Fili d’argento scuciti
son ragnatele di sole agguerrite,
arpe di pioggia pentagrammate,
lenzuola di catrame scheggiate
da graffi di cielo alluvionati
fra coaguli di vento emozionali.
Fili d’argento scuciti
son petali di sogno anagrammati,
gomitoli di baci confusionali,
resina d’arena trasfusionale
d’ un parto di cielo sensazionale.
son ragnatele di sole agguerrite,
arpe di pioggia pentagrammate,
lenzuola di catrame scheggiate
da graffi di cielo alluvionati
fra coaguli di vento emozionali.
Fili d’argento scuciti
son petali di sogno anagrammati,
gomitoli di baci confusionali,
resina d’arena trasfusionale
d’ un parto di cielo sensazionale.
9 commenti

Quando sto in silenzio
e non riesco a parlare
penso tanto all'amore
e a quello che posso ancora dare.
Non ci crede nessuno
se solamente lo dico
pensano che non abbia più l'età
per potermi innamorare.
Quando la notte è lunga
ed il mio cuore batte forte,
lo so perché lo sento!
Mettendo la testa sotto il cuscino,
è un impressione strana
ma nello stesso tempo stupenda,
sento di essermi innamorato
di nuovo della mia donna,
possibile che dopo anni
può succedere di nuovo?
E allora sto in silenzio,
non ho parole.
Alla mia età riesco a dare
ancora tanto amore...
Deponi il tuo petalo di rose
imbraccia le spine amor mio
perchè questo tempo dispensa
atroci ricordi di giubilo
fidati dei miei occhi
e del tempo diffida poichè
le pioggie non sempre
asciugano i tuoi occhi
deponi il tuo fiore su questo prato
ai margini del viale
mentre la primavera sorridente
lascia il posto all'estate triste
di un felice ritorno
imbraccia le spine amor mio
perchè questo tempo dispensa
atroci ricordi di giubilo
fidati dei miei occhi
e del tempo diffida poichè
le pioggie non sempre
asciugano i tuoi occhi
deponi il tuo fiore su questo prato
ai margini del viale
mentre la primavera sorridente
lascia il posto all'estate triste
di un felice ritorno
Ritornando a casa alla sera
grazie alla una luna di primavera
ho visto perle di luce d'argento
che sui trifogli ponevano l'accento.
Gocce di pioggia acciambellate
per la notte si son sistemate
credendosi all'uomo ben celate
riposavan felici indisturbate.
Non sapendo d'aver scelto
un posto errato come letto!
Se su qualcosa poni l'accento
l'attenzione raddoppi per cento.
Un significato può anche cambiare
in base all'accento da utilizzare
Può far sì che rùbino un rubino,
o scambiar un osso con un bacino.
E chi va a pésca con una pèsca
prenderà solo frutta con quell'ésca
che cena vuoi che poi ci esca!
arrosti di mele, e il maiale farà festa.
L'italiano è una lingua molto divertente
se non lo prendi troppo seriamente.
Sbagliando si impara, oppure si inventa,
e la grammatica più non ci spaventa.
grazie alla una luna di primavera
ho visto perle di luce d'argento
che sui trifogli ponevano l'accento.
Gocce di pioggia acciambellate
per la notte si son sistemate
credendosi all'uomo ben celate
riposavan felici indisturbate.
Non sapendo d'aver scelto
un posto errato come letto!
Se su qualcosa poni l'accento
l'attenzione raddoppi per cento.
Un significato può anche cambiare
in base all'accento da utilizzare
Può far sì che rùbino un rubino,
o scambiar un osso con un bacino.
E chi va a pésca con una pèsca
prenderà solo frutta con quell'ésca
che cena vuoi che poi ci esca!
arrosti di mele, e il maiale farà festa.
L'italiano è una lingua molto divertente
se non lo prendi troppo seriamente.
Sbagliando si impara, oppure si inventa,
e la grammatica più non ci spaventa.
