Soldato di pace,
soldato di speranza,
operatore di giustizia
lontano da ogni mattanza.
Mentre sull'umanita' e ' scesa la notte,
tu ,soldato custodisci
l'amore in una piccola lucerna.
Un 'ovazione,un sorriso,
ti e' dato in riconoscenza.
Ingratitudine e rancore
raccogli da chi combatte
per empio furore.
Vai soldato
per la rocciosa montagna,
pianta in vetta
la bandiera universale dell'onesta'.
Morirai per vivere in eterno,
osservando con grande giubilo
l'odio che inalbera
il vessillo di resa.
soldato di speranza,
operatore di giustizia
lontano da ogni mattanza.
Mentre sull'umanita' e ' scesa la notte,
tu ,soldato custodisci
l'amore in una piccola lucerna.
Un 'ovazione,un sorriso,
ti e' dato in riconoscenza.
Ingratitudine e rancore
raccogli da chi combatte
per empio furore.
Vai soldato
per la rocciosa montagna,
pianta in vetta
la bandiera universale dell'onesta'.
Morirai per vivere in eterno,
osservando con grande giubilo
l'odio che inalbera
il vessillo di resa.
Primi giorni d'autunno
grigi e umidi
gocce di nebbia
irrorano la pelle del viso
l'anima nel mio passeggiare
nel parco silenzioso
Il rumore delle fogli secche
sotto i miei passi
il profumo unico di questa stagione
da me sempre attesa ed amata
mi irrora di pace
Solo ieri ci si difendeva
dall'arsura del sole estivo
indossando svolazzanti
abiti leggeri come la brezza
che solo all'alba soffiava
lasciando presto il posto
alla canicola
E già domani, ecco ottobre
il tempo non lascia scampo
viaggia treno sbuffante ma veloce,
vivere intensamente
ogni attimo, ogni giorno
è il segreto per non arrivare mai tardi
alla fermata del treno
nella vecchia stazione

grigi e umidi
gocce di nebbia
irrorano la pelle del viso
l'anima nel mio passeggiare
nel parco silenzioso
Il rumore delle fogli secche
sotto i miei passi
il profumo unico di questa stagione
da me sempre attesa ed amata
mi irrora di pace
Solo ieri ci si difendeva
dall'arsura del sole estivo
indossando svolazzanti
abiti leggeri come la brezza
che solo all'alba soffiava
lasciando presto il posto
alla canicola
E già domani, ecco ottobre
il tempo non lascia scampo
viaggia treno sbuffante ma veloce,
vivere intensamente
ogni attimo, ogni giorno
è il segreto per non arrivare mai tardi
alla fermata del treno
nella vecchia stazione
Ma quando faranno l’amore i politici
Sempre impegnati e sempre presenti
In radio, tv, e interviste impegnate
Che sembrano zebre di vaste savane,
ma quando si coricano al letto tranquilli
se stanno per strada o in uffici segreti
ma come faranno ad andare ai bisogni
se stanno nel mezzo alla gente che chiede,
al che io mi chiedo che vita è mai questa
se intascano soldi ma dove gli resta
la squallida vita che poi li accompagna
in Vespa nel Floris o in Quarto potere
stan sempre sfidandosi a morte con l’altro
e dopo da capo ogni giorno ch’è uguale.
Ma quando faranno l’amore i politici
Con le loro donne che aspettano invano
E tutto per un poltrona che poi alla fine
Sarà la chiusura che porta alla morte.
Sempre impegnati e sempre presenti
In radio, tv, e interviste impegnate
Che sembrano zebre di vaste savane,
ma quando si coricano al letto tranquilli
se stanno per strada o in uffici segreti
ma come faranno ad andare ai bisogni
se stanno nel mezzo alla gente che chiede,
al che io mi chiedo che vita è mai questa
se intascano soldi ma dove gli resta
la squallida vita che poi li accompagna
in Vespa nel Floris o in Quarto potere
stan sempre sfidandosi a morte con l’altro
e dopo da capo ogni giorno ch’è uguale.
Ma quando faranno l’amore i politici
Con le loro donne che aspettano invano
E tutto per un poltrona che poi alla fine
Sarà la chiusura che porta alla morte.
