Frammenti distanti,
versi tradotti in dolci silenzi.
Una mano indugia 
sul capo del mio sorriso.
Una bocca langue 
nello sguardo del cuore;
Una morbida luce 
che non ha bisogno di parole.
Dentro di me 
vorrei sentire l’amore del vento,
mentre rimango solo 
nel mare del silenzio.
Brillano stelle.
I tuoi piedi scalzi 
sfiorano l'erba d'un fiore.
Trattengo il calore,
affondo radici nell'amore,
nel velo dorato
di una seconda pelle.
Accanto al tuo respiro,
il mondo è incantevole.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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È un passo leggero che non calpesta,

ma accarezza il senso delle cose.

Non ha bisogno di gridare il suo nome:

le basta essere l’acqua che trova la via,

anche nel fitto di un sentiero d'ombra.

È la pazienza del grano che matura,

una sapienza antica che non si impara

ma si respira tra le dita e il petto.

Accoglie il giorno come si accoglie un ospite,

aprendo le finestre alla corrente del possibile.

In lei ...ogni fine è un inizio sottile,

un cerchio che si chiude per riaprirsi altrove.

È la quiete dopo il rumore del mondo,

quel punto fermo dove il cuore, finalmente,

smette di tremare e impara a riposare.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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ARRIVA ADESSO 
QUESTA VOGLIA DI TACERE 
DI LASCIARE TUTTO COSI'
NON C'E' NIENTE DA CAMBIARE 
TUTTO RESTA COSI'
E PURE SAPENDO COSA FARE 
PREFERISCO RESTARE 
A VEDERE ANDARE VIA
PIANO PIANO OGNI RICORDO 
DEL TEMPO CHE FU 


 ( NASO-MESSIRNA) 23-03-2026
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

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Sonetto di endecasillabi a minore di settima in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.


 

Venne la noia ad uccidermi il cuore,
sistole e diastole in passi confusi,
tristi emozioni e sorrisi preclusi,
scappò la gioia e intervenne il dolore…

Servirà forse che venga un dottore
e che mi prenda a ceffoni sui musi
mentre lo aspetto con gli occhi già chiusi
senza destarmi dal freddo rigore?

È forse questa la cosa famosa
ch’han battezzata Madame Depressione?
La mente vaga distratta e altezzosa

senza prestare nessuna attenzione
a novità che poss’esser giocosa
o almeno offrire un po’ di distrazione.


19/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Sonetto di endecasillabi a maiore in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.


 

Io rimuovo le croste del passato
e ogni taglio riprende a sanguinare;
do il comando, riprovo a formattare
ma è il supporto che pare sia bacato.

Tutto il bello l’ho già dimenticato
ma era poco, due gocce in mezzo al mare,
mare pieno d’orrori da scordare
ma dai quali son più perseguitato.

Possa Alzheimer donarmi un dolce velo
senza farmi pensare alle domande
che son senza risposte e danno gelo

mentre la sensazione già s’espande
che mentre acqua precipita dal cielo
sia ben altro a bagnarmi le mutande.


19/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dicembre scese quieto, 
nelle sere senza voce. 
Il freddo incise sui vetri 
trame sottili, come memorie 
che l’inverno protegge nel suo palmo. 
L’aria odorava di neve lontana 
e le ombre si allungavano lente 
sui muri addormentati.
Gennaio avanzò sui campi, 
con il suo passo severo. 
Sotto la crosta del ghiaccio 
la terra taceva, raccolta, 
come un cuore che trattiene il battito. 
E non era morte, quel silenzio, 
ma un’attesa profonda 
che nessun vento osava disturbare.
Febbraio depose brina 
sui rami nudi, 
una luce stanca che sfiorava 
le cose senza svegliarle. 
Ogni forma restava immobile, 
sospesa tra ombra e chiarore, 
come se il mondo trattenesse il fiato 
prima di un antico rito.
Poi venne marzo, 
con un vento sottile e inquieto. 
Si ruppe l’ultimo gelo 
e nei solchi umidi dei campi 
qualcosa tremò piano, 
un fremito lieve come un segreto. 
Forse era soltanto il soffio 
della primavera che tornava, 
chinandosi a baciare la sua terra 
come un’amante ritrovata.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 445 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La Chiesa dalla primavera più popolata,
Gente tra i banchi par incantata,
L'omelia riecheggia in un silenzio religioso,
L'organo lo interrompe in modo armonioso.

Dal coro sale la canzone domenicale,
Che si ode dall'altare fin anche sulle scale.
Poi tra le parole cuore amore e Signore,
È un inno ininterrotto a Cristo redentore.

