Ora da qui contemplo i monti aspri,

il cielo che incornicia le cime,

sfavillanti come preziosi diaspri.

 

Nei precordi il rimpianto s’imprime:

non rivedrò più le valli apriche,

i fiumi sinuosi… Artsakh, sublime

 

albergo dei primi anni fra antiche

usanze oramai incenerite.

Colava il sudore per le fatiche

 

nei campi, l’inverno era immite,

ma eri mia terra e mia radice.

Oggi vedo erigere meschite

 

ove sorgevano chiese. Infelice,

mi dolgo per il caldo sangue sparso. 

E so: il ricordo è cicatrice,

 

il mio paese desolato, arso.

Oggi sono solo un fiore reciso,

in me ogni anelito è scomparso. 

 

Mi mancano il sole, il sorriso

della gente, il gusto delle cotogne.

Solo tornassi in quel paradiso,

 

come in primavera le cicogne!  

 

6-02-2026 EENGNO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Profilo Autore: Oudeis  

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La canzone della morte

tesse strofe di filo spinato,

orchestre d’ossa

a squarciarsi nel vento

come rose ammazzate

dalla crudeltà dell’inverno,

l’inverno più buio dell’umanità

soffocato da storie di fumo e dolore.

La canzone della morte

è una nenia sbeccata d’odio,

zigomi di fango e violenza,

spartito di un sogno senza dignità,

apostrofo d’insensata distruzione.

La canzone della morte

è affissa sui cancelli di Auschwitz

come una preghiera rifiutata da Dio,

come l’ala di un angelo mutilato,

come seme malato

che non dovrà mai più germogliare!

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1048 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

L’odio che uccise il mondo

tremava sulla pelle offesa

come una promessa di morte

marchiata sulle ossa nude.

Piegati dalla fame e dal tormento,

la Shoah abitò i loro corpi

senza alcun valore,

li uccise in un forno

scuoiando i loro nomi,

seppellì le loro vite innocenti

nel fuoco insaziabile dell’oblio.

L’odio che uccise il mondo

abbracciò i cancelli di Auschwitz

in una straziante follia

dal volto criminale.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1048 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Palazzi sventrati nel ventre delle città,

sprazzi di morte in occhi bambini,

disprezzo di vita in occhi potenti,

luci e boati squarciano cieli di fuoco


risuonan le sirene in lontananza,

il battito di un cuore in una stanza,

crollan pareti in un istante,

piovon bombe sui passanti


l’umano distratto l’uomo distrutto,

sotto le bombe piangon le colombe,

la terra soffoca in un mare di tombe,

nel mare rimbomba il pianto di una bimba.

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Profilo Autore: Paolo Delladio - Socio del Club   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Dormi figlio mio amato,
sogna un mondo riappacificato .
Una terra assai lontana
dove ogni lotta non è mai vana,
un mondo in cui vige la libertà
e non v'è disparità,
un pianeta idealizzato ,
sul quale l'individuo
non venga denigrato
se si ribella ad una dittatura
costruita sulla paura ,
e ancor più sull'ignoranza .
Dittatura che discrimina ad oltranza ,
per un diverso credo religioso,
o un pensiero coraggioso,
che si scontra con ideali
irrealistici o raziali .
Dormi Angelo d'infinita tenerezza ,
che Iddio ti carezza .
Forse un giorno , chissà
il popolo si desterà .
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Velate lusinghe illudono pace,

espliciti insulti vari tumulti,

ingiurie svelate nell’incuria,

sulla terra la gente per terra


minacce nucleari sui cellulari,

ricatti vili da folli miliardari,

e le folle stanno a guardare,

ombrelli nucleari volano in cielo


scie di sangue semina l’odio,

subiscono offese genti indifese,

democrazia e solidarietà svanite,

libertà e pace evaporate.

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Profilo Autore: Paolo Delladio - Socio del Club   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Anime nel vento

bruciano come le ferite della storia,

son lembi di pelle scuciti

dai cieli della vita,

numeri tatuati d’orrore

su bozzoli di scheletri appassiti.

Il cigolio d’un vecchio vagone

è il triste carillon del terrore,

la morte s’aggrappa ai fili spinati

in un grido affamato di dignità:

ecco l’inverno più buio

del respiro dell’umanità.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1048 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un gomitolo di battiti

rannicchiati nel fumo

albeggia straziato nell’aria

in un saccheggio di volti anonimi

deportati dalla folle ideologia

di storie senza più memorie.

Tremano i disegni del disprezzo,

Auschwitz è un cielo di filo spinato,

un’atroce fabbrica dell’odio,

un’indelebile nevicata di morte,

l’inciampo imperdonabile dell’umanità

scolpito sulla pelle dei pochi sopravvissuti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Passi di libertà

riscrivono le coscienze.

La storia, l’uomo, la memoria,

consegnano al mondo

il canto d’un partigiano

e tutt’intorno è dolore,

lacrime di sangue

fra macerie di vita

ma ora brilla anche la luna

a morder la pace

dell’Italia ferita.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Primavera aria di libertà

sulla canna della bicicletta

resiste e lotta una staffetta

crolla il regime fascista

rinasce l’Italia democratica

riaffiora un ideale di giustizia


resistenza all'indifferenza

resistenza alla violenza

resistenza all’egoismo

resistenza al nazifascismo

da 79 anni l’Italia è libera

democratica e repubblicana.

