Adelaide era il nome molto austero
Che da tua nonna so che ereditasti.
Il tuo spirito invece era leggero
Nei giorni ameni e in quelli più nefasti.
Chi ti conobbe ti chiamava “Lalla”,
la ragazza che mai divenne donna.
Ti ricordo con una veste gialla,
e al contrario della severa nonna,
tu volteggiavi libera nell’aria,
perché ogni cosa amavi a questo mondo.
E nella bella estate, tanto varia,
quando il sole irradiava un raggio biondo,
coglievi nella tua umile campagna
i frutti da adagiare in quelle ceste,
che il cielo quando piove ancora bagna.
Sempre vedo lo sguardo tuo celeste
Come il mare, quando al mattino è quieto,
ed una brezza lo accarezza appena.
Ora che più non sei tra noi, in segreto
Da te torno e ripenso alla tua pena
In quegli ultimi giorni di un inverno,
Che sei anni dopo par volato via.
Ma il mio cuore, sai, ti amerà in eterno.
Mi manchi e non sai quanto dolce zia!
che aspetta
fa la guardia
sorveglia
spia tutto e tutti
lei si che ne ha viste tante
sia brutte che belle
ma mi piace pensare
alle immagini belle
come l’ultima notte
che l’ho vista
era li’ che
ci guardava
tutta illuminata
sembrava che rideva felice
come lo eravamo noi
notte di luna piena stellata
è cosi che è nata la nostra storia
di amicizia,amore,sincerità,lealtà
quella notte di luna piena
notte d’amore indimenticabile
e lei e li’
che ride come ridiamo noi.
Altre poesie cominceranno così?
Con un colpo di fucile
dipinge le perline del fagiano
di ceralacca rossa.
La bava del cane
l'umido del fiume di foglie cadute,
e comincio a respirare.
Scivola dal pesce persico sull'acqua
un casone malinconico
di fioche luci,
per poco,
per restare.
che va diretto a te
ascolto il tempo
che passa e se ne va
guardo i fotogrammi
dei paesaggi immaginati
volo a vela
mi ripiego nei ricordi
volo a vela
fino a farmi portare via
torno ancora là
dove il vento accarezzava
mischio i tuoi occhi
con lo specchio in me
taglio parole
da incollare sui pensieri
volo a vela
mi ripiego nei ricordi
volo a vela
fino a farmi portare via
e allora sì
cammino dove c’è musica
sulle strade dove
le gambe non corron via
sotto il cielo
che piove amore
volo a vela
mi ripiego nei ricordi
volo a vela
fino a farmi portare via
volo a vela
sopra le nostre nuvole
volo a vela
dentro la nostra aria
volo a vela
puoi cogliere la forma del mio vagare incerto
nell'arida pietraia del nostro amore frantumato.
Ma sappi che non voglio rivedere il sorriso sottile
delle tue labbra, soffici nel bacio aggrovigliato
ma violente e dure nell’ira stupidamente esplosa;
né accudirò il ricordo delle tue dita affusolate
che avvolgevano la mie emozioni senza ritegno,
lascive nella carezza, insinuanti nel tocco,
forti nel gesto possessivo.
Io vivrò anche senza di te, supererò le cordigliere dei ricordi,
attraverserò l'ardente deserto del desiderio,
e raggiungerò, con ossa vestite dall'ultima libra di carne,
la fonte che infine disseterà le mie emozioni disidratate,
i miei palpiti disseccati, le residue speranze affannate.
Verrà il giorno in cui mi chiederò
se quello che m’attraverserà la mente
fosse stato davvero il tuo nome!
qui dentro diciamo soltanto parole,
inutili a volte
ma sempre sincere,
vocate ispirate decise concrete
ma sono soltanto parole,
perché ci tormenta quel nostro pensare
di tutto di niente di eterno o di vuoto
di Dio, di amore, di anime in pena,
di notti passate a sognare di eventi
che poi fatalmente non sono contenti
di ciò che viviamo
nel giorno reale.
Parole di vento di pioggia o di nebbia
Di palpiti interni o negati dolori
Di torbidi amori di giorni stregati
Da un senso di morte che un incubo tiene.
Parole parole di grandi poeti
Qual noi ci sentiamo di essere degni
Ma siamo dei segni tracciati nel tempo
Di chi fa dei sogni
Nel tempo che vive.
Danza per me
questa sera
alla tua maniera
come sai fare.
