

Non c’è giorno ch’io non metta
il mio piede dentro a un fallo,
che non inciampi a un osso duro,
che non cozzi contro a un muro.
La vita è una montagna irta e dura
da salire e poi riscendere,
che incomincia ai suoi piedi,
in salita e cotanto affanno.
Sembra questo sia il difficile
ma l’apparenza a volte inganna,
in gioventù c’è forza e spirito,
di salir, volontà non manca.
Si, di tempo ce ne vuole
e di coraggio anche tanto,
ma il guaio assai più grande,
è riscendere il lato in ombra.
Non si può ascoltare e credere
a chi di la è già passato,
perché di la non si torna indietro,
perché la vita è ormai finita.
Io la vetta l’ho ormai passata
ed ogni passo è una caduta,
la discesa, vi assicuro,
è assai più dura della salita.
Non cerco onore, medaglie e glorie
e tantomeno salire un podio,
voglio solo aiutare,
chi in discesa dovrà arrivare.

Essi giacciono sparsi come gocce,
Ma non spariranno come polvere.
Fremono ai baci, come piccole bocche,
Sono nitidi segni ,
Che non puoi cancellare.
Consistenze vellutate di carezze,
Timbrano e schiudono calore.
Rossi petali di rosa,
Che resti tra i tuoi desideri,
Nobile è il tuo capo ormai reclino,
Il tempo è trascorso,
L'illusione ha tracimato.
È quel aroma che nascondeva dolori
Ora, aspetta il vento della sera,
A raccogliere i tuoi resti.

Assetata
dei tuoi umori inebrianti,
sporgo le mie labbra
nel tuo dolce sospiro.
Vivo nei brividi del tuo corpo,
nell’estasi dei tuoi pensieri,
nell’ebbrezza delle tue mani.
Uniamo le nostre anime,
sorprendimi tra le tue braccia,
unico rifugio della mia vita.
Stringimi... Stringimi.
Dissetami con il tuo corpo,
riscalda le mie notti
e rinchiudimi nel tuo eros.
Placa la mia tempesta,
innaffia i miei pensieri,
godi dei bollenti desideri.
Vieni qui, mio maschio!
Prendimi, spogliami, stringimi...
Solleva il mio orgoglio virile,
e semina nel mio giardino
il tuo splendido fiore...
Fuori sulla strada sento
Lacera con artigli di rame
Una pausa
Un secondo:
Cosa è la vita,
La morte?
Un attimo.
Ruvida vinco ogni dolore
Spiccando il tuffo fatale
Sosto
Tamburo in vena.
Gioco con le ossa del mondo
Immorale gorgoglio
Dilaniata in metafora sottile la vecchiaia
Disosso il mio volto grigio di bimba
Ma sempre più rarefatta
L'aria tace
E
Perforando il guscio del cranio
L'intelletto percuote
Corda di seta!
Il Dio Pietra si pasce
Dell'occhio supremo:
Di Baco mi impicco
Con Leggiadri pensieri di fantasia
Dalle radici soffocate nel fango
Alle foglie libere nell’aria sto in compagnia
sull’erba scendo al vento assolto
Immobile, quieto, un eterno silenzio ascolto
E infiniti suoni corrono alla mia testa
Che L’anima mia in eguali atomi ridesta
Ormai sparso felice nel cielo
Fuggo intrepido verso una stella
E superato quest’ultimo velo
Ringrazio la vita per quanto è bella!
Molte volte ti ho ascoltato e ancor t’ascolto,
in silenzio ti guardo, son stato tuo amico,
nonostante tu molte volte mi abbia messo in croce,
non ho gridato il mio dolore.
Dicevi che un giorno avrebbe prevalso l’amore
e liberi ci saremmo uniti in matrimonio,
ma le bugie imbavagliano le parole
divenendo delle inesorabili catene.
L’aria oltrepassa ogni filo spinato,
ma la libertà si lacera di molte ferite nel farlo,
così usi le mani per scardinare le porte come un martello,
prigioniero diventa l’amore quando perde il cuore.
Il cielo non ha patria, le mappe son segnate da mille confini,
si possono far coriandoli con la loro ipocrisia,
strappando le spine e i chiodi dalle croci.
Scappo da tutto e ciò che sian solo parole,
piango il mancato risveglio,
tu ti sei fermato non sei più un gabbiano.
Non possiedo le tue lacrime,
t’ascolto in silenzio, mi hai chiuso in una gabbia,
conosci il mio pensiero, ma non ti ho mai avuto,
eppure tu hai posseduto me.
E cerca l’acqua
con il suo occhio scuro
un inguine di zinnia. Spola
di un circadiale puro
sotto la morsa d’ombra
dilama, ventre a terra. La coglie
questa poesia gettata a braccio,
non io che sto smarrita
tra l’erba alzata delle nebbie
a chiedermi -hai freddo?
Chino la testa fra le tue mani
quelle di gesso e sante preghiere
che padre amorevole di figlia devota
porge alle lacrime d'ombra sul viso
<Hai visto, Padre, ch'io forse già t'amo?>
Come rammendo in calzini vissuti
saturo spazi vuoti a soli e stelle
-quelle che tramano la mia vita in lungo
e negli intersizi ripongono luce-
Chiamami ozio
d'amore e di cuori
È parlarti con gli occhi
andar via con la testa
le campane i rintocchi
come un giorno di festa,
poi stupirsi di nuovo
e fermarsi un momento
dirti quello che provo
trasportarti nel vento.
È l’intarsio dei cuori
sopra il rosa del pesco
l’alchimia dei colori
quando fuori non esco
mentre il mondo si muove
e mi spezza le trame
ne disegna di nuove
ma è soltanto catrame.
È una pioggia che scende
senza farsi sentire
è l’umore che prende
e che vuole tradire,
è una mano gentile
che mi afferra la mente
in quel gioco sottile
dove noi siamo niente.
Essenziale è soltanto
l’essenza di te.

