Nella stanza fatiscente
di un albergo anonimo
di Ulaanbaatar,
guardo da dietro la tenda
il distretto di Bayangol.
Osservo e annoto di te,
attraverso il buio,
attraverso il fischio
della Transmongolica,
e penso alle pareti
che saranno il nostro Yurte.
Ma sono ancora solo, nel buco,
a puntare i pensieri contorti
sul Deserto dei Gobi,
e non sono un Tuvano
e non sono un Eroe Rosso.
Mi lavo le mani, il viso, gli occhi,
e sputo fumo denso e acre
sul vetro gelido di questa
assurda prospettiva,
pianificando con cura
il mio prossimo passo.
Gengis khan,
l’ignoto che chiama,
la storia umana,
la vastità del mondo.
Il tempo che passa,
l’Oriente e l’Occidente,
l’armonia dell’abbandono.
Il caso, la fatalità:
il mio destino
non ancora tratto.

 
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Profilo Autore: Charlie  

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Mi specchio
ti rifletti
come cielo nel mare
ti guardo
mi leggi
come libro senza pagine vuote
ti sfioro
mi accarezzi
come vento tra i capelli
mi apro
ti posi
come farfalla su fiore profumato
siamo primavera
che spezza il gelo
siamo fiume
che abbraccia la quiete
siamo volo di aliante
che disegna il mare
siamo scogliera bianca
nello  spumeggiare della vita
siamo velluto e raso
in cui avvolgerci
siamo tavola di colori
infinita su cui distenderci
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Perchè se la morte ci deve cogliere
non siamo dotati di un bottone a tempo
arriva l'ora e si spegne
come la batteria di un cellulare
si spegne quando l'energia finisce
Perchè Signore per morire ci si deve
soffrire le pene dell'inferno
che nell'inferno inesistente non vivono
ma qui sulla terra si e forti intense
si fanno sentire
Oggi ho visto una donna viva
e sofferente il respiro le mancava
immobile era paralizzata
da un morbo maledetto
che cause apparentemente non ha
quando la stanchezza le ha donato il sonno
la morte infida la colta all'improvviso
nemmeno la famiglia ha potuto salutare
Forse la morte le ha portato la pace
ma non le ha chiesto
se lei lo desiderava se non voleva accomiatarsi
dai suoi cari consapevole di ciò
La vita è ingiusta colpisce chi colpe non ha
permette a chi male fa opportunità che non meritano
ma che si può fare contro questo malvagio sistema?
Ribellarsi non serve qualcuno più forte di noi
sempre esiste, sottomettersi sbagliato è
a questo sistema di cose
che puzza di marcio e colpisce chi non lo merita
La soluzione unica e giusta è confidare in Dio
Lui metterà a posto il tutto a tempo e debito
per ora possiamo solo sopportare in silenzio
pregare, sperare ed accettare
se pur con rammarico
l'amaro destino





 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Il sentiero è un tappeto dorato di foglie,
squarciato da tagli di luce obliqui 
in cui roteano pulviscolo e instancabili moscerini.

Vibra esattamente come allora, la trama del bosco,
ma oggi sono solo sul sentiero 
dove solo un anno fa passeggiavamo, 
mano nella mano,
sorridendoci senza apparente motivo, 
guardandoci negli occhi,
con i sensi inebriati dall'urgenza di unirci, 
che possedeva quasi con dolore 
i nostri corpi e i nostri sentimenti.

Sono solo oggi, e cerco lacrime e pensieri liberatori,
perché anche tu sei ora come queste foglie esauste,
custodita dalla terra bruna e protetta da austeri cipressi, 
immobili sull’attenti.

So che non ci sono discorsi da fare,
riflessioni da approfondire,
motivazioni razionali da valutare. 
Semplicemente il destino ti ha rubato il respiro
e l’energia che ch’era in te si è dispersa
in questa aria sottile ch’ora avvolge la mia tristezza
e ridesta i miei sensi assopiti.