Febbraio si desta dal suo torpore
questo diluvio bagna
le tue guance rosse addormentate
bagnerà il tuo corpo
il tuo animo assopito
Scende incessante lo scrosciare
violento di questo pianto
che sa di liberazione
Travolge ogni cosa
uniti in questa liturgia di pensieri
24 ore da ieri
ieri sembrava non dover mai finire
Si manifesta la dolce violenza
di questi cieli
e il mio cuore si nutre di empatia
Non svanire così
con il ritorno del Sole
il tuo freddo ora
diventi il mio calore
Fin negli abissi siamo scesi
nel cercare un pò di luce
con la voglia di squarciare
questi silenzi di paura !
questo diluvio bagna
le tue guance rosse addormentate
bagnerà il tuo corpo
il tuo animo assopito
Scende incessante lo scrosciare
violento di questo pianto
che sa di liberazione
Travolge ogni cosa
uniti in questa liturgia di pensieri
24 ore da ieri
ieri sembrava non dover mai finire
Si manifesta la dolce violenza
di questi cieli
e il mio cuore si nutre di empatia
Non svanire così
con il ritorno del Sole
il tuo freddo ora
diventi il mio calore
Fin negli abissi siamo scesi
nel cercare un pò di luce
con la voglia di squarciare
questi silenzi di paura !
Tesse la pioggia autismi di memorie
primavere precoci d’istinto
confuse nel morso di tuoni gemmati
simili a elegie d’accorati istinti
al cielo accorso su tracce in riposo
d’austero sunto d’un percorso deviato.
Aliena il pensiero la ricerca d’oro
linfa occulta d’assolata gola.
E’ come un pugno teso nella notte
l’abisso sanguinante l’oltre
nel solstizio indistinto d’eclissato gesto
tra singhiozzi di parole e un solo morso
serrato all’apertura.
All’osso.
primavere precoci d’istinto
confuse nel morso di tuoni gemmati
simili a elegie d’accorati istinti
al cielo accorso su tracce in riposo
d’austero sunto d’un percorso deviato.
Aliena il pensiero la ricerca d’oro
linfa occulta d’assolata gola.
E’ come un pugno teso nella notte
l’abisso sanguinante l’oltre
nel solstizio indistinto d’eclissato gesto
tra singhiozzi di parole e un solo morso
serrato all’apertura.
All’osso.
Se questo sarà - diranno - un capolavoro
sappiate che è nato tre ore dopo il solito tragitto breve
e il ritorno vecchione al caldo mio di casa.
Un asfodelo, che bel nome rubato in cielo,
che tutto poi svanisce
qui, la sedia,
il suo bracciolo
e il mio ciliegio.
che tutto poi svanisce
qui, la sedia,
il suo bracciolo
e il mio ciliegio.
Tiepido era il sole, e il sereno giorno
rivelava lontani
ancor nevosi i monti.
Le novelle foglie, tremolando,
salutavano l’inverno morente,
e sul placido lago
una brezza leggera
con sé recava odor di primavera.
Oh amata, tu che amore mi rechi,
e tu, stagione beata, i miei sensi allegri,
quando vago per le celesti vie
ritorna Zefiro, e il cielo terge
e le nubi sospinge,
quando viola o tarassaco o margherita
il prato tinge,
quando sugli odorati arbusti l’uccellino
la nuova vita cantando va’.
E quale lieta sorte alla mia sorride?
Quale vaga speranza?
Non la rinnovanza, o l’eterno andare,
non la fioritura dell’acerba età.
Altro non serba all’uomo il fato
che un incerto cammino,
e dei passati giorni un fatuo pensier.
Né giova la ricordanza,
perché alla mesta gioia, del fugace tempo
presto segue l’amara coscienza.
Sulla riva seduto,
alla lontana sponda volto,
a me la stringevo,
e in quell’abbraccio infinito
d’eterno svaniva ogni mia speranza.
L’acque si agitarono al forte vento,
divenne fosco il giorno,
il sole quasi spento,
e mentre una lacrima mi rigava il viso,
lei guardando, d’amor
si schiuse un sorriso.
rivelava lontani
ancor nevosi i monti.
Le novelle foglie, tremolando,
salutavano l’inverno morente,
e sul placido lago
una brezza leggera
con sé recava odor di primavera.
Oh amata, tu che amore mi rechi,
e tu, stagione beata, i miei sensi allegri,
quando vago per le celesti vie
ritorna Zefiro, e il cielo terge
e le nubi sospinge,
quando viola o tarassaco o margherita
il prato tinge,
quando sugli odorati arbusti l’uccellino
la nuova vita cantando va’.
E quale lieta sorte alla mia sorride?
Quale vaga speranza?
Non la rinnovanza, o l’eterno andare,
non la fioritura dell’acerba età.
Altro non serba all’uomo il fato
che un incerto cammino,
e dei passati giorni un fatuo pensier.
Né giova la ricordanza,
perché alla mesta gioia, del fugace tempo
presto segue l’amara coscienza.
Sulla riva seduto,
alla lontana sponda volto,
a me la stringevo,
e in quell’abbraccio infinito
d’eterno svaniva ogni mia speranza.
