Strofa di senari a rime perfette ripetute tra loro tutte consonanti in schema abcdabcd.


 

T'attendo Signora
vestita di nero
che sbagli la mira
colpendo qui in giro;
concentrati ora
senz'altro pensiero,
la tua scure vira
verso il mio respiro.


17/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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A UNA MADRE…
C’è una fase avanzata dove la neve comincia a indurire,
come se perdesse colpi,
a dire: il gioco è finito,
e giù giù giù affonda…
nelle tenebre infantili.
Che forma assume ora il cielo?
Di una nuvola o di una favola?
È l’inquieta notte che plana 
sulle ciglia al passo della fronte,
di angeli immemori
come una trama oscura 
raccontata da un dio errante…
E non v’è nulla di divino
se i tuoi occhi si allontanano dai miei
nelle nebbie paludose 
mentre taci in accorata supplica,
quando la parola scivola 
nelle gelide menzogne dei nomi…
Così la tua grazia si consuma
nell’oblio delle stagioni 
e ferma la memoria
in un volo di antiche sere! 
Oh madre, dimmi, riconosci il mio amore?

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Profilo Autore: Salvatore Lagravanese  

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Papà  che parola  meravigliosa 
ma solo per quelli veri ,per 
quei papà che amano davvero 
che amano con il cuore  che
abbracciano senza far rumore. 
Papà tu che accompagni  
ogni passo di tuo figlio,
tu che rendi  ogni momento. 
bello senza filtri,
tu che cammini accanto 
a lui rendendolo felice,
non dimenticare 
di quanto per lui 
sei importante. 
Papà  che parola  meravigliosa 
quelli veri, senza maschere 
che confondono le idee 
quelli che veramente sono sinceri  
per  voi che stringete i vostri figli
che regalate sorrisi,
prendeteli per mano
verso un futuro  mai stanco.
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Profilo Autore: Rita Angelini  

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Vedo, filmo, sono

I phone, I pad, I am,

on line, on the road

the photo is my god


posto il pollo arrosto

così mi sento apposto,

occhi puntati sul display

tra le rovine di Pompei


chini sul telefonino

come tanti manichini,

social assassini,

su la testa cittadini.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Mi son seduto 
in mezzo alle ombre 
e guardo la pace 

È vacua - pallida 
è ridotta
come sbattuti balocchi 
che cercano gloria 
dentro occhi 
dove non circola 
più vita
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Sonetto nato al volo in risposta ad una domanda fattami da “catilo” a commento della mia precedente «701 - Ancòra»; chiedeva perché non mi giro a guardare in avanti invece di fissarmi sul passato facendomi male.


 

Perché girando intorno ciò che vedo
è immagine sfuocata del passato
mentre dal lato opposto mi concedo
lo sguardo su un futuro terminato

con un fattore nullo per l'albedo:
pure con faro intenso lì puntato,
soltanto il nero avanti fa corredo
a un tempo che nel nulla è già scappato.

L'animo più leggero l'è per forza
perché perso il passato non ho nulla
né posso ripararmi in una scorza

fatta di una cultura un po' fasulla
giusto per non sembrar proprio scamorza…
ma solo il vuoto resta a me per culla.


17/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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La visuale del mio mondo passa fra una tenda ed un vaso di fiori che odio,  devo addestrare l'occhio buono a svirgolare una rosa che mi nega un frammento del vivere; vorrei con un salto effimero comandare all'aria di sorreggere la mia fantasia  per rivivere il contatto con la terra: stanco, vuoto, il dolore vince sempre però le droghe creano mondi sopportabili e immagino me che vivo ancora ancora ancora senza arrendermi da questo buio ,freddo e ancora una volta mi salvi e questo mi devasta sapendo che soffri per me ti accarezzerò mentre dormi e ti bacerò sulla fronte.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Battito d'ali,
sguardo immenso.
Nell’aria aleggia il profumo
dell’universo.
Sogno:
realtà impalpabile,
distante, leggiadra,
tra le palpebre del mio mondo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Due strofe di quinari rimate in schema abcbca con i versi “a” tronchi.


 

Che senso ha
cercare il senso
di quelle cose
che in fondo penso
mi siano esplose
senza pietà?

Credo, non so,
che sia successo
tutto soltanto
per dirmi «Cesso,
non vali tanto…
e neanche un po'!»


16/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Ho assaggiato le tue domande e sono diventate anche le mie.

E adesso,  anche se mangio altro,  non posso più  tornare  indietro.

