gli avvenimenti della vita
ci cambiano
spazzano via tutto
i sentimenti
la ragione
l'affetto
a volte non hai più motivo
per andare avanti
è come un gioco
a chi è più forte
chissà se sarò più forte io
oppure la sofferenza
lottare...
Vivere
Per chi.....
Per cosa.......
tutto quello che ho conquistato
viene spazzato via in un attimo
avevo lottato con le unghie
e con i denti
ma quella donna
non esiste più
adesso e debole
insicura
basta un attimo
e dimentichi tutto
ciò per cui hai lottato
ti resta solo il male interno che provi
e la delusione
per non avere ancora la forza
di continuare a lottare.
pietre nascoste in terre cadenti
Cieli setosi racchiusi in tramonti
Infiniti gli occhi di chi guarda oltre..
Odore di pino,di malvia e d'ortensie
Bocciuoli socchiusi in attesa d'esser aperti
lacrime di resina su prati tagliati ed erba incolta
Rossori campestri su colline fiorite
Palpiti lontani di una nuova vita in ansimi inconsapevoli
Luce negli occhi vivi, gravidi d'eterna passione
Estasi di vita in attimi fuggenti
creatrice di misteriosa
ed irrefrenabile sensazione
si spiega infamante
la Signora tentazione.
Rende irascibili
gli esseri piu' miti.
Ricopre di crassa superbia
l'umilta',
annerendola di inchiostro indelebile,
trasmutandola in vanita'.
E' il piatto piu' saporito
che neanche una donna anoressica
riesce a rifiutare.
E' il dolce fragrante
intriso di corroborante miele,
che si attacca alle anime
piu' labili;
per inebriarle di vischiose illusioni.
Anche i Santi l'hanno incontrata;
era una donna povera;
sola e affrante, desiderosa di essere
confortata.
Una mendicante lurida e lacera,
chiedeva un piccolo obolo,
intenerendo i Servi di Dio.
E sprofondar la loro anima
nel cupo oblio.
Certe volte ti nascondi
in un batter di palpebra,
fra i granelli color turchese
dei tuoi sali da bagno,
fra i semi color rubino
del melograno maturo,
fra i tentacoli aperti
della gorgonia bianca,
lungo le spire dell’edera.
Fra la polvere del legno.
Sensibile alle condizioni
iniziali, imprevedibile,
in continua evoluzione
su orbite determinate
come traiettorie di stato,
io mi perdo nel caos.
E tu sei l’effetto farfalla.
E la vita è il minimo battito.
E la tua voce è l’uragano
che viaggia verso di me.
Mentre io ti aspetto,
ancora troppo giovane,
dall’altra parte
del mondo.
i miraggi slabbrati, le chimere illividite.
Mi sono passati accanto e non li ho afferrati.
Pur così violentati e laceri
sarebbero stati mete agognate, tesori insperati.
Mentre sfioravano i miei sensi ottusi, le voglie codarde,
le ripetute illusioni velleitarie,
ho percepito il soffio del loro passaggio,
colto il profumo della loro consistenza,
persino toccato il perimetro della loro essenza,
Ma mai li ho catturati né soggiogati,
tanto meno condotti al loro compimento.
Ora mi resta la realtà cinica e grigia di una vita precaria,
la cui unica proiezione è al minuto che questo segue.
scoprire con stupore e amarezza
un vuoto che annebbia la mente.
Auto che sfrecciano a tutto gas,
motorini scorrazzano qua e la'.
pedoni con passo affrettato inseguono
falsi miti di successo.
sguardi che si incrociano,
si intravedono non si fissano;
son volti neri carichi di diffidenza,
a volte predomina l'indifferenza
per i tesori che ognuno racchiude
per i drammi che lo affliggono.
Fantocci senz'anima,
smarrito hanno briciole di cuore
nelle fondamenta del malumore.
Con immutata foga si aggireranno
per i deserti dedali urbani
e saranno sempre soli,
senza cenni e parole,
colpevoli di avere spento
la fiaccola dell'amore.
fanno caldo il fosforo
- l'ho visto nell'autunno
Scintilla una ragnatela
messa -da chi?- sul grappolo
L’occhio cattura: è in vena l’arte
Filari pieni e turgidi
chicchi di piacere
l'esuberanza sforbicia, raccoglie
La ragione studia, spiega le stagioni
oh!...sempre la ragione...
lei s’annebbia divinamente
ai fioriti odori di giardini non suoi
come un invisibile buco nero,
in cui prima o poi svanisce
anche il ricordo ultimo
della nostra esistenza.
Un infinitesimo barlume di noi
albergherà nel microscopico dna
dei nostri discendenti,
finché ne resterà almeno uno,
uno solo, l’ultimo.
e non si è più.
alla continuazione della specie,
ci siamo, inesorabilmente,
estinti.
Estinti all’improvviso,
come accadono le cose definitive,
un insignificante mutamento,
un’infinitesima soluzione di continuità,
nell’immutabile corsa del tempo.
