Ed eccoci qui
a parlare d'amore
quando si sa
che a volte ci si muore.
Eravamo ragazzi
in quegli anni bollenti
si ballava spensierati
con la musica forte dei boney m.
Ora eccoci qui
adulti cinquant'enni
cerchiamo di scrivere emozioni
che troppe volte emozionano noi stessi.
Si parla d'amore
di storie finite o appena iniziate.
Io... Non so voi,
ricordo una canzone
la cantava Baglioni,
era mi pare Sabato pomeriggio
parole dolci che ancora adesso
canticchio mentre faccio la doccia.
Passerotto non andare via diceva
parlava di un amore ormai finito
belle parole che acchiappavano
nella mente.
Ed ora eccoci qui
negli anni di un duemila moderno
dove tutto è cambiato
ma per fortuna il passerotto
è ancora li ad aspettare
qualche innamorato
che scriva ancora belle parole...
Bellissima giornata,
che in mio cospetto ammiro
in su al colle
che dalle primaverili erbe
tutt’intorno di profumato verde,
incanto di un di sovrano
e caldo raggio s’estende,
miei pensier tornano ai tempi
del primo amor
grande,innamorato tempo
or fuggito,ma nel pensier chiuso
incatenato come tesoro immenso,
di questo immenso vivere.
Proverò a cercare
là dove ho dimenticato
non avendo trovato nulla
nel ricordo
Metto le ali sul cuore
le stesse che nella mente
hanno rischiato di morire
e disperatamente nuoto
nel tempo senza braccia,
senza terra da afferrare.
Affanno, non riesco a scoprire
la bellezza d'un brivido
conservato nella sabbia
sul fondo della memoria
lasciato macerare
spudorato e nitido.
Stringo al petto lo sconforto,
bisogna tamponare quel vuoto
sopravvissuto alla mancanza
là dove ho dimenticato
non avendo trovato nulla
nel ricordo
Metto le ali sul cuore
le stesse che nella mente
hanno rischiato di morire
e disperatamente nuoto
nel tempo senza braccia,
senza terra da afferrare.
Affanno, non riesco a scoprire
la bellezza d'un brivido
conservato nella sabbia
sul fondo della memoria
lasciato macerare
spudorato e nitido.
Stringo al petto lo sconforto,
bisogna tamponare quel vuoto
sopravvissuto alla mancanza
del ricordo perduto.
Sulle pareti
quadri di Chagall
e dipinti di Matisse
scorci del presente
attraverso il passato
dalle colline
appena dietro a Nizza
un tempo diverso
scandito dalla tranquillità
e dal sogno
tuffarsi in campi di girasoli
per riemergere nel blu
così delineato e ricco
come se fosse
seta da vestire
quante volte ho ascoltato
quel piano danzare
tra grazia ed energia
far scivolare mille note
come arcobaleno infinito
ed ancora Chagall e Matisse
leggeri e blu
vestono la mente
di spazi infiniti
di spazi da vivere
quadri di Chagall
e dipinti di Matisse
scorci del presente
attraverso il passato
dalle colline
appena dietro a Nizza
un tempo diverso
scandito dalla tranquillità
e dal sogno
tuffarsi in campi di girasoli
per riemergere nel blu
così delineato e ricco
come se fosse
seta da vestire
quante volte ho ascoltato
quel piano danzare
tra grazia ed energia
far scivolare mille note
come arcobaleno infinito
ed ancora Chagall e Matisse
leggeri e blu
vestono la mente
di spazi infiniti
di spazi da vivere
Insegue una nuvola bianca,
il mio sguardo incantato,
è come batuffolo di lana,
uno spuzzo di panna montata.
Raccoglie il caldo abbraccio di un figlio
che dice di amarti.
… Vaga,
nei colori dell’alba che incede,
che s' imbelletta di rosa e scintille.
Poi,
giù la tenda!...
Mi abbaglia quel primo raggio di luce,
è energia vitale riflessa sull’acqua
e spinge un nuovo giorno,
nelle ali di tortore e gabbiani
che schivano una nuvola bianca.
Negli occhi si accende, malizioso,
un sorriso e un pensiero.
… Se questa è la mia alba,
è un’alba felice…
il mio sguardo incantato,
è come batuffolo di lana,
uno spuzzo di panna montata.
Raccoglie il caldo abbraccio di un figlio
che dice di amarti.
… Vaga,
nei colori dell’alba che incede,
che s' imbelletta di rosa e scintille.
Poi,
giù la tenda!...
Mi abbaglia quel primo raggio di luce,
è energia vitale riflessa sull’acqua
e spinge un nuovo giorno,
nelle ali di tortore e gabbiani
che schivano una nuvola bianca.
Negli occhi si accende, malizioso,
un sorriso e un pensiero.
… Se questa è la mia alba,
è un’alba felice…
O dolce beltà,
o mia metà,
sicchè nei tuoi
occhi novi,
che sanno di
giovinezza e di freschezza,
io vedo l’alba della vita,
e la forza dell’età,
e la tua energia,
e la volgia di fare,
che hai sempre;
non ti fermi giammai,
e sei sempre in cammino;
ed io,
ti guardo,non disturbandoti,
e ti seguo come posso,
sì nel peso dei miei anni,
e il fardello
dei miei acciacchi,
che tu non sai,
non capisci,
non ti rendi conto,
eppure anch’io
t,amo.
T,amo tanto.
Sulla rimaneggiata testa
del moderno essere umano,
regna sindrome pschica
“DA MACCHINA”.
Risorse digitali,
collegamenti con il tempo,
integrazioni di chiamate!
Omologazione,
nella passiva mischia
a totalizzar punti
da vero campionato.
A soddisfare
un carismatico potere
con teorici del nulla,
che inventano
bellezza
bellezza
priva d’anima.
Imballato
ormai
il vecchio limite,
innescano
l’ansioso desiderio
di attraversare l’etere.
Un mondo dissacrato,
in cui adombrano
segni Prometeici
di dominio irresponsabile
e apocalissi da evitare.
La cosa
che ancora sfugge
al nostro ardore?
E’il supremo valore
della creazione,
lo stupore,
di fronte all’ordine del mondo…
…la sua perfezione!
...Ora echeggiano
moniti Epocali,
e verticalistici pensieri
di nuova umanità...
...Che sia pure,
un tecnologico planare!
Ma dolce e sicuro,
verso nuove
regioni dell’anima.
Un planare
sulla vita stessa,
la, dove vige ancora
la lingua segreta dei fiori.
Dove il mondo
non è soltanto
una parola,
una parola,
ma dimensione superiore
di nuova
Romantica scommessa !


