E' al di là di
quella riga d'inizio colore
il cortile a scacchi, piegato
per l'acqua piovana
cadente a fiotti dal collo del muro
io sono tegole riflesse
finché piango
in un rosa lievissimo, annego
quasi quasi annego, giù in fondo
dove il glicine s'infossa.
trasportato dal vento
ora qui
ora là
ascolta ed ammira
dalle note della primavera
un po’ su
un po’ giù
un pozzo infinito
un pozzo dove tutto si specchia
un pozzo dove tutto si mischia
un pozzo dove tutto finisce
ed inizia
non è stato facile
tra magie e maschere
indossare il mantello del cielo
guardare l’anima
scrutare la coscienza
frugare la mente
dentro quel pozzo infinito
quel pozzo dove non c’è confine
quel pozzo dove non c’è profondità
quel pozzo dove affondi
e riemergi
nascondersi ed ascoltare
senza alcun fremito
lontano da ogni brivido
non è stato semplice
passare sulle impronte
raccogliere ciocche di ricordi
comporre frammenti di corpo
quasi perduto
e guardare ancora
dentro il pozzo infinito
il pozzo dove trascini tutto
il pozzo dove tutto si chiarifica
il pozzo dove niente si perde
il pozzo dove tutto finisce
per rinascere
come acqua nuova e pura
Mentre m'immergo in ricordi di cartapesta..
Poi mi volto e ti vedo..
Hai negli occhi..
...E brama la mia vita nella ragnatela delle fervide passioni e dei desideri ardenti..
Mentre rimango immobile ad osservare..
Poi m'immergo in effimeri ricordi di cartapesta..
mi volto e ti vedo..
Quei tuoi occhi..
Siam forse matti a voler vivere solo dei nostri sogni?!
Siam forse poveri folli a volerci nutrire solo dei nostri sguardi?
Fermati,
Aspettami e..
Guardami..
esiste forse parola più bella?
Reduce dal segreto dei tuoi occhi,
Mentre brama la mia vita nella ragnatela di fervide passioni e desideri ardenti
immergo la mente in effimeri pensieri di cartapesta,eco dell'oceano dei nostri ricordi
E rimango lì immobile ad osservare..
Poi dei passi
Mi volto e finalmente Ti vedo..
Nei tuoi occhi,l'Infinito.
si scrutano i silenzi
i desideri di slancio
inclinano nei sogni
Impeti di battaglie
scrigni segreti
di eterne passioni
arse nei deserti
incalzano dentro un petto
dove soffocate speranze
tra gli steccati dei corpi
tengono il cuore
sottovuoto.
Piove pigramente
il cielo è grigio sazio di lacrime
mi conforta questo tempo
più del sole splendente
la cui luce soffoca
i ricordi di te
che correvi sulla sabbia
abbracciavi la montagna
arrampicando sui sentieri impervi
Non correrai più
con fatica strappi briciole di pane
che alla bocca con mani tremanti porti
Non mi domando più perchè
non esiste un perchè
solo la certezza di una maledizione
divenuta la tua amante
distruggendoti dal troppo amore
Non impreco verso Dio
quale Dio sarebbe così crudele,
nemmeno il destino per bastardo che sia
giungerebbe a tanto,
Ho udito teorie sulla vita
che per esaltare eventuali errori commessi
ti mette di fronte ostacoli impervi
Per quanto puttana possa essere la vita
non ci credo, non ci voglio credere
e mai ci crederò
ruberò un po di luce alla luna
per non camminare nel buio più profondo
tira i fili della mente e li aggroviglia disordinati,
servirebbe stenderli su filari per i panni.
Inghiotte tutto e lo scrive su un pentagramma,
ne cambia le chiavi e chiude i lucchetti
con armature a 5 bemolli. E ti senti un Re (bemolle).
Bello il sole che filtra tra i righi!
Ha il sapore di fisarmonica nei giorni di festa
e i pantaloni li portavo con la piega come una cresta
e la cravatta ce l'aveva anche un sedicenne
come il cappio al collo di un condannato
e le sigarette nella tasca della giacca,
il profumo da barba di mio padre rubato,
il calpestio di stivaletti lucidati
e una ragazza che sorride
anche quando non sai chi è.
Sette giorni di domeniche.
Poi il passato a un tratto passa
tra i vetri rotti del presente
e diventa un ricordo perduto,
uno qualunque dei sassi lanciati nello stagno,
quasi un degente seduto
su brande a brandelli
in un vecchio ospedale di pazzi.
