fu quel solitario ramo fiorito,
radice d’orizzonte d’un petalo di luce,
coriandolo di borotalco abbottonato
dalle foglie d’una costellazione inebriato.
S’incurvava dolcemente alla luna
come uno scialle increspato d’elegante marea,
specchio di cotone alla mia finestra abbandonato.
La sua ombra scarmigliata d’oro e d’argento
sillabava farina di nuvole spettinata,
screziava campanule diamantate
ricamate fra gli interstizi del cielo della sera
ed una goccia di polline d’improvviso lacrimò
e fu vestale di nebbia di ruggine aranciata.
avevano tempi più brevi.
Sereni nei giorni a venire,
lontano il passato
non lasciava che poca tristezza.
Invano ho riposto speranze,
volentieri avrei aperto le braccia,
con la mente
arrivare a volare.
Resta solo il ricordo ed il buio.
Tutto ciò che ti appresti a scoprire
non tarderai a capire che è vero.
A mio figlio e i suoi anni
si sfalda il tempo
più ai ripari non si corre
Sventola la falsità
distesa gioiosa sull’arcobaleno
perdono voglia di chiedere
Urla il vento urla potente
disperato è il suo grido
troppo silenzio allaccia i cardini del mondo
fluide lacrime scorrono
in aridi stretti sentieri
Isolato l’uomo muore
l’orgoglio lo invade
la richiesta di conforto
oltre le serrate labbra non giunge.
Eravamo quattro amici
lazzaroni ma felici.
D’accordo si pensava
insieme s’operava
e uniti s’allietava.
Un giorno ci sposammo
così ci sperammo.
Cercammo di vederci
e di frequentarci
ma la goliardia
se ne andava via.
Spuntarono i bisogni
e ciao a tutti i sogni.
Mi chiesero e donai,
richiesero e prestai
ma non saldavan mai.
Il giorno che negai
diede inizio ai guai.
L’affetto fu difetto,
avarizia l’amicizia.
ed tutto il regalato
fu dimenticato.
Ci siamo riabbracciati
da vecchi consumati;
sento ancora pena
a ricordar la scena.
della pioggia e dei fiori.
Respiro l'odore di salsedine
che arriva dal mare.
Respiro l'odore dell'ultima sera
l'odore dell'amore.
Respiro di te
per riempire i polmoni.
Respiro il tuo viso, il tuo sorriso,
le parole.
Respiro di te...di me...di noi...
le vibrazioni dei corpi.
Trattengo il respiro
nell'attesa del tempo che passerà.
Faccio quello che voglio,
anche qaundo non mi è concesso,
vivo e voglio la mia libertà,
sono rosa o crisantemo,
peste e corna,
delizia o scempio;
a volte dei bastardi
e pecoroni a parlarmi alla schiena,
a guardarmi dall’alto al basso;
ma io vado avanti,
e tengo solo
a questa libertà,
libertà che ho nelle vene,
libertà che è libertà.
Nessuno ferma la mia corsa,
nessuno mi controlla,
non ho padroni,
sono un artista,
un pensatore,
e vivo la mia libertà.
a passeggiare sulle onde del mare
noi due soli,
sotto un tramonto infuocato.
ti vorrei portare
in un bosco secolare
a sentire in silenzio
il respiro della natura.
ti vorrei portare
in un mondo fatato
in un'isola lontana
ti vorrei portare
in una notte di quelle belle
guardando il tuo volto
splendere di luna
sapeva di amarezza
e di nostalgia.
Ho ascoltato la tua voce:
ricordava il pianto di un bambino
nell'alba del giorno.
Ho guardato il tuo viso:
era scialbo come il trucco
sciolto dalle lacrime.
Ho guardato il volto della vita:
sorrideva soddisfatta
del lavoro fatto
con la tua aroma,
con la tua voce,
con il tuo viso,
con te
e forse anche con me.
Quando ti guardavo, mia diletta,
e leggo quasi tutta la notte.
L’arida pioggia non dà riparo,
gelido fuoco non dà conforto.
Alto, invalicabile, è il muro del destino!
E sento urlare il mare,
sento la minaccia, lo schiaffo
dell’onda sulla roccia,
e leggo, quasi tutta la notte.
Con sospiri corti e rari,
con occhi stanchi ed annebbiati,
guardo poi il mio volto...
...sgomento, smarrito!
Ma son testarda e non mi arrendo:
so, che il sole mi ama ancora,
che della natura sono ancora parte,
e in seno al buio turbine
chiudo gli occhi,
diventando...una rondine di luce!
sulla riva di un lago smeraldo,
orchestrava i colori dell’acqua,
sfumature di cielo interstiziava.
Come ninfee impolverate di stelle
soffici cristalli d’aria luccicavano
e confetti di zucchero sembravan
quei minuti rami scarabocchiati
da fronde d’onde dalla luna vanigliate.
Ed i giunchi sfiniti dal tramonto,
amorfi vitigni di lana spettinata,
parevan pennelli d’una valigia d’artista,
ed il vento tavolozza d’un grumo d’estate.
Un cigno canuto di panna e d’organza,
squarciava le sue ali di nuvola bianca,
lenzuola di sogni palesava sventolare
ed io seduta sulla riva di un lago smeraldo
baciavo quel frammento di notte dal tocco fatato.
è la sera, il sole pian piano si nasconde,
e la luna appare tra le stelle.
Ritornano alla mente
ricordi ed emozioni.
Trascorso un altro periodo
della tua vita,
socchiudi gli occhi
senza parlare,
inizia il momento
di sognare.
che cuori affligge
in queste valli lacrimose
dove disperazione e sterilità di idee
proliferano in mille e più discernimenti... e nulla
- nulla porta a partorire le emozioni -
che nasciture, e fresche e nuove
spontaneamente fioriscono a dispetto
dell’humus in artificium
“ quando la parola finge come il suo padrone
muore in bocca... senza scendere nei cuori “
The sun is high in the sky.
The equator is half of the globe.
The blue whale is on the seabed.
And I?
I haven’t to find a quiet place for me yet
on this ship that caught hopeful to reach you!
TRADUZIONE:
Il sole è alto in cielo.
L’equatore è a metà del globo.
La balena azzurra è sul fondo marino.
E io?
Io non ho trovato ancora un posto tranquillo per me
su questa nave che presi speranzosa
per raggiungere te!











