Com'era piccola
una statura
al centro di un funerale
che si sentiva appena
Guardai con tristezza
muoversi quei movimenti
irritati, da un fisso
irremovibile pensiero
messo in disparte
per inseguire la morte
suo scopo di vita
e assidua protezione
all'ultimo battello
di una diga difensiva
per non farsi scavalcare
dall'ingordigia
che non lacrimava
nel sentimento
macchiano di bello
salgono e crescono
rami del futuro
nascosti dietro il grigio
spuntano pensieri nuovi
pensieri colorati
pensieri freschi
macchie di caldo
tingono il sapore dell’aria
prendono vita
brezze di salsedine
prima addormentate
nascono occhi nuovi
occhi diversi
occhi leggeri
si muove perfettamente
la primavera
non più tra il cauto inverno
si innalza sgargiante
la primavera
vestendosi come non mai
prende forma
la primavera
e penetra dentro
oltre il respiro
Altalena in attesa, immobile
sentiva sulle catene la mancanza
di risa giocose
avesse avuto occhi, poteva scorgere
gli rimase il sol sentire e la mancanza
Involucro di metallo, intrecciato
pensieri da gigante potente
che voglia di volar nel cielo
di mani possenti
di gambette penzolanti e manine trepidanti
di freni e lanci…di risa e pianti
Indossò ancor polvere attendendo
il vento brigante che soffiando pulisce
che intona brio a questa stagione tardiva
speranzosa attesa, rimase immobile.
Che reticolo
di cinquecento imperatori
di ghirigori
faccine
di porcellana
l'ombrellino ne
segue aperto un altro
che rotea innamorato
liù, liù, liù, liù
nella massa di elastici
della scrivania.
Tutti insieme
tutti uguali
di petrolio
tutti perimetri d'amebe.
l’afa si riversa dai tetti
e si stende per vicoli,
per strade affossate,
che si coprono d’ un pulviscolo
pesante, oscuro, lunatico.
Sulle tettoie azzurrigne
luccicano i comignoli;
abbaini e pinci, verdognoli
come un’acqua distesa, riflettono
la luce diafana delle stelle.
I due campanili del borgo
appaiono grigi e incorporei,
nel cielo d’antracene,
fosco ancora di calura.
Anche l’antica torre angioina,
in tutto il suo incanto,
emana una luce grigia e sinistra,
intrisa di tempo.
Grida di bambini
che giocano a rincorrersi
rimbalzano tra le mura vetuste
e sugli acciottolati deserti,
blandamente illuminati.
La luna falcata sorge
sul filo nero delle cime dei monti
e, piena di emottisi,
resta a lungo sull’orizzonte,
in un vapore sanguigno
che non vuole diradarsi.
Nei campi e lungo le mulattiere,
fino a notte fonda,
qualche cane randagio abbaia alla luna,
alternando i suoi cupi latrati
al lampeggio vivace delle lucciole.
Nella quiete oscura
intensi profumi
salgono dai prati in fiore,
fronde di alberi
ondeggiano sotto la brezza,
uccelli notturni cantano,
e un tepore amico
accompagna il loro riposo.
Dalle brughiere filtra, a tratti,
un odore di rose e di ginestre.
E sull’orlo dei monti lontani
naviga un’aria stigia e bassa.
Ho ritrovato la gioia
l'arte di volare con la penna e l'inchiostro
su fogli come di neve bianchi
e dar vita ancora alle emozioni
fiori profumati nascono dal cuore
e non puoi a lungo trattenere
E' come il vivere in astinenza
l'anima freme foglia tremula
alla prima brezza primaverile
la mente colma di pensieri
li senti martellare
in cerca di libertà
colombe di parole e di poesia
Non esiste dolore
tempo o strane situazioni
dotati di così tanta forza
per fermare il fiume in piena
del cuore di una amante
di Lady Poesia, lei ti ammalia
lambisce la pelle di carezze sensuali
ti sciogli nel suo caldo abbraccio
e ti senti amato
come una macchia, un punto
un puntino nel punto
dove galleggia l’anacronistico
è un grammo di barriera
prima del poi
sono tutta respiro, autoctona
mi separo dall’atto
la cassa armonica va in sintonia
col vetro-vapore
C’è la via lattea fuori
fa il giro della rotonda
-non si ferma il surreale risuono
c’è il gesso intorno al polso
come il polso sta al sangue,
immobile paranco
la massa sta per vegetare
passa un cielo nell’istante ermetico
una pelle d’uovo va a coprire la luna
Osservi dall’inizio la salita
sembra inavvicinabile
impossibile raggiungere la vetta.
