Spiragli di luce sfiorano radenti i campi intorno

l’ultimo tepore accompagna la vita che si appresta alla notte

i colori recedono

gli odori e i rumori  cambiano nell'ombra che avanza

la mente abbandona la sua pretesa

non piu capire

ma solo esserci

entra nuda nel coro

e si arrende all’estremo fiato di sole

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Sonetto, endecasillabi canonici rimati ABBA ABBA CDC DCD.


 

Sgocciola via la mente piano piano
da un foro che trasporta i miei ricordi
fuori dal cranio, logici e balordi
van chissà dove, certo assai lontano.

Non riesce a trattenerli la mia mano
pur se la penna tenta versi ingordi
d’una poesia che va parlando ai sordi
d’amore ed altri sogni in italiano.

Si svuota lentamente il mio cervello
e quella che fu già fine corteccia
assume ormai l’aspetto d’un crivello

in cui la rete troppo larga intreccia,
trattiene il brutto ma si perde il bello
e anch’io mi perdo sulla carrareccia.


24/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Guizza sull’acqua un raggio di sole

schizzi di pioggia sull’arcobaleno,

lampi di luce tra magiche calli

sotto un ponte appare la gibigiana


tremolanti riflessi danzanti sui muri

accendono passioni in cuori affranti,

fuggevoli immagini in forme cangianti

rimandano l’eco di miti cantanti


vibra e palpita la gibigiana

si allontana in silenzio nell’ombra

scompare nel buio della notte,

il dolce sorriso di una  pantegana.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Mai avrei pensato di vedere  così tante guerre 

combattere per la pace 

donne e bambini morire 

intere città scomparire. 

Mai avrei pensato di non avere più sogni da realizzare 

e che non avessi voglia di 

guardare l’orizzonte senza cercarvi un incendio,

di sfogliare il domani come fosse un libro aperto.

Ci siamo scoperti fragili,

argilla tra i cingolati di una storia che non impara,

mentre il vocabolario del futuro si svuota

e resta solo il peso di un presente immobile.

Eppure, in questo silenzio di macerie e di progetti interrotti,

cerco ancora il coraggio di una parola pulita,

l’ostinazione di un seme che, sotto il fango,

non ha ancora smesso di sognare la luce.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Lei, la mia
neve di dicembre
sole d'estate
autunno dei ricordi
primavera sognante.
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Profilo Autore: rikyineffable  

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Mi son persa nell’alba
d’un giorno qualunque,
mi son persa dentro il sorriso
del tiepido sole che sorge.

Sorge e si rinnova ogni istante,
mai si stanca, lui sempre ritorna.
È un giorno qualunque.. eppure..
è un giorno diverso!

Scoprire le nubi che coprono il cielo,
allontanare quei dubbi mai persi,
scegliere il senso più giusto
d’una vita lungo il cammino.

Un cammino in ascesa
verso mondi di promesse d’amore,
assaporare le gioie vissute
in un unico calice raccolte.

Scoprire che siamo soli nel mondo,
che l’altro è solo illusione riflessa
creato a specchio d’immagine
per riscoprire ricordi impigliati.

Per vedere presenze vagare
in cerca d’esser vissute
tra gioie felici e fitti tormenti
ed è così questa vita!
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Due ali per volare via lontano
da questo mondo pieno sì di vita
ma con la morte pronta a dar la mano
dicendo col silenzio ch’è finita.

Due ali che ci provano pian piano
a sollevarsi verso qualche uscita
ma il tentativo infine resta vano,
la terra chiama come calamita.

Chi cerca l’illusione d’un eterno
e chi rimane attonito in sconcerto
come se il male fosse anche al suo interno.

Un colpo alle certezze duro inferto
d’avere sempre un foglio nel quaderno
per scriver già domani altro referto.


20/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Un uomo si è sbagliato

di piano di porta di chiave

per sapere meglio,
per amare meglio.

Dov’è, dunque, la donna?
È oblio del piacere,
con i suoi bagni di sassi,
con i laceri ricordi della verità.

Ritorna il giorno,
l’incubo è finito,
la realtà lo condanna.

