a te oh donna aspettata
ho condiviso il mio piacere
con il tuo e ne ho fatto musica
ho contemplato gli occhi tuoi
e le tue parole brevi
arrivasti a me dopo bufere
nei cuori e cicatrici sulla pelle
arrivasti diversa
te ne vai con l'amore in valigia
e non lasci nemmeno
il tuo TI AMO NEANCHE IO
e te ne vai, te ne vai...
nella notte che ulula,
tra silenti e amari pensieri,
che lasciano la poesia
confusa nei chiarori dell’alba
in sintonia, con la realtà.
E vaga la mia anima,
raminga tra la nebbia
che, incede a passo lento
in difesa della memoria, dei ricordi,
nel silenzio della casa vuota
velata, dai vetri opachi.
Con le mani frementi,
mi aggrappo a pezzi di carta
oziando, sull’orlo della fine
in attesa, della sera
ardendo sia senza fine.
- L’ultima -.
Vidi il tuo bel viso divertito,
mentre giocavi con il sesso amore,
Nonostante avessi già subito
la passione del virile ardore.
Sei di essenza cui non ho parole
il tuo corpo nudo rappresenta
Ciò che vedo oltre il mio pensiero
Ciò che sento per averti amato.
Vedo l’animo che ride al sole
È per quello che tu sei contenta
Verso l’aria porta il tuo sentiero
Lì respiro il bello rivelato.
Bacio il seno a me sì bramato
Godo amore o sospirata donna,
Finalmente vivo di un motivo
È il tuo animo, che dà calore.
BALLATA
La ballata è un componimento medioevale ,presente nelle letterature romanze, chiamata così perché destinata al canto e al ballo. Era un componimento a ispirazione per lo più amorosa,e a accompagnata da musica e ballo.
Struttura metrica :
1 ripresa : primi 4 versi
1 stanza : 1 fronte divisa in 2 piedi di 4 versi l’uno, con la stessa struttura metrica e di rima,
1 volta, il cui primo verso fa rima con l’ultimo della fronte
e l’ultimo fa rima con l’ultimo della ripresa.
Verso il niente assoluto,
la fine dei contenuti,
in favore del vento sicuro
proveniente dai moderni arcipelaghi
di insulse ed elevate ignoranze.
Coniugando ormai solo al riflessivo
in vissuti elemosinanti certezze
e risposte pubbliche a domande personali.
Si convive in sconfinate grandezze
egocentriche
simili, per odore, a miasmi, fanghi,
ansie, cancerogene idee.
E in lussi mentali
contrapposti ad una dignitosa povertà
scaduta in completa e assoluta miseria.
Quando e come
finirà il solitario interrogarsi?
questa vita,
accarezzando ancora
un sol pensiero,
ascolto musica
che fa vibrare
forte il cuor.
Mi annullo nel silenzio
di un trascorso giorno
per non pensare
al triste cielo,
mi addormento di sera
gettandomi nel sogno
poi fatato
che accende
di infinita voglia
romantica passione.
Ho girato tanto nel mio mondo
attraversato con un altro me
tutto lo spazio del vivere
fino a raggiungere lo stato emotivo.
Nell'ombra del mio essere migliore
con la pretesa di comprendere
io non so mai se faccio bene
o sarebbe meno penoso desistere
Ho gli occhi pieni di scintille colorate
le mani nelle mani tue che pregano
e la mia bocca che serve a poco ormai
perché parlare spesso è motivazionale
ma fa solo male. solo molto male...
Adesso sono ad un punto di svolta
la vita mi sorriderà di nuovo
adesso...
perchè è sintesi di una partita
e tempesta di mare in rivolta.
Felicità, tu bussa alla mia porta
io ti aprirò senza tentennamento alcuno
sarà come piangere di gioia
e fare un salto per uscire dall'ombra...
mi sono perso nelle sue profondità,
le acque cristalline
donano un senso di pace.......
Come un vogatore nel mare calmo
ho remato a largo
per tuffarmi nell'immensità
della tua anima.......
cercando il connubio perfetto e,
scoprendo buie caverne
in cui hai cercato di arginare
i fantasmi del passato.......
Il velo di dolore
emerge con limpidezza........
quanta sofferenza si scopre guardando
negli angoli segreti
degli occhi di chi
fa emergere il prepotente ricordo
di una passione travolgente
fatta di lacrime e sospiri.
Fuggi via ,
ti nascondi al mio sguardo ma,
alle prime luci mattutine
alla prima brezza marina
seguirò le tue orme
per riportarti da me
e non lasciarti più andare via...

