Sconsolata e deserta
e negletta m’appare!
Ahi jonico mare,
chi la tua spiaggia ridusse a tale?
Sola, ancora vive la capannina
che i miei solitari dì un tempo accolse,
quando bambino,
sovente lasciando la paterna dimora,
solevo venire qui a guardarti,
pieno di speranze. Ricordi?
Ti guardavo lontano,
là dove pare finisca il mondo,
dello sperduto seno
credendo scorgere la soglia,
là dove pare ch’altrove trapassi
o alle celesti rive
trascolorando approdi,
credendo pur tale,
in un antro profondo
o nell’empireo cielo
fosse il nostro passare,
un passar tuttavia leggero,
credevo gioendo,
già ch’il perduto giorno
avrebbe fatto lento ritorno
sul veliero ch’improvviso compariva,
l’orizzonte solcando lento;
e mentre il lieve sciabordio dell’onde,
la ciottolosa arena rimestando,
sortir pareva un canto,
quante imago a tal vista dipingevo io;
quante favole a tal pensieri,
mentre querulo e vago,
ancor non pago degl’inganni
ch’il lustreggio dell’acque gli tendeva,
solcando il cielo, l’alcione attendeva.
Oh, mare, mare!
Oh, amene sembianze,
s’alcione fossi
neanch’io d’inganni sarei pago,
ancora serberei quelle speranze,
ancora starei qui come stetti ieri,
ma lungi da me è quello sguardo ignaro
e benché l’occhio mio vi stima ancor tali,
più non torneranno quelle favole,
più non torneranno quei pensieri.
Di quei passati dì,
qual ogni umana sorte,
prima ancor che nulla sia,
altro non torna che la ricordanza;
eppur s’alcione fossi
forse anche tal sapere
mi sarebbe men greve,
o forse, già che ad altro,
se non al viver quieto e leve,
qual ogni animale che uomo non sia,
egli non si volge,
oscuro sarebbe alla coscienza mia.
Forse se a lui fossi vicino,
di quei passati dì
ancora sentirei dell’onde il canto,
e nient’altro andrei bramando,
se non che la vita finisca qui.
e negletta m’appare!
Ahi jonico mare,
chi la tua spiaggia ridusse a tale?
Sola, ancora vive la capannina
che i miei solitari dì un tempo accolse,
quando bambino,
sovente lasciando la paterna dimora,
solevo venire qui a guardarti,
pieno di speranze. Ricordi?
Ti guardavo lontano,
là dove pare finisca il mondo,
dello sperduto seno
credendo scorgere la soglia,
là dove pare ch’altrove trapassi
o alle celesti rive
trascolorando approdi,
credendo pur tale,
in un antro profondo
o nell’empireo cielo
fosse il nostro passare,
un passar tuttavia leggero,
credevo gioendo,
già ch’il perduto giorno
avrebbe fatto lento ritorno
sul veliero ch’improvviso compariva,
l’orizzonte solcando lento;
e mentre il lieve sciabordio dell’onde,
la ciottolosa arena rimestando,
sortir pareva un canto,
quante imago a tal vista dipingevo io;
quante favole a tal pensieri,
mentre querulo e vago,
ancor non pago degl’inganni
ch’il lustreggio dell’acque gli tendeva,
solcando il cielo, l’alcione attendeva.
Oh, mare, mare!
Oh, amene sembianze,
s’alcione fossi
neanch’io d’inganni sarei pago,
ancora serberei quelle speranze,
ancora starei qui come stetti ieri,
ma lungi da me è quello sguardo ignaro
e benché l’occhio mio vi stima ancor tali,
più non torneranno quelle favole,
più non torneranno quei pensieri.
Di quei passati dì,
qual ogni umana sorte,
prima ancor che nulla sia,
altro non torna che la ricordanza;
eppur s’alcione fossi
forse anche tal sapere
mi sarebbe men greve,
o forse, già che ad altro,
se non al viver quieto e leve,
qual ogni animale che uomo non sia,
egli non si volge,
oscuro sarebbe alla coscienza mia.
Forse se a lui fossi vicino,
di quei passati dì
ancora sentirei dell’onde il canto,
e nient’altro andrei bramando,
se non che la vita finisca qui.
