stanotte ho sognato te mentre io non ero presente nel limbo tuo e tu mi rubi le ali ma lontano non puoi andare poichè un umano non sa volare oltre limitati spazi e io resto un angelo senza piu le ali da usare x la soglia dell' infinito varcare ma non importa io resterò qui dove da tempo non s'intravede neppure una divinità ma tu nel tuo magnifico paradiso non puoi entrare poichè i demoni non sono bene accetti e non serve un perfetto travestimento per illudere i benedetti santi ad aprirti quelle meravigliose porte del cielo dove tu vuoi entrare con quel tuo corpicino stretto che tu sia maledetto e vaghi x tutta la galassia in cerca di una sostanza che solo l umanità il diritto ne ha maledetta sii tu mia dolcisima amarezza che col profumo mio altri corpi infetti con la tua presenza e che tu sia maledetta demone perchè non sei piu mia e te ne vai ma i miei spazi tu non li recupererrai mai.
Stanotte ho fato uno strano sogno c'ero io che volavo ma non importa se la fantasia non è come la realtà tanto quel demone li dalla sua condanna mai piu scapperà
per essa un sol rumore anale
sia al vinto che al vincitore.
Dire di più sarebbe un errore.
Sento solo di starmene muto
ed ogni tanto emettere uno sputo.
La mia stima vada a quelle genti,
che subiscono angherie negli stenti;
mentre i potenti servi,senza offese,
seduti "impotenti" su un divano,
sia politici o ministri di chiese,
si ficchino un cazzo nel lor ano.
Già il sommo stilista della guerra,
fa,lieto,sfilare i suoi modelli,
progettati dai cervelli insani
dei migliori intelletti della terra,
che per la stessa sono sol flagelli
di ieri,di oggi e di domani.
I ricordi crudeli della storia
non sono esempi d'aborrire
o sinistri pensieri da bandire,
ma precetti d'antica memoria
per asservire un popolo smarrito,
che poi preparerà la sua riscossa,
non obliando mai d'aver patito
la fame,l'onta e la percossa.
La storia di questi fatti è pregna
e più che bene,forse male insegna.
I tempi non son cambiati affatto:
il sole sorge,ma brilla sul misfatto.
La fratellanza è forse un inganno,
si dà amore e si riceve affanno;
ma,pensando a quel supplizio atroce,
ch'ebbe a subire un Uomo sulla croce,
amo tanto coltivar la pace,
bene prezioso e non fugace,
detestando ogni forma di violenza,
perchè produce solo sofferenza.
O uomini potenti della terra
ai vostri piedi,dimesso,mi prostro
e,supplicandovi d'aborrir la guerra,
vi prego di pregare il Padre nostro.
Un musetto di faina
tra la sciarpa
la giacca
e due berretti appesi,
fa così il folletto
se sente il vento fuori agitarsi,
si sveglia mentre leggo,
arboricolo.
Con tristezza sono caduto
bianche pipe archeologiche
nella vita di una palettina zuccherata,
il vento ti ha svegliata
dal mio muro di calce,
da capannoni
di vetri rotti,
ed ora non penso che all'anima.
'Notte.
Nel mistero delle parole che non dici
mi sono ritrovato appeso all'amo dei sogni,
e la dimensione occulta del tuo sguardo
mi ha attirato nell'abisso del desiderio.
Così precipito volteggiando
nel pozzo oscuro delle mie brame irrisolte.
So bene che alla fine del mio folle volo,
non troverò alcuna traccia di te.
Ma in questi brevi attimi che ancora vivo,
penetro nel miraggio ideale del tuo corpo
e ti posseggo appieno,
sino alle estreme conseguenze.
che non ti ha voluto;;
piangi un'umanita'
che dalle gioie degli affetti
ti ha escluso.
ogni gesto buoni e disinteressato
male interpretato.
Solo contro il mondo:
non hai ubbidito
alle leggi dell'ipocrisia.
Sconfitta preventivata.
Il conforto di un sorriso
negato da ogni viso.
il calore di una parola
non riscalda un'anima sola
Piangi in silenzio tra la gente
osservandola con disprezzo
mentre mente spudoratamente.
mi carezza poi la tua ombra liquida.
Mi avvolge il tuo acre sentore,
mi invade la tua intensa bellezza.
Penetro il tuo passato,
mi perdo in te,
lentamente il mistero si rivela.
Ti amo, per sempre.
felice
e costruisco il mondo
a mia immagine
nella tristezza
d’annoiati silenzi,
tra rumori di pietre
e ilarità di feste.
La mia vita,
mezza luce
e mezza ombra,
fluisce limpida
tra forche e gole,
tra poggi e radure,
tra dolori e paure,
tra sogni e soprassalti.