Il parroco alza il calice al cielo,
Su si esso cade un misterioso velo,
Nella sua predica passa dalla morte alla vita,
Il tutto avviene in uno scocchiar di dita.

Lazzaro è il protagonista della giornata,
La sua storia è di frequente nominata,
Lui che resuscitò per divina sorte,
Messaggiando che non tutto finisce con la morte.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 517 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

L'aria si fa leggera, quasi fragile,

mentre il sole d'equinozio ridisegna i contorni

di un mondo che non sa più guardare in alto.

Sulle dita dei rami premono le gemme,

piccoli pugni chiusi pronti a farsi carezza,

e le rondini tornano a solcare l'azzurro

cucendo insieme pezzi di cielo lontano.

Tutto è pronto per la festa della luce,

per l'armonia sottile del colore

che torna a reclamare il suo spazio tra l'erba.

Eppure, nell'ombra che i rami non proiettano,

vibra un suono che non appartiene al bosco:

il rumore sordo di ciò che l'uomo spezza.

Sarebbe un incanto perfetto, questo giorno,

se il respiro della terra non si scontrasse

con il fumo denso di orizzonti feriti.

Ma la farfalla non trema, prosegue il suo volo,

ostinata nel dirci che la vita, nonostante noi,

ha ancora il coraggio di chiamarsi rinascita.

 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Terzine di endecasillabi canonici (a maiore) a rime incatenate ABA BCB CDC DEDE.


 

Pian piano sto imparando a scriver meglio;
non dico fare valide poesie,
ma almeno un ritmo affabile, anche sveglio

che non ispiri sol catalessie
ma risatine oppure un’emozione
che parta da faccende molto mie

cercando nell’umano un’espansione,
con altri affinità, qualche empatia
che pur senza donarmi dimensione

di sommo vate in cattedra, amnesia
non lasci come l’unico retaggio
d’un’esistenza semplice, la mia,
per sbaglio in questa terra di passaggio.


19/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Sento quell'odore
che mi reclamava ricordi
e tutto ritornava a ieri,
dove piccola credevo
al domani e ovattate
le parole mi accarezzavano
la fronte, raccogliendo i pensieri.
La pioggia mi lavava,
e sotto gocce fredde che 
erano come lame, io,
correvo e mi lasciavo indietro,
le nuvole.
Ora so cosa vuol dire un 
cielo di ombre e sete.
Ora non conto le parole,
riesco solo a calpestarle.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Non vederti.
Eppur sentirti—
in ogni anfratto
del mio sogno.
Sei assenza che preme
Nel palmo delle mie mani.
Un nodo invisibile,
legato
a un torbido domani.
Un amore senza vergogna:
che volteggia nell'aria,
senza dar fiato all'istante.
Porgimi la mano
per fondere i tuoi pensieri
nel mio corpo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Non cerca pace 
tra gli alberi silenti 
e nè veste d'innocenza 

Il corvo 
non è colomba 
nè mai potrà esserlo
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Sonetto standard. No, nessun compromesso: tutti endecasillabi canonici, rime perfette incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine.


 

Saremo già al “silenzio elettorale”?
Ma tanto non lo dico cosa voto,
che sono antifascista a tutti è noto
e tra gli onesti sto, non criminale.

È un referendum che fa proprio male
come una bastonata sullo scroto
di chi a massoni e mafia non devoto
non vuole uccider costituzionale

bilanciamento saggio dei poteri
studiato per più anni dai più esperti
patrioti che non erano leggeri

ma con ragionamenti ben sofferti
ci regalaron quel futuro, ieri,
sul quale oggi ci servono occhi aperti.


19/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Il mio corpo trema sotto le tue dita
e la vita per me non è ancora finita
c’è solo un’ombra dietro le mie spalle
mentre il confine tra desiderio e amore
si fa carne definito dal tuo contorno
perché il mondo non è solo polvere
ma colore e fame di passione che non dorme
e voglio annegare nel tuo disordine
trovare la pace tra le tue cosce
e scriverti addosso col mio sangue
che sei l’unica ferita che mi rende vivo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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eppure succede…

riconosci  occhiaie cosi nette e violente ,

la  nausea  che a tratti arriva

e lo sforzo feroce per  rimanere qui 

Eppure succede…

uno squarcio  aggancia un’anima a  un’altra

le sospende in un punto  preciso

permette  qualcosa che non sai dire

e che sostieni per poco

perché tanta bellezza fa paura.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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