Era nel mio giardino,
ancora arboscello,
e ora in quello di mio padre posa,
ove un tempo, quand’ero bambino,
posava un fico.
E guardando come è cresciuto dico:
passarono quei dì,
passò il mio genitore,
passò l’albero del siconio,
e all’ombra tua vorrei poter passare io,
con gli occhi volti al sole,
piangente eppur giulivo,
ulivo, ulivo!
ancora arboscello,
e ora in quello di mio padre posa,
ove un tempo, quand’ero bambino,
posava un fico.
E guardando come è cresciuto dico:
passarono quei dì,
passò il mio genitore,
passò l’albero del siconio,
e all’ombra tua vorrei poter passare io,
con gli occhi volti al sole,
piangente eppur giulivo,
ulivo, ulivo!
Quanto tempo è
che non ti siedi
davanti alla vetrata
e sorseggiando un rum
scorri le tue parole
dividi i tuoi pensieri
come fossero tanti lego
incastrati in costruzione
quasi complicata
non è stato facile crescere
e scoprirti cambiato
da come pensavi sarebbe stato
l'acciaio ed il legno
ti riportano lentamente indietro
ad una atmosfera
ora quasi surreale
ma che perfettamente
si veste su di te
ed ora che sei lì
con il tuo rum
che riscalda la gola
pensi ancora a quel viaggio
in cui eri solo
ma l'avevi voluto tu
per stare dietro
a quel dolore
ad una certa distanza
il rum scivola ancora
bagna ed accende
per qualche attimo
nuovi ricordi
tutto sembra scorrere
linearmente nella mente
fino a quando
il sonno liberatorio
spegne tutto per qualche ora
che non ti siedi
davanti alla vetrata
e sorseggiando un rum
scorri le tue parole
dividi i tuoi pensieri
come fossero tanti lego
incastrati in costruzione
quasi complicata
non è stato facile crescere
e scoprirti cambiato
da come pensavi sarebbe stato
l'acciaio ed il legno
ti riportano lentamente indietro
ad una atmosfera
ora quasi surreale
ma che perfettamente
si veste su di te
ed ora che sei lì
con il tuo rum
che riscalda la gola
pensi ancora a quel viaggio
in cui eri solo
ma l'avevi voluto tu
per stare dietro
a quel dolore
ad una certa distanza
il rum scivola ancora
bagna ed accende
per qualche attimo
nuovi ricordi
tutto sembra scorrere
linearmente nella mente
fino a quando
il sonno liberatorio
spegne tutto per qualche ora
Prima ancor che albeggi in cielo,
ogni dì esco fuori sul mio terrazzo,
a contemplar i contorni chiaro scuri,
del mio amato paesello.
Così come lesti i minuti vanno,
altrettanto svelti cambiano in ciel
i mille colori che dipingono i suoi tratti,
sempre diversi, preziosi e originali.
E’ Marzo stamattina, pensai,
mirando il sole su al Consolino,
allungare i primi raggi suoi.
Caro sole, non far scherzetti,
se nasci in ciel, d’ora in poi,
stacci fino a sera,
non far cambiare a Marzo
in un sol giorno i suoi sette cappelli,
non giocar con quel folle lunatico,
cambierebbe sette volte,
pure l’umore mio.
Evita pasticci, non dal vento al sole,
dalle tenebre alla luce,
o dalle lacrime alla gioia,
così, come fosse cosa tanto normale.
Resisti e parla all’azzurro cielo,
or che ci sei,
stringi i tuoi raggi, abbraccia tutto
con l’oro della tua luce,
e parla d’amore col caldo tuo respiro.
Scende la tela
dalla sua antica parete,
per adagiarsi a terra.
Per camminarci sopra,
per dar margine
all’esistenza,
al caso, alla libertà!
Dripping ...è
Dripping ...è
l'imprevisto,
è salvezza:
sgocciolature
e spruzzi di colore:
pittura
senza progetto alcuno.
Movimento inconscio
che agita le mani
a definirne segni
in una ridda delirante.
E' musica jazz,
insieme di suoni, intreccio di voci,
insieme di suoni, intreccio di voci,
che si apostrofano,
che si rispondono,
che si rilanciano,
che interagiscono,
in un ondata
parossistica che sale.
Ognuno grida
la propria furia,
il proprio lacerante
ritmo
che compone il canto.