Nell’universo
non ci sarà neppure il vuoto
che vorremmo aver lasciato.
Miei cari amici,
dove nascondete il vostro odio
in quale cantina in quale alcova,
sempre sorridenti a me apparite
proprio come io vorrei ma non lo sono.
Miei cari amici,
dove consolate le vostre pene
in quali gronde purificate
le malefatte a cui è difficile sfuggire
sventolando poi la bellezza ed il piacere
in versi incorniciati e nella rete.
Eppure io vi vedo dalla mia finestra
che ornate a festa i vostri balconi
piantate rose e annaffiate ginestre
incuranti dell'acqua torbida che sgorga.
Miei cari amici
in quale cuore serbate le tristezze
in quale mente le idee perverse
apritelo adesso il vostro libro di nefandezze
senza paura di mostrare il vero volto
del vostro proibito io non sarò stravolto.
Se è solo veleno che ci meritiamo
il nostro unico compito è di tenerlo a freno
fin che la ragione ha il sopravvento
usando l'amore per paravento.
Miei cari amici
io vi porgo la mano
sono vostro amico e sono sincero
non importa se mi sputate in bocca
e mi uccidete per questa parola che sbocca
quello che ho da dire ve lo dico in faccia
senza sofismi e sofisticazioni
senza paura di mostrami nudo e senza buccia
e sempre lo farò, piaccia o non piaccia.
Fratelli d'Italia,
l'Italia è un tassello
del grande mosaico,
che Terra chiamiam.
Fratelli d'Italia,
non siamo italiani,
ma cittadini del mondo,
che si vogliono amare.
Fratelli lontani,
vi abbiamo nel cuore,
vi adottiamo a distanza
e così fate voi.
I color della pelle
pingano un solo vessillo,
che unico sventoli
sul globo d'amore.
Noi siamo la linfa,
che nutre la terra,
che, poi, madre grata,
la vita ci dà.
Fratelli del mondo
per sentirci vicini
impariamo una lingua
e parliamola ognor.
Il lavoro nel mondo
è per tutti i viventi,
chi emigra o immigra
ne ha libertà.
Abbattiam le frontiere,
ospitiamoci ovunque;
il globo terrestre
sia la nostra magione.
Imitiamo gli uccelli,
che dipingono il cielo
quando passano a stormo
e vanno qua e là.
Ci crediam degli eletti,
ma, forse, tali non siamo:
il nostro operato
sappiamo il danno che fa.
Viviam da fratelli,
amiamoci ognor,
ognuno di noi
sprizzi pace dal cor.
Questo canto, fratelli,
è una prece al Signore,
che, speriamo, l'ascolti
ed alle parole dia eco ed ardore.
Spero che un giorno questo mio inno alla pace possa essere cantato da tutti i cittadini del mondo.
geniale orchestratore,
vulcano di sentimenti sempre in eruzione;
ricco perche' doni i beni terreni
rimanendo comunque padrone;
ricco perche' usi i tuoi gioielli
con rettitudine e moderazione.
Per sempre sarai rimembrato ricco
quando le tue opere di fede, di carita',
non ostentate, ma silenti,
costituiranno
un imponente peculio celeste.
che questo prematuro assaggio
d'inverno fa cadere dai rami nodosi
in una danza di morte
senza linfa ormai ingiallite
e rassegnate al suolo si posano
Ne colgo alcune
nel palmo della mano
una carezza come estremo saluto
e le adagio nuovamente sul terreno
loro ultima dimora
In te vedo questo
appassire repentino il colore ambrato
del tuo viso ceduto ha il posto
ad un cereo spento
ma gli occhi no, ancora di luce
sono accesi come fari nella notte buia
in cui cammini
Come le foglie
colgo le tue scarne guance tra le mani
accarezzandole mille e mille volte ancora
ne assaporo la morbidezza
la sensibilità ed il piacere
che sento salire
dal profondo nel ricordo
di notti passate ad amarci
Notti che non torneranno più
ma vivranno sempre nel cuore
sulla pelle sulle labbra
che bacerò fino al nostro
ultimo respiro
Come le foglie morte
che il soffio del vento allontana
noi anime innamorate voleremo
nell'eremo eterno
accolti dalla luce che tutti attende
all'ultima fermata del treno ...
arrivano da lontano
è il vento che scuote gli alberi.
Voglio stare al caldo
sotto le coperte
e' presto fuori è buio.
L’amico inverno sta per arrivare
imbiancherà di nuovo
i tetti delle case, le montagne.
Diventerà difficile anche
camminare
per le strade.
Amo l’inverno
mi trasmette pace
tranquillità.
L’inverno la stagione che adoro
è diventato il mio
migliore amico.
Finalmente sono sola
nella mia pace interiore
e dell’anima.
Fra poco l’amico inverno
strapperà tutte le foglie degli alberi
resteranno spogli.
Non si sentirà più
il fruscio delle foglie
l’amico inverno è tornato.