Sdraiato nel centro del sentiero,
raduno intorno a me bracciate di foglie brunite
che ancora vibrano all’alito di vento
e le stringo a me come stessi abbracciando te
e me ne ricopro tutto,
come un anno fa i nostri corpi si coprivano l’un l’altro
rotolando allacciati sulle foglie morenti
e sui sassi aguzzi che nemmeno sentivamo.

D'un tratto, mi rendo conto della follia che mi ha colto.
Mi risollevo a fatica da terra, tolgo con larghe bracciate
pietrisco, terra e foglie dal petto e dalle gambe,
mi siedo su un tronco abbattuto 
e, finalmente,
piango.
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Profilo Autore: Falug  

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Arriva da lontano e mi circonda
Scrutandomi con occhi vagabondi
Cercando di coprirmi come un’onda
Di spruzzi che zampillano rotondi
 
Ardita mi presenta vari mondi
Eterni paradisi d’altra sponda
E dunque l’incertezza che mi sfronda
Scoprendomi gli spiriti profondi
 
Arriva con dolcezza disarmante
Al centro inconsapevole del cuore      
Che prova un’inspiegabile e tremante
 
Acuta sensazione di dolore
In questa tenerezza affascinante
Preludio dell’inizio di un amore.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Mani di bimbo
stringono l’orlo
del grembiule.
 
Bocche cosparse
di lacrime vere.
 
Fragilità,
solitudine,
vita adulta.
 
Come luce di fiammifero
sfregato nel tessuto sensibile
del mio cuore
cerco un sorriso
nelle strade vuote.
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Quest'alba mi vede ancora sveglia
dopo un'insonne notte a te vicino:
del mio cuore, tutto il sangue suo
e del mondo mio, ogni attimo di vita...

Io,
non ti cercai ma tu venisti a me
e fu come per un piccolo veliero
trovarsi nella burrasca di un oceano.
Ma durò forse meno di un giorno,
t'amai e di me fosti la mia esistenza
e della mia vita la sua essenza.

E adesso,
lo specchio mio riflette
 i solchi del mio stanco ma giovane viso,
tra luci ancora indecise dell'aurora,
che giocano con i tuoi occhi bambini,
mentre va l'intrecciarsi dei destini.

Io,
pelle di luna nuova e anima pura
insieme a te andrò avanti nella vita
e per te,
sconfiggerò tutta la mia paura...





 
 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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 Grazie di questo esserci,

senza voce

con un fondo di nuvola

 sulle parole,

 come un rametto,

d'aquilone

 suoni a terra 

  ogni umida ringhiera di ferro.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Colloqui:elevazione di un'anima
che riconosce il suo artefice per Padre.
Il mezzo e' la preghiera:
un effusione piu' intima
di una confessione.
un salire per una scala tortuosa,tormentata.
Pioli malfermi e rovinati
rallentano la strada;
sembrano sbarrarla
tra mille insidie e pericoli
e quando le gambe
non mi reggono in piedi,
tu, o Cristo,
lasci la tua reggia incustodita.
Scendi quella scala per incontrarmi.
Non ricambi l'astio
di un cuore crudele.
non nutri ripugnanza
per il servo infedele.
Mi irraggi con folgorazioni;
instilli benefiche pulsioni,
attaverso la meditazione.
La meta ultima:
l'amore e la pieta'
per i vivi e i defunti.
Rinverdisci questo ramo
rinsecchito;
fomenti quell'amore
non ancora nato.
sei venuto a salvarmi
con la tua nascita nella Grotta
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mi nutro del silenzio stasera
melodia dolce di un pianoforte afono
chiudo le finestre della mente alle parole
e viaggio all'indietro nei ricordi,
dèjà vu di attimi già vissuti
e rivivo per non perderli
nei meandri della mente
Sensazione soprannaturale
di sospensione dell'essere
strana e meravigliosa un vivere due vite,
entrambe armoniche solari
ogni volta un'alba nuova
che ritorna e ritorna
a dar alito ad un cammino nuovo
ma già vissuto
Nulla è triste e grigio
è un mondo di colori dipinto
di risate raccolte dal vento
portate lontano, polline che infiora
altri ricordi altri vissuti
ed è sempre primavera
Nel silenzio i muscoli si rilassano
si distendono le rughe del viso stanco
luce ritorna ad illuminare lo sguardo
si fanno pesanti le palpebre
scivolo nel sonno, un giorno nuovo arriverà
e sarà ancora vita da assaporare
attimo per attimo
senza tralasciarne nemmeno una bricciola