7 commenti
non e' l'onda che ha sbattuto
il fiume ch'era trasparente?
non e' la ragazza triste, infelice,
perche' la mamma ha svegliato la sua mente?
non mi ha battuto la mamma-
le lacrime cadono da soli:
non ci sono i sensali dal mio caro,
arrivono i mezzani dal uno che non voglio.
dove sei, mio tesoro? guarda-
come io soffro;
vieni, vieni, mio cuore,-
un odioso uomo mi offron.
sii veloce, caro, mi salva
dalla sfortuna piu' grave:
se dovessi vivere con un odioso,
meglio perire con uno che amavi.
il fiume ch'era trasparente?
non e' la ragazza triste, infelice,
perche' la mamma ha svegliato la sua mente?
non mi ha battuto la mamma-
le lacrime cadono da soli:
non ci sono i sensali dal mio caro,
arrivono i mezzani dal uno che non voglio.
dove sei, mio tesoro? guarda-
come io soffro;
vieni, vieni, mio cuore,-
un odioso uomo mi offron.
sii veloce, caro, mi salva
dalla sfortuna piu' grave:
se dovessi vivere con un odioso,
meglio perire con uno che amavi.
Ho visto fantasmi
passeggiare nel cortile.
Mi seguivano nelle vie
come ombre sollevate.
Riflessi sospesi di specchi
immaginati.
Ho sentito sagome
penetrare porte chiuse.
Orologi manipolati
da dita silenziose.
Ho percepito presenze
accompagnare le mie ore.
Spostamenti di terminate vite
nei corridoi vicini della morte.
passeggiare nel cortile.
Mi seguivano nelle vie
come ombre sollevate.
Riflessi sospesi di specchi
immaginati.
Ho sentito sagome
penetrare porte chiuse.
Orologi manipolati
da dita silenziose.
Ho percepito presenze
accompagnare le mie ore.
Spostamenti di terminate vite
nei corridoi vicini della morte.
Un manto bianco
brillante
mi circonda.
Regalo di
quest’inverno
uno dei tanti.
Resto qua da solo
dopo avermi
strappato le mie anime.
Mi sento nudo
senza di loro
e indifeso.
Mi resta una speranza
quando finirà
quest’inverno.
Torneranno
le mie
anime se sopravviverò.
Torneranno le mie figlie
e sarà ancora
primavera.


Quell'uomo ha qualcosa da dire
non più segue lo schema
ha perso gli ingranaggi
spezzato le catene
lui guarda avanti, non subisce dal passato
è partito, non puoi seguirlo
il passaporto non ti basta
è folle!
è pazzo!
è solo un matto!
dice la gente del suo conto
sconnesso nel parlare, quanto nel pensare
ora sale in cattedra
mi state osservando, io guardo avanti
sono libero non ho un guinzaglio
vedo oltre gli schemi, oltre il controllo
finalmente libero nel mio pazzo stato mentale
non più segue lo schema
ha perso gli ingranaggi
spezzato le catene
lui guarda avanti, non subisce dal passato
è partito, non puoi seguirlo
il passaporto non ti basta
è folle!
è pazzo!
è solo un matto!
dice la gente del suo conto
sconnesso nel parlare, quanto nel pensare
ora sale in cattedra
mi state osservando, io guardo avanti
sono libero non ho un guinzaglio
vedo oltre gli schemi, oltre il controllo
finalmente libero nel mio pazzo stato mentale
E' una grande emozione
per un uomo
poter dire a tutto il mondo
che l'ama,
è stupendo sentirsi importante
per una donna,
questa creatura così affascinante.
Per lui è il cielo, la terra
il sole.
Questa donna che gli dà luce
col suo amore,
tutte le volte che non è con lui
si fà buia la sua mente
che ha spazio solo per lei,
questa creatura misteriosa
è l'aria che respira,
l'armonia, la pace,
la sua stella.
E' infinitamente bello
per un uomo
rientrare a casa la sera
e sapere che c'è una donna
che lo aspetta,
gli fà sentire qualcosa
di incredibile dentro,
lo fà sentire uomo,
il suo uomo.
Fallo appoggiare ancora un po'
sul tuo seno
così può sognare un po'
di te... donna!
che l'ama,
è stupendo sentirsi importante
per una donna,
questa creatura così affascinante.
Per lui è il cielo, la terra
il sole.
Questa donna che gli dà luce
col suo amore,
tutte le volte che non è con lui
si fà buia la sua mente
che ha spazio solo per lei,
questa creatura misteriosa
è l'aria che respira,
l'armonia, la pace,
la sua stella.
E' infinitamente bello
per un uomo
rientrare a casa la sera
e sapere che c'è una donna
che lo aspetta,
gli fà sentire qualcosa
di incredibile dentro,
lo fà sentire uomo,
il suo uomo.
Fallo appoggiare ancora un po'
sul tuo seno
così può sognare un po'
di te... donna!
Mi prenderò più tempo
cambierò qualcosa.
Ma non
cancellerò nulla.
Imparerò dalle sconfitte
è dalla sofferenza.
Troverò la giusta
strada.
Camminerò
verso la luce.
