Diffida di Persone assai certe
pensieri per lor fin troppo assertivi:
arroccati stan in braccia conserte
mentre, nel dubbio, più in là progredivi!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Che tragedia le corna

Arcuate e sguainate

Diventano pezzi di storia

E nell’oblio svettano ad altezza d’occhi

Appuntite messe in ghingheri

Agili orlate baffute a misura di postura

Senza far rumore infilzano un cuore

Oh che tragedia le corna

Sciolgono gemiti in lacrime

E come aure ossute salgono al cielo

Fingendosi beate

E poi cadono

Credendosi dannate   

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Profilo Autore: Salvatore Lagravanese  

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Endecasillabi canonici a rime baciate leggibili a scelta tanto a minore quanto a maiore (secondo l’umore del lettore, anche il mio era bivalente mentre leggevo il testo ispirante e scrivevo questo) sgorgati come commento alla poesia «Dal dottore» pubblicata da Kalotins (in un altro sito).


 

Il mio mi manda analisi a rifare,
quando ritorno finge di guardare

ma già sappiamo che tutti i valori
confermeranno essenza di dolori

che medicine tentan d'attenuare
ma non c'è modo proprio di curare…

però pietoso dice di gioire
ché forse ancora non sto per finire;

ma non è molto bravo come attore
il rassegnato vecchio mio dottore.


09/03/2026


 

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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una voglia repressa aleggia
tra la mia mano e il tuo corpo:
un confine dove la pelle
non è più soltanto colore,
ma desiderio che scotta nel buio
di ogni tuo anfratto.
Distesa nel nulla del cosmo abitato,
la mia carne trema.
Con la rabbia del segno
cerco di rubare il tuo seno,
sento il tuo respiro nelle dita.
È una danza d'amore, la nostra,
una passione che non vuole guarire;
profonda come il solco
che la matita lascia sulla carta nuda.
Non serve vedersi per toccarsi:
il tuo collo, la tensione felina...
Ruggisci,
anche quando rimani in silenzio.
Siamo due poli che si cercano
per l’attrito della vita.
E questo ritratto, che ancora brucia,
è l’unico modo che ho per dirti:
ti sento ancora qui.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Sonetto standard sgorgato come risposta al commento di Oudeis sulla mia «695 - …E torna l'8 marzo…».


 

D'introspezione n'ho già fatta troppa
vedendo che son vuoto e disarmato
e penso pur d'avere un po' stancato
alzando di sfigato ogn'or la coppa.

L'ispirazione sfugge e come toppa
pensando all'otto marzo ho pasquinato¹
ma penso proprio quello ch'ho narrato;
è che mi sento come una faloppa²

mi viene da pensare: almeno un riso
leggendo questi versi poi si svela,
allegro si distende qualche viso

ché non al pianto sempre il cuore anela
ma l'introspetto³ ormai sin troppo liso
richiama troppe lacrime e mi gela.


¹: ho scritto una “pasquinata”, una satira in versi con richiami politici;
²: il bozzolo scadente o macchiato di un baco da seta, di solito conseguenza di una crisalide morta e putrescente prima della raccolta;
³: introspezione.


08/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Il tanto che mi è arrivato dal tuo poco mi ha trafitto,

e adesso che è troppo non riesco nemmeno a pensarti.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Ci sono degli odori del passato,
Che quando li senti rimani estasiato,
Anche la muffa di una cantina,
Ti ricorda quando eri una bambina.

L'odore del borotalco bianco,
Che tua madre metteva quando eri stanco,
L'odore del vinavil per incollare,
I tuoi collage a scuola intenta a fare.

Il profumo di zucchero di quella pasticceria,
E le domeniche passate in allegra compagnia,
L'odore in chiesa dell'incenso, 
Legato a Natali e Pasque a cui ripenso.

L'olfatto è un senso che ti fa contento,
Funziona come la macchina del tempo,
Una sniffata data distrattamente,
Si torna giovani immediatamente
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Limerick A¹¹A¹¹b⁷b⁷A¹¹.


Cosa sia l’amicizia non lo so,
ho una lunga rubrica sì, però
il telefono è muto,
tranne qualche cornuto
che minaccia per soldi che non ho.


08/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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L’essenza si mostra con quel fare sparuto.

Raccolgo i suoi semi

in tenere nicchie di orge coriacee.

Lo stupore riaffiora,

finalmente,

reciproco.

Nei rivoli

di questa complicità senza confini

ritrovo la forza.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Ci sono momenti

in cui mi ritrovo in silenzio

davanti a un paesaggio

che sembra ascoltare

più di quanto io sappia dire.