E tu, crudele donna,
hai nella finzione
la tua forza.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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In uno specchio di stelle,
scruto il barlume di un altro destino;
cerco di immaginare
il senso della vita in questo cammino.
Tento di scorgere
le ali della tua esistenza,
mentre il cuore batte un assolo
di tutto rispetto,
evitando parole e silenzio.
Come dici tu,
non fa differenza
se il fato ha già previsto tutto.
Se ho lasciato un segno,
è per far crescere un fiore
nel deserto che incombe,
per vagare nel mare
di una dolce ossessione.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Tornavo

all’alba

per salutarti

 

accolto

da neve rosa

 

Eri Tu

Mio Cuore


*

Quando sono arrivato sotto al portone dell'abitazione dei miei genitori, una folata di vento lieve ha fatto volare dei piccoli petali rosati... ed io, per un attimo, mi sono fermato perché davvero mi sembrava stesse nevicando ma non era tempo di neve... quindi ho sorriso e ho compreso che quell'atto era il saluto di mia madre, per me, che non sono riuscito a farlo personalmente e mi dispiace da morire non essere potuto essere là, mentre lei spirava.

E' una mancanza che mi porterò dietro per sempre, nonostante l'avessi salutata il giorno prima; ma niente lasciava presagire il precipitarsi della situazione.

Sono stati più di tre intensi mesi di stillicidio... il suo male si era avvinghiato a lei e lentamente la divorava, rendendola inerme come uno scricciolo al freddo.  

Ringrazio Stefano e Sanndy che con i loro insegnamenti che adesso vivo da studente attivo, mi hanno infuso la calma che occorre avere in questi frangenti e confesso (e quasi me ne vergogno) che ancora non sono riuscito a versare una lacrima e che, durante i tre giorni cruciali dei saluti per mia madre, fino alla sepoltura, non ho fatto altro che prodigarmi con le persone alle quali uscivano fiumi di lacrime, dicendo che non dovevano piangere... perché a LORO dispiace vederci sofferenti. <3

Nonostante tutto sono sereno perché so che lei ha smesso di soffrire e presto ci ritroveremo, abbracciati... chissà dove.


*



E non potevo fare a meno di riportare le parole di Ninetta... 
   

Ho letto le tue parole con grande partecipazione, perché toccano qualcosa di universale e profondamente umano. L’amore per una madre ha una radice speciale, difficile da spiegare, e quando viene a mancare lascia un vuoto che non si colma, ma si impara piano piano a portare con sé.
Quel passaggio dei petali mi ha colpito molto: è delicato, quasi sospeso, e restituisce l’idea di un saluto che arriva comunque, anche quando pensiamo di non essere riusciti a darlo come avremmo voluto. In fondo, certi legami trovano sempre un modo per esprimersi, anche oltre i gesti concreti. Capisco profondamente anche quel senso di mancanza per non essere stato presente nell’ultimo momento. È qualcosa che pesa, perché sembra racchiudere un significato enorme. Ma credo, e un po’ la vita me lo ha insegnato, che non sia quell’istante a definire l’amore. L’amore sta in tutto ciò che c’è stato prima: nella presenza, nella cura, nella vicinanza quotidiana, anche nei momenti più difficili.
Quando mia madre stava per andarsene, ho vissuto anch’io un momento che mi è rimasto dentro: mio fratello, che mancava da tanto tempo, le si è avvicinato. Lei sembrava ormai lontana, quasi assente, e invece ha aperto gli occhi e li ha sgranati in un modo che non dimenticherò mai. Come se, in qualche modo, quel legame fosse ancora lì, vivo, capace di riconoscere e reagire.
Per questo penso che, anche negli ultimi istanti, qualcosa passi comunque, al di là della nostra presenza o assenza fisica. E allo stesso tempo, quando una malattia consuma lentamente una persona, come descrivi, si assiste a una sofferenza che segna profondamente chi resta. Allora, accanto al dolore, può nascere anche un pensiero più quieto: che quella sofferenza sia finita. Non è una consolazione piena, ma è una forma di pace. Per questo, più che colpa, io vedo umanità. La vita ci chiede di essere in tanti luoghi e in tanti ruoli, e non sempre possiamo essere dove il cuore vorrebbe. Ma questo non toglie nulla all’amore dato e ricevuto.
Le tue parole sono un abbraccio che arriva lontano, e in qualche modo resta.
Molto toccante.

