Due sorelle bionde, quasi bambine,
quasi gemelle,
una magra e una magrissima,
si affacciano su di un sacco di miglio
tenendo in mano
due coppe di latta.
Sorridono, mentre attente,
prevedono il loro futuro
l’Europa - l’Italia - Genova.
Il mare visto attraverso l’indice
di un uomo sconosciuto.
E poi l’aria, quella del cielo,
con i suoi profumi, quelli del mondo.
Camminano assieme, da sempre,
lungo la steppa dei pensieri,
e condividono un dubbio.
Poi il sogno svanisce
e le predizioni si perdono
nel consueto.
Due bambine, due coppe di miglio,
due sogni e una scoperta:
la vita è come una poesia,
si scrive.
nel mattino del tuo sempre
con le albe nate nel mio grembo
cullandomi il tuono in un cuore.
I tuoi occhi stanchi di volare
germogliano farfalle nel mio ventre
e le nuvole che scorgi son giorni
mai nati in un lungo aspettare
Nel mio oggi
gocce di ricordi sulla pelle
nei sogni rose mai avute
accarezzo petali ancora chiusi
più belle sono nel giardino della vita.
Percorro una strada a piedi nudi
mi porterà lontano
non farò rumore
sono gocce di sospiri che
nascondono le mie orme
e piangono la nostra storia.
Tra le foglie cadute in una primavera
danzerò nuda dai miei pensieri
cantandomi i grilli in una tarda sera
nei brividi di emozioni vere
Quando mi baciavi
ed ero la tua stella
spezzando l’onda dell’oscurità
amandomi sotto la pioggia
e forse un giorno di nuovo pioverà .
Tu , ricorda tuoni tra le dita
in un vento arrivato
nel tuo timido cuore
poi sorridimi siamo soli
nel disegno di una mappa
infinita
Percorro il viale dei giardini
di anime smarrite,
fradice d’amore
delle gocce di rugiada
seminando splendidi fiori
che nessuno coglie.
Alza gli occhi
verso un cielo grigio
raccontami le nuvole
che vedi
spegni la nostra luna
qui ...di nuovo piove
in un mare
di ricordi sepolti dentro te.
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Cuccioli disperati
strappati con l'inganno
a genitori poveri
ma con tanto amore nel cuore,
una scelta a loro di fronte posta,
la morte o la vendita
del sangue del loro sangue
Tra la bellezza
e la crudeltà del Nepal
piccoli esseri
comprati come schiavi
servi di chi arricchito
ha la propria vita
tra giochi sporchi di politica
nefandezze di ogni tipo
Vestiti di stracci
spariti tra i monti
addestrati come guerrieri
brutalmente uccisi
quando inutili ormai allo scopo,
salivano al cielo
diventando angeli
derubati dell'ingenuità
che ai fanciulli appartiene
Un ragazzo annoiato
dalla vita agiata,
senza amore ed emozione
quasi per gioco, una scommessa
decise vestire i panni del volontario
in questo paese bello e crudele
ove conobbe i Piccoli Principi
pochi dei mille e mille bambini
strappati al seno materno
da mostri con sembianze umane
Si aprì il suo cuore
al primo sguardo posato su quei visi
dai tratti esotici belli e fieri
dagli occhi tristi ed il sorriso
sempre pronto a fiorire
per una carezza
per un pugno di riso in più
Divennero per lui
fratelli, figli, genitori
amici e compagni di vita
imparò l'amore
con la A maiuscola
diventando per loro
fratello, figlio, padre
amico e compagno di vita
per sempre uniti
nella speranza di una vita migliore
HO SCRITTO QUESTI "VERSI" DOPO AVER LETTO IL LIBRO
"SETTE FIORI DI SENAPE" DI CONNOR GRENNAN
LO SCRITTORE E' IL PROTAGONISTA DEL LIBRO
HA VISSUTO REALMENTE QUESTA ESPERIENZA,
DECIDENDO PER FAR SOPRATTUTTO COLPO SU AMICI E FAMIGLIARI
DI FARE IL VOLONTARIO PER 3 MESI IN NEPAL
PER AIUTARE QUESTI BAMBINI ....