Non ho idea di cosa sto per scrivere,
non ho idea...
Pensieri che non riesco a capire, a spiegare,
sensazioni che non riesco a intuire, a decifrare.
Effluvio di pensieri sconnessi
che non hanno alcun senso,
che non capisco,
non riesco.
Intorno a me tutto scorre lentamente,
sospeso tra l’eterno e l’infinito,
il tempo sembra essersi fermato.
Fuggono da me tutti i ricordi,
i pensieri recenti, i più cari sentimenti.
Tutto abbandona la mia mente,
lentamente...
Non ho idea, non ricordo un accidente,
ho smarrito tutto, non ho più niente...
Non ho.
al mare ti voglio portare,
per poter il tuo cuore freddo, scaldare.
Non essere triste,
il sole oggi è nato anche per te
e nel cielo sta brillando.
I tuoi occhi son lucidi di pianto ma,
con il vento,
le lacrime puoi asciugare.
Mia principessa,
vieni via con me,
lascia alle spalle il tuo passato
e non ci pensare,
per te un fiore ho rubato
e te lo voglio donare.
Ora ridi con me
e butta fuori tutto l'amore che c'è, dentro di te.
Amore, principessa mia dolce,
senza di te non so più restare,
poiché tu sei dentro di me
e non ti lascerò più andare,
giorni felici ti voglio regalare,
da vivere insieme, al mare.
Principessa mia,
questa poesia l'ho scritta tra calde lacrime di pianto,
bensì di gioia, non di dolore,
pensando a quanto è bello e infinito il nostro amore.
Tu mi scaldi il cuore, come fossi il sole,
per l'emozione che solamente tu mi sai dare.
"Space... The final frontier... These are the voyages of the Starship Enterprise. Its continuing mission: To explore strange new worlds... To seek out new life; new civilizations... To boldly go where no one has gone before!"
(Jean-Luc Picard, Captain)
Dai
spegni
l’abatjour
e facciamo finta
che la notte sia lunga.
Dislochiamoci dalla veglia
al soffice mondo del sonno
come due gatti attempati
che si crogiolano
nella propria
galassia,
ad anni luce
dalla reviviscenza.
Lasciamo che i ricordi
e che i moti dell’animo
cadano annebbiati
dal torpore
perpetuo
del letto,
poi facciamo
che tutto sia sogno
e che la nostra nuova vita
sia un viaggio su un treno
di onde e pensieri casuali.
Abbandoniamoci al buio
di questa dolce stanza
con vista emozioni,
che l’armonia
e lo stupore
incessante
del nostro
amor conscio,
presto non saranno più
concetti surreali e nodi parassiti,
ma il solo modo per far passare la notte,
come se ci fossimo davvero addormentati.
«Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso. »
(Platone)
se ti senti perso
non cercarti lontano ma dentro il tuo cuore
uomo si
ma ancor più amore
di fatto è chiaro
ma se ti turbi è vano e amaro
si sereno impara l'arte della malleabilità
unita a coraggio,onore e lealtà
di vitale importanza son ciò che sembrano a volte i dettagli
sincerati per ciò in cui credi e combatti
per non incappar nel ripetersi di soliti sbagli
ciò che luccica a volte non val che pochi abbagli
ricorda che un diamante nasce grezzo,sporco senza imbrogli
e un coccio ben fatto fa più gola
a chi pensa che la vita sia fatta di materialismo e d'apparenza
il lato oscuro offre a ogni uomo il giusto amo e giusta lenza
affinche la preda abbocchi senza porsi dubbi
convinto di condurre lui la sua esistenza
rischia d'incappar in un giochetto di vil sapienza
caro o cara mia prendi coscienza
i burattinai voglion che perdi la speranza
svincolati dagli schemi fatti di strambe e assurde credenze
ceti sociali,squadre,razze o partiti
comprendi che codesti son spartiti fatti e finiti
e tu sonnolento musicista inconscio
suoni e acclami ciò che ti travia conscio e subconscio
è tutto più chiaro e facile di quello che pensi
sei tu l'artefice della tua vita,il tuo dio,il tuo creatore
credi in te stesso sturati le orecchie chiudi gli occhi e inizia sentire
quella piccola vocina dentro tè è la tua anima e ti sta sempre a parlare
lei è svincolata dalle regole materiali
a occhi e orecchie e segue leggi universali
impara a comprendere i suoi deboli e ancor fiochi segnali
se segui il suo spartito i segnali cresceranno
la tua mente sarà più serena
il tuo spirito rincuorato
il tuo corpo sveglio e ricettivo
e tornerai a essere quel meraviglioso essere unico e creativo
pronto a tessere la propria realtà
fare tesoro di ogni esperienza
e con amore incondizionato
tornare il padrone unico e incontrastato
della propria esistenza.

Mi inchino alle bellezze del mondo, e rispetto gli altri .
Ho imparato a perdonare, ad amare gli altri .
A dare speranza e conforto a chi soffre, a chi cerca risposte.
Mi sforzo di portare luce e amore nell' universo, ad insegnare che l' odio rovina .
L' invidia, ti logora ho imparato a ringraziare per quello che ho.
A gioire per un fiore, per la pioggia , mi scaldo sotto il sole.
Ho imparato a portare, la pace dove c' è violenza, il rispetto dove c' è rancore .
È questo il mio compito, è questa la mia missione donare e divulgare solo i sentimenti positivi .
Purificando quelli negativi, per vivere meglio in serenità con il resto dell' umanità.