Lo sguardo allucinato,
fisso su mete invisibili,
contando monete e gloria,
correvo intorno a me stesso
una corsa solitaria
Sono inciampato, d'improvviso,
nel tuo caldo sorriso,
luminoso riflesso catturato
dall'asfalto bagnato.
Nello stramazzo sono rotolate via
e monete e
della gloria ho perso la misura
e la memoria.
Non corro più, ora.
Cammino tenendoti per mano,
lo sguardo illuminato.
fisso su mete invisibili,
contando monete e gloria,
correvo intorno a me stesso
una corsa solitaria
Sono inciampato, d'improvviso,
nel tuo caldo sorriso,
luminoso riflesso catturato
dall'asfalto bagnato.
Nello stramazzo sono rotolate via
e monete e
della gloria ho perso la misura
e la memoria.
Non corro più, ora.
Cammino tenendoti per mano,
lo sguardo illuminato.
Palpiti
ad accender desideri
sopiti
sotto le lenzuola
scivola la mano
son carezze di seta
sulla pelle sudata
a cercare l'essenza
umide labbra
bagnate di rugiada
nella penombra
cercano
l'estasi
ad appagare
i sensi
di piacere
soli si muore
ad accender desideri
sopiti
sotto le lenzuola
scivola la mano
son carezze di seta
sulla pelle sudata
a cercare l'essenza
umide labbra
bagnate di rugiada
nella penombra
cercano
l'estasi
ad appagare
i sensi
di piacere
soli si muore
Non conosco adesso
che morti pesciolini d'argento,
le parole
sono simili.
Il mio materasso di lana
è una castagna di tarme, ha una fossa,
vanno verso il pavimento
le magre ossa del bacino
frustate,
impensierite.
Per la prima volta
sento la tua mancanza
nei colori dell'autunno,
di frutti dimenticati,
legnose drupe,
lo strano dolore
della pazienza.
Viaggi nel sonno indotto
innaturale e finalmente riposi
il tuo respiro è musica al mio ascolto
L'aura tua è pura
i colori della luce sono vivi
in te vi è pace
Non senti non vedi
percepisci però la mia presenza
leggere gocce trasparenti
scivolano dagli angoli
degli occhi quando
una carezza ti poso leggera sul viso amato
finalmente disteso, sereno
Su questa nuova pagina
racconto un altro brandello di noi
nell'intimità della nostra casa
silenziosa come la notte
viva come il giorno.
il tuo profumo mi fa compagnia
il tuo sguardo mi segue
ombra perenne
mi rassicura, non ho paura
Fra qualche giorno
sarai richiamato
da questo limbo di serenità
la realtà ti rivestirà ancora,
realtà diversa, nuova
muterà si la nostra esistenza
prolungando la vita
che voleva abbandonarti
non ancora giunta è l'ora
ancora altre albe vedremo brillare
e sogni avverarsi ….
Dormi mio amore dormi
da qui la mano ti stringo
vegliandoti insonne seppur lontano
seppur sempre vicino

innaturale e finalmente riposi
il tuo respiro è musica al mio ascolto
L'aura tua è pura
i colori della luce sono vivi
in te vi è pace
Non senti non vedi
percepisci però la mia presenza
leggere gocce trasparenti
scivolano dagli angoli
degli occhi quando
una carezza ti poso leggera sul viso amato
finalmente disteso, sereno
Su questa nuova pagina
racconto un altro brandello di noi
nell'intimità della nostra casa
silenziosa come la notte
viva come il giorno.
il tuo profumo mi fa compagnia
il tuo sguardo mi segue
ombra perenne
mi rassicura, non ho paura
Fra qualche giorno
sarai richiamato
da questo limbo di serenità
la realtà ti rivestirà ancora,
realtà diversa, nuova
muterà si la nostra esistenza
prolungando la vita
che voleva abbandonarti
non ancora giunta è l'ora
ancora altre albe vedremo brillare
e sogni avverarsi ….
Dormi mio amore dormi
da qui la mano ti stringo
vegliandoti insonne seppur lontano
seppur sempre vicino
Appariro' dinanzi a te
a capo basso
con la tempra di peregrino lasso.
