A quest'ora il cielo
avrà decorato le stelle
frugando desideri.
A quest'ora la luna
avrà rubato ancora
un bacio al mare .
In quella carezza
l'essenza
la corposita' dei temporali
i riverberi chiaroscuri
gli odori della pioggia
il vento mescolato ai fiori
il rumore dei pensieri
intense cromatiche sfumature .
A quest'ora
la notte è un rintocco
che si addormenta
tra le ciglia.
... e tutto questo bianco mi stupisce ancora
Non importa se un brivido
percorre la schiena
- forse il linguaggio degli angeli -
che m’attanaglia nel candore
della pura magia, lieve
come quando la neve nel mare
torna ad essere acqua
e tutto si ricrea
come il tuo sguardo che m’invade
se ti vesti di Luna
nei perdoni di Giugno
risorgi più in alto
nelle giovani terre
gridano le onde
deserti e promesse
carezzandoti per sempre
ora nei tuoi sogni di latte
Più in alto da ogni libero blù
accogli gli orizzonti coperti
proteggi la voce
di Stelle in caduta
nei brividi di un'alba
dagli occhi socchiusi !
ho bussato per seicento anni alla tua porta,
sotto la pioggia, il vento e il sole;
non mi sono arreso,
nonostante, dopo essermi perso in mille domande,
avessi avuto duemila inutili risposte.
Non credevo d'avere un’anima,
ma soltanto un indomito cuore;
seicento anni ad aspettarti,
per avere un minuto del tuo amore.
Se tu sapessi quanto incredibile sia stato
veder scorrere i granelli di sabbia,
mentre segnavano il tempo;
dovevi ancor nascere e poi morire.
Nell’attesa, mi son mutato in una lacrima,
un giglio, il profumo di un fiore,
per trovare la mia anima nascosta dentro il tuo cuore.
Nessuno saprà
che siamo mai esistiti
quando anche questo
sventurato pianeta
sarà l’eco lontana
di un’esplosione,
e le mie parole
saranno di nuovo
materia plasmabile:
particelle d’amore
in sospensione
in un brodo
prebiotico.
Ti scriverò
lo stesso,
e compresso
in un solo punto
infinitamente piccolo
codificherò e assemblerò
i fondamentali di sentimenti
che sapranno trasmettersi
ancora, di generazione
in generazione.
Contrattami, metti il sigillo a quest’amore,
che sia l’ultimo di queste stanze,
che siano eterne le danze delle ore. Nella forma
opportuna, passeggiando sulle lune
di Giove o solo guardando dall’oblò della nave
ferma in porto. Perché ciò che di soave
già esiste sia triplicato e che ogni fune
serva per l’arrampicata sulla vetta del karma
che ci appartiene. Scriveremo romanze
e cantilene in versi, sempre in ascolto di onde sonore.
Ho misurato il tempo
anche questa è vita.
Che vuoi che sia?
Febbre, malessere diffuso, senza esantemi però
L’impotenza è una smorfia sul viso, riempie il cranio di operai che cercano uscite
Il varco delle orecchie per intenderci
o un neurone buono a cui aggrapparsi come ad uno strike (contro chi?)
anche il mezzobusto ammicca per intendersi e chi annuncia queste cose
partecipa alla mia mancanza di Potere tranne che se avessi un modo
anche uno per farli salire nella corteccia cerebrale a vedere da qui e sollevare da qui
se avessi ancora una medicina che non risultasse scaduta, abbattuta, imbalsamata
ma è il tasso di violenza di un nervo contro l’altro, (e dunque non la mancanza di plinti)
la cifra delle vendite all’ingrosso di coltelli a serramanico
e di come la nevrite ormai si è assopita
avere nervi scoperti e non poter adoperare le braccia, che contraddizione fratello!
E come sfuria nel traffico la cura del dolore,
il semaforo troppo umano per non sentirsi in colpa
le facce unite dal lifting: che male è avere i propri affari, il mutuo trentennale
adoperarsi contro le ragadi?
Qualche chilo di troppo,
e trent’anni ad aprile.
Dozzine di idee scartate
a priori, e questo vinile
di mio padre: le sole certezze
stasera… ho raccolto tante
volte le mie cose ma non ho mai trovato
un motivo per partire, non ricordo quante.
Due oche si rincorrono
per tutto il laghetto.
Poi si fermano, sembrano
guardarmi… c’è un vecchietto
che getta loro qualche mollica.
Borbotta qualcosa, e va via.
Ho raccolto troppe volte le mie cose, ma sono
rimasto… non odo che i miei passi nella foschia.
Ho paura, non mi sono mai
sentito così solo: ho perso
il lavoro, e ho perso ogni donna
per non amarla… e chiuderla in un verso.
Non ci pagherò la spesa con idee in naftalina,
un vinile, o l’emotività che mi fa scrivere.