L’acque si agitarono al forte vento,
divenne fosco il giorno,
il sole quasi spento,
e mentre una lacrima mi rigava il viso,
lei guardando, d’amor
si schiuse un sorriso.
E una sera tu ti avvicinasti
A me,
e non me l’aspettavo,
io misi il mio viso vicino al tuo,
e tra noi,
ci fu un lungo
bacio,
che ancora ricordo adesso,
e ne sento il sapore;
la nostra prima sera,
e l’amore ancora mi dura,
e vorrei mi amassi ancora,
la nostra vita è cambiata
la mia di certo,
grazie a te,
grazie a te
e ti amo com e quella
prima volta.
A me,
e non me l’aspettavo,
io misi il mio viso vicino al tuo,
e tra noi,
ci fu un lungo
bacio,
che ancora ricordo adesso,
e ne sento il sapore;
la nostra prima sera,
e l’amore ancora mi dura,
e vorrei mi amassi ancora,
la nostra vita è cambiata
la mia di certo,
grazie a te,
grazie a te
e ti amo com e quella
prima volta.
Allineate unite l'una con l'altra
ospitano donne, uomini, bambini
ma anche borse e giubotti.
gente che va...
gente che arriva,
visi contratti per il sonno.
Qualcuno legge il giornale,
qualcuno naviga con lo smartphone,
un anziano passeggia avanti e indietro.
Sedie rosse, la testa appoggiata al muro
causa un piccolo gesto verticale
il sonno si fa sentire.
ospitano donne, uomini, bambini
ma anche borse e giubotti.
gente che va...
gente che arriva,
visi contratti per il sonno.
Qualcuno legge il giornale,
qualcuno naviga con lo smartphone,
un anziano passeggia avanti e indietro.
Sedie rosse, la testa appoggiata al muro
causa un piccolo gesto verticale
il sonno si fa sentire.
Nell’aula,
rappresentanti umani
discutono, commentano
il valore dei diritti e delle unioni.
Necessario progetto,
con cerimonia sobria
per raggiungere la felice meta.
Associazioni combattentistiche
oltrepassano il filo spinato
per celebrare la nuova
raggiunta dignità:
ricostruzione indispensabile
per l’attualità del vivere.
Opera di concelebrazione
sulla tomba del passato,
con Vescovo Venerando,
a scongiurar l’orrore
dei numerosi …NO!!!


Oggi c'è fermento
tra le foglie!
tra le foglie!
Mi riempio
gli occhi
dei paesaggi ondulati
e sfumati degli alberi
sciupati
da frammenti
di gocce di cristallo.
Vanno
in processione
le nuvole dissipate
aldilà dei monti
aldilà dei monti
e poi scompaiono
in sprazzi azzurri di cielo
zittiti dal vento.

Scintille di ghiaccio ammutolite
son giare di sole all’imbrunire,
cristalli d’inchiostro i miei occhi stupiti
tra ventagli d’immago e spogli respiri,
algebra di cielo e serafici sorrisi,
grammatica d’arcobaleno e tristi ciclamini,
la geometria del tempo irruppe silenziosa
come gemmazione furiosa d’un faro lunare
nel miele arroventato del ricordo sillabato
ed il mio animo passeggiò nell’immensità
oltre le colline del cuore orlate d’eternità.
son giare di sole all’imbrunire,
cristalli d’inchiostro i miei occhi stupiti
tra ventagli d’immago e spogli respiri,
algebra di cielo e serafici sorrisi,
grammatica d’arcobaleno e tristi ciclamini,
la geometria del tempo irruppe silenziosa
come gemmazione furiosa d’un faro lunare
nel miele arroventato del ricordo sillabato
ed il mio animo passeggiò nell’immensità
oltre le colline del cuore orlate d’eternità.
Non lasciare ad altri
il regalo che ti porto,
sono le mie rose rosse
quelle ,che sono ostili ,
ad ogni veste .
Parlano di te :
di malizie ,delizie
le stesse mi hai permesso ,
incipriata m’affascini .
Mi hai permesso
di entrare nel tuo cuore,
accarezzarti , senza farti male …
implacabile , alla tua maniera .
Rose rosse per te
l’indole audace ,
e non ti sprechi
nel volermi passionale ,
nel sentirti musica
negli accordi d’un liuto .
Ti regalo rose rosse
in un tempo da vivere …
da cogliere ora che ci siamo ,
nell’apoteosi ,
di un rauco connubio .











