Non ho più rivisto
la mia signora,
una collana infinita
come una spaventosa vocale chiusa
la faceva restare
inclinata nel quadro.
Non ho più rivisto
la mia signora,
uno sbuffo di corte piume
sul musetto d'angostura
e protesa in avanti
la sua goccia
misurata
d'affetto.
si potesse fermare,
il vento smettesse di
fischiare così forte
e il dolore
non avesse più voce,
io potrei
giungere a te
ed abbracciarti
solo un secondo,
e non avere più
quelle lacrime aride
che seccano gli occhi,
solo per un secondo
vicino a te
per sentirmi ancora viva.
Giornata uggiosa
la nebbia avvolge le campagne
i campi arati
ma anche i miei
pensieri sono offuscati
mi manchi……
Dovrei rassegnarmi
ma non è facile
Il mio cuore è spezzato
forse per sempre
adesso sono sola
in questa giornata
umida e triste.
accompagnato dal suo tempo
mani in tasca
attraversa la luce dei semafori
pensieri tesi
verso insegne che si illuminano
specchiato dentro una vetrina
immagina tutto suo
come sarebbe
riflesso in un volo lontano
accarezza il vento
e pure il sole
strade di periferia
dove anche il silenzio scivola via
dove anche il mondo può sonnecchiare
strade di periferia
ed è magia
ed è poesia
musica di colori
dipinto di note
lasciate da un sax notturno
chiama la mente
verso il desiderio
e tutto scorre
ancora dentro
tra spazi immensi
tagliati da giardini vuoti
ponti sospesi
tra abbracci amorosi
e baci timorosi
strade di periferia
a cui chiedere di volare via
a cui parlare senza bocca
strade di periferia
per svegliare il tempo
per non soffrire con il vento
strade di periferia
per ritornare al mondo
per ascoltare il profondo
strade di periferia
in perfetta sintonia
lontano dalla solita monotonia
La notte il riposo
viaggia alla velocità della luce
non dona al corpo il riposo
la mente muore per il tempo
di pochi attimi vivendo una falsa realtà
Un nuovo giorno da vivere
si trascina lentamente fiacco
nutrendosi delle forze
fisiche e psichiche orco famelico
di una fiaba il cui finale
non sarà “e vissero tutti felici e contenti”
A nessuno è dato sapere
quando il cuore si fermerà,
noi amore mio
conviviamo con la vecchia signora,
nefanda ci osserva
siamo la sua soap preferita
seduta in poltrona sorseggiando un drinck,
clessidra del tempo che ancora ti appartiene
Dopo la pioggia
tra le nuvole il sole fa capolino
si veste dei sette colori l'arcobaleno
sento Dio in quel miracolo del cielo
l'amore mi colpisce tanto da far male
forte intenso invincibile
Una nuova luce illumina il cuore
non ti lascerò andare tanto presto
combatterò con le unghie e coi denti
sorrideremo ancora,
canteremo ancora le nostre canzoni
passeggeremo sulla battigia
aspersi dagli spruzzi delle onde
E quando per me o per te
quel giorno verrà
attraverseremo la riva del fiume
mano nella mano
consapevoli che ci ritroveremo
in una nuova vita luminosa
profumata eterna ….
Un pensiero
riesce sempre a determinare
Il bello o il cattivo tempo,
l’uscita del sole o pioggia asciutta
dentro il mio cuore,
a momenti alterni
in un continuo viaggiare
di pensieri che si accavallano
e si susseguono passando
da momenti di malinconia
a momenti di sogno ad occhi aperti
e tutto questo senza una parola
senza uno sguardo apparente
ed ho l’esatta impressione
di essere da sola in un vortice
che mi cattura e mi precipita
in un profondo pozzo
mentre tendo le mani verso la luce.

stesso orario.
Una carpetta sotto braccio, una sigaretta in bocca.
Non sentivi il freddo,
il vento sulla faccia,
sapevi che ero li
al riparo nel portone,
aspettavo lo stesso autobus..
la stessa storia di ogni giorno,
un ritardo , il salto di una corsa
e ti sentivo lo sguardo addosso,
cercavo di evitarlo,
leggevo un libro,
cercavo di nascondermi con la sciarpa.
nessuna parola fra noi,poi arrivava il mezzo
pieno fino all'osso
a stento trovavo un appiglio e ad una frenata
per poco..ti cadevo addosso.
