Quanto dolore nel ricordo di strade percorse lungo i giorni
tra stormi di affamati orribili corvi
sorvolano una piccola ombra
e non sento rumore
chiude la gola solo un dolciastro odore
sono ali bruciate di mille farfalle
negli occhi spalancati di una bambina
il verde bruciava
e cadono foglie gialle
ancora vive coperte di candida brina .
So ritornare da sola in quei mondi lontani
d’infanzia sabbiosa coperta dal mare
abbracciando quella bambina che non voleva pensare.
Ora dammi respiro non mi allontanare,
voglio sprofondare le mie mani
dentro carne viva ardente
per poi danzare
lontano dalla mia mente in quelle immagini strane
dimmi che tutto quello non ero io
dimmi che c’eri anche tu mio Dio…
e poi abbracciami in un soffio misericordioso
dammi pace e un po’ di riposo
in un volo mi perdo , un volo a ritroso.
Apro la vecchia porta in un cigolio di amaro dolore
laddove scavavo pozzi per una goccia d’amore
seminavo carezze ingenua aspettavo
crescessero donando il mio calore.
Non saprei dirti il mio nome
non vi sia nulla di me in questa casa
solo profumi di rughe e sguardi di neve invasa
e io che sbocciavo nella mia primavera
diventai il vento nella speranza più vera
nelle mie lacrime avevo disegnato un nome
e mi vedo piccola anima ancor lì e ancor ci spera
ma ora tutto è arido , il pozzo da me pianto
è ormai coperto di edera da troppo da così tanto…
amami ancora un po’ vento ribelle
da me germogliato
e tu pietà portarmi via
il ponte indietro ho percorso
bruciando le ali
ma sono io
senza un nome
in una casa che non so di chi sia…
tra stormi di affamati orribili corvi
sorvolano una piccola ombra
e non sento rumore
chiude la gola solo un dolciastro odore
sono ali bruciate di mille farfalle
negli occhi spalancati di una bambina
il verde bruciava
e cadono foglie gialle
ancora vive coperte di candida brina .
So ritornare da sola in quei mondi lontani
d’infanzia sabbiosa coperta dal mare
abbracciando quella bambina che non voleva pensare.
Ora dammi respiro non mi allontanare,
voglio sprofondare le mie mani
dentro carne viva ardente
per poi danzare
lontano dalla mia mente in quelle immagini strane
dimmi che tutto quello non ero io
dimmi che c’eri anche tu mio Dio…
e poi abbracciami in un soffio misericordioso
dammi pace e un po’ di riposo
in un volo mi perdo , un volo a ritroso.
Apro la vecchia porta in un cigolio di amaro dolore
laddove scavavo pozzi per una goccia d’amore
seminavo carezze ingenua aspettavo
crescessero donando il mio calore.
Non saprei dirti il mio nome
non vi sia nulla di me in questa casa
solo profumi di rughe e sguardi di neve invasa
e io che sbocciavo nella mia primavera
diventai il vento nella speranza più vera
nelle mie lacrime avevo disegnato un nome
e mi vedo piccola anima ancor lì e ancor ci spera
ma ora tutto è arido , il pozzo da me pianto
è ormai coperto di edera da troppo da così tanto…
amami ancora un po’ vento ribelle
da me germogliato
e tu pietà portarmi via
il ponte indietro ho percorso
bruciando le ali
ma sono io
senza un nome
in una casa che non so di chi sia…

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