6 x 6 ꓿ 36
non ricordo gli anni miei
5 x 4 ꓿ 20
che fastidio il mal di denti!
3 x 9 ꓿ 27
m’han nascosto le scarpette
6 x 8 ꓿ 48
ho perduto il mio orsacchiotto
3 x 8 ꓿ 24
i miei fratelli sono quattro!
3 x 5 ꓿ 15
esco a fare un giro in bici
4 x 2 ꓿ 8
ho annusato un bergamotto
7 x 7 ꓿ 49
ti ritrovo in ogni dove
10 x 10 ꓿ 100
imparo tanto e son contento!
Filastrocca dell’autunno
spunta spunta un altro fungo,
zucche gialle in mezzo ai campi,
rosse foglie in mezzo ai prati.
Filastrocca dell’autunno
torna a scuola il bravo alunno,
buona uva tra i filari,
rami spogli fra i viali.
Filastrocca dell’autunno
dai camini ecco il fumo,
colgo un riccio di castagna,
che bontà la melagrana!
Topolino, topolino,
nel tuo piccolo calzino
hai nascosto un regalino
per chi ha perso il suo dentino
e poi viaggi per il mondo
anche senza mappamondo,
ed un gatto ti rincorre
fin su in cima ad una torre,
vuole, vuole, il tuo formaggio,
non conosce il tuo coraggio!
Sai contare fino a cento
e sognare in mezzo al vento,
sai ballar la tarantella
e volare su una stella,
dolce piccolo topino,
fai felice ogni bambino,
sei curioso, saggio e forte,
sei il topino della notte!
Quante cose imparo a scuola!
Le stagioni ed i colori,
gli animali e i loro nomi
e le stelle e le canzoni,
le poesie e le capitali,
i pianeti e tutti i mari,
a contare fino a mille,
a disegnare meraviglie.
Quante cose imparo a scuola!
Storia, scienze e religione,
a scriver fiabe da inventare,
a sognare con le fate,
a volare coi pensieri,
ed ancor parole nuove
e l’amicizia fra persone.
Ecco il cuoco pasticcione
lui si inventa ogni sapore,
mette il sugo nel caffè
e la zucca nei bignè.
E prepara caramelle
con merluzzi e besciamelle,
poi una torta tutta bianca
con la neve e senza panna.
Che pasticcio questo cuoco!
Fa la pasta con il vino
e l’insalata col cumino,
il ragù con le castagne
e le polpette col caviale!
Che fatica cucinare
per un cuoco pasticcione
che si inventa ogni sapore!
Il gufetto canterino
ha comprato un bel violino
per cantar sotto le stelle
con le amiche coccinelle.
Suona suona la sua orchestra
su quei rami di ginestra,
fra le nuvole di panna
una dolce ninna nanna.
Dorme il sole in fondo al cielo
proprio dietro al grattacielo,
dorme pure la campagna,
culla un bimbo la sua mamma.
Il gufetto canterino
ha smarrito il suo spartito
è volato via nel vento
come un sogno in questo tempo.
W il sole che riscalda
ogni bimbo e la sua mamma,
una nuvola di panna
ed un riccio di castagna,
la rugiada sopra un fiore
ed il mare all’orizzonte.
W il sole che riscalda
questo battito di cuore
e la neve bianca bianca
come latte di montagna,
una danza di farfalla
ed il canto di una fata.
W il sole che riscalda
ogni bimbo e la sua mamma.
Vola vola l’aquilone
lui si posa su ogni dove,
sopra i tetti delle case,
sulle aurore, sulle aiuole,
per le strade, sopra i monti,
e poi vola sopra il mare,
sulla luna e fra le fate.
Vola vola l’aquilone
lui si posa su ogni dove,
su capriole e giravolte,
sopra i canti dei gabbiani,
sopra i palmi delle mani.
Vola vola l’aquilone,
abbraccia il vento in ogni dove.
Filastrocca in quartine di ottonari a rime alternate.