Ho scoperto nuovi sapori e anche se non dovessi mangiarne più ho acquisito nuove consapevolezze senza più essere in grado di ignorarle.

Un po’ come quando accendi una luce in una stanza buia, anche se poi torna - lui,  il buio -  ormai conosci cosa contiene e non puoi più far finta di nulla, non puoi più fare finta di non sapere.

Mi innamoro ogni volta del tuo sorriso e quello mi salva ogni giorno.

Cerco qualcosa,  continuamente,  senza trovarla, e allora aspetto che mi trovi lei.

Guardo,  vedendo gente che guarda senza vedere

 sente senza ascoltare

 beve senza dissetarsi

 mangia senza saziarsi

si innamora senza amare ma solo per essere amata.

Finalmente ho capito e a volte, quando serve, mi rimetto la maschera e resto in silenzio

D’altronde è risaputo:

non si svegliano i sonnambuli.

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Profilo Autore: Elvezio  

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Sonetto a rime alternate.


 

Continuano in silenzio ad andar via
una per volta, senza salutare,
quelle figure ch’eran compagnia
sapessero o anche no loro parlare,

qualunque fosse loro strategia,
due gambe o quattro zampe a camminare…
la vita che finisce, che magia!
Ed io che resto qui per scribacchiare

cercando di capire qual motivo
fa sì che quest’inutile fallito
continui ancora inutile a esser vivo.

Ci penso eppure ancor non ho capito
perché la morte a lungo così schivo
pur se da tempo già sono finito.


15/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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In realtà, il demone di cui parlo s’è acquietato da tempo. Ho scritto questo testo pochi giorni fa, approfittando di una rara parentesi di euforia, ripensando a momenti di più intensa attività compositiva.

Chiedo aiuto! Si può bloccar sé stessi
senza fare poetica astinenza?
sol restare bloccati o disconnessi
quando sorga un’abietta dipendenza?

Un demone m’è entrato in un recesso
tra cerebrali circonvoluzioni
sicché il cervello è preso da un ossesso
che s’esprime in deliri e possessioni.

Il "daimon" più ciarliero che ci sia,
non tace mai, mi tira per la giacca
per farmi pubblicar ogni poesia
che sia sublime oppur valga una cacca.

Un demone narciso e petulante
che tra tutti vuol essere il più bello,
un demone d’applausi questüante
che capovolto porge il suo cappello.

Fa il poverello eppur è assai famelico,
mi bacia un dito e poi morde la mano,
è un demone che veste in modo angelico
ma ben presto dimostra un cuor profano.

Quando non reggo più, me ‘n vo in vacanza
e lo sospendo allor per giusta causa,
ed ecco che lo trovo nella stanza
e non intende darmi alcuna pausa

ma m’impone di mettermi seduto
ad espletare l’ultimo mio parto,
distòcico magari e senza aiuto,
tal da farmi rischiar pur un infarto.

Possibil che quel folle non dia pace?
E non potendo io esorcizzarlo
né usando le preghiere né la brace,
qualcun mi spiega come fo a bloccarlo?
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Siedi sul tempo, come su un trono.
La tua mano è morbida piuma:
sfiora la pelle, toglie il respiro.
Nella quiete della tempesta,
sei l'eterna ragione di vita.
Dominando chi non deve chiedere,
al mondo il tuo specchio,
ogni essere è tuo suddito,
vinto dal tuo carattere che sa di carezza.
Le tue labbra pretendono
una fame che non sazia;
mordi chi vorrebbe godere.
Nel ferro rovente di un confine tracciato,
i tuoi artigli graffiano l'anima.
Con l'orgoglio che svetta,
come la schiena di una montagna,
sei magnifica furia, oltre il peccato.
Non c'è spazio per altro:
sei desiderio che mi trascina
nel labirinto del tuo ruggito di fuoco.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Orfeo mi trascina in altri mondi

E vedo Blake che vede me e mi piega

Come un cucchiaio di madreperla

E come la pecora nera

Che sfugge alla fase Rem

E alla logica condizione

Di capire in che fase sono

Ma è fase di trasposizione

Se la pecora non è al posto giusto

O è fase di transizione

E aspetto che Blake mi metta al giusto posto

E che Dio sappia che esisto

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Profilo Autore: Salvatore Lagravanese  

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Strofa di settenari giambici a rima in schema abacabac.


Perché ti sogno ancora
se forse neanche esisti?
Perché ti sogno ancora
se tu non sai chi sono?
Perché ti sogno ancora
vivendo giorni tristi?
Perché ti sogno ancora?
Perché non mi perdono?


15/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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