Sto nascendo in te…
ho bisogno del tuo battito forte
saziami
respiro rara verità
sfuggendo alla morte…
Nasco germoglio nel tuo cuore
tu amami se puoi anche nel tuo dolore
nuoto nel mare dentro i tuoi occhi
sono lacrime cosmiche e io mi nutro d’amore.
Ora fermati uomo saggio
io sono note di uno spartito
ove scriverai la mia vita
spazia in te anche il malvagio
ma tu sappi suonarmi con le tue dita
un pianoforte smarrito
in questo spartito di vita
che mi stai donando
soffia in me le ali
io arrivavo un tempo volando
ascoltami…
Sono il tuo pensiero
nel tempo
la mente
il più grande mistero…
accarezza il vento
e vestimi della tua luna
nel sole battezzami
fammi danzare
sii il mio condottiero.
Ti sei scordato dei tuoi poteri
nel cerchio infinito
ora sei solo
ti sei smarrito
MA IO SONO
sto nascendo
scrivimi dentro di te
il tuo silenzio diverrà luce
esplodendo
in me.
Ascoltami….
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Che silenzio assordante
provoca l’incertezza,
parole in chiaro scuro
dette e non dette,
tra i sogghigni e le occhiate,
di chi del dire fa professione.
Resto sospeso
tra l’incazzato e l’offeso,
con l’incubo
di una grandinata di parole
senza senso.
E’ giusto vivere nel dubbio
Tra i sorrisi ironici
di chi non ti da risposte?
Vorrei dar certezza a un’esistenza
piena di dubbi,
senza dover mai
mascherar la mia insicurezza
di eterno fanciullo.
Son solo un sognatore,
troppo spesso indeciso
con mille sogni da realizzare
e mille altri da creare
osservando il fiume della vita
scorrere lentamente nel suo percorso.
Urgnano 29.04.2012
Noi donne...
abbiamo energia da vendere,
e non c'è più nessuno
che sappia farlo piangere
partorito nella solitudine
non ha volto nè voce
ascolta immobile il silenzio
giace nella terra del pensiero
fiorisce rose nere
si apre all'inverno della vita
cresce sotto la superficie
con le radici scoperte al dolore
potato nel dubbio si nutre di buio.
Muore in vita e vive nella morte.
Dorme senza fede e senza speranza.
Assaporo la sua fine lenta senza pelle
e lascio che lo spirito evapori sotto terra.
Voglio amarti
questa sera
come non ti ho
amato mai
voglio lasciarti la mia
essenza
e farti scivolare nell'oblio
dolcemente
farti perdere la ragione,
nella tua orbita
sarò universo...
né prima di me
né dopo di me
nessun pensiero ti sfiorerà
soltanto io sarò
il tuo sole
la tua luna
il tuo mare
solo io sarò parte di te
perchè io sono in te
come tu sei in me
lega indissolubile
Grazie perchè
sei entrata
nella mia vita
con passo lieve
e dolce fermezza
Grazie perchè
ogni tuo pensiero
espresso a parole
o creando poesia
è freccia
dorata per il cuore
le conservo preziose
Grazie perchè
il tuo sorriso
illumina l'intorno
come il sole all'alba
dai tuoi occhi
rispecchi amore
per ogni creatura
vivente
per te nulla esigendo
Grazie perchè
dalla tua vita
sia nella sofferenza
che nella gioia
hai pennellato
di coraggio
e mai hai chinato
il capo
se pur il cuore
tremava
dipingendo un quadro
che nessun pittore
mai potrà creare
Grazie perchè
cambiando nel tempo,
nel corpo,
l'anima tua
non hai mutato
sempre limpida
pronta a raccogliere
a dare e pagarne
anche le spese
Grazie piccola
grande stella
del dono dell'amicizia
che mi fai
dono divino
che uguali non ha
Dio ti ha donato
un involucro bellissimo
che racchiude un'anima
di rara bellezza
AD UN'AMICA COSI' SPECIALE CHE MAI HO INCONTRATO
NELLA VITA ..... GRAZIE DEBORA ....
Felicità è tutto
nasce dal nulla.
Stanco mi misi a camminare
sulla collina assolata.
Mi ricordai della felicità
lontano dal caos.
Amato da tutto
respirai a pieni polmoni
la brezza della prima primavera;
Volai con il mio amico falco,
che voleva farmi vedere tutto da lontano.
Non tutto,l’uomo rovinò :
la terra e il cielo
ancora una volta
riuscivano a sorridermi.
Amica,
la prossima volta
cammina con me
e non starai più male
almeno per un attimo.