Paga dazio questo cuore
per le scelte del passato
dove in ambito d’amore
tutto quanto fu sbagliato:
aree ormai necrotizzate,
seno che non tiene il ritmo,
valvoline già spanate
che richiedono algoritmo
di gestione del dosaggio
per non intasare nulla,
quattro by-pass come omaggio
che scavalcan zona brulla
ma si nutron da aneurisma
che s’espande minaccioso
senza l’ombra di carisma
vuol raggiungere da sposo
le simpatiche emorroidi
che l’attendon molto in basso,
son selvagge ed anarcoidi
solo dedite allo spasso.
Nel frattempo m’addolora,
col suo far da vera apostata
che con forza schiaccia ancora,
la mia rinnegata prostata.
E lasciamo tutto il resto
che stanotte le ossa rotte
m’hanno mantenuto desto
a guardare quella botte
d’una panza quasi sferica
che senz’ombra di ritegno
con la voce calma e serica
d’aver fame dava segno.
Ora sembro quasi attonito
tra un lamento e una russata
mentre assiso innanzi al monitor
tento d’iniziar giornata.
01/08/2025
La giraffa Marilù
ha un cappotto rosso e blu,
gioca a palla con il sole,
fa collane con le viole,
scrive fiabe e filastrocche,
è tanto ghiotta di albicocche!
E si trucca con le stelle
e si abbronza un po’ la pelle,
ha un bikini per il mare
e una slitta per viaggiare
su e giù per le montagne
a schivare le valanghe!
La giraffa Marilù
ha un gran sogno in fondo al cuore,
dare amore a tutti i bimbi
che ricorda nel suo cuore!
Filastrocca in ottonari (accenti tonici in 3ª e 7ª sillaba) a rime baciate; insomma filastrocca tipica.
Per creare filastrocca
rispettar regola tocca
molto semplice e banale
tuttavia fondamentale:
ritmo fisso assai preciso!
Verso chiaro ma conciso,
rima semplice alternata
(meglio ancora la baciata)
renderà la filastrocca
recitar ancor più gnocca.
Ma se sillabata a caso
solo per prurito al naso
con un far da provinciale
che vuol solo parlar male
di chi libero o bloccato
ben solerte non è stato
a mostrare adulazione
per il provincial… “campione”,
non abbiam più filastrocca
che in belli ottonari schiocca
ma ridicola str…ambata
che verrà dimenticata.
ioffa, 31/05/2025
La casetta delle fate
ha un bel tetto di farfalle,
rose rosse alle finestre,
dolci favole di miele,
un bel prato di gelato
e poltrone al cioccolato!
E le nuvole son letti
da abbracciare stretti stretti
e la luna una coperta
e le stelle una lanterna,
e poi giochi ed altalene
per sognar tutte le sere.
La casetta delle fate
ha un’orchestra di cicale,
mongolfiere colorate
per volare sopra il mare,
palloncini e arcobaleni
da donare agli angioletti.
Stella stella della sera
sei più bella in primavera,
sei d’argento, di cristallo,
sei di miele o di corallo?
Brilli brilli e non ti spegni,
fra i pianeti sempre regni,
giochi giochi coi gabbiani,
con farfalle ed aeroplani.
Stella stella della sera,
ogni sogno poi si avvera,
vegli il sonno di un bambino
fino a che sarà mattino.
Se la luna rotolasse
come un sasso per le strade,
sai che tonfo che farebbe,
tremerebbero le stelle!
Se la luna si spegnesse
come fosse una candela,
sai che guaio che sarebbe,
ogni rosa appassirebbe!
Se la luna raccogliesse
i suoi raggi come perle,
ne farebbe dei gioielli
da donar ai tetti spenti.
Se la luna fosse un palloncino
ci giocherebbe ogni bambino,
ma la luna è solo un cerchio
che disegna il nostro cielo.
Vola vola farfallina
fra i capelli di bambina,
su una spiaggia senza sole,
sopra i petali di un fiore,
sul bucato della mamma,
su una nuova ninna nanna.
Vola vola farfallina
sulle scarpe di Marina,
sulle tegole dei tetti,
sulla coda dei micetti,
in un prato e sopra i monti,
sulla neve e i miei discorsi.
Vola vola farfallina
dalla sera alla mattina,
parti pure per il mondo
col tuo far così giocondo,
t’ama il cielo a primavera,
sei più bella di una stella!