DAVANTI A LUI ED AL LETTORE SI APRE UN MONDO INCREDIBILE
DURANTE LA RIBELLIONE IN NEPAL DEI MAOISTI CONTRO IL RE NE 2006....
MI E' ENTRATA NEL CUORE QUESTA STORIA CHE STORIA NON E' MA REALTA',
CRUDELE CHE HA DELL'INVEROSIBILE MA E' VERA...
CONNOR GRENNAN HA POI IN SEGUITO FONDATO
LA NEXT GENERATION NEPAL UN'ASSOCIAZIONE CHE SI OCCUPA DI APRIRE ISTITUTI
PER L'INFANZIA ABBANDONATA DEL NEPAL, RITROVARE LE FAMIGLIE,
CRESCERE ISTRUIRE I BAMBINI DELL'HULMA QUESTA REGIONE IN PARTICOLARE
DEL NEPAL.... NON TUTTO CIO' CHE SI E' RIPROPOSTO SI E' AVVERATO
MA TANTO E' STATO FATTO E TANTO CONTINUA AD ESERE FATTO PERCHE'
LA TRATTA DEI BAMBINI NON HA ANCORA AVUTO TERMINE .....
VI SAREI GRATA SE GUARDASTE QUESTO VIDEO E' COMMOVENTE
GRAZIE.....
Se vuoi rispetto
d'essere migliori.
Cos'è che ci fa pensare
d'essere arrivati...Onnipotenti.
Oggi ho visto un barbone
non ci ho fatto mai caso
ma ho guardato i suoi occhi
eran pieni di lacrime.
Non ho fatto come sempre
che facendo finta di niente
me ne andavo....
Ho dato quel che potevo
al vecchio barbone
poca cosa, ma data col cuore,
immedesimandomi in lui,
ho pensato:
come ci si può sentire
soli,abbandonati.
Che cos'è che ci fa credere
d'essere noi, quando non siamo niente
solo polvere...
E quel barbone,le sue lacrime
m'hanno fatto riflettere.
Chi siamo noi
che giudichiamo,invidiamo
straparliamo,rubiamo,
ammazziamo....
chi siamo...Nullità!
Che finisce in una buca
puoi essere ricco o povero
li ci finisci,
venendo presto dimenticato.
mai scritto e mai narrato...
Mi hai atteso, come promesso,
ai tempi in cui cercavo
un battesimo sotto ogni pioggia,
dietro ogni arbusto un nuovo mondo.
Cammino rallentando il passo
e finalmente col sorriso,
che prima disegnavo solo sui quaderni
o con le dita sopra il vetro
della mia anima appannata.
Com'è facile ora,
da questo limpido fiume,
ritrarre la mano con la pietra
su cui incidemmo il nostro nome.
La stessa pietra che scagliammo
in un vortice nero
al principio di ogni baratro,
maledicendo il cielo.
Com'è facile voltarsi e senz'affanni
rilanciarla tra le acque,
sapendo di trovarla li per sempre,
sotto uno specchio che mai muta
e mai è scomposto dalle onde.
Eccomi infine tra le rocce
baciate dal raggio eternamente tiepido.
Chi ha saputo farsi pestare il cuore
venga a cibarsi di tutti i nettari leggeri,
qui dove il peso è un ricordo ormai sepolto
e la polvere dei sogni risplende
ardendo lieve tra le mani.
Le nostre mani...
Sempre più vicine...
Cammino e per la carezza del mio passo
non lascio impronte...
Che sgorghino senza requie
le acque ristoratrici
che levigano le divine sponde
e la più alta fonte
della cascata del fato che ci sfiora.
I miei occhi brillano come i tuoi,
fari nella nebbia per un disperso
sognatore,
brillano come i tuoi,
come la mano che ogni volta
mi salvò la vita.