Ed è gaia e allegra
come il viaggio
di una vecchia diligenza.
in quella carta di caramelle
lucente e piena di ricordi
quando le mani fredde
scartavano quel momento
dopo che mente e gola
l'avevano tanto desiderato
in quella semplice carta
rivedo anni di freddo
ma anche di abbracci caldi
vetrine dietro cui sognare
qualcosa che potesse
riempire gli occhi di bambino
e poi quel profumo
che aiutava a stringere
qualcosa di mio
quella carta
che ora sbadatamente
qualcuno ha gettato
come fosse priva di significato
come fosse un pezzo lacero
e nulla più
quella carta
per me era un gesto amico
una condivisone di attimi
che mai più sarebbero ritornati
gioie segrete
nascoste agli occhi dei genitori
quella carta
in cui ancora mi rifletto
e le immagini che la guerra produce,
anche quando su un letto d'amore
una donna mi culla i pensieri.
e nel silenzio gridano forte
la sofferenza taciuta ogni dì.
Le mie labbra non dicono niente,
ma il mio cuore soffre per voi.
Io veglio in un letto di spine,
o fratelli senza patria e calor.
Da piccolo avevo un pulcino,
che morì per l'errore d'un uomo,
tra le braccia e nel cuore lo cullo,
ancor oggi non è un vecchio ricordo;
il suo sguardo mi è sempre presente,
lì io lessi la pura tristezza
di chi muore e parole non ha.
I vostri visi blandire vorrei,
o fratelli,che il focolare lasciate,
reietti a forza dall'esser bestiale,
che nell'insana sua mente sol pensa
d'asservir la gente che lena non ha
e su di essa poi far piedistallo
per sostenere il potere da infame.
Nel mio cuore trovate l'asilo
per placare la sete e la fame,
dove c'è un giaciglio sicuro
per sentire,benchè desolati,
il calore di chi rispetta il fratello,
di chi soccorre l'ignaro viandante,
che del sentiero la traccia smarrì.
La vostra croce è anche la mia,
pur se vivo nella terra natìa.
Quando il vinto soccomberà al vincitore,
il vincitore avrà la croce del vinto
e la campana avrà sempre a mortorio
il rintocco,che fine non ha.
O signori della stupida guerra,
che guardate il dito e non la luna,
anche ai deboli appartiene la terra
e vivere in pace vi accomuna.
come le instancabili onde del mare,
e uno dopo l'altro si disfano
sulla sabbia invisibile del tempo.
Inseguo anch'io i miei ultimi anni,
che scivolano irridenti tra le dita,
e simili a gocce iridescenti di vita
si perdono nei solchi della terra.
Saranno preda delle insaziabili radici,
che nutrono d'atomi sapienti
i nuovi germogli.
Continueranno così a vivere
e a morire,
consumando indifferenti
l'effimera memoria
della mia breve esistenza.
le mani socchiuse nelle tasche
e l'anima silenziosa
dove sono ancora impigliati
goccie di ricordi
e frammenti di emozioni
macchie sbiadite di istanti felici
rianimati per troppo tempo
senza realtà
Ho bisogno di areare
i pensieri e il cuore
di scrollare via
questa polvere di stelle
che ormai non illumina più
gli occhi e il cielo
di un nuovo vento di passione
da respirare
che dia anelito di puro amore
colori intensi ed emozioni
di una nuova voce
al canto dell'anima assopita
Ho voglia d'innamorarmi ancora
di sentir scorrere vita
in ogni fibra del corpo
di sospirare tra i battiti
di rinascere ancora
mi tentava allettato dalla forza
dell'amore che ho per te
dalla luce che irradiamo tra noi
col solo sguardo,
tu parole più non hai
ma tra noi non servono parole,
e mi voleva
Mi tentava con lusinghe
di una soluzione facile
al fine di eliminare il dolore
danzando ai miei occhi
come una lama affilata
uno squarcio netto e via
riportandomi come in trance
a tempi passati quando tutto ciò
dominava la mia vita
Ho vinto allora ed ancora vincerò
salvata dalla luce dono di Dio,
una strada nel cuore
ha preso vita
al fondo angeli, anime luminose
chiamavano il mio nome
Camminando a fatica
passo dopo passo
sudando sangue ho raggiunto
l'abbraccio che nella luce mi attendeva
caldo avvolgente
ed ho sentito da lontano il tuo sorriso
Dissolto si è il buio
come nebbia al sole
oggi verrò da te
ti porterò ancora più amore
accarezzerò il tuo viso
asciugherò le lacrime di gioia
che si insinuano tra le rughe ….
*
dove c'è amore
non può regnare il buio …..