Cercherò i miei occhi
persi dentro lo specchio.
Nella prossima vita
seguirò la luce delle stelle.
I mercati collocati
la ripresa il suo sviluppo
ma io ancora sono a dirti
solo un poco di pazienza
verrà poi anche il tuo turno.
E ci provo
a ricercarti in un sorriso,
mentre piove
sopra tutto e sul cammino
sulla pioggia che è salata
e fa male per vedere.
Non sarai certo contento
condividere parole
riservato come sei.
Ma aspettiamo
il sole arrivi,
i suoi raggi ad asciugare
tutta quanta l'amarezza
e restare qui in attesa
per l'ennesima illusione.
la ripresa il suo sviluppo
ma io ancora sono a dirti
solo un poco di pazienza
verrà poi anche il tuo turno.
E ci provo
a ricercarti in un sorriso,
mentre piove
sopra tutto e sul cammino
sulla pioggia che è salata
e fa male per vedere.
Non sarai certo contento
condividere parole
riservato come sei.
Ma aspettiamo
il sole arrivi,
i suoi raggi ad asciugare
tutta quanta l'amarezza
e restare qui in attesa
per l'ennesima illusione.
Tremula la foglia al tuo soffiar
del sole vaga dipingeva l’ombra
e uno stormir confuso,
mentre un incerto mormorio
sortiva il grano.
Io, presso l’albero seduto,
lo sguardo posavo lontano,
sulle cime dell’Alpi,
che tu avevi disvelate,
e quella lontana quiete,
tale, d’inganno còlto, allor mi parve,
al campestre rumorio
e alle voci inquiete del mio cuore
andavo comparando.
Già ch’altrove sempre volse,
ch’il desir avesse pace,
già ch’ai pensati gaudi mai rispose,
ch’il piacer non fosse vano,
credevo lì, sulle cime innevate,
credevo in altro luogo,
un dì, non lontano.
Con rinnovata speranza allor
per i campi andavo,
fino al morir del giorno,
e il ligustro m’arrideva, odorato,
tra i rami posato il passero,
un’armonia spandendo d’intorno.
Pur non credevo nel dolor
e negli affanni, e sotto questo cielo,
di dove al guardo è negato,
o d’uno squarcio insperato
raro traluce il raggio,
dover trascorrere gli anni
ch’al caro tempo de l’infanzia
seguirono, né che le cose
ch’un tempo vane stimai e noiose
avrei rimpianto un giorno.
Tu invece vai e nulla ti preme,
né pur di noi,
vai per gli adusati sentieri
e ove più non s’addentra il mortale,
indi al luogo natale,
dopo vago errare, torni,
e tal riprendi, poi, senza posa,
così ch’ogni tempo hai veduto,
ogni umana cosa,
onde l’orme riporti, tornando,
di quel ch’è perduto;
tu vai, eterno peregrino,
ma non sai quanto il tuo venir mi giova,
ché il cielo sopra di me si sgombra,
l’aria di vita s’odora,
l’eco dei miei perduti dì pur sento.
Oh vento, vento,
benché tali non furono allora
guardo a quei giorni, or belli e cari,
come della gioia la sola dimora,
e adesso che più non mi sovvien
il tempo, né la speranza,
mi sovvieni tu
e una dolce ricordanza.
del sole vaga dipingeva l’ombra
e uno stormir confuso,
mentre un incerto mormorio
sortiva il grano.
Io, presso l’albero seduto,
lo sguardo posavo lontano,
sulle cime dell’Alpi,
che tu avevi disvelate,
e quella lontana quiete,
tale, d’inganno còlto, allor mi parve,
al campestre rumorio
e alle voci inquiete del mio cuore
andavo comparando.
Già ch’altrove sempre volse,
ch’il desir avesse pace,
già ch’ai pensati gaudi mai rispose,
ch’il piacer non fosse vano,
credevo lì, sulle cime innevate,
credevo in altro luogo,
un dì, non lontano.
Con rinnovata speranza allor
per i campi andavo,
fino al morir del giorno,
e il ligustro m’arrideva, odorato,
tra i rami posato il passero,
un’armonia spandendo d’intorno.
Pur non credevo nel dolor
e negli affanni, e sotto questo cielo,
di dove al guardo è negato,
o d’uno squarcio insperato
raro traluce il raggio,
dover trascorrere gli anni
ch’al caro tempo de l’infanzia
seguirono, né che le cose
ch’un tempo vane stimai e noiose
avrei rimpianto un giorno.
