Non esiste confine
per il battito del cuore.
Non esiste colore
che possa soffocare il coraggio.
Non siete l'ordito di un rametto giallo,
ma la verità di un lungo cammino
verso la libertà dove il passo è fatica,
tra città di vetro dove il silenzio si fa muro.
La vostra voce è un’eco antica,
dignità per la vita.
Nessuna pelle è straniera,
nessun grido andrà perso nel vento.
Siete la mano che cura,
l'abbraccio sicuro.
Onore a voi e al vostro cielo,
bellissime stelle,
unite da un sacro, invisibile filo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Spada nel costato,

ultimo respiro,   

isteria cieca.

Cappio o sparo,

inferno o nulla,

Dio ci liberi:

io non resisto più,

oggi come sempre.



EE-02-01-02-02-03-01-02   

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Profilo Autore: Oudeis  

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Terzine a rime incatenate di endecasillabi canonici.


 

Ritorna l’otto marzo anche quest’anno
la scusa per smerciare due mimose
sapendo che però non basteranno

per dire che van meglio un po’ le cose,
che i generi abbian fatto pari e patta
e non ci siano storie più oltraggiose,

femminicidi, carne sotto tratta,
lavori per i quali c’è gabella
e passi indietro spinti da coatta,

quel Giorgio Primo della Garbatella
anche se mentre al folle si fa prona
bene le sta che lui la chiami “Ah Bella!”

ma che si dica “la” male le suona,
per poter dominare “Presidente”
epiteto pretende o ci bastona;

d’essere donna non le frega niente
tanto da rinnegare ogni promessa
ed al suo ruolo maschio esser coerente.

La femmina apparir deve dimessa,
del posto suo nel mondo rispettosa,
al maschio subalterna e sottomessa…

godendo d’un rametto di mimosa
dovrebbe oggi sentirsi festeggiata?
Ma quando non si mostri schiava sposa

da quanti si vedrà mai rispettata?
Nemmeno dal marito, troppo spesso
la cosa per cui forse l’ha sposata

è avere serva e farci gratis sesso,
tenere ben pulita la sua casa,
la camera, cucina e pure il cesso.

Altro che le missioni per la NASA,
altro che guardar stelle al cannocchiale…
qualsiasi brama presto va dissuasa,

non sogni d’esser nulla di speciale
se non di diventar la principessa
d’un sire, d’un monarca o d’un maiale.

Intanto dai fiorai ci sarà ressa.


ioffa, 08/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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CHE D'AMOR PROPRIO FU SCONFITTA
NON V'ERA DUBBIO ALCUNO
IN ISPIRATA SERA
SPORTO DA CEDENTE RINGHIERA
L'OSSERVAR OLTRE CON UN RAMMARICO PECE
CHE D'ASPRO E PUNGENTE CONDITO
PERIGRINAVA A SCOVAR QUESTIONE ARDITA
CURARSI DI PARERI FUGGITI DA MENTI INVAGHITE DEL NULLA
O MEGLIO IPNOTICI
OSSERVARE IL CORPO DEL NEMICO AL PELO D'ACQUA DEL FIUME
PASSARE CON SORPRESA SENZA ATTESA?
SMACCO FRATELLO
IL CONTO S'E' PRESENTATO
FUTILE LA RICERCA NELLE TASCHE
PER IL PAGARE
L'OCCASIONE FA L'UOMO LADRO
LASCIANDOLO FELICE ED IMPUNITO

 

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Dal Paradiso dantesco rivivo, in vicende mie terrene, due espressioni celebri ma da subito obsolete. Sonetto caudato ABAB ABAB CDC DCD C.

“Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia,
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia.” (1)

Così scrissi da arcano commediante
affetto ancor da un’avida empatia
sin da che ti conobbi, trepidante
pur tu di posseder l’anima mia.

“…s’io m’intuassi come tu t’inmii.”, (2)
del Ghibellin fuggiasco neologismi (3)
celestiali, che dir più non sentii,

or rammento in reciproci esorcismi,
narrati antichi incontri e tristi addii
dissacrando di noi pagani crismi,

così che anch’io m’intùo e tu t’inmìi.