Padre dei viali smarriti,
dei chicchi di grano sul sentiero,
Padre che col tuo canto
proteggesti le notti
dagli ululati del vento.
Padre dal mantello lungo un sogno,
custode delle litanie più tristi,
Padre, ultima luce al fine
d’ogni poesia,
che allontanasti lo splendore
del pugnale
e le lusinghe degli occhi oscuri
che riempivano i mie specchi.
Padre,
eccoci ora...
Questa corrente ci ha portato
al nostro abbraccio,
al soffio di mille candele che si spengono,
al suono di carillon
che copre del cielo
il frastuono di una pioggia di stelle,
alla fiamma del tempio che si eleva a incendio
consumando la carta antica
d’ogni nostra prigione.
Ci fu un assalto di seta
da una nuvola grigia sopra la falce di luna
e sono andato pazzo.
La luna ha detto... tornerò
per il trucco scintillante
Quando il sipario si disegnò.
Tatuaggi indelebili sul mio petto
ti perseguitano tutta la notte.
Mordesti le stelle nel frattempo.
Dopo in giugno sparisti
con macchie di luna sulla camicia.
ti ricordano il numero di notti
che hai dormito con me.
La logica finisce col dilavarsi
sotto una pioggia che azzera,
cuori convinti si sfatano
uno dietro l’altro
passaggi archiviati
gli abitanti e i destini in tasca
I nomi degli insetti,
vedi come ronzano via
dall’epicarpo
e i nostri, rune per gli occhi,
suonano nelle menti al sangue esplicito
sottratti se stessi al verme
ripidi viaggi passano, per i semi
presto nei solchi dei cicloni
fuggiaschi e vinti, non tornano
ma a volte intravedo germogli tesi al vago,
mani splendenti aprire e chiudere
carezzandosi il dorso
Una carezza sfiora
in una bara fredda
caduta dal mio dolore
il tuo viso
sorridente al mio vuoto
tra le mani un rosario
serena falsa espressione
addormentata nella morte
la tua pace per un attimo
ho invidiato
la tua luce sai
nel buio mi ha accecato
come solo i vivi sanno fare
poveri mortali
che si affannano a volere
amare e vivere
deboli in balia di emozioni
effimeri e caduci involucri
invece di capire
che dopo la morte
tutto è così chiaro
tanto che ridicolo
appare persino l'ultimo pianto caro.
Conservo con forza
nel mio cuore il tuo amore
tutto quello che mi hai lasciato
ingannando la morte
nell'anima mia vive beato.
in attimi chiusi tra le labbra
e non c’è acqua che disseta gli occhi
solo, pioggia d’immagini, menzogne, follia
lungo le spiagge del silenzio.
E cercando ragioni per vivere
volano, meriggi levigando poesie
ubriachi di sangue, impotenti
davanti all’odio che, semina morte
e spegne stelle innocenti.
Scava fosse la vita, ridendo e danzando
come funambola, su corde invisibili
dispersa come foglia tra soffi
nei freddi inverni, di cuori senza pace
all’ombra di un sole, che non scalda.
L’attesa mi sta uccidendo
e` come un pugnale
piantato fra il polmone e il cuore.
Ma io non posso morire adesso,
non prima di averti gridato
tutto l’amore che vomita
la mia ferita.
L’attesa mi sta soffocando
e` come se avessi
ingoiato una spugna.
Ma io non posso perder fiato adesso,
non prima di averti mostrato
quanto amore sta strozzando
la mia gola.
L’attesa mi sta accecando
e` come un perpetuo abbaglio
puntato sul mio sguardo.
Ma io non posso rinunciare alla vista adesso,
non prima che i miei occhi
ti abbiano narrato di un amore
che non conosce il buio.
L’attesa mi sta assordando
e` come un ancestrale lamento
che mi accompagna in ogni dove.
Ma io non posso salutare il mio udito adesso,
non prima di aver ascoltato con le mie orecchie
se il tuo cuore canta le mie stesse note
di nostalgia e di amore.










