lascia il mondo alla finestra
e l’amore alla fortuna.
Batte forte il tuo cuore
come violino d’estate ,
corde di seta si piegano
come grano nel vento.
Orgogliosa la luna
che come una signora si mostra solo a metà,
lo sa anche il vento che stasera se ne va’ via.
Sospirano i giovani amanti
il loro amore rimbalza tra i palazzi
ma tu non te ne curar,
la tua vita è solo un bicchiere di neve
è un clown che fa le capriole.
Chissà perchè gli uomini si rifugiano nei sogni
quando basterebbe amarsi di più?
Stringi i pugni Laura e continua a sognare
in questo mondo ci si muove a fatica,
tu vulcano d’idee in una pianura di sentimenti
tu che hai perso l’amore per paura della vita.
Rischiara la tua stanza un lampo
come fece il mio amore per la tua vita,
sangue e pioggia allagano gli occhi
queste lacrime bagnano una vita che galleggia.
Cade una goccia,
scivola una lacrima
è il mare che ti aspetta.
Dormi Laura e non pensare che questa sia per te.
Amarsi è condividere la neve che scivola in un giorno di primavera,
amore di sapone,
svanito come schiuma.
Fuori è nato il giorno
Sarà un Natale di speranza.
Il signor Camillo
dal portamento fiero
camminò nella vita
con sicurezza e volontà
fin da ragazzino,
quando il destino
volle per se il suo braccio destro
Allontanato di casa per la vergogna
da colui che
generato lo aveva
partì con il cuore colmo di dolore
con negli occhi la sfida
di chi vuol riuscire ad ogni costo
Lo incontrai la prima volta
oltre trent'anni fa
mi innamorai del suo sorriso radioso
dei suoi occhi belli e profondi
mi strinse con forza la mano
quella mano grande
che mi guido in tempi futuri
come fosse un padre
Nacque un'intesa speciale
qualcosa da subito ci unì
pendevo dalle sue labbra
nei racconti della sua vita
cresciuto tra i partigiani
nella terra piemontese
patria del buon vino
e della “tonda gentile”
Passavano gli anni nel fumo
che il tempo lascia dal treno
che via lo porta
divenne per me nella realtà
un padre
quando il mio in cielo volò
Chiamarlo papà era così naturale,
lasciava ricordi sereni ovunque
ed a chiunque lo conosceva
amato e rispettato
adorato dai nipoti
un padre severo ed amorevole
un marito devoto
vive nel cuore mio ora e sempre
ed ora dal cielo
continua a sorridere fiero
perchè la sua vita
è stata una vittoria
Sei partito
con orgoglio
in terra straniera
a dare aiuto e conforto
a chi di te aveva bisogno
a casa hai lasciato
tua moglie
la tua fidanzata
tuo figlio
gli amici
i tuoi cari
hai lasciato
il tuo gatto
il tuo cane
aspettando quell'abbraccio
e un felice ritorno.
Di una bandiera
coperta
la tua bara...
applaude
il tuo ritorno.
dedicata ai soldati che non ritornano
non potrò
ho provato a divincolarmi da te
ma il tentativo
non ha funzionato
neanche nelle viscere della terra
e in sguardi fissi penetranti
Tu sei l'unico a cui tengo
il mio cuore
la mia anima
tutto appartiene a te
come è stato
e sempre sarà
Ti amo
e mai perderti vorrò
Scritta due anni fa
in un negozietto a due passi da casa.
La signora che lo governa, quando ero bambino,
mi riempiva di complimenti.
Sembrava ammirare la mia precoce educazione (formalità)
troppo slegata dalla mia pelle chiara e pulita da bambino qu alunque.
La sua meraviglia cessò nel momento in cui iniziai
ad avere i primi accenni di acne e baffi.
Insomma, una faccia degna della mia inalterata educazione di base.
Quest'oggi la signora, per qualche ignoto motivo personale,
non mi saluta mentre esco dal negozietto.
Probabilmente la rabbia l'avrà condotta
a un discorso negativo poco ponderato
sulla vita e sul mondo,
magari sul modo sbagliato di pensare e comportarsi della gente
e, sono certo,
in quel discorso, vero per un giorno al massimo,
avrà incluso anche me.
Ne sono più che sicuro.
Torno a casa con una busta della spesa nella mano sinistra
usando la destra per mangiare un Tronky.
Proprio mentre sto per dare l'ultimo morso,
quello su cui avevo puntato tutto il mio piacere,
il Tronky mi cade sull'asfalto polveroso.
Il primo pensiero che mi salta in mente e che mi atterra come
una spada nel fianco è:
"Quel pezzo di Tronky valeva più della vita della signora che me
lo ha venduto?