Non ho mai desiderato davvero partire: e a che
mi serve la poesia, se non riesco a vivere…Ebbene si……
Imparo io dalla vita o è lei che apprende da me…….
Quando tutto ciò che ti circonda ti riguarda, ogni segnale ti appartiene
È eclatante prenderne attiva parte, se sono solo o in compagnia
Cambia poco, è tutto un gioco, che si crea indipendentemente dall’attenzione che uno vi presta
E se ci si desta e si vuol partecipare al grande circo della genesi
Non solo non ci è vietato, ma il tutto coopera con imparziale e meticolosa partecipazione……
La scelta, la volontà, l’amore…….
Nell’espressione del guerriero luminoso non vi è timore
Si affronta a testa alta e con sconcertante non curanza dei dettagli che adombrano l’essere profondo
Ogni cosa capiti e come un fiume dolce e amaro si percorrono le molte vie……
Paure e rimpianti vengono trascesi, si vive in armonia senza troppi turbamenti
Poi ci si accorge se si presta ascolto, che la sinfonia della vita suona per noi
È parte di noi, siamo noi….. quando un cuore pulsa esegue impeccabilmente un balletto
Un giro di valzer con l’universo, a confermare che quantunque non si presti attenzione
Qualunque cosa si muove alla perfezione……..
Adoro la vita e ora accenderò un incenso per lei, non posso far altro che dire grazie
E esserne umilmente fiero…….. come piccola luce che nell’oblio
Percorre il sentiero.
Vado camminando assorto
E di pari pensieri vengo coinvolto
Respirando a fiato corto
Risuonan le stagioni a passi pronti
In me, come rugiada si posan dolci,
All’unisono risonanze senza fonti
Caldo e freddo arrivan senza intralci
Di amori immensi vengo percosso
Ridonando a me il ricordo
Degli occhi da cui venni scosso
Che soavi, mi fecero sordo
E degli occhi miei
sciupati al vento
Riflessi nei tuoi
Impregnati di quel momento
Ascoltai e vidi la vita
Nuda sul prato folto
E subito svanita
Come dal campo
Un fior vien colto...
All’improvviso.
I denti quella mattina battevano,
disperati quanto il cuore: ho guardato
la luce dentro ai tuoi occhi, e ho sentito
la vita scivolare via come fosse pioggia.
Ho sentito la tua mano diventare fredda, e
l’ho stretta con l’ostinazione di un bambino.
Ha urlato solo la mia anima, e quel grido
nella testa quando viene buio ancor echeggia.
Te ne sei andato,
ma sei sempre con me.
La morte rende liberi i morti,
non i vivi…
Ci sono notti che mi sveglio e getto
versi sulla carta: la mano è come se non mi
appartenesse… se non sapessi che
non sono pazzo ,direi che sei tu che scrivi.
Se tu fossi ancora qui,
staremo seduti su una panchina,
ad ascoltare le parole delle foglie
che rispondono al vento.
Vedrei l’altra parte di te,
quella che impigliava le nuvole tra i rami
e giocava con le luci e le ombre.
Se tu fossi soltanto un vecchio sogno,
dove accendevi i falò
e cantando bevevi birra
per dirmi che eri felice.
Questa notte parlerò con i miei ricordi,
standomene seduto sotto la luna,
accordandomi con i suoi misteri.
Inconfutabili i numeri del destino,
non si fermano di fronte alla solitudine
se tu fossi ancora qui,
vivremo i nostri giorni.
Si muovono parallele dimensioni, elementi interconnessi di noi.
Uno centro immutato in espansione, battito di un cuore che si espande e torna a sé.
Cercare dentro per andare fuori, che poi è sempre dentro.
Vedere il nucleo delle cose traspirare verità, fermato al guscio l’incerto si cela e dimora…….
L’ispirazione incondizionata crea ciò che era pronto a fare il passaggio da bruco in farfalla……
Il potere dell’intenzione emette vibrazioni nobili se guidati dalla verità
Ma forse…….
Vero e falso non esistono, tutto è tutto e il suo contrario
contrariamente a ciò che si crede potrebbe essere più veritiero……
quì si sospira a volte……….
Il dubbio non esiste, è solo la scelta di porsi un dubbio che gli da forza e forma………
Individualmente il cuore nel suo insieme non erra mai…….
La capacità di discernere è soggettiva, le esperienze altrui sono sempre parte di te stesso
Ma vissute da un'altra angolazione e vanno rispettate.
Tutto torna alla fonte e purificato e assimilato si riversa a valle……..
Un gioco interessante è vivere…….
Se sei un giocatore consapevole
Farai la tua parte senza essere troppo trasportato da agenti esterni…….
Ci vuole volontà per essere te stesso…….
A presto scintilla eterna prima o poi tornerai a me.