Dripping è
pittura
in cui
ogni colore
sviluppa il proprio suono.
E’ un' orchestra
d’insiemi,
di segni
che si stimolano
e si rilanciano a vicenda.
Miseria,
disperazione,
disperazione,
struggente tenerezza,
cupa minaccia.
E’ pittura negra!
Miscuglio barbarico,
ma straordinariamente vitale
di sacralità e sensualità.
Ricerca,
suprema manifestazione
di se stessi
di se stessi
sondando l’oscurità
del proprio inconscio.
... Puro slancio d'energia
grande flusso di coscienza...
...contro ogni forma di alienazione, cinismo, nichilismo!

Sono lontani
i tuoi fiumi di parole
ora le mani
ti trasudano d'amore.
Ero il gatto che inseguiva il topo,
Eri irraggiungibile ma a poco a poco...
Ti ho travolto
ora siamo miele,
Ti ho travolto
scorro nel tue vene .
Mi insultavi
ora sei tenerissima
Mi provocavi
ora sei bellissima
con le lacrime che ti scendono giù
di fronte a un regalo , una sopresa
che non immaginavi più.
Ti ho trovolto
ed ero quello sfigato,
Ti ho travolto
ero quello indesiderato,
avevi l'amore davanti
ma continuavi ad ignorare
ora mi abbracci
mentre mi sussurri " fammi volare ".
i tuoi fiumi di parole
ora le mani
ti trasudano d'amore.
Ero il gatto che inseguiva il topo,
Eri irraggiungibile ma a poco a poco...
Ti ho travolto
ora siamo miele,
Ti ho travolto
scorro nel tue vene .
Mi insultavi
ora sei tenerissima
Mi provocavi
ora sei bellissima
con le lacrime che ti scendono giù
di fronte a un regalo , una sopresa
che non immaginavi più.
Ti ho trovolto
ed ero quello sfigato,
Ti ho travolto
ero quello indesiderato,
avevi l'amore davanti
ma continuavi ad ignorare
ora mi abbracci
mentre mi sussurri " fammi volare ".
Un grande Amore
fà dimenticare qualunque cosa
è una malattia
che fà bene al cuore
un grande Amore
è come sorvolare
le nuvole del cielo
ti prende dentro
e non ti lascia più!
un grande Amore
è quello che ho sempre cercato
adesso l'ho trovato
sei tu! bellissima alla vista dei miei occhi
tu! così candida
con quella pelle vellutata
tutte le volte che ti guardo
mi fai girare la testa
il mio cuore è per te
ti appartiene!
voglio dirtelo con questa melodia
sono tuo...
Aiuole al ribollire
della fresca stagione strana
già annunciata
già di campanellini
fiori di Madonna
frenetiche rincorse d'ali
per qualche stelo
da un albero fino alla grondaia
nel pulviscolo che s'alza
profumi di mele
luce calda
lo stirar del corpo
L'eco di giovani giorni migratori
già si sente il loro promettere
a fronti in attesa, dietro la finestra
è come quando fuori il sole piove
tutto dentro non si muove
si respira senza smaniare
non è l'arrivo di una festa
Occhi lucidi, sogni rimasti intatti
anni senza contarli
gente partita senza motivo
è come quando fuori il sole piove
tutto sembra muoversi, per cambiare
poi gira l'angolo
ti lascia a guardare.
della fresca stagione strana
già annunciata
già di campanellini
fiori di Madonna
frenetiche rincorse d'ali
per qualche stelo
da un albero fino alla grondaia
nel pulviscolo che s'alza
profumi di mele
luce calda
lo stirar del corpo
L'eco di giovani giorni migratori
già si sente il loro promettere
a fronti in attesa, dietro la finestra
è come quando fuori il sole piove
tutto dentro non si muove
si respira senza smaniare
non è l'arrivo di una festa
Occhi lucidi, sogni rimasti intatti
anni senza contarli
gente partita senza motivo
è come quando fuori il sole piove
tutto sembra muoversi, per cambiare
poi gira l'angolo
ti lascia a guardare.
