in una sera, di pioggia,
andare, verso Dio.
Mille, lampeggianti blu,
illuminavano una Piazza, ed, una Croce,
con appeso un Cristo,
a cui, il suono delle sirene, aveva tolto, la Voce,
e, tutte le nostre, speranze.
Ho visto un Uomo, che si caricava,
tutte le nostre sofferenze, sulle spalle,
aiutato, da una Vergine,
che piangeva, sui nostri peccati.
Ho visto un Uomo, senza parole,
portare, una Croce, in una strada, di periferia,
in un Venerdì Santo, nel mondo,
per fermare, guerre e, ingiustizie.
Ho visto un Uomo, convertirsi,
e, per i suoi peccati, pentirsi,
stanco, ferito,
fra bombe, distruzione, e rovine,
fra vecchi, e bambini,
che cercavano, speranza e carità,
che cercavano, ancora una ragione,
per continuare a sperare.
Ho visto un Uomo,
in una sera, di pioggia,
sopra una nave, nella tempesta!
Sonetto, endecasillabi canonici a maiore con le quartine a rime incrociate e terzine a rime invertite ABBA ABBA CDE EDC.
Mi mancano i ricordi che hanno in tanti
d’infanzia e giovinezza ormai passati
memorie di momenti intrappolati
nel tempo che procede sempre avanti.
Io non ricordo affatto quegli istanti
di vita dedicata a risultati
previsti per domani ma sbagliati,
rinunce e sacrifici e poi rimpianti.
Invecchio troppo male, resto solo,
nemmeno qualche traccia mi rimane
di vita mentre guardo il mio tramonto
e i sogni irrealizzati lento smonto
guardando il buio dietro le persiane
d’un cielo dove mai spiccato ho volo.
28/03/2026
ALL'IMPROVVISO SI APRE
DOPO LA TEMPESTA NOTTURNA
IO SENTO IN UN ATTIMO
TUTTO IL CALORE DELLE TUE MANI
SUL MIO VISO STANCO
NON MI DOLGO PIU'
DEL MALE CHE INFURIAVA
NELLE MIE GIORNATE
MI INVADE LA VICINANZA
ED IL TUO SILENZIOSO CONFORTO
27-03-2026
la parola esatta
La luna è un disco che gira a vuoto,
una "Sweet Dreams” anni ottanta
L'età degli eroi era già sul finire
Quando dico "notte" dico
c'era già tutto quello che sarebbe stato
tra le radici della specie e qualcosa di nero
Vivo un tempo in prestito
A volte mi respiro di fango.
Sonetto standard.
Vago deluso dalla mia ignoranza
ma poi mi guardo attorno e mi spavento
perché ignoranze altrui han sopravvento
ed un delirio assurdo ovunque avanza,
gente che si ribella con baldanza
contro il progresso ed il miglioramento
perché richiede impegno e aggiornamento
invece di poltrir grattando panza.
Quella che fu dell’uomo arma vincente,
capacità di leggere e studiare
cercando d’esser sveglio intelligente
adesso par fatica e delegare
tutti gli sforzi, adatti a nostra mente,
sia paradigma nuovo del campare.
26/03/2026
in questa Via Crucis, di rabbia, mi hai lasciato solo, sabbia,
siamo mendicanti, a dispetto dei Santi,
siamo in pericolo, Gesù, quaggiù,
anche noi, come Te, in Croce, in questa Quaresima atroce,
entrare in Chiesa, pesa.
C'è odore di guerra, ogni sera,
ognuno, nel suo volo, da solo,
senza amore, poesia, e un briciolo, di fantasia,
intorno ad un fuoco, nel freddo, di ogni luogo.
Se guardo sù, non ci sei più, Gesù,
questo mondo, mi ha distratto, e, Ti ho perso,
della mia umiltà, se ne sono approffittati,
se puoi, allunga una mano,
aiuta, questa gente che muore, dove l'odio divampa,
siamo innocenti, ai Tuoi piedi, siamo sempre stati, presenti,
apri la Tua porta, in quest'ultima stazione, sofferta.
Me lo immaginavo puro, il futuro,
ricordo, che da bambino, odio non ce n'era, e l'amore, era una cosa vera,
ero contento, di quello che la vita, mi regalava,
la natura, era la mia cura,
adesso, c'è solo veleno.
Dov'è quel torrente, dove si incontrava, tanta gente,
e, quel piccolo orticello, dove tra carote e pomodori, si invecchiava.
Forse, la colpa, è anche mia, Gesù, perdonami, non lo faccio più,
ogni giorno, da quella Croce, non sento più, la Tua Voce,
Ti prego, rivoglio, quei quaranta giorni, dove riuscivo a credere, ancora, in Te!
E vorrei ritrovare
la leggerezza
quella dimenticata nelle vie.
E fuori c’è una luna piena
che inganna ogni pensiero ,
la speranza non è volata via
si è solo seduta all'ombra di un muretto
mentre la notte
cola sulle case e aspetta che il sole la ritrovi.
Perciò maneggia con cura
tutto ciò che ti sfiora:
ogni piccolo dettaglio è un tassello prezioso
del tuo cammino.
Sonetto di endecasillabi a minore di settima, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Piangendo sulla bilancia impietosa
calcolo lento codesta espansione
che ancor più stretto mi rende il maglione
e torno a letto, la gamba riposa…
manca del tutto lo stimolo, cosa
potrei mai fare ed in che direzione
potrei condurre l’odierna escursione
tra desolati terreni, noiosa?
Del resto dopo soltanto mezz’ora
dannato torna quel solito affanno
del cor ferito che incespica ancora.
Buon intervento alla fine fu danno
perché se pure si dica tuttora
che sono vivo… risulta un inganno.
ioffa, 26/03/2026
non importa dove
ma sento che
arriva adesso
dentro di me
non mi illudo tu
possa provare
gioia per me
ma vado avanti
anche senza di te
calpesto il buio
della notte inquieta
e solitaria e trovo
all'alba ancora
la speranza
10-10-2025
mi siedo su pietre comode o scomode?
non sento il vento che mi spettina, non sento il cigolio della tua porta
ma sento il profumo dei tuoi fiori, avvolto nel tuo corpo, vedo ieri
che nella luce di una stella giocavamo ad amarci
abbiamo imparato il gioco piu bello
nascosti da tutti, sotto un lenzuolo noi abbiamo visto lo spazio
ancora lo vedo vicino a te
stellina.





