
T’inventerò
con dialoghi d'aria farne poesie
mentre con me stesso
riflettendo volli discuterci
assuefatto mistico
di stelle volgari e lune virtuali
nelle ragnatele di nuvole
mi cullo e m'addormento
mentre tu
con gli occhi soavi
mi sorridi e m'abbracci
Vita
L’ho desiderato
e oggi l’ho fatto.
E’ strano non sentire più la terra sotto i piedi.
Mi guardo attorno mentre l’aria calda lieve mi solleva.
Le orecchie sono ovattate.
Ma non c’è nulla da sentire.
Moltissimo da osservare….
Le persone sono così piccole,
le auto sembrano giocattoli
per bambini,
le case sembrano irreali.
Respiro a pieni polmoni.
L’ossigeno mi arriva dritto al cuore.
Vorrei sedermi su quella soffice
nuvoletta
che solitaria
in mezzo al cielo
impercettibilmente si muove.
Mentre un’acquila si avvicina.
Chissà cosa pensa
che come lei mi vede volare
anche se temporaneamente?
Qui sembra che l’inquinamento
non più esiste.
Guardo giù…
La gente non è divisa
tutti facenti parte di un’unica massa.
Per un millesimo di secondo
c’è pace,
il mondo appare unito
e compatto.
Non guerra,
disastri,
corruzione,
affanni.
Si è fatto buio all’improvviso….
Il mio volo
sta per finire
e mi toccherà
ritornare
nella tagliente realtà.
Ora mi sento divisa a metà!
e come sempre
qui di nuovo sul confine
dove arrivano i ricordi,
dove cerco la ragione
con insolito coraggio.
Non è semplice affrontare
del passaggio
la stagione
e per le frasi ormai rimaste
ho finito proprio ieri
le mie lacrime più vere.
Useremo solo acqua
per curare le ferite.
La realtà che ho nel cuore
porterà
nuove impressioni
e correggere gli errori
di quest'anima in riserva
che se stanca
vi domanderà perdono.
Se credete che per voi
i pensieri
non saranno interessanti
basterà tirare oltre,
troverete
il cielo aperto
l'ottimismo
la fiducia nella gente.
dipinto su quel viso
che raccoglie stupore
da ogni angolo
che esplora
uno sprazzo di mondo
quasi da toccare
disegna suoni e colori
di cui appropriarsi
in ogni sfumatura
uno sprazzo di mondo
gira e cammina
insieme a te
coprendo distanze siderali
in pochi istanti
sembra un incrocio
di tante lingue
che parlano insieme
e sostengono insieme
la stessa cosa
uno sprazzo di mondo
sembra un puzzle
quasi infinito
da completare
ed ammirare
uno sprazzo di mondo
che intreccia moltitudini
di occhi e labbra
sempre pronte
a parlarsi
uno sprazzo di mondo
da leggere e cantare
racchiuso come gioiello
in scrigno trasparente
pronto ad illuminare
sembra un incrocio
di tante lingue
che parlano insieme
e sostengono insieme
la stessa cosa
sembra un incrocio
di tante lingue
che parlano insieme
e sostengono insieme
la stessa cosa
Sempre mi riede il pensier di te,
sempre le tue parole,
solo conforto in quelle notti
di dolore e di sconquassi colme,
di tremore vago, ond’io,
nell’inferma e buia stanza,
ove anche il pugnar m’era vano
già ch’io stesso fui l’avverso,
un lume andavo cercando, invano,
onde poi, tardo a venir,
il mattino sospiravo
e la luce del giorno.
Ti fui grato, e ancor,
pensando a te e a quelle parole,
mi giova, se pur vacua, la ricordanza,
non il fato, ch’avverso mi fu, e m’è,
perché a te la vita tolse, e a me
anche quella speranza.
Ma non per ciò ti canto,
e spero ti giunga questo mio verso
umile, s’annoverar si può tale,
per quanto mi manchi;
ho male e son perso, adorato mio,
amico dei giorni passati, e padre.