La ciprea porta ancora dentro farfalla
sementi d'oliva nei suoni di Somalia
e all'orecchio destro adesso mi fa da bacio.
Una via di scampo per uscire dalla sera.
E come direbbe Cristina con gli occhi verdi:
"Ma com'è bella questa,
è l'unica sciarpa che il collo non mi spina."

è l'unica sciarpa che il collo non mi spina."
Come un topolino
mi sento smarrito.
Giro la città di corsa
e sono tutto impaurito.
Guarda questo qui!
Mi sta schiacciando
e nemmeno se né accorge.
Sono un topolino
troppo piccolo e per questo
la gente non mi vede,
però posso capire,
c’è troppa confusione
chi mai se né può accorgere
di un topo infreddolito.
Sono un topino
la mia casa è piccolina
ci metto solamente
un pezzettino di formaggio
buttato via per strada
da qualcuno che era sazio
e devo stare attento
quando rientro nella tana
dopo tanta confusione,
c’è il gatto che mi aspetta,
ma non perché vuole il mio formaggio.
Lui vuole solamente mangiare me topino
in un solo boccone…
Cicatrice di luce importunata,
capriola di cielo abbigliata,
alla mia muta finestra s’accoccolò
ed un calice d’aurora sfamò
un tappeto di rose e parole,
brina di glicine e calore.
L’orologio della notte,
briciola d’ostello di sogno,
fu altalena di cuore e rimorso,
piuma d’un sorriso d’autunno,
alla mia muta finestra s’accoccolò
ed un calice d’aurora sfamò.
capriola di cielo abbigliata,
alla mia muta finestra s’accoccolò
ed un calice d’aurora sfamò
un tappeto di rose e parole,
brina di glicine e calore.
L’orologio della notte,
briciola d’ostello di sogno,
fu altalena di cuore e rimorso,
piuma d’un sorriso d’autunno,
alla mia muta finestra s’accoccolò
ed un calice d’aurora sfamò.
La pioggia raccoglie
gli odori intensi dell'erba
anche il vento
si risveglia
lo sento nel mare.
Chiudo la finestra e
respiro la stanza .
Poroso il baule antico
filtra il chiuso di naftalina camuffata
negli intrecci perfetti di lino ricamato
i ricordi stipati
olezzano l'aria satura
esplodono i pizzi e i merletti
i fili ricamati ingialliti
odoranti di allegria!
Affondo le mani nei ripiani
sul fondo e nelle pareti
un profumo vanigliato d'essenza di rose
inebria i miei vestiti.
Ho le vertigini per le
miscele di sali e di profumi
m'infilo nel rossetto color fragola
e la stanza inonda di caffè.
Intenso assaporo quel balsamo
nella mia tazzina a fiori
e mi sveglio
respirando fuori
l'aria fresca marzolina.
l'aria fresca marzolina.
E' gia mattina
le nuvole vagano ancora assonnate
tra la rugiada odorosa d'ombra
in cerca del sole.


Convinco la stanchezza alla confidenza
Tratteggio la pace ai sensi grati
e ritrovo un destinatario sconosciuto
nell’immaginario generoso, il vuoto.
La caduta attesa appare subito lieve
sui sepolcri fumosi dei vagiti di tempo.
Dipingo il buio su un letto di farfalle
e ascolto in silenzio la malinconia piangere.
E’ così piccola e ha grandi occhi d’infinito
agita le ali per denudare il negato al dolore
tragitto abbandonato da lacrime espiate.
All’alba l’addio bacia quel che resta dell’abbandono
mimetizzatosi rugiada in promesse di primo mattino
respiro intenso della vita dalle fronde al seme.
M'assolve al limite il cadavere della confessione
sulla bara dell’innocenza ai piedi della redenzione.
sulla bara dell’innocenza ai piedi della redenzione.
mpo!!!