Il cielo si allarga,

il vento passa leggero,

e dentro di me

qualcosa si scioglie piano.

In quella quiete

i pensieri diventano più veri…

e quasi senza accorgermene

finiscono sempre

per riportarmi a te.

Nonostante il tempo

e le distanze,

c’è ancora un luogo nel mio cuore

che si accende

quando ti penso.

Non è nostalgia che punge,

né attesa

di qualcosa che deve tornare.

È uno spazio semplice, sereno,

dove il tuo ricordo

non pesa

ma scalda.

Un angolo silenzioso

che non ha mai sentito

il bisogno di cancellare,

solo quello

di custodire.

Ed è questo che mi sorprende:

la dolcezza

con cui continuo a volerti bene.

Senza rumore,

senza pretese,

senza chiedere risposte

al destino.

Solo con quella tenerezza quieta

che resta

anche quando tutto cambia,

e che mi ricorda

che certe emozioni

non hanno bisogno di spiegazioni

per essere vere.

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Profilo Autore: Biagio Banigi  

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Sonetto recitabile a minore rimato ad alternate ABAB ABAB CDC DCD.


 

Con questo cos’avrei voluto dire?
Non so: chiedete a persona sbagliata…
non sono quello che riesce a capire,
tenete conto c’ho testa bacata.

Resto a pensare fino ad impazzire
o forse è già la follia risvegliata
da quando gli occhi comincio ad aprire
e un’altra notte di sogni è sfumata.

Io questo faccio: sogno e poi ripenso
cercando modi di fare altri sbagli,
cado nel nulla più pieno ed intenso

scegliendo sempre i peggiori bersagli,
vivo il disagio più freddo ed immenso
e torno a fare i miei rimati ragli.


08/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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La mia luce è la mia ombra.
Il coraggio perpetra la fine,
abbracciando l’inizio dell'orgoglio,
mentre riflessioni eteree
attendono impazienti
il madido calore sulla pelle,
quel brivido che svela la sostanza.
Il silenzio affabile ammanta
il cielo screziato dalle intemperie:
il tempo si fa polvere nella mia memoria.
Il mio sguardo non è vuoto:
è solo in cerca di conferme,
un ponte teso verso l'orizzonte.
Nella valle delle pietre,
dove ogni passo ha il peso del destino,
gusto il sapore di mele acerbe,
pensando a labbra splendide:
l'unica cura di un essere infedele.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Un calice di cielo

trabocca nei tuoi occhi,

e tu, donna,

battito di Dio

fiorito per il mondo,

sei un costato di diritti

calpestato dalla storia,

inchiostro di cuore malconcio,

nome sbeffeggiato dall’odio,

lavagna scolpita dal dolore.

Le stelle muoiono sulla tua pelle

spente per sempre per mano di un uomo,

sangue e rossetto

ubriacano pagine di cronaca,

ma tu, donna,

sei e per sempre sarai

battito di Dio

fiorito per il mondo,

un costato di diritti

inchiodati alle pagine del rispetto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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In giro c'è aria di primavera gioiosa,
accompagnata da un profumo di mimosa,
questa pianta fiorisce alle Idi di Marzo,
usata per ornamento e anche per sfarzo.

Uscendo saluto il custode al portone,
vedo una mimosa in esposizione,
vado al bar a far colazione,
me ne ritrovo una sul bancone.

Passo a salutare il parrucchiere,
c'è una piccola mimosa in un grande bicchiere,
vado in comune per un certificato,
una pianta di mimose lungo il porticato.

Al semaforo mi ferma un senegalese,
vende mimose per iniziar bene il mese,
mi reco ad acquistar pietanza di facile cottura,
mi ritrovo mimose tra la frutta e la verdura.

Vado dal mio caro commercialista,
eccone un'altra in bella vista,
vado in farmacia perché ormai ho mal di pancia,
un'altra mimosa campeggia sulla bilancia.

Temo quindi di aver problemi di vista,
torno a casa per non andar dall'oculista,
mi siedo sul divano e con sospetto,
mi fermo un attimo e rifletto.

Poi dopo un po' di esitazione,
stupito arrivo ad una conclusione:
non è che oltre alle donne... casomai,
stasera faran festa anche i fiorai?
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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un linguaggio sconosciuto con accenti spigolosi

ma anche con sbrodolamenti domestici.

Lì mi trovo,

nel limite critico,

né bianca né nera…

grigia,

in deviazione standard o ancora più fuori,

da li vedo

negli altri

il mio stesso puntiglio di “essere particolare” 

fondamentale illusione.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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