Chino la testa fra le tue mani
quelle di gesso e sante preghiere
che padre amorevole di figlia devota
porge alle lacrime d'ombra sul viso
<Hai visto, Padre, ch'io forse già t'amo?>
Come rammendo in calzini vissuti
saturo spazi vuoti a soli e stelle
-quelle che tramano la mia vita in lungo
e negli intersizi ripongono luce-
Chiamami ozio
d'amore e di cuori

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