quando fai la misteriosa
quel tuo nome inventato
è come una rosa
impiantata nelle mie incertezze.
Mi piace
quando sfiori le mie amarezze
orgasmi smarriti per ingannare le domande.
Mi piace
quel sentirti e non sentirti
bastarmi del tuo non essere
vittima e carnefice
di un volo oltre la palude.
Mi piace
nell'arco di tempo
che la luce smette di riflettere
ed io sono ombra e particella
sono andare e rimanere
gioia e possedere
cellula impazzita
il nulla, il tutto. il vuoto delle stelle
l'immensa evanescenza
di un urlo abortito in gola.
risvegliare in me l’amore
il desiderio che sembra svanito
ma non è cosi.
All’inizio è come giocare
divertirsi ma con il passare
del tempo
ti prende di testa.
Affrontare le avversità della vita
con qualcuno che ti vuole bene
ogni giorno confrontarsi
l’uno con l’altro.
Se non hai sintonia e’ come
camminare su un lago ghiacciato
rischi che si rompa facendoti
sprofondare nell'acqua gelida.
Una strada di
montagna
in salita ma alla fine
arrivi in pianura.
Trovando la luce e
la speranza
il cuore torna
a battere forte.
Un amore che arriva
cosi all’improvviso
non puoi paragonarlo
a quelli che ti an fatto soffrire.
L’amore e desiderio
non è possesso
la vita va vissuta
intensamente.
sul nero monte,;
il peccato tinge di rossastro
una bianca veste;
infanga e punge
quella Santa fronte,
cinta di bieco supplizio.
L'ultimo afflato e' consumato:
il Figlio di Dio
muore lentamente,umiliato.
ma le viscere della terra
insorgono con prepotenza.
Si protendono in profondi sussulti.
Lanciano lai di solidarieta'.
Il Santo e' morto
senza umana pieta'.
Il tempio si squarcia in due
dividendo l'odio dall'amore.
i cadaveri dei Martiri
abbandonano le fosse.
E tributano solenni esequie
al Salvatore,confortato dalla Divina requie;
una lacrima scava
il volto di Maria.
i cuori dei fedeli vegliano oranti,
alternando al silenzio lugubri canti.
il sole e' intorpidito tra le nuvole.
un buio minaccioso
si rende complice dei carnefici,
stroncando la verita'...
Tutto e' compiuto....
Auguri a Domenico e Antonella
Facciamo con la mente e con il cuore
Nel giorno di Colombo scopritore
Vi sia di compagnia quella stella
Accesa notte e giorno sull’amore
Per tutta la futura caravella,
Insieme quel timone lo si tiene
E auguri vi facciamo di ogni bene.
12 Ottobre 2013
Lascia stare.
Tieni tutto com’è.
Le tue cose
i disegni della vita
non li puoi cambiare.
Lascia che la pioggia
bagni i prati
e che il tempo
sia sempre uguale
non lo puoi cambiare
nemmeno se ti metti a pregare.
Lascia perdere.
Se ti metti a contare
le stelle su in cielo
perdi il conto
o ne manca sempre qualcuna.
Lascia stare.
Puoi imbrogliare di tutto
ma non il destino.
Se ci giochi
lui ti sbrana,ti uccide.
Non perdere tempo,
che aspetti!
Perché passa e non ritorna
disprezzato ed offeso,
nato senza festa
già profanato e falso,
mostrando le rughe di un anno
che non t'apparteneva.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Dentro di loro scava inesorabile il Nulla,
diventano di plastica anche i grandi ideali,
i profondi sentimenti e le emozioni vere;
vivranno chiusi in mondi virtuali
i cui echi binari sorvoleranno
pietrosi deserti, pozzanghere d'acque inquinate
e nere foreste incenerite.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo,
espressione massima del vuoto spirituale che avanza.
Come già le pianure rigogliose ed i boschi
brulicanti di vita,
anche i loro cuori e la mente si fanno ormai deserto,
nell'ossessiva rincorsa a valori fittizi
ed ingannevoli.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Il quarto millennio,
disgustato ed insofferente,
non li vorrà conoscere:
scompariranno prima, dal proscenio.
