
questo dito ormai così moscio?

Che lo scruti lo stolto pescatore
(è un verme! Le didascalie ormai sono essenziali)
o lo stolto e basta

punta comunque lì: dove c'era il pozzo.

Non vi erano, tanto, né lune né cadaveri
accidentalmente caduti.

Lo punto e s'incurva, interstardito,
come il cavallo dopato
che gareggia da solo
innamorandosi del corrimano.

Forse -e dico forse-
avrei dovuto guardare io lo stolto:
qualcosa, in quei riflessi cinerei,
avrebbe offerto l'ombra d'una qualche civiltà
con altre brutture
e quindi altre bellezze.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Limerick di endecasillabi canonici a maiore e settenari rimati AAbbA.


 

Guardo senza parole il quadro appeso
appoggiato sul muro senza peso
non sale e neanche scende,
nel posto suo s'arrende
mentre coi piedi a terra io son teso.


31/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Sono l'aria che ti circonda ,
il tuo invisibile sostegno
quando il suolo vacilla .

Ti parlo senza suono , 
un "ti amo" che la tua anima riconosce .
Non sei mai fuori dal mio sguardo ,
neanche quando scompari all'orizzonte .

Non soffoco il tuo splendore 
non ostruisco il tuo cammino ,
sono il solletico che risveglia i tuoi pensieri .

Le nostre mani sono un unico intreccio 
senza che tu debba cercarmi ,
senza che io debba cercarti . 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Stringimi forte al tuo fiato, 
ultimo mio ricordo svanito, 
affinché accarezzi ancora il suo viso. 
La sua assenza è disco che piange 
negli angoli del mio cielo, squarciato 
dal rancore senza luce che m’illumini. 
Il suo silenzio è sciabordio di colpe 
che si infrangono nelle mie vene, 
senza darmi spiegazioni 
per riaprire le porte dei miei occhi. 
Il suo abbandono è condanna 
che scava vane lettere d’amore 
senza voce che risorgono. 
Affonda il vestito bianco del perdono, 
che guarisce ogni asma di onta. 
Vorrei tornare indietro, in ginocchio, 
per tenerti saldo sempre per mano, 
quando non l’ho fatto, per egoismo. 
Vorrei essere più indietro nel tempo 
e rompere lame di silenzi di ghiaccio 
con l’amore che pulsava, urlandotelo. 
Vorrei trasportarmi nei lassi di tempo 
che erano stati tempesta in flagranza, 
per tesserli di voluttà d’amore per te. 
Ma sono qui, solo, tra le lacrime, 
sull’innocenza della tua scomparsa, 
di cui siamo vittime nella confessione 
salpata verso il mare aperto
della vita,  che ci separa
senza “ma” e senza un “se”,
riparandoci sotto l’ombrello rotto 
del destino afono che ignora, 
per farci guardare ancora una volta 
negli occhi e nel cuore, 
per dirci ancora
ti amo ancora, ti amo amore.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Nel cielo tenui riflessi di blu cobalto,

nell’ombra nubi nel rosso cadmio,

tra gli alberi la terra di Siena brucia,

miscele delicate, colori a chiaroscuro


terra d’ombra naturale e giallo ocra,

un’oca nel cortile lascia un’orma,

il pennello tutto tondo va leggero,

traspare nel vigneto carminio d’alizarina


gocce colorate fondono sulla tela,

sfumature inebriano giochi di luce,

freschezza nel colore dell’acqua,

stupisce l’acquerello di un acquario.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Guardo
Una donna
Dall'altra parte
Della finestra
Non è nuda
La sua anima 
È in pace
Con sé stessa
Non ha fretta
Né pretese
Non giudica
Le attese
Il suo sorriso
Sarà la mia casa
Fino a quando 
La luna mi dirà
Di dirle addio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Tanka 5-7-5--7-7 rimato in schema aBa BB.


 

Luglio finisce
ma ancora m'attanaglia,
e m'arrostisce

il sole gran canaglia
che il mio cervello squaglia.


ioffa, 31/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Non più il clamore 
ne il riso sguaiato ,
ma un velo di tempo sul viso segnato .

La pacchiana siede sul muretto scrostato e il sole di sera ,
un ricordo velato . 

Nelle mani nodose che il tempo ha piegato , 
la lanceduzza ,
compagna fedele e discreta ,
custode di silenzi ,
di un'anima inquieta . 

Forse un amore lontano ,
un sorriso perduto,
un tempo di festa mai più riveduto . 

E in quel coccio lucido che riflette il tramonto ,
la pacchiana ritrova un suo 
antico racconto . 






" La pacchiana è il nome con cui viene identificata la donna che indossa l'abito tradizionale calabrese".

"La lanceduzza in terracotta, era un oggetto comune nelle cucine e sulle tavole calabresi ampiamente utilizzata come contenitore di vario tipo" . 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Trabocca un vento di luce,

Rincasano dal mar le rondini,

Accesa è la punteggiatura del cielo,

Mescola le ciglia del giorno

Oltre il sapore scosceso del tempo.

Nenie inzuppate di stelle,

Trabucchi di sogni e speranze,

Ombre sui fiori della notte.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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