Se più non ti vede la terra natale,
se più i tuoi cari,
se come un sogno la tua vita fu,
ed è per tutti, se trascorsi gli anni
ogni cosa cadrà nell’oblio,
nell’oblio non cadrai tu,
almeno fin quando son vivo io.
Forse non ho nel cuore
scolpiti i tuoi accenti?
Forse non rimembro la tua mano,
delicata e greve,
che l’affanno della vita mi fece più lieve?
Intanto, mentre attendo l’umana sorte,
ti vengo a salutare,
non dove freddo giaci, al mare,
e ove si presta al guardo l’orizzonte
e par ch’a noi si volga l’immenso cielo
mi soffermerò, perché in quell’infinito
si dilegua ogni tristezza,
si dilegua ogni dolore,
si dilegua pur la morte;
così più vicino ti sento,
e quando su la guazza marina
verrà a soffiare il vento,
con esso tornerà il tempo che fu,
ne tornerà l’odore,
ne tornerà un sentore,
e forse, sorridendo, tornerai anche tu.

abbàtton l’elettore.
Futuro insulso!
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L’haiku è stato forgiato a seguito dello scorrere d’un giudizioso aforisma del politico, storico e giornalista britannico del XX secolo, Sir Winston Leonard Spencer Churchill, al quale gli fu riconosciuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 per la sua padronanza delle descrizioni storiche e biografiche, nonché per la brillante oratoria in difesa ed esaltazione dei valori umani:
“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”
labirinti d’ostentate sterilità
spoglie d’interpretazione nell’autunno del vuoto
a specchio di grotteschi inviti nell’assenza dell’incontro
realtà virtuali annoiate d’ostentazioni
decorate di palliativi anestetizzanti
indifferenti al respiro e all’aroma del sole.
Germina nell’etere l’inautenticità stratega
l’inganno d’essere illusione di maschera
gioco d’azzardo megalomane senza esclusione di colpi
e senza nessuna pretesa che quella di copulare
con immagini mentali goderecce e farsi canale
di obliate baldorie d’ego ostentate di petto.
Ma c’è chi strattona l’intelligenza
chi si ostina ancora all’attenzione del particolare
e pungola l’insignificante dettaglio alla rivelazione
in un suono che esplode in tutta la sua potenza
pensiero amante dai passi adepti
al tempo nutrito di slanci decantanti
reietti all’uniformità dilagante.
Il sogno rivendica il suo tempo, urla
i suoi fantasmi ondeggiano primavere
hanno nel riflesso oscuro rivoluzioni d’estro
sciamane esaltazioni elevate al vertice
sulle macerie del cuore ancora in attesa d’amore.
Regione di automatismi pschici;
Luogo di Estrema Libertà
e... dell’Eternità?
…anche il Domani!
Freudianamente,
Intensamente,
Amorevolmente,
Periodo di Modernità.
Di individui
con Purezza di Pensiero,
che incidono la Sensibilità
e propongono...MONDO!
per dirti grazie.
A te che mi fai ridere anche quando non
c'è speranza.
A te che fai vedere il carattere duro
quando serve.
A te che comprendi
tutti.
A te che trovi una parola di conforto
e pace per tutti.
La tua anima traspare
dai tuoi occhi.
A te che ascolti
incondizionatamente tutti.
BUON COMPLEANNO ENZO.
sul palo ad asciugare
dopo un forte temporale
ascolto tentennanti battiti
lente cadute
di bruschi movimenti
esplodere all'arrivo
in buchi già segno
allargare misure
presto laghi in radure
aride lande, poche fessure
far attraversare
olii profumati
liquidi avvelenati
occhi raggelati
al vedere ghiacciai d'erba
cielo di fango
nuvole come legni
capovolto immergo i piedi
nel soffice manto
del colore mare
dal suono d'acqua
divenuta pianto.