… Respiro d’amante…
Nel lento passaggio
Viandante nel deserto
Mera meta del viaggio
Alla fonte con passo incerto
Goccia tra gocce
Essenza tra essenze
Desiderio di fantasia induce
Tra petali dolci presenze
Giunge viandante nel vagare
Materializza Fata Morgana
Tra fumi d’estasi appare
Voglia d’ambrosia non più vana
Guida vento del deserto negli odori
Come respiro d’amante l’invito
Indica delicata dispensatrice d’umori
Annunciato dissetarsi non più ardito
Sentirsi lacrima
in un deserto di calore
chiudere gli occhi
e dissetarsi con il dolore.
Sentirsi grotta
in mezzo al nulla
abbracciar la notte
la luce è candido rumore.
Sentirsi liberi
senza mai volare
in una gabbia
dove urtano i pensieri
tra pareti di metallo
e si vuol dimenticare.
Camminare piano
contando i chilometri passati
per poi vedere i giorni nudi
tra le rughe e gli occhi
come soffitti impolverati.
Cercar da sempre
l’alba di quel domani
pur amando alla follia
il tramonto tra le mani
e sognare tra le margherite
petali di rose e ardui amori
per poi scoprire tra le dita
l’arcobaleno sbiadito
dissolversi in mille illusioni.
E poi…
adagiare
un corpo stanco e spossato
in una giornata di primavera
cercando la panchina
dell’ultima fermata
e guardar briciole di luce
lacrimando il silenzio
liberi di non contare
sposando il tramonto
staccando un orfano petalo
di una margherita
ed è già ora di andare….
inquieta potente distesa
d’azzurra acqua.
Ti ho amato nelle tue onde
sempre mi sono lasciata cullare.
Non stanotte mio Mare
sei duro violento
troppo sicuro di te
per questa fragile notte per me.
Lo spirito
sopraffatto dal tuo fragore
invoca sai tu chi
per calmarti e lasciare
che le ossa stanche
tra le tue ormai rilassate braccia
s’assopiscano finalmente.
Il loro ruggito è più forte
quando si trema nel freddo
Padre,
sono fuori da ogni peso che mi opprime
Noi oggi siamo il vento,
profumo di un miracolo,
il sogno del bambino che aprì i suoi primi occhi
Da qui non odo gli spasmi del mare,
né il fuoco dell’incendio,
né urla dalle arene
Ma tocco l’immenso,
ne faccio parte
e sono una nuvola,
devoto agli astri,
e sono il favorito della loro luce
Padre,
come farò dopo oggi, a guardare il cielo e perdermi
con due piedi che affondan nella terra...
E importa forse, se le onde in cui mi specchio
levigheranno presto la mia tomba?
Ora che lo spazio descrive della luce le sue forme più belle...
Ora che il mio corpo vola carezzato dalle più alte brezze...
Il sole mi chiama e vuole farmi suo...
Non gli rinnegherò l’ultimo bacio...
Padre,
non piangere per me,
ma donami il tuo ultimo sorriso,
così che io,
tuffandomi tra i raggi,
lo specchierò a ogni alba...
tra le fronde notturne,
le panchine di marmo
e l'atmosfera di un giorno...
Stavo all'altalena,
con le braccia all'ascolto
e una sillaba tra tante
mi colpiva negli occhi...
Si piegava
alla vita diurna,
abbattuta
tra le parole di un uomo,
sterminata
tra le valli erbose...
E quella bolla
intrappola
quell'uomo
nel sapone
di una vita amara,
che ammazza lo zucchero
e la dolcezza delle colazioni...
Ma io restai lì,
tra le ombre maledette,
a offrire le proteine
per un nuovo risveglio
non a digiuno...
Seduto conto mattonelle
seguo fughe troppo piene di nero
a memoria conosco il percorso dei ragni
mi scrivono sulla tela messaggi
sul ripiano che pende libri e riviste
che muri, sanno a memoria
separano questa fantasia-prigione
occhi disegnano passaggi
come Teseo nel labirinto
afferro il rotolo di carta igenica
tanto <non finisce mai>
..dai entra..
seduto mi vedo tranquillo
in pace
tre automobiline un album di figurine
e la mamma che lavora a maglia
dai gioca con me
..ho da fare Fabio..
cosa cazzo devi fare io sono qui
e tu fai la calza!
..Io sono sempre con te lo sai..
..dai gioca con le figurine..
vorrei finire l'ultima pagina
mà...
sono la figurina mancante
quella che cerchi in una vita
una nave fa scia negli occhi
onde di lacrime si infrangono sulla prua del sogno
ho tanta carta igenica nelle mani
e forse
non ritrovare la stada
è la cosa migliore
il rotolo è finito
io Minotauro ingannato.