Più di tutti i suoi sospiri, i suoi inganni, i suoi sogni, i suoi
discorsi apocalittici..."
Mi guardo dall'alto come un insetto...
Vorrei tornare indietro ed abbracciarla
perché non posso pensare le cose che sputo,
devo per forza donare un paio d'ali a quell'insetto...
Ma tanto domani sarà come sempre
pago
resto
grazie
prego
arrivederci
arrivederci
Se abbassi il volume vorrei dirti... "riprova domani sono occupata"
volevo giocare con te "si a nascondino"
va bene ma esci di li "fossi matta"
perche non lo sei? "scherzi col fuoco"
si fochino fochino anzi acqua "è presto ancora"
solo due parole "una"
perchè? "non so risponderti"
voglio vivere "allora nasconditi"
sei spiritosa stasera "ahahahahaha"
avevo bisogno di un sorriso " uffa me ne vado"
grazie!
davvero vuoi sapere ??
davvero vuoi una tesi
che giustifichi le tue ipotesi ??
davvero vuoi un uguale
in mezzo alla bufera dei piu’ e dei meno ??
davvero vuoi eleminare parentesi e frazioni ??
davvero vuoi una sintesi ??
una risposta ai tuoi perche’ ??
una fine alle tue pene ??
un piatto caldo ??
un letto soffice ??
amore ??
pace ??
serenita’ ??
allora alza le vele
getta l’ancora
stappa la migliore bottiglia
versatene un bicchiere
butta il resto
dopodiche’ molto lentamente
ricomponi il tuo sorriso
chiudi gli occhi
e pronunciando il tuo disgusto
premi il grilletto
oppure emetti
un sonoro rutto.
Vieni
mio dolcissimo
amore.
Voglio solo
guardarti
senza toccarti.
Perdermi
nell'immenso
dei tuoi occhi.
Sai amore
è un pò
che volevo dirtelo
ora
che siamo soli
è arrivato il momento.
Senza te
amore
son perso,
dimmi un pò!
Come posso stare
senza avere in mente
il tuo viso
così delicato
e le tue forme
così provocanti?
Non ci dormo la notte
penso sempre la prima volta
quando mi guardasti
curiosa
magari avrai pure pensato
che sarei stato diverso.
Ma i tuoi occhi
amore
quel giorno brillarono
ed io ne venni rapito
per sempre.....
Osservavo affascinata
le palline colorate
ammucchiate davanti a me
come in trance
incominciai a giocare
Esente da dolore
il corpo sentivo leggero
scivolavo in una pace
anelata da tempo
Veleggiavo
in tunnel simile a quelli
del luna park
sorridendo ai fasulli mostri
danzanti intorno a me
la paura non mi apparteneva più
Una luce accogliente
mi affascinava
volevo raggiungerla
ad ogni costo
nella mente squarci
di vita ancora
a me intorno
Figure che si affannavano
parlavano concitate
vedevo i miei figli
abbracciati lacrimosi
ai nonni
Percepivo il battere affannoso
del loro cuore
ma non vedevo te
che ignaro del mio dolore
lontano eri da noi
Mi lanciai verso la luce
bramavo aggrapparmi ad essa
una mano apparve
con dolce fermezza mi respingeva
una voce soave mi disse
“non ora, non ancora”
Al risveglio da questo
folle viaggio
vidi un paio di occhi belli
ed arrossati dal pianto
ed due sorrisi lucenti
sentivo carezze tenere sul viso
ricambiai con lo sguardo
l'amore che sentivo
e sussurrando dissi
“mai più piccoli miei”
RINGRAZIO DIO CHE MI HA RESPINTO
DONANDOMI UN'ALTRA POSSIBILITA'
Mi manchi amore, ti cercherei se fosse scritto
ma ho occhi troppo stanchi per inseguire il fato.
Mi manchi amore, ti ruberei se fossi ladro,
ma non mi chiamo Arsenio ed il mio cuore me lo vieta.
Mi manchi amore, ti scolpirei se fossi artista,
ma tu sei troppo bella ed io troppo imperfetto.
Mi manchi amore, ti capirei se fossi lì,
ma c’è il mare di mezzo ed io non so nuotare.
Erano i giorni del sole più alto
il tempo scorreva sui campi dorati
e il bimbo lanciava sassi nel lago.
Arrivò d’improvviso una nube assai cupa
la pioggia freddava il calore dei campi
e il bimbo correva a cercare riparo.
Non smise di piovere per almeno tre anni
l’acqua copriva tutto quanto il creato
e il bimbo nuotava cercando la casa.
S’interruppe di colpo il diluvio del cielo
la terra pian piano rivedeva la luce
e il bimbo ormai esausto si chiedeva dov’era.