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Profilo Autore: Paolo Delladio - Socio del Club   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Vorrei ricordare l’ingenua neve

nel suo tentativo di coprire sangue

per illuderci forse che ogni cosa

possa essere occultata, mai esistita.


La memoria, però, travalica il bianco,

va oltre ogni filo spinato, oltre ogni arma.

Supera distese perverse, malanime,

recinzioni incomprensibili e fa la storia.


Io amo cantare le gesta dei miei eroi

ma devo, perché voglio, rammentare il male

per fare in modo che mai più si ripeta.


E tuttavia, davanti a un  foglio immacolato,

mi chiedo, oggi, cosa può fare un verso

se non il verso all'impotenza umana.


La mia poesia, che tanto chiamo in soccorso,

non é capace, neanche lei, di lenire dolore.

Solo pregare.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Strade fuori fuoco...
La triste Barcellona infernava
Nella foto cenerina

La guerra di Marina
Fiera di sangue che veglia sorridente
Era pronta a scatenarsi
"Clanga Clanga! Camarades, hurrà"
Nike aquilina Ginestà

Dolce comunista
Partigiana in fasce
Strappa a naso rotto
La sua casa patriarcale
Con proiettili negli occhi
Venti scapigliati le scolpiscono il sorriso

Bombardano le nubi i carri alati
I ponti si sfaldano e s'intrecciano
Sciolgono il mare e sfilano i tori
I fascisti mattatori e cani armati

Ma Marina resta intatta ...
Dallo ieri al presente
È pesante la vita e costante il mirino
E gli aerei non cessano
Di far la terra infetta

Marina resta nel mio pugno chiuso
Sbraitante contro il vento
Mentre ci danzo intorno


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Profilo Autore: Ealain  

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Dolce bella Angelica

dagli occhi di bragia ;

del paladino Rinaldo

innamorata

Guerriero valoroso

entrò nella fantasia del

poeta che raccontò:

"le donne i cavalier

l'arme e gli amori ".

Nel fantasticar, incontrò

Orlando che furioso, pazzo

di gelosia, d'Angelica

innamorato non

si dava pace.

Carlo Magno, consegnò

Angelica fiera di discordia in

custodia al vecchio Nama

donata l'avrebbe al cavalier

vincitor.

La battaglia fu cruenta,

si batterono cristiani contro

saraceni.

Nella lugubre notte fugge

dal campo Angelica

e

dopo tanto pellegrinare

incontra Medoro,

giovane fante saraceno ferito.

Di lui si prese

cura se ne innamorò nel

favoloso regno del Catai

con lui se ne andò.

Orlando alla

ricerca

disperata dell'amata,

incontrò la verità trionfante

e brutale tutt'attorno.

Trovò segni di cuori

incisi    dai due amanti.

Immediato fu lo strazio.

Invano la sua mente cercò

una via di difesa.
Impazzì

per il dolore.

In soccorso del cavaliere

venne il paladino

Astolfo

che in groppa all'Ippogrifo,

andò sulla luna per riportargli

il senno smarrito.

Così fu liberato dalla follia

d'amore.

Nobile Orlando, preso dall'amore

puro ,, senza arme ,

vinto  da una fanciulla.

22.5.2005

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Profilo Autore: silvana1  

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premessa: questa poesia parla dell'ipocrisia della giornata della memoria, ricorrenza in cui, almeno per un giorno, cerchiamo di scordarci della nostra indifferenza nei confronti degli orrori del passato


C'è una bestia, a Birkenau
Che mi segue fino al letto
Si arrampica, con l'ombra cinerea
E le impronte di scarpe
E di sangue
Si sente sul petto
Riempie di sogni la mente
Di sogni di lamenti, nero
Neve, fuoco e freddo malato
I lividi e il corpo secco
Un campo, ma non prato
Di fiori di filo spinato

E tutto è così vuoto e senza senso
Ma pesa e mi pressa, ostinato
Come il grilletto di quel ferro
Che ho voluto tante volte
Che a me togliesse il fiato
E non ai morti
Che non ho mai conosciuto

Ma allora lor chi sono?
Queste lacrime che verso
Su carta e su schermo son finte
L'elegia di compianto
Che canto è finta
La memoria è finta
Io non vi conosco, spiriti tristi
Perché la bestia vera sono io
Che non provo l'empatia
Per essere umano
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Profilo Autore: Ealain  

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Non dimenticate l’uomo

spogliato del suo nome,

i suoi occhi incisi nel terrore

erano lettere di dolore

nascoste all’umanità.

Non dimenticate l’uomo

gettato nella disperazione,

come un fiore ammazzato

dal gelo incomprensibile della morte.

Non dimenticate l’uomo

tradito dalla speranza,

deportato come bestia senza dignità,

piegato alla schiavitù del male.

Non dimenticate l’uomo

accartocciato dalla violenza,

massacrato dalla fame,

picchiato dalla crudeltà,

aggrappato inerme al filo spinato.

Non dimenticate l’uomo

incenerito in un camino,

non dimenticate l’uomo,

non dimenticate mai e poi mai

gli errori imperdonabile della storia.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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