(1) Dal mio “Immergermi in questa tua malia” (Club Poetico, 30.01.25)
(2) Paradiso, Canto IX, verso 81, che renderei con ”Se io m’immedesimassi in te come tu t’immedesimi in me”.
(3) “Ghibellin fuggiasco” è l’appellativo che a Dante diede Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” (1807).
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Carne tesa nel respiro del corpo.
Non cercare il mio volto:
leggimi l’anima
tra le piaghe del disordine.
Sotto il peso di un desiderio
randagio e maledetto
è il mio destino.
C’è un erotismo
che non ha bisogno di labbra,
ma solo di ossa e mani
che affondano nella mia carne,
consumata sul pavimento della rabbia.
Il peccato non è l’atto,
ma la bellezza atroce di questo fatto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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L’immenso spazio
stimola emozioni profonde
nel silenzio misterioso
d’un rosso tramonto,
fa percepire la magia
della natura, mentre,
vibrazioni sviluppano note
a colmare lo spazio infinito
dove l’intento d’un pensiero
muove in un soffio,
per poi scomparire nel nulla.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Sonetto, endecasillabi canonici in rime ABBA ABBA CDC DCD.


 

Oscillo quasi quanto la parete
che stanza mia separa da cucina;
se l’ago d’un sismografo a bobina
saltare come un pazzo lo vedete…

il cuore mio sussulti ne ripete
con un sommesso stress questa mattina…
un’altra apocalisse s’avvicina
e non ricordo più cosa sia quiete.

Motivo di tante urla spesso quello:
la nuova insostenibile bolletta,
tensione che si taglia col coltello,

e voglion sia pagata pure in fretta
ma in casa vuoto giace ogni borsello…
che possa bruciar Enel maledetta.


06/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Nelle praterie delle emozioni 
fioriscono non solo mimose 
ma anche sogni e carezze 
affiancate a violette 
e rose di passione 

Come in uno abbraccio 
di un sole all'imbrunire 
il profumo della mimose 
rievoca memoria 
di sguardi timorosi
dove ogni fiore
è una voce

Donne come orchidee 
germogliano in terre inesplorate 
sfidando tempeste 
nel nome loro
perché ogni donna 
è un sentiero di vita 
imprigionato 
in un profondo 
desiderio d'amore
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Finalmente senza clamore 

si distende un’onda

tutto respira         

in questa luce discreta

ed io pure

mentre scendo i gradini ...1...2...3…

Semplice come una sciarada

che sempre

per un soffio

mi sfugge.

Ci sono,

appoggiata su me stessa

nel  mare.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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AMICO GATTO...

E‘ notte… il gatto sonnecchia rannicchiato nell’angolo buio
Si stende come soffice armonica
Brilla l’iride addestrato come luce sanguigna
Sa che ci aspetta l’inferno ma lui non è umano
E scodinzola la testa e sorride come un davanzale sull’aurora
E si contorce per una carezza
E come eco quieta cresce nella stanza
Un barlume una coda un cantico consacrato
Si scioglie in lucido vanto
Come a dire vedi io non ho pianto
Non ho nessun rimpianto…
Ho già sepolto la malasorte
E non mi tocca nessuna morte

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Profilo Autore: Salvatore Lagravanese  

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Terzine di ottonari a rime incatenate aba bcb cdc d.


 

Quanto inutile sei, Marzo,
con il tuo piombarmi addosso
promettendo presto sfarzo

di cui essere commosso:
una nuova Primavera
di cui siamo già a ridosso…

La risposta mia sincera?
Troppo grigio invade il cuore
mentre vivo lunga sera

 senza Luna o altro chiarore


05/03/2026


 

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Profilo Autore: ioffa  

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Donna  …

quando appari
il pensiero riprende fiato
e il desiderio si alza,
tenuto al mondo da un filo.
Nell’attrazione non c’è scandalo,
solo silenzio.
Le parole mancate
lasciano luce sulle pareti.
I tuoi gesti, misurati,
insegnano allo sguardo
come restare.
Ti spoglia l’immaginazione
con la pazienza dell’inverno.
Dalla tua presenza non mi difendo.
Sai - tu sai
e questo basta.
Non si è morti
finché si attende un mattino
che abbia il tuo verso.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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E se ci fossero occhi da mostrare,
sarebbero gli sguardi del cielo,
liberi da ogni pensiero.
Un soffio caldo di vento,
con una speranza incantata
dal tempo inespresso,
dal desiderio interdetto.
Vincere non conta, ma vivere
è tutto per anime disperse
nell’aria pungente dei sentimenti.
Cosa siamo non lo sappiamo,
magari un respiro delle stelle
che scorre sulle corde delle illusioni.
Ma non importa:
dentro il palmo di un sorriso
riecheggia l’anima di un sogno.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Il mare inchiostrato da onde increspate

rimbalzi di luce colorano i pensieri,

palpita il cuore ai bordi del cielo

riflette la mente sui colori del tempo


l’eco lontano di guerre crudeli

proiettano luci spettrali nel mondo,

scintille di luce ai confini del male

riflettono barbari barbagli di morte


accecati dalla luce sporca del potere

tenui bagliori tingono l’orizzonte,

riflessi dorati nel tramonto ambrato

nell’attesa di un’alba di luce ramata.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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