Passarono gli anni: un po’ pioggia un po’ sole
deserto e palude a contender lo spazio
e il bimbo già uomo studiava il da farsi.
La guerra dei climi si spense un bel giorno
il sole stringeva la mano alla nube
e il bimbo canuto spirando gridava :
“Dio mio ce l’ho fatta, ecco qui la mia casa.”
“Sei seduto sul balcone di casa tua,
assopito al sole,
la testa fra le mani,
e pensi.
Apri gli occhi per un attimo
e ti fissi ad osservare
una piccola
formica
nera.
La segui per un po’
nel suo cammino,
poi,
all’improvviso,
il tuo piede scatta,
ormai indipendente
al volere.
Nello spazio di un secondo,
forse meno,
si trova sopra di lei
teso dalla volontà
di uccidere.
Stomp!!
Tornato in te sollevi il piede
con l’atavico desiderio
di guardare la morte
attraverso la morte.
Ma è viva.
Si incammina.
Claudicante.
Decisa a sopravvivere,
ferma nel suo istinto,
cieca
come mai è stata prima.
La guardi e provi una fitta
al nervo ottico,
ma sei mosso dalla sua
determinazione,
è ancestrale.
Allora decidi di salvarla.
Poi,
distratto dai tuoi pensieri,
forse rapito
da un desiderio più grande,
la perdi di vista.
Ma lei cammina
cammina,
abbandonata,
atavica,
forse rapita
da un destino più grande.
Lei non ti è grata,
non è commossa,
non capisce che tu l’hai salvata.
Ma siccome ogni causa
ha un effetto,
la formica zoppa
sviluppa il gene dell’una tantum.
Cosa vuol dire?
È tutta una coincidenza,
il risultato di una comunicabilità
impossibile,
il risultato di un nervo fragile,
che cede ai moti dell’inconscio.
La natura, quindi,
in un impeto di solidarietà,
ha regalato il dono dei grandi,
l’essere magnetico, l’intelligenza.
Quelle che contraddistinsero Napoleone,
per intenderci.
La formica, quindi,
si moltiplica in un esercito di formiche
che,
guidate da un vecchio zoppo,
punta diritto,
freneticamente,
all’adempimento della sua missione.
C’è un gene impazzito
nel DNA.
Lo stuolo delle formiche, ora,
ti entra in casa,
si moltiplica,
si moltiplica.
In un attimo sono già imbattibili.
Una generazione di mostri,
prodotti dall’odio,
sta divorando la tua famiglia,
sta pian piano divorando anche te.
Come spiegarti, adesso,
che non c’è più niente da fare?
che la colpa è solo tua?
È difficile, lo so.
Era un po’ come spiegare
alla formica
che non sei stato tu a calpestarla,
che era stato il tuo inconscio,
che tu in realtà hai voluto
solo salvarla”
Ci incamminammo per le strade del cuore
senza sapere, senza capire
e se ci facemmo del bene o del male
non lo comprendemmo noi, prima di vivere
Era inverno e tanta neve
gelava queste vite
io non ti conoscevo
a te che eri, dell'inverno mio, l'estate
e fosti tu a scrivermi:
ho un sogno dentro ad un cassetto
che ti assomiglia
mi sembra ragionevole, perfetto
e tuo, è mio, è nostro
in me s' impigliò e in noi ora,
se vuoi s'impiglia.
ed io risposi mi va bene...
ma poi, mi lasciasti solo
a cercare di continuare
il nostro strano volo.
E adesso?
Io l'ho sognato
mille notti ancora
lui mi rimane sempre senza parola
solo, col mio dolore qui alla gola.
e quello che ti muore dentro è
che ti pensai come Amore,
e come Amore che più non c'è
che ora fai male...
Perchè il contatto con il mondo vero
è un attimo che sfianca
ed ora che non ci sei più tu
eterea, ma quasi reale...
ora questa tu...
mi manca...si mi manca...
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Sofferenza del cuore da un mondo immaginario...
Domani dirai
quello che ti detterà il cuore
parleranno le tue lacrime.
Forse allora lei capirà
che stai veramente male.
Prendi fiato...
Dopo un'ora di respiro
affannoso.
Poi parlerai da solo di lei...
Dove sei caro amore
proprio adesso
che la luna ha deciso di svegliarsi?
Lei non sà!
Delle tue notti insonni
perché in testa avevi lei.
Lo sà solamente Dio
con lui ci hai parlto,
un lungo discorso...
Una notte che non riuscivi a dormire
non sapevi come fare
per avvicinarla.
Si! Tutto questo le dirai domani
lo farai col cuore,
per il resto...
Parleranno le tue lacrime