Parti con una meta
ma pensi che non ce la farai
inizi lo stesso la salita.
Superare ostacoli e precipizi non sarà facile
non ti arrendi vai avanti
con forza e volontà.
La montagna…..
quel gigante
enorme.
Tanta strada da fare
ti manca il respiro
la salita è ripida paura di cadere.
Scivoli ma
trovi un appiglio
poi un altro……
Piano piano
cominci a credere
che puoi farcela.
Attorno alla montagna ce un falco che vola
quasi gli appartenesse si appoggia sulla vetta
ti aspetta……..
Leggete, e non ve ne pentirete
leggerete testi, di volti
che potrebbero essere vostri
con le stesse ansie
gli stessi problemi
riconoscendovi in essi
trovando soluzioni per voi
e per chi accanto vi resterà
Qui ci sono degli autori bravissimi, molto profondi, leggeteli
si aggrappano a giacigli sparsi
non c'è aria che respiri fango
ma dignita in sacchetti lisi
è un viso di bambino
che gioca con le nuvole
ha ucciso i suoi giocattoli
la mente in confessione tempo fa
parla con le pietre a tempo perso
racconta di draghi e fate
si vede viaggiatore di deserti
un'oasi il cartone arrotolato
Ho lasciato Barabba in un bar
con me una brioches con crema
apre la credenza nel sacchetto
apparecchiamo
scalzo di pensieri
rasentando i muri
per ascoltarne le parole
passando sotto i rami
bagnandomi di dolci lacrime
ah se tu mi vedessi
scivolare sull’aria
facendo scricchiolar le foglie
e dipingendone la primavera
nudo alle stelle ed alla luna
solo occhi per imparare
mani per udire
bocca per giocare
attraverserei ancora il cielo
sotto i campi di favole
ah se tu mi vedessi
planare sui tuoi dubbi
dissolvendoli ai desideri
e pure alle promesse
ah se tu mi vedessi
entrare oltre il cuore
lasciando socchiusa
la porta del mio amore
prenderesti la mia goliardia
unendone un po’ di non sventatezza
in perfetta alchimia
per raggiungere chiunque tu sia
stringe la terra in pugno e annusa
l'altro cieco dentro una tasca vuota
ma l'onda arranca e torna indietro
L'angoscia d'essere immobile
racconta all'aria storie
si perde l'origine del tempo
il fumo sale a cirri
non ci saranno proroghe
maree o venti da nord
il vecchio parla ancora solo
certezza e inganno non rispondono
un pensiero infrange la battigia
scava la sabbia e s'addormenta
Quando ti ho conosciuta
ho provato e riprovato
a raccontarmi
più che potevo
Al principio mi sentivo
impacciata, non riuscivo
ad emergere, a volare
con te, a trovarmi
nelle emozioni di altri
in letture profonde
Mi hai trasmesso tanto calore
facendomi scoprire, che desidero
seguirti, e non lasciarti mai
tu, perla, dall'animo umano
che entri in profondità
dentro il cuor
Leggere pagine di giornale
giri pagina e trovi una notizia diversa.
Un Po’ come la vita.... un giorno ridi
uno altro piangi.
Pagine di vita
esperienze che ti segnano.
Domani un'altra stampa
una notizia nuova e bella.
Quella di ieri e ormai archiviata.
Strana la vita…….