 

 

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Profilo Autore: sasha  

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Nel piccolo e gaio borgo montano,
manciata di case su unica strada
ci si lavava in un lavamano,
fitta nebbia  che Speranza dirada...
Corse chiassose di bimbi d'estate
davi frescura ai giochi accaldati,
passi felpati su strade innevate:
acqua che scorre dentro acque gelate!
Ricchi eravamo anche senza aver niente
si divideva quel po' che si aveva:
cuor solidale di povera gente
un gran sorriso che ben si spendeva!
Or si sta bene: la strada è asfaltata,
la fibra arriva per la connessione,
fragili case or son restaurate:
progresso avanza con grande espansione!
Non siam più ingenui co' i visi puliti,
gli occhioni grandi che scoprono il mondo
e non ci sentiamo più "trogloditi":
giammai a nessuno mi sento secondo!
L'acqua ora scorre nei tubi di casa,
il gran camino è un lontano retaggio,
ma quelle fiabe, ne sono persuasa,
san risvegliare il mio cuore "selvaggio"!

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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Sonetto standard.


 

Crolla la stima che ho di questo mondo,
crolla il valore dato alle persone;
son generoso ed anzi son coglione,
mi sveglio solo, escluso e furibondo.

Pianeta verde, dolce, azzurro, tondo,
gente che vuole collaborazione,
ragionamenti in ogni decisione,
sogni d’amore, esistere giocondo…

Sogno non è Realtà, essa è tormenti,
inganni, guerre, dolori, miseria,
bombe nel culo, missili sui denti…

che sia deserto oppure sia Siberia,
città, foresta o nubi in mezzo ai venti,
soltanto l’odio l’uomo ha per materia.


20/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Il bianco del sale

(NA  NAN NNA NA NA NA NA NE NE NE NE NE NE NA N A NA)

Quando ero bambino, guardavo nel vuoto, cercando una mano

e vedevo mio padre e vedevo mia madre ed allora correvo

ma già un po’ più grande, spesso mi domandavo, perché io rido?

mentre i loro occhi, sono persi nel tempo, senza un motivo.

Poi arrivava l’estate, i colori e la vita, riprendevo il cammino

c’era il mare ed il sole, una corsa da fare a  “chi arriva per primo”

i bastoni e le ruote, le carte e le giostre, i gelati sullo stecchino

Ma il tempo è passato, ora cosa rimane, un vuoto, un male

 e ricordo mio padre e ricordo mia madre, il bianco del sale.

Poi  riprende la scuola, le matite, le penne, la suora

un bicchiere di coca cola e cantare a squarciagola

e diventare più grande, ogni volta a settembre

e capire che tutto non è come sembra

un sorriso nasconde una delusione

una valigia va via e si chiude il portone.

Non  hai una risposta, ti sembra un inganno

La testa non pensa più e ti giochi un anno

Poi arriva l’amore, ma tu non ci cadi dentro

e commetti lo sbaglio, di non crederci in fondo

Quando ero bambino avevo un’amica all’asilo

un giorno tornando dal servizio militare

mi dissero ascolta, adesso è laggiù, in fondo al mare

quando avevo 6 anni, la volevo sposare.

Ma il tempo è passato, ora cosa rimane, un vuoto, un male

 e ricordo mio padre e ricordo mia madre, il bianco del sale.

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Corro lungo il perimetro dei ricordi per afferrare qualcosa di te,

la tua pelle mi parlava senza il tuo consenso

vecchie e bambine contemporaneamente

con lo stesso dolore a stringere la gola

tu ed io.

Ma quanto eri vera  tu in quel vicolo cieco…

non come me ora

spinta senza sosta in un perfido percorso lustrato a festa,

in  un frastuono assillante

che  riesce a confondermi,

mentre annaspo disperata per riuscire finalmente a comprenderti.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Leggi distrattamente il giornale,
ecco un altro incidente stradale,
una manovra fatta male,
che è risultata ahimè fatale.

Sul quotidiano una fotografia,
è un ragazzo che non so chi sia,
la sua auto accartocciata,
la sua vita è purtroppo terminata.

Leggo che lascia moglie e figlia,
e nello sconforto la sua famiglia,
al vaglio dei sempreverdi inquirenti,
la sequenza dei tragici accadimenti.

Mentre scrivo affranto questa mia,
un parroco prepara la triste omelia,
intanto va avanti questa mattanza,
istantanee di sorridenti passeggeri a oltranza.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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