Mi rivolgerai una temuta domanda:
"Hai mai amato veramente qualcuno?"
Vorrei mutarmi in pulce
per volar senza esser visto.Mitica illusione per un uomo
che di amar ha sciupato ogni occasione
ùLa maschera che indosso
e' trasparente,
quel che cela e' solo il niente.
Narcisismo esasperato
di un cuore bacato.
Dinanzi a questo Tribunale
mi dichiaro colpevole
senza il pretesto
di mental interdizione.
Non posso competere con te
ingaggiando impari tenzone,
perche' il verdetto
che attendo
e' eterna dannazione.
a capo basso
con la tempra di peregrino lasso.
Mi rivolgerai una temuta domanda:
"Hai mai amato veramente qualcuno?"
Vorrei mutarmi in pulce
per volar senza esser visto.Mitica illusione per un uomo
che di amar ha sciupato ogni occasione
ùLa maschera che indosso
e' trasparente,
quel che cela e' solo il niente.
Narcisismo esasperato
di un cuore bacato.
Dinanzi a questo Tribunale
mi dichiaro colpevole
senza il pretesto
di mental interdizione.
Non posso competere con te
ingaggiando impari tenzone,
perche' il verdetto
che attendo
e' eterna dannazione.
Lungo le scogliere dell’anima
muove la risacca dell’orgoglio
e s’infrange in insenatura
di sabbia fine.
Nei boschi della coscienza
s’incunea il vento della ribellione
e strapazza assurde audacie
intrise di falsi miti di libertà.
S’addensa l’ombra del desiderio
nelle radure del cuore
fra virgulti di felicità
e il giallo delle ginestre.
muove la risacca dell’orgoglio
e s’infrange in insenatura
di sabbia fine.
Nei boschi della coscienza
s’incunea il vento della ribellione
e strapazza assurde audacie
intrise di falsi miti di libertà.
S’addensa l’ombra del desiderio
nelle radure del cuore
fra virgulti di felicità
e il giallo delle ginestre.
Poveri noi, povera gente
Povera Italia che tristemente
Guarda lo scempio di Montecitorio
Dove un vigliacco fango mortorio
Sta consumando di notte e di giorno
Ciò che di buono vediamo d’intorno,
Poveri noi che siamo costretti
Incatenati e in tuguri ristretti
Ad osservare di dietro e davanti
Ciò che combinano quei governati
Che se ne fregano sia dell’onore
Di una nazione che vive d’amore
E sia del dolore che tutto distrugge
Gente che arriva e gente che fugge.
Poveri noi e poveri tutti
Che sottostiamo ai cattivi ed ai brutti
Senza coscienza e nemmeno l’orgoglio
D’essere in questo incantevole scoglio
Chiamato Italia culla del mondo
Di poesie a nessuno secondo
Di santi eroi e di navigatori
Di fede, artisti e di canto signori.
Poveri noi, ripeto la storia
Che anche i sassi sanno a memoria
Ma loro lì si stanno scannando
Mentre l’Italia sta sempre affogando.
Povera Italia che tristemente
Guarda lo scempio di Montecitorio
Dove un vigliacco fango mortorio
Sta consumando di notte e di giorno
Ciò che di buono vediamo d’intorno,
Poveri noi che siamo costretti
Incatenati e in tuguri ristretti
Ad osservare di dietro e davanti
Ciò che combinano quei governati
Che se ne fregano sia dell’onore
Di una nazione che vive d’amore
E sia del dolore che tutto distrugge
Gente che arriva e gente che fugge.
Poveri noi e poveri tutti
Che sottostiamo ai cattivi ed ai brutti
Senza coscienza e nemmeno l’orgoglio
D’essere in questo incantevole scoglio
Chiamato Italia culla del mondo
Di poesie a nessuno secondo
Di santi eroi e di navigatori
Di fede, artisti e di canto signori.
Poveri noi, ripeto la storia
Che anche i sassi sanno a memoria
Ma loro lì si stanno scannando
Mentre l’Italia sta sempre affogando.