Quanti giorni....tutti uguali,
mai nessuna parola, solo sguardi ..
dovevo porre fine a questo silenzio..
io e lui.... sull'autobus numero 5 ...
cercavo un appiglio..
lui cercava un appiglio..
una frenata e gli son caduta tra le braccia.
Ho trovato le sue braccia mi ha stretta al cuore
e così abbracciati siamo arrivati all'ultima fermata.
Da allora non ho cercato più un appiglio,
eravamo sempre tutti e due appigliati.
che ti passano accanto,
non ti guardano, non ti sfiorano,
perdono colore al tramonto,
non ti lasciano neanche un petalo
o una piccola foglia ingiallita
da conservare
fra le pagine di un diario.
E poi, ci sono quegli addii
mai partiti,
come quelle barche,
arenate in porto
che guardano lontano
il mare aperto, con timore...
e poi,
ci sono quegli addii struggenti
che scrutano l'orizzonte
senza mai stancarsi
e aspettano, aspettano,
aspettano ancora
il ritorno.
In realtà non
aspetto molto
prima di vedere
il mio frutto spinoso
staccarsi
lo annusa dapprima il daino timido
al quale stan ricrescendo piccole foglie
e zoccoli delicati come bottoncini.
Staccarsi dai coralli morti dei rami
fremere innamorate parole per te
e poi nasconderle subito
dentro i maggiolini.
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
oltre il muro invisibile
parole che tagliano
e feriscono ancora
oltre il muro invisibile
orecchie che ascoltano
e feriscono ancora
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non lasciarti andare
piove ancora
guarda oltre
piove ancora
e tu sei qua
davanti al nulla di tangibile
occhi che si voltano
e vanno via
davanti al nulla di tangibile
passi che si fermano
e ascoltano
piove ancora
ma l’amore non è alla fine
piove ancora
non bisogna pretendere sempre
piove ancora
ormai è tempo di muoversi
piove ancora
ma non voglio perdere altro
Nonostante ne fossi convinta.
Come fare o farsi del male
Ognuno sa e può
ed è fatale.
Ma il dolore che ho seppellito
Dentro il fazzoletto del tempo
Continua a negare
Di aver commesso un errore
Perché amare e' amare
Ed e' inutile .
Non lo puoi negare.
ritrovandomi tra inferno e cielo
al di qua del vetro fumo,
sedie bianche compagne sole
arcata dentale di questa sala d’attesa
morsi alle mie domande cieche
il controvento è in cima alla collina
sopporterò anche l’oltre
e il sogno non finisce si accoppia all’alba
ebbro sale il giorno compagno di bevute
due merli si rincorrono al di la,
accenti e virgole le ali dei pensieri
l’estate esplode tra glicine e corsie
aspetto che l’intruso sia estirpato
aspetto te sola
ma il giorno è ancora lungo
abbandonando i nidi ancora caldi
salutando in un malinconico giro
la stagione appena passata
prenderò anche io
un sentiero,
una strada inversa
salutando con la pioggia
il tuo cuore
dove la cicatrice del pensiero
sveglierà il tuo gelido sogno
Non ritornerò
a primavera
lascerò le mie memorie nel vento
perdendomi senza rotta
sulla nave
che sfiora l’orizzonte
sotto il peso
del cielo grigio
nelle
ombre di ali in lontananza.
che ne faccio
se sulle pareti ho disegnato
i tuoi contorni
e ho riempito gli spazi
con la tua presenza.
Chiudo il mondo fuori
tiro le tende
e poi t'invento,
ritagli di te
in un puzzle mai finito.
Nella penombra
tu mi appari,
chiudo gli occhi
e ti vivo
senza tempo.
Sei ritornato nella mia vita...così
in punta di piedi, in apparenza
ma vestito come un uragano
poche parole e si riapre il sipario
Riemergono vecchie parole scambiate
scambi emozionali preziosi
e si riaffaccia il troncato nostro
Il perchè ancora non sò...o meglio
ho pensato e le risposte sono tante
ma tu, non sei me, ed io, non sono te
ogn'uno di noi due avrà il suo perché
Dopo la tua ultima, due domande, chiare e nette
sto pensando, ti sto pensando
e ripenso ancora al noi svanito
in qualche meandro buio del nostro io
Ed ora...io...tu...aspettiamo la primavera
Qui il freddo, ogni giorno diventa più tagliente
e il caldo è un miraggio.