Non ricordi più niente,
tutti i giorni uguali immancabilmente.
Pensieri appesi ai lampioni della sera
che arriva troppo lesta,
senza giorni di festa.
E ci si trova a ridere di se stessi,
delle imprese e dei mancati successi.
Coi vecchi amici seduti come tanti gessi
senza lavagna, senza processi.
Si guarda impotenti
il volare libero degli uccelli
e negli occhi tanti mulinelli
a riprendere fili di memorie lontane,
profumo di pane,
viali di erba d'estate.
Memorie a lucchetto celate.
che appari nella mente
con fotogrammi ben delineati
tenendo per mano
ciò che la vita ha regalato
auguri a te
che accompagni tutto quello
che le mie mani modellano
auguri a te
a cui è stato tolto il sorriso
ma non l'anima
auguri a te
vestita di azzurro e bianco
che ascolti giorno e notte
auguri a te
che sospiri dall'alto
e poggi le tue mani sulle mie spalle
auguri a te
per il giorno che verrà
e ci ritroverà
Uomini il cielo eretto
a loro tetto
dalle stelle lampadine magiche
di lunghe notti
vissute senza seni da accarezzare
e mani da stringere
per non aver paura
Dialoghi con la luna
che come una mamma
canta una ninna nanna
regalandogli un sonno
vissuto da sogni
sfumati nel fumo del braciere
acceso con vecchi giornali
La terra dei parchi
è il loro talamo
fanno l'amore con la solitudine
su lenzuola di cartoni
Negli occhi la dignità non è morta
nell'anima la rassegnazione è muta,
li distingue la forza per una vita
che tutto ha strappato
facendone coriandoli
affidati al vento
La società infingarda
del millennio tecnologico
dove i valori muoiono come soldati in guerra,
l'ignoranza pervade il cuore
di una moltitudine
che guarda a questi uomini
con disprezzo
scansandosi da loro come da vermi puzzolenti
Era questo che voleva Dio?
No …. ma disse Gesù
“Beati gli Ultimi”
In qualche colonia
sul mappamondo
ancora indosso povere foglie
le carte aromatiche
dell'isola che non hai
saputo scoprire.
Ed io lì aspetto
la tua metà umana
abbandonare ossa raccolte
per bruciare le essenze,
accudirmi come un
piccolo alberello del pane.
nella luce del sole,
nei verdi boccioli
e nel profumo dei fiori.
La colgo
in uno sguardo d’amore.
E nel profondo meandro
della sua nudità
riscopro la terra,
assaporando profumi,
vivendo emozioni
in boschi di betulle
e in estese brughiere.
Sensazioni irradiano
un’eco,
sentimenti emanano
musica e immagini.
cullarsi sul mare
e la luna sorridente,
lontana ,mi porta da te,
in una notte piena di stelle
parlandomi d’amore.
Non so se esiste
un concetto ideale,
amo te !
mente immagini di ieri si
posano sulle ali del vento
come anime di carta
offuscate da salsedine acerba.
ancora immagini della notte
tende appena accostate
luce che filtra
disegnando il legno
morbido mattino
in cui raccogliere un fiore
e portarlo al cuore
nel silenzio parla solo il respiro
il sole riflette
ciò che l’anima trasmette
sorso quasi primaverile
in perfetto quadro
tempo giusto per assaporare
ancora un po’ di noi
non c’è stanchezza
non c’è monotonia
ma solo meraviglia
racchiusa in pochi metri
di una stanza
meraviglia che vorrebbe scivolar via
oltre la finestra
ma che
accompagnata dal sorriso del mattino
si veste ancora di noi
lo rovesci a piacimento,
ne fai spirali d’acqua fresca,
turbinio di vento
tra le fronde,
lieve mormorio di onde
tra scogli neri
pronti alla tempesta.
I tuoi occhi son sinceri.
Sono come persiane alla finestra
e ritagli di albe rosa
disegnano sui tuoi seni
un invito scritto ad averti.
Ora.
Con la furia dei tuoni
e, delle stelle, i desideri
e della dolcezza dei profumi di bosco
ne faccio tappeti ricamati
per i tuoi piedi
e nidi di pensieri.
Io, col fiato corto,
annego dentro te.
Tu non ti sorprendi.
Accondiscendi
ad altri mondi
avvenire.
Vedrai gli archi dei ponti
tendersi al contrario
nell’andare dei fiumi
e sognerai
l’amore
senza svanire
mai.
Ed io sono la tua sabbia.