Tu invece vai e nulla ti preme,
né pur di noi,
vai per gli adusati sentieri
e ove più non s’addentra il mortale,
indi al luogo natale,
dopo vago errare, torni,
e tal riprendi, poi, senza posa,
così ch’ogni tempo hai veduto,
ogni umana cosa,
onde l’orme riporti, tornando,
di quel ch’è perduto;
tu vai, eterno peregrino,
ma non sai quanto il tuo venir mi giova,
ché il cielo sopra di me si sgombra,
l’aria di vita s’odora,
l’eco dei miei perduti dì pur sento.
Oh vento, vento,
benché tali non furono allora
guardo a quei giorni, or belli e cari,
come della gioia la sola dimora,
e adesso che più non mi sovvien
il tempo, né la speranza,
mi sovvieni tu
e una dolce ricordanza.
E poiché … amo i superlativi
e tutti gli Oltre,
amo,
quel volare alto
quel volare alto
sopra noi
per spostar le molte cose,
per cercare nuovi cieli,
misurare nuovi spazi!
Se solo avessimo
occhi più acuti
riusciremmo ad apparire alti
già a noi stessi:
splendidi sistemi solari, quali siamo!
Se solo, avessimo
mente più pronta
ed impetuosa,
capiremmo
che niente
di più elevato esiste
o si lascerebbe
raggiungere
e neanche più ideare.
Siam giardini del possibile,
nell'Oltre...
superlativo Oltre!
Sopra i fiumi,
Sopra i fiumi,
sopra le stelle;
via da veleni e da miasmi
di una quotidiana archeologia,
con falsi giudizi
e sterili valutazioni.
Oltre…
per guardare
con coraggio i nostri sogni,
rintracciare fede,
e non esser solo mete
ma diventare ponti.
Ponti … per il mondo,
per andare …... oltre il solito alfabeto di noi stessi!

In questa “valle di lacrime”
ovvero la vita, non ci sei più,
era il quattro marzo di un anno fa,
ieri come oggi
sfugge il tempo come il vento tra i capelli
E' il ciclo della vita una clessidra
caduto l'ultimo granello di sabbia
indietro non si torna,
l'unica certezza, l'unica cosa giusta
per ogni essere umano
Non esiste ricco, povero, buono e cattivo,
non esiste etnia o religione
per tutti la nascita e la morte son gemelle
le scelte nel proseguo, dipendono da noi
Tu hai edificato su terreno fertile,
frutti buoni son cresciuti
il cuore tuo colmo di bontà,
piccola, grande donna eri
un po' caparbia
ma eri tu e questo è ciò che conta
Eri tu, tra le cui braccia
mi rifugiai mille volte quando il dolore
mi si attorcigliava al corpo
come filo spianato
Eri tu, pranzavamo insieme serene
due donne, due amiche
ma il mio rispetto di figlia sempre,
ed ancora mi chiamavi “bambina”
Ora nuovamente la sofferenza
danza maldestra nella mia vita,
non ho più il tuo abbraccio,
la tua voce a consolare l'anima
i ricordi si, tanti i saggi consigli
Il tuo viso mi sorride
da una sterile fotografia
in bella mostra sul comò,
ma se chiudo gli occhi,
ti racconto di me, di noi
sento la tua piccola mano sul viso
e la tua bella voce dire “sono qui bambina mia”
*****************************
Alla mia cara mamma nel primo anniversario della sua morte
con tanto amore sempre e per sempre dalla stessa parte. Ciao mamma ti amo tan
Parla di me
non ti scordare
tienimi acceso, vivimi
portami sulle tue labbra
fai scivolare le mie gesta sulle tue corde vocali
urla il mio stato mentale
raccogli i miei passi
fanne tesoro
scrivi di me in ogni dove
rivivimi nei tuoi sogni
fai di me la ninna nanna dei tuoi figli
cercami nella semplicità della vita
nei gesti umili e dentro lo sguardo di un infante
suonami! filmami!
assapora il mio profumo
trai nutrimento dal mio frutto
condividi con me gioie e dolori
dipingimi con tutti i colori
sono il tuo osservatore
racconto il mondo con gli occhi di un viaggiatore
non ti scordare
tienimi acceso, vivimi
portami sulle tue labbra
fai scivolare le mie gesta sulle tue corde vocali
urla il mio stato mentale
raccogli i miei passi
fanne tesoro
scrivi di me in ogni dove
rivivimi nei tuoi sogni
fai di me la ninna nanna dei tuoi figli
cercami nella semplicità della vita
nei gesti umili e dentro lo sguardo di un infante
suonami! filmami!
assapora il mio profumo
trai nutrimento dal mio frutto
condividi con me gioie e dolori
dipingimi con tutti i colori
sono il tuo osservatore
racconto il mondo con gli occhi di un viaggiatore