La notte è sbadiglio di perle,
marea vulcanica d’immobili stelle,
valigia d’un granaio di vento ribelle,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
La notte è carezza di nuvola addormentata,
lenzuola di fragile gemma accoccolata,
corallo d’abisso di mondo svelato,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
marea vulcanica d’immobili stelle,
valigia d’un granaio di vento ribelle,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
La notte è carezza di nuvola addormentata,
lenzuola di fragile gemma accoccolata,
corallo d’abisso di mondo svelato,
allitterata mietitura emozionale
d’un frammento di bacio astrale.
portami con te
a passeggiare coi pensieri
quando guardi tra i castagni
-un punto un guscio l'infinito-
ed io che parlo e non mi senti
nell'urlo che non esce
dai tuoi viaggi al buio
-tra il non senso e la paura-
ad occhi chiusi sul cuscino
portami con te
dentro ai pianti silenziosi
sbocciati senza seme
o nell'inferno
dei tuoi fianchi affusolati
specchio, amico, inganno, di un amore
che non vuole uscire ,non sa più parlarti
non sai più ascoltare
portami con te
sarò lentiggine
giaciglio lume cane
o solo pioggia
d'estate sulla pelle
prendimi la mano
si è meno soli
a naufragare in due
a passeggiare coi pensieri
quando guardi tra i castagni
-un punto un guscio l'infinito-
ed io che parlo e non mi senti
nell'urlo che non esce
dai tuoi viaggi al buio
-tra il non senso e la paura-
ad occhi chiusi sul cuscino
portami con te
dentro ai pianti silenziosi
sbocciati senza seme
o nell'inferno
dei tuoi fianchi affusolati
specchio, amico, inganno, di un amore
che non vuole uscire ,non sa più parlarti
non sai più ascoltare
portami con te
sarò lentiggine
giaciglio lume cane
o solo pioggia
d'estate sulla pelle
prendimi la mano
si è meno soli
a naufragare in due
Silenzio il labirinto
immaginario imbevuto di percezione ossuta
innocente carezza al vagito d’un verso
intima striscia di sanguinamento mentale.
Controcorrente sempre dietro il diverso
effimero imbastito di fantasie d’avamposto
ricucite alla natura d’afasica impostura
nell’inconscio traghettato dalla casa alla radura
relitto d’occhi chiari all’orda senza tela.
La lente frana sull’inconsistenza dei sensi
insorti senza naso al controverso ambrato
metastasi di realtà da deglutire di netto
congetture limate d’aspetto fecondo
simili all’atteggiarsi sordo d’un gran signore
dietro il reale rantolo d’un impostore.
! ‘N bastone di legno raffinato,
questa matina me so comperato
Pe soddisfa le esigenze mia
de camminà spedito pe la via.
Sono rimasto assai meravigliato,
dell’interesse che ho provocato.
Chi me vedeva come ‘n vecchio nobile,
chi antico cultore dello scibile,
chi riteneva fossi solo snob,
chi mi servisse a mantenere aplomb.
signori miri nun state a scervellavve,
potrebbe qualche male provocavve,
che io, de legno, ho solo er bastone
e nessun’altra strana complicazione.
Nun so ridotto come quarche artro
che è in grave condizione, un disastro !
‘n se ponno manco più grattà la testa
Quanno che er prurito fa richiesta,
perché er vero male in lor consiste
ner ritrovarsi fra le dita…schegge
Planano bianchi gabbiani
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…
Povero bimbo venuto nel mondo
Forse avrai pianto nel viso giocondo
Cercando la mamma dal dolce profumo
Non un egoismo ad uso e consumo,
io piango per te dolce fiore smarrito
che cerchi il capezzolo come infinito
atto d’amore dal primo momento
che ti ha concesso la voce del vento.
Piango per te piccolissimo fiore
che cerchi la mamma per darti l’amore
forte sicuro ed una carezza
che sia leggerissima come una brezza
una lacrima verso perché il tuo destino
ti sia favorevole dolce bambino
che sia sfavillante come una fiamma
dato che manca l’amore di mamma.
Forse avrai pianto nel viso giocondo
Cercando la mamma dal dolce profumo
Non un egoismo ad uso e consumo,
io piango per te dolce fiore smarrito
che cerchi il capezzolo come infinito
atto d’amore dal primo momento
che ti ha concesso la voce del vento.
Piango per te piccolissimo fiore
che cerchi la mamma per darti l’amore
forte sicuro ed una carezza
che sia leggerissima come una brezza
una lacrima verso perché il tuo destino
ti sia favorevole dolce bambino
che sia sfavillante come una fiamma
dato che manca l’amore di mamma.