 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Esondavo. 
Tracimavano le emozioni,
le brame furiose, a grandi getti,
con la violenza vorace della passione.
Inondavo la tua liscia campagna,
le profondità nascoste, i dolci rilievi
con la carezza ritmica ed inarrestabile
delle onde.
Ma passata con urlo potente
l'estrema onda di piena,
all'alba ho ritrovato intorno a noi
solo vischiose, melanconiche  macerie.
Piene di noia e di silenzio.
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Profilo Autore: Falug  

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Le lettere che devo ancora combinare assieme
scivolano senza vita lungo il fiume Moscova,
nelle acque grigio topo di un universo parallelo:
di una dimensione che ancora appare sfuocata.
Tu siederai sulla riva più fredda del canale
e cercherai le mie parole fra il ghiaccio sporco,
nel tentativo vano di donare luce ai miei occhi.
Ma è materia oscura la poesia, è quintessenza,
e le parole non sono altro che la velocità di fuga.
E' dalla linea di Kármán che sto sussurrando,
mentre mi allontano, mentre piango lettere,
e vomito pensieri oscuri sul cielo di Mosca.
Sono piccolo come la massa di un neutrino,
insignificante, nel mio viaggio verso la Esosfera.


 
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Profilo Autore: Charlie  

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Non lasciarmi così
sarei unica nuvola che per i cieli va
Non negarmi il tuo sorriso
almeno ancora per un po
ed il piacere di accarezzarti
anche solo di guardarti mentre arreso dormi
un sonno non naturale
Lo so sei un albero che linfa più non ha
da curare con solerzia e amore,
forse anche solo qualche piccola foglia
potrebbe rinascere a primavera
Io sono qui, ardito agricoltore
pronto a sputare sangue
e darti ancora alito di vita
pronta a togliere anni alla mia per darli a te
perchè noi siamo una vita sola indissolubile
Ma col sorriso sulle labbra
e la morte nel cuore
se davvero troppo stanco sei
e senti il corpo che si abbandona
egoista non sarò
ti lascerò andare posando la mano
sulla fronte che di febbre scotta
cantando sottovoce la nostra canzone
Ti affiderò agli angeli
e sarai nuova stella in cielo
e ti amerò per il tuo coraggio
e ti amerò per tutto ciò
che noi siamo stati e siamo
e ti amerò perchè sei grande
e ti amerò semplicemente
perchè sei tu … sempre ….
 










 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Ansimavi trepidante sotto labbra carnose che ti cercavano,t'uccidevano,t'affogavano..
nel vortice delle più umane passioni,
Rapita dal candore di una luce a cui t'ostinavi a non aprire il cuore

Essere ed anima non combaciano a volte,
Spasmi d'euforia posson rodere corpo e umore
ma cosa attanaglia la potenza dei pensieri?
Non una parola,non uno sguardo,nè azioni
Ma la forza di un bacio socchiuso può sprigionare tutta l'enfasi di un istante
paralizzando mente ed ossa all'oblio di un amore perpetuo e senza tregua..

Non esistono vie di fuga a queste umane ossessioni
che come specchi,riflettono quel che diveniamo sotto il loro peso
Cediamo allora.Cediamo,relegandoci ad esse
che son carne,sono fuoco,son terribili e magnifiche debolezze..
 
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Profilo Autore: Calypso  

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Frutto primordiale che si pianta e si irriga, ma solo il Creatore puo' con rigoglio sviluppare.
Estasi di un'anima che fuoriesce dal corpo per liberarsi in eterno abbraccio al Padre Celeste
Divinita' la proclama eletta,ma deve guadagnarsi laa chiamata con opere di carita'
Emblema di una Trinita' che in lei spera,esulta, agisce e piange sommessa per le sue frequenti cadute
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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