
Ti volti indietro,
e rivedi le occasioni perse,
guardi avanti...
tempo, poco ne rimane
e rivedi
le stazioni affollate
e tu
ferma ad aspettare
per troppo tempo...
e i treni partivano
ma tu non ti decidevi,
e li perdevi,
li guardavi allontanarsi
con malinconia.
Ora, sei ancora alla stazione,
poche corse son rimaste
ma tu,
sei sempre indecisa
e ti fa rabbia
saper di non aver mai avuto
la spinta giusta
per salire sul treno.

Si amano gli amanti
incuranti
travolti di passione
persi nel loro amore
vibrano
come corde di violino
amore celato
maledetto
condannato
si amano gli amanti
nel buio
della notte complice
si amano nel deserto
lontani
da occhi indiscretti
bruciano
d'amore e di desiderio
e accendono fantasie
gli amanti
si tengono per mano
anche se sono lontani
e si amano
soltanto pensandosi...
Sento la tua linfa
scorrere in me
donando colore
ai sogni
Arriva nel vento
che coglie il tuo respiro
mi veste abito
simile a seconda pelle,
la tua
Si annienta l'arsura
dalle labbra tue
e si accende un fuoco
disseta la passione
dei sensi
addormentati
prima di te
Evaporano in
altra dimensione
gli incubi
ospiti indesiderati
del sonno notturno
perchè tu
stella brilli
di perenne luce
a me accanto
Mi sciolgo
neve al sole
nel tuo abbraccio caldo
scrigno dorato
dove pace e amore
regnano
Fu un salto nel vuoto
quella sera nata dal gelo d'inverno
e forse, anche con poco coraggio
ma con un grande vantaggio:
attrazione di corpi che bruciavano
fiamme alte ed ardite
che nessuno ha fermato
(e forse, ancora non sono sopite...).
Ed il cuore chiedeva
lui, lui batteva, forte batteva
e la mia mente voleva
la tua mente voleva,
e noi, andavamo,
inebriati dai sensi
a scoprire noi stessi
a conoscerci immensi
a gustarci più in fondo
dimenticandoci di lei, lui
del mondo...
Pronti a darci per esserci
ed aversi
a incontrarsi e scontrarsi
a mangiarsi a piccoli pezzi
a bersi a piccoli sorsi...
la mia bocca, la tua bocca
freccia che dall'arco scocca...
sangue dello stesso gruppo
che scorre in arterie gemelle...
e che dentro, bolle e ribolle...
Noi in giro andavamo...
ad assaporarci nell'anima
per pranzo e per cena:
io specchio di te e tu di me.
U n incastro perfetto, un puzzle di vita
senza un solo difetto...
Avventura di corpi
che cercano e trovano.
E di essenze
che dentro il tempo si perdono.
Ora siamo tornati,
siamo ognuno per noi.
doveva accadere,
prima o poi...
Che follia...
Fuggirò sì fuggirò
da questo mondo così meschino
volerò
via nel cielo
di un maggio sbarazzino
e berrò l’aria tersa
di un mare senza sole
ne' il vento ne' la neve
potranno raggelare
le mie ali argentate
che riflettono la luna
volerò per le contrade
dove muore la laguna
del tempo distruttore
ove non sarà passato
ne' presente ne' futuro
ma solo il bianco volo
del mio essere leggero.
E volai, volai
ancora più in alto
del grande cielo
teso nel salto
vidi le stelle
cadere davvero
volai in un regno
lontano dal vero
musiche dolci
suoni soavi
liriche voci
mitiche navi
solcare un mare
di fuochi danzanti
e ancora fate
luci splendenti
esseri alati
ghiacci candenti
mi spinsi oltre
il più bello dei sogni
vidi lo spazio
lontani altri mondi
ma quando mi spinsi
troppo lontano
verso le “luci”
con volo vano
mi guardai indietro
le ali splendenti
scheggie di fuoco
sul corpo, roventi
librato nel volo
teso nel salto
mi trovai solo
e, stella cometa
….caddi nel vuoto.
scalza , nuda , incompresa
albe di consenso e mari di fama
annegano nell'indifferenza
non lo vedi che non mi appartiene
l'approvazione o il complimento
sorrido senza malizia
come chi ha capito tacendo.