N.B. Per motivi misteriosi l'avvento del millennio fu festeggiato il 1/1/2000 e non il 1/1/2001
Ragazzo vai avanti non smettere di essere curioso
grida forte con me: “Ce la farò se sarò studioso”
potrai essere povero ma ricco di conoscenza
è il bene più prezioso non potrai stare senza
Ragazzo vai avanti rispetta ogni essere umano
chiudi gli occhi prova a tendere loro la mano
piangi con i loro occhi senti con il loro cuore
la vita spesso è solo dolore
Ragazzo vai avanti non perdere la serenità
non smettere di credere nelle tue capacità
lotta con la forza di un leone ma con molta prudenza
ci vuole sempre tanta pazienza
Ragazzo vai avanti non smettere di sognare
scappa vai un giorno al mare
guardalo al tramonto innamorati della vita
ragazzo fatti forza AMA che non è mai finita
nello spirito, nella mente
riconoscerci osservandosi
in un immaginario specchio
che è l'insieme degli agiti, dei sentimenti
dell'energia di cui ognuno di noi
è dotato
Il grembo materno in cui nascere
fecondato da chi padre per noi sarà
è una scelta fatta da noi
in tempo ancestrale
in una dimensione particolare
dalla quale l'anima del figlio
sceglie i genitori
Sa che riceverà amore
un abbraccio caldo come il sole
il latte che dalla fonte materna
vita gli darà …
la morale di un padre attento
innamorato di quell'esserino
che uomo o donna diverranno
Arriverà il momento
di riconoscere la luce guida
a noi legata
fare le scelte poste di fronte
similari a grotte ed al bivio
prendere la strada che porta alla luce
Rinnegare il buio
amando noi stessi in primis
cosi potremo amare di più
il prossimo vicino o lontano sia,
non esiste distanza per l'amore
per la forza da condividere
una stretta di mano si sente
anche in lontananza
Più cuori che battono all'unisono
creano un canto che giunge
fino al cielo ….
Quando tutte le parole,
strozzano nella gola i significati e perdono ogni forza,
allora ricorriamo alla poesia
come cura e medicina per lenire l'impotenza
del cuore a dire
e del cervello a comprendere
così cominciamo a viaggiare nelle parole
sperando di trovare corrispondenze
e se anche non siamo sicuri di raggiungere la nostra meta
almeno ci consoliamo.
del mese di ottobre
che bagnano ancora
con fare gentile
il placido lume di questa esistenza
rifatta e ridotta
a lucerna o candela
che tenta inadatta
a brillare nel tempo;
bagnando i pensieri
rivolti all’inverno
la pioggia restringe
il guerriero respiro
che come le aquile
sopra la preda
ripensa affamato
ai sospiri d’amore.
Ed ecco le acque
bagnare il dolore
di un anima in pena
nel mese di ottobre.
quando abbasso la testa e torno a casa
i cani pisciano sul muro
e la gente freme
per arrivare a chissà quale meta.
Alle sette di sera
quando spengo gli occhi al futuro
l’aria s’inquieta
e la luna è una pietra
nel cielo inquinato d’amore e bitume.
Alle sette di sera
quando la luce sbiadisce i colori
sparpaglio la noia
sugli alberi spogli piegati dal vento.
Alle sette di sera
quando la lingua s’incastra tra i denti
ingoio la pena
e mastico polvere, sangue e rugiada.
Alle sette di sera
quando abbasso la testa e mi guardo le mani
sulla schiena bruciano i graffi
e i morsi dei lupi
che nella carne sono intarsi
i cimeli di giorni purtroppo ormai persi.
E allora fuggo
rifugiandomi dentro il licantropo d’uomo
che cerca i brandelli di ieri
appesi alle corde di una chimera
nei sogni banditi
all’asta, alle sette di sera.
stormi di rondini e gridi lontani,
e là in un giardino spenti gerani
in silenzio stanno ad appassire.
Ascolti le cicale serenare
ad un cielo di fumo dipinto,
e con lo sguardo al velo stinto
osservi bianche colombe spirare.
Del nero corvo, di morte il messaggio,
famelici si muovono gli occhi,
e tu sospeso ascolti gli schiocchi
di ali scomposte il veloce viaggio.
Ed ecco la pioggia, salata scende,
su piccola guancia e tenera foglia,
e rapito sei da quella voglia
di alto gridare che ti prende.
Ma non puoi, e lì immoto resti,
ad ascoltar del grande mondo il pianto;
lassù il privilegio d'esser santo,
tu nel diluvio con poveri vesti.
...E poi volò verso la fine
senza rumore alcuno
leggero,
come fosse un fiore appena nato.
E poi,
carezzai la sua anima l'ultima volta
ingoiando gocce di mare,
nell'estremo saluto alla vita.
Mi disse piano:
"è il tempo che regola l'esistenza,
la felicità e la sofferenza,
le cose false e quelle vere...
E' il tempo che spegne le candele...
Io,
sono pronto".
Andò via.
Restò con me per sempre...








