gelido vento spoglia le ginestre.
Fischia il vento triste canto,
tutto ricopre con il suo manto.
Primavera tardiva, sorniona signora
il mio lamento incurante ignora:
"Tutto a suo tempo, dolcemente,
aspetta paziente, riposa la mente".
Primavera non bussa lei entra sicura,
con dolce voce placa la paura.
Primavera ammiccante ad amar ci invita,
non temete di viver la vita.
Alla fanciulla dona nuova favella
per sussurrar: "La vita è bella"!
e illuminato il cuore,
al sogno
hai comandato luce
e le stelle della notte
hanno fatto corona.
Il trionfo del sogno
svanito con l'aurora
mi ha lasciato intatta
un'illusione eterna:
la quiete antica di un dolore
amaro,
il tormento nuovo di un amore
arcano.
il mistero intenso
della vita in sogno.
Sfonda e sfiata,
a folate
deragliando,
l'ancestrale presenza,
toccando
nell'addosso di cumuli
culmini di onnipotenza.
La blatta esangue
immemore del diurno
con sè non si concilia
rimuginando svaghita
punto nero nottambulo
dimentico del suo cunicolo
che è vita.
Cronistoria rauca
di un disequilibrio cronico
che si appalesa
quando scatta
come un serramanico
l'ora che piu' inquieta.
Sedie sgambate.....
succedanea
una stortura d'occhi
rilascia
visioni di sghimbescio.
Per taluni
la medaglia della sorte
non ha mai avuto
il suo rovescio.
a David Foster Wallace
alle mie membra daranno quiete e ristoro.
Se un giorno non sarò più faro sul tuo cammino,
ricorda, mi avrai sempre vicino.
Danza sul ricordo, nell'infinito abbraccio
caldo e scoppiettante come un camino.
Dipingi la tua vita, sogna, colora il Destino.
Se un giorno le mie mani rugose e livide
inermi si poseranno sul grembo,
Ricorda, figlia, la vita è duro cammino.
Asciuga la lacrime và avanti,
le stelle non son poi così distanti.
Sogna, figlia, sogna più forte.
Corri, figlia, corri più forte.
Il vento non può nulla,
sei colonna forte.
Vivrò nei tuoi sogni,
Sarò la luce che ti accompagna,
il buio non è così pauroso.
La notte è lunga, nel triste riposo.
Ma poi arriva sempre il giorno.
La luce rosa del mattino
ti sia compagna nel cammino.
Prati fioriti e cieli tersi
i nostri giorni rendano diversi.
Sii la speranza che serve al tuo domani,
sii il giorno che spazza via la notte,
sii il cambiamento che vuoi nella tua vita.
Sii l'amore che non si divide, ma si moltiplica.
Danza figlia sulle note della vita,
sogna figlia, sogna non è ancora finita!
una barba a bioccoli grigiastri
e un paio di baffi radi
con gli orli rossicci.
Gli occhi severi
incutono scrupoli
e non sanno divertire.
E’ un uomo all’antica,
gonfio in petto
e pieno di vento.
Di esso si pasce
nelle sue giornate vuote e assurde,
restando, alla fine,
con le mani intrise di brezze bavose
e di groppi densi di fumo misantropico.
Dall’alto della sua posizione boriosa
non dà confidenza ai derelitti.
Vive di chiacchiere
e, come tutti gli uomini finti,
gli vengono in testa idee, come zanzare.
Passeggiando di notte sotto il cielo stellato
Ti sei riguardata dentro la tua anima e il tuo cuore.
E hai capito che avevi un cielo immenso
con le galassie,e le stelle.
Lo hai fatto scappare via nel
buio della notte in tempesta.
Hai lasciato le galassie e le stelle
per un piccolo pianeta infuocato.
Ora vorresti tornare su quelle galassie
immense
come un missile.
Ma hai paura che non ti basti un
esame di coscienza.
Hai paura che sia troppo tardi
Forse anche per chiedere scusa.
Che brutta guerra!
Lontana
migliaia di miglia,
vicina
con pianto e spavento.
Che orribile guerra!
Mi sembra
un teatro di morte:
si chiude il sipario
all’inferno
squarciando
il dolore del cuore.
Stranissima guerra!
Non riesco
a pregare per me.
gonfio, quando il mondo ti ha riempita di pianto e pena
e ardi come l'orizzonte al tramonto
nel salutare il sole appena andato.