Un ballo sensuale
e il ritmo che sale.
Danza che voglio vedere
le tue forme perfette vibrare
non ti fermare
continua a ballare
voglio vederti sudata
che dici " Amore!
La tua musica mi piace!
Nutritore delle gioconde le stelle
come un pescatore
getto le reti
inseguendo e pescando parole
parole spesso alla deriva
in rotta verso la notte
ripetendo arrivederci ai raggi del sole
e nei momenti bui mento
alle attese che sembrano infinite
riordinando il passato
per serbarne viva la memoria
getto le reti ma ciò che raccolgo
è un’ultima lacrima sempre più spenta
che si allontana sempre di più
il mio sconfortato cuore
Che chiarore di rosso colorante
sostiene la mia anima,
non piu' febbricitante!
Una particola assunta
con infinita devozione,
mi riconcilia con Cristo.
Un nuovo patto d'alleanza,
di ritrovata amicizia
di un pentito io,
firmato col santo sangue
del Figlio di dio.
non han più segreti gli arcani abissi:
violati in nome di Odisseo.
Ma il mio pensiero va al di là
delle sfere rotanti e sogna:
mondi che toccano il limite dell'infinito
imprigionati da assi cartesiani;
forme spigolose ultradimensionali;
cubi oscillanti che danzano intorno
a un totem infuocato.
Non ho paura di annegare,
perchè sono parte di esso.
tra stormi di foglie
e fiati di primavera
cammini attraverso sogni
stretti in nastri
di velluto e raso
foderato di sorrisi
accompagni il passo
di chi è spensierato
e gioca con la stagione
dipingendo il cielo
del colore che vuole
ti osservo da un vetro
e ti ascolto soffrire
non rinunci a sbagliare
M' innamoro di un amore che
non mi riguarda,
non mi ricorda,
ma parla di Lei.
M' innamoro di voi,
della tua dolce paura
quei sacrifici e le urla,
i pianti folli alla notte
m' innamoro di una storia
che non mi appartiene
dove follia e terrore
ti trascinano a lei
M' innamoro di un dolore
incarnato da sempre
piangi eroismo e protezione
poi stanchezza e mani arrese
per salvarla dall' oblio
m' innamoro di ciò che fai
perchè in lei rivedo me
cattiveria e distruzione
fragilità e bisogno d' amore
siamo travolti da sentimenti
che ci trasformano
e ci conducono lontano
da noi stessi.
Poi... la fine.
Più nulla.
E sembra
che niente sia finito,
che nulla fosse incominciato.
Restano, è vero,
i ricordi.
Ma sono così sbiaditi
da sembrare falsi, immaginari.
Ed il dubbio nasce
che forse un altro,
non io,
abbia tanto amato
e tanto sofferto.
E guardo le stelle
Nella notte silente,
Guardo le stelle,
Mondi lontani distanti da me
Splendenti lucine
Misteriose ed eterne,
Come se chiedessi a loro e a me
Chi sono, che faccio, che voglio
Che sento;
Ma loro imperterrite ascoltano i cani
Abbaiare lontani
Nella notte terrestre,
E Dio se c’è, perdona
Quest’io che cerca la vita.
Un pensiero che tengo per mano,
un’idea che mi accompagna:
La Patagonia, Isla Madre de Dios,
la Cueva del Pacifico,
la già estinta tribù dei Selk'nam.
Sono il Commodoro, l' Uomo,
il Comandante di tutti i Comandanti,
e dal calore del mio sogno
nascono i rivoli della Coridigliera,
io lo vedo dal di qua del mio mare.
Sono Fernão de Magalhães
e la terra e' come una sfera,
di notte, se si pensa all'eternita':
dal basso del Cabo de Hornos,
ai piedi della Tierra del Fuego.
Provincia di Última Esperanza:
io mi fermo qui, sul monolito
da dove si vede la fine del mondo;
e le stelle sono allucinate e gialle
come il ricordo di un ricordo.
Si puo' vedere tutto dal mare,
la pieta', la paura, l'inesistente.
Nubi e Galassie, teorie e falsi miti.
Si puo' vedere tutto dal mare,
oltre il concetto di Via Lattea.
Sono Fernão de Magalhães
quello dei confini del Mondo.
Sono il navigatore, l'esploratore,
quello che non ha mai freddo,
quello che sogna, e se sogna
e' davvero solo grazie a Te.