Ciao foglio di carta
come vedi sono nuovamente da te.
Non so quale strano sortilegio
mi leghi
al tuo spettrale candore,
ma nella tua incompiutezza,
trovo tutti i colori della mia disperazione.
Oggi voglio raccontarti una storia,
la storia di un angelo,
di un angelo con un’ala soltanto.
Voglio raccontarti la mia storia :
chimica reazione fra oniriche molecole
insolubile calcolo su un piano traslato
vita che scorre come sudore
spirale compagna di un volo in picchiata.
Attraverso la distanza trovo ispirazione.
Attraverso la mia ala spezzata trovo la distanza.
Attraverso la carta trovo frammenti del mio io.
tra stormi di affamati orribili corvi
sorvolano una piccola ombra
e non sento rumore
chiude la gola solo un dolciastro odore
sono ali bruciate di mille farfalle
negli occhi spalancati di una bambina
il verde bruciava
e cadono foglie gialle
ancora vive coperte di candida brina .
So ritornare da sola in quei mondi lontani
d’infanzia sabbiosa coperta dal mare
abbracciando quella bambina che non voleva pensare.
Ora dammi respiro non mi allontanare,
voglio sprofondare le mie mani
dentro carne viva ardente
per poi danzare
lontano dalla mia mente in quelle immagini strane
dimmi che tutto quello non ero io
dimmi che c’eri anche tu mio Dio…
e poi abbracciami in un soffio misericordioso
dammi pace e un po’ di riposo
in un volo mi perdo , un volo a ritroso.
Apro la vecchia porta in un cigolio di amaro dolore
laddove scavavo pozzi per una goccia d’amore
seminavo carezze ingenua aspettavo
crescessero donando il mio calore.
Non saprei dirti il mio nome
non vi sia nulla di me in questa casa
solo profumi di rughe e sguardi di neve invasa
e io che sbocciavo nella mia primavera
diventai il vento nella speranza più vera
nelle mie lacrime avevo disegnato un nome
e mi vedo piccola anima ancor lì e ancor ci spera
ma ora tutto è arido , il pozzo da me pianto
è ormai coperto di edera da troppo da così tanto…
amami ancora un po’ vento ribelle
da me germogliato
e tu pietà portarmi via
il ponte indietro ho percorso
bruciando le ali
ma sono io
senza un nome
in una casa che non so di chi sia…
notte e giorno a stendere le fronde
t’adoperavi.
L’ usignolo sul flebile ramo
la reggia costruiva
per non turbare la quiete tua.
Nella calura estiva
al ritmo del vento danzante
l’ombra spargevi.
Maestosità palesavi
mentre il bimbo gaudente
al sorriso esortavi.
Che resta
delle intarsiate fronde
negli avviluppati rami?
Poco! L’uomo t’ha preso
una mattina di marzo
e con ardore storpio t’ ha reso.
Povera mia voce combattuto ha la guerra!
Dopo essersi annoiato
l'uomo t’ ha lasciato.
Ora la tua forza ammiro
pur nello strazio novella esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.
Giochi di sguardi
languidi
appassionati
strizzati
giochi di parole
sussurrate
all'orecchio
percettibili appena
giochi di mani
intrecciate
che sfiorano
bruciano
giochi di gambe
sinuose
si muovono
accavallate
giochi appassionati
di labbra
che si umettono
si toccano
giochi d'amore
giochi di corpi
spogliati
ma ricoperti d'amore
Amai l’incontro con te , o stupenda,
Dai piedi femminei delicati,
Dagl' occhi color animo estasianti,
Dal viso liscio al cuor ben correlato.
Così ti canto prima che ti perda,
Perché i tuoi seni velati,
Possa ancor immaginar inebrianti,
Se mi trovassi solo e disperato.
Rimani qui nel mio pensier più amato.
Trovami un posto nel tuo cuore,
Lascia perdere il caos del giorno,
E vieni nella mia stanza all’imbrunire.
Se mi parli ancora d’amore
Possiamo volare oltre il tempo,
e baciandoci, veder la notte finire.
N.B
La canzone è un componimento composto da un numero variabile di stanze : 4, 5 o 6.
E’ strutturata in :
- Una fronte, divisa in piedi con un numero identico di versi e schema rimico variabile.
- Una sirma ,che può essere indivisa o divisa in due volte con strutture metriche identiche.
- Una chiave: un verso che fa da raccordo ,tra la fronte e la sirma.
Schema ritmico : la metrica è variabile in ogni verso, ma è identica per ogni coppia di stanze, come richiesto dal componimento.