E cresce lento il tuo dolore e non sai come fare.
E ti senti uno scrigno del tesoro perduto sul fondo di un acquario,
senza sabbia a tormentare i tuoi capelli ma con la rabbia
che ti annega fra pensieri pesanti. E non ti senti.
Rinunci persino ai sentimenti.
Le Nereidi arriveranno a salvarti, tesoro caro!
Saranno carezze sul tuo corpo come veli di mille nuvole
e danzeranno fiamme di candela
che disegneranno ingrandite le mie mani alle pareti,
queste mani che vorrebbero socchiuderti gli occhi
per non farti vedere tutti gli altri
ed insegnare a non rassegnarti.
Ti stenderanno su un letto di piume leggere
e ti culleranno di baci con la dolcezza di una madre che
tiene il suo bambino al petto e ammutoliranno ogni dolore e,
finalmente, sentirai distintamente il battito sognante del tuo cuore.
Allora vedrai gli archi dei ponti tendersi al contrario
tra i riflessi d'acqua, a formare una corona
di diamanti neri come occhi a scrutarti.
E tu saprai riconoscere il momento di indossarla come una regina.
E fisserai la profondità di te stessa e non proverai timore alcuno.
La vertigine che io ho sentito ti investirà ma sarà una medicina
e resterai ferma senza piangere o ridere.
Basterà stare in silenzio.
E guardarsi.
E capirsi.
Ritrovarsi.
taglia fiumi e cieli
coprendo il sonno
e la stanchezza
come dietro un flash
scorrono senza tregua
pagine da ricordare
fotogrammi da scoprire
in corsa perpetua
passa veloce
e non rallenta
sopraggiungendo dove vuole arrivare
e fermarsi
istantanea dopo istantanea
si svolge
per poi riavvolgersi
spruzzi di bianco e nero
spruzzi di colore
la mano tesa alle stagioni
avvolgendo paesaggi infiniti
lacrimando fiori
e spillando sensazioni
aprendo luci
su mari lucidi
raccogliendo ancora blu
da dipingere
in questo splendido viaggio
al centro di se stesso
il giovane cammino
quando tutto appariva perfetto
compresa la solitudine dei giorni
che curvavano mutando i volti.
Ora
a metà della via
forgerò ancora gioie e dolori
per gli anni che seguiranno
nel labirinto sempre più intricato,
del tempo che va
finché
la mente leverà l'ancora
occupando lo scorrere del tempo
nella giostra delle illusioni
battendo
la grancassa
schivando ogni promessa
schiavo di ogni parola omessa
fino a che l’anima cessa
e il balzello, il cielo incassa
chiuso in una cassa
a ricordo del tempo che passa.
E poi
ci saremo noi
con le nostre mani vuote
a pregare Dio
e tu che gli sguardi
nei nostri cuori
vuoi posare
mentre un pianto
di un bambino sale.
E poi
ancora noi
con un sottile velo
di malinconia per
un gesto d’ipocrisia
In un momento
abbandonato , mio Dio.
E noi
siamo solo noi
con il nostro amore Dio…
dacci la forza
un attimo per noi
essere liberi
di volare
uniti dall’amore
che non ci abbandonerà mai.
Quante incertezze
costruite su pilastri
tremolanti che non vedi
o ti rifiuti di vedere
anche se sola non sei
all'ombra di un mistero
arrogante,
pessimo risveglio per te
dall'acqua gelata
che smorza i respiri
sognanti
recitando false armonie
circondandosi di vuote
illuse
compagnie
disse Biancaneve ai sette nani
Disse Dotto: “Cosa facciamo dolce fanciulla
è domenica non possiamo fare nulla
gli animali si riposano…giustamente
e qui non si vede gente”
Disse Pisolo: “ Stammi a sentire
ora puoi solo dormire”
Disse Mammolo: “Tu sei stupenda
stai con me a fare merenda”
Disse Eolo: “Io ho l’allergia
meglio che stia a casa mia”
Disse Gongolo: “Giochiamo a nascondino
c’è tanto posto in giardino!
Disse Brontolo: “Chi se ne frega
perché non te ne vai dalla strega?
Cucciolo in silenzio, lieve, lieve
prese per mano Biancaneve
condusse la ragazza su un’altura
e assieme contemplarono le bellezze della natura.