La mia voce al di là di un volto
senza età, ora bambina
ora saggia e vecchia
piange l'emozione di un verso
a grembo aperto
senza ostentazione
credendo che la poesia sia viva.
Penso,
e amo un mio giardino
sotto cupole di ferro
sospeso su una punta fra le nuvole
e mi appoggio volentieri
alle larghe foglie umide
per salirci.
Penso a quei tuoi occhi
come laghi finlandesi
che danno e tolgono coraggio,
danno e tolgono speranza
se appena mi soffermo.
Penso alle ombre calde nelle serre
che vedo unirsi piano tra loro,
a barche innamorate che ritornano;
agli afflosciati visi ovali
che guardano passare
diecimila cigni migratori.
Il mondo è cambiato
Lo percepisci dalla strada, dalle urla dei bambini
Il mondo è cambiato
Sferico com è, non può trovare un orizzonte definitivo
I nostri passi cercano di evitare il più possibile il dolore
Spinti dall’energia della soggettiva verità
Il mondo è cambiato
Sentimenti con la “S” del dollaro
Piombo in cielo
Fame in Terra
Il mondo è cambiato
Le risate utopiche di un’emozione finta
Grande feste in nome dell’ipocrisia
Danze aperte, malinconia etnica
Il mondo è cambiato?
Incontro sulle scale la bimba che ero
la sua spensieratezza mi saluta
la manina saltellante s'illumina
nel tempo passato lontano da casa
e i ricordi affiorano come fior di loto
sulle acque del lago della memoria
tra profumi antichi di stanze nel cuore
versi tristi, scrivo, tra le rughe di Dio.
tra i rami dell'auspicio
invecchiati dall'autunno
e bagnati dalla pioggia...
Io, usignolo spennato
tra le fronde secche
e il suo palmo gelato:
zampette schiacciate
sui polpastrelli suoi,
qualche carezza,
qualche sguardo,
mi trovo senz'ala:
come faccio a volare?
Costretto a zoppicare...
Le mostra la ruota
dal colore acre
un pavone sconosciuto
in fondo alla valle:
lei non distoglie lo sguardo,
lei custodisce la mia ala...
E mi muoverò goffo
con le pupille da formica
e tra le insidie dei rami:
e qual sarà la fine
del mio arto levato?
Qual sarà la coda
più fortunata?
Me lo diranno le foglie,
io intanto me ne sto
a volare impazzito
tra i rami dell'auspicio:
verrà l'estate
e se non verrà
cambierò albero,
camminando sudato,
con un'ala sola...
sguardi di donna
non ce n'è un
che mi convinca,
se non per qualche attimo
fuggevole
e privo di logica...
Immerso nella ricerca,
mi illudo
tra i sorrisi vani
e le speranze brevi...
Non ci son palpebre simili
a quelle miniere
di neri smeraldi,
che luccicavan
nell'anima
nei giorni che furono...
Non ci son libertà più vere
della scelta
di un occhio sincero,
che apre i cunicoli più chiari
a chi si perde per davvero...
Quando avrò
le spalle girate
e camminerò per strada,
mi rapiranno dei brillanti luminosi,
quando meno me lo aspetterò...
E tra tanti
sguardi di donna
soltanto uno mi arricchirà
e mi porterà la fortuna
di chi vive senza rendita,
ma copre lo spirito
di gioielli preziosi...
E' triste il mio cuore
sarà questo cielo
plumbeo
che in trappola
tiene il sole,
freddo sento
nell'anima
Sarà
la consapevolezza
dell'imperfezione umana
per cui una freccia
dolorosa scocca
dall'arco
senza malizia
priva di intenzioni
crudeli
ferendo un cuore
che amico è
Percepisci il vuoto
vorresti tornare indietro
fa male solo il pensiero,
se si ama il prossimo
e lo si colpisce
la sofferenza
come un boomerang
ritorna a te
lascia un segno
dolente
Non si può
con un colpo di spugna
ripulire il nero
del vuoto creato
clemenza se di debolezza
hai agito
non esiste creatura
perfetta
solo Dio lo è







