Una piumetta di fuoco mi è passata davanti.
Nella stanza opposta a questa sento
accartocciarsi qualcosa per domani.
Cadute dolci - direbbe una falena -
fanno parte della sera.
Il pane raccolto e secco,
e un bozzolo
nuovissimo
che si disfa: o una poesia
Il pane raccolto e secco,
e un bozzolo
nuovissimo
che si disfa: o una poesia
che mi sembra di qualcun altro.
Ignoravo la morbidezza
dei fiori di crocus
la delicatezza delle polveri colorate
sulle ali di farfalla
la dolcezza inebriante
del polline sul calabrone
la leggerezza dei disegni
nei fiocchi di neve
il dolce cuore
del baccelllo di vaniglia
l'ammaliante sapore
di un frutto della passione
Dove dormono le mie stelle
c'è un letto di petali
dalle lenzuola di polveri colorate
cuscini di polline
luce di fiocchi di neve
profumo di vaniglia
candele al frutto della passione
Dove dormono le mie stelle
offro la mia protezione
manca la ninna nanna
mi avvicino
non mi resta che intonare
qualche nota di una canzone
dei fiori di crocus
la delicatezza delle polveri colorate
sulle ali di farfalla
la dolcezza inebriante
del polline sul calabrone
la leggerezza dei disegni
nei fiocchi di neve
il dolce cuore
del baccelllo di vaniglia
l'ammaliante sapore
di un frutto della passione
Dove dormono le mie stelle
c'è un letto di petali
dalle lenzuola di polveri colorate
cuscini di polline
luce di fiocchi di neve
profumo di vaniglia
candele al frutto della passione
Dove dormono le mie stelle
offro la mia protezione
manca la ninna nanna
mi avvicino
non mi resta che intonare
qualche nota di una canzone
L'essere nel tempo
non è misurato
in uno spazio,
è smisurata
e concreta
ricerca di noi stessi.
È inevitabile cogliere
il sublime,
in uno dei giorni dorati
destinati a noi,
è un effetto dell'animo
sul valore di un paesaggio,
che appare reale
nella contemplazione
che rassicura,
e meditare
su un altro universo:
in un cielo brillante,
che appariva sempre uguale,
colare come cera
sul fuoco,
raro come una cometa.
Così siamo
inesistente
polvere azzurra
tra le stelle
e il vento
silente.
Dentro,
il pensiero scorre infinito,
fuori dal guscio
ammutolisce,
col tenero sguardo
a riccio
in uno spazio sconosciuto.
non è misurato
in uno spazio,
è smisurata
e concreta
ricerca di noi stessi.
È inevitabile cogliere
il sublime,
in uno dei giorni dorati
destinati a noi,
è un effetto dell'animo
sul valore di un paesaggio,
che appare reale
nella contemplazione
che rassicura,
e meditare
su un altro universo:
in un cielo brillante,
che appariva sempre uguale,
colare come cera
sul fuoco,
raro come una cometa.
Così siamo
inesistente
polvere azzurra
tra le stelle
e il vento
silente.
Dentro,
il pensiero scorre infinito,
fuori dal guscio
ammutolisce,
col tenero sguardo
a riccio
in uno spazio sconosciuto.
Stasera quaccos’ nun va!...
… Che tjen’?!...
L’uocchje toje mo' dicen’,
chist’occhje tuoje,
so' scur’ comm’è notte,
me parlan’ e nun dicen’ buscje…
… No, nun dicer’ ca’ nun è njent’,
‘na mamma sa legger’,
pure s’è ‘gnorant’.
‘A mamma legg’ co’ core…
… E stasera quaccosa nun va!...
… Che tjen’?!...
E nun dicer’
ca’ nun m’aggià dà pensier’
song già preoccupat’ pe’ te.
‘Na mamma sape quanno ‘o figlje
ten’ pensier’ e tu,
stasera,
tjene nù pensier’ o mille pensier’.
… Parla, figlio mje,
nun t’annasconnere,
ch’è ca’ stasera nun va?!...
…....Che hai?...
( o più giustamente ”Occhi di mamma”)
Stasera qualcosa non va!...
…Dimmi, che hai?...
I tuoi occhi dicono,
occhi bui come la notte,
stasera,
parlano e non dicono bugie….
… No, non dire che è niente,
una mamma sa leggere
anche se ignorante.
La mamma legge col cuore…
.. E stasera lui sa che qualcosa non va!
… Che hai?!...
Non dire che
non devo aver pensiero,
ho già ansia, per te.
Una mamma sa
quando un figlio ha pensiero
e tu, stasera,
hai uno o mille pensieri.
… Parla, figlio mio,
non nascondere il viso,
che c’è che stasera non va?!...
Dedicata a tutte le mamme che, coi loro occhi sanno leggere i piccoli e i grandi pensieri dei figli, sempre.
...Auguri mamme!....
… Che tjen’?!...
L’uocchje toje mo' dicen’,
chist’occhje tuoje,
so' scur’ comm’è notte,
me parlan’ e nun dicen’ buscje…
… No, nun dicer’ ca’ nun è njent’,
‘na mamma sa legger’,
pure s’è ‘gnorant’.
‘A mamma legg’ co’ core…
… E stasera quaccosa nun va!...
… Che tjen’?!...
E nun dicer’
ca’ nun m’aggià dà pensier’
song già preoccupat’ pe’ te.
‘Na mamma sape quanno ‘o figlje
ten’ pensier’ e tu,
stasera,
tjene nù pensier’ o mille pensier’.
… Parla, figlio mje,
nun t’annasconnere,
ch’è ca’ stasera nun va?!...
…....Che hai?...
( o più giustamente ”Occhi di mamma”)
Stasera qualcosa non va!...
…Dimmi, che hai?...
I tuoi occhi dicono,
occhi bui come la notte,
stasera,
parlano e non dicono bugie….
… No, non dire che è niente,
una mamma sa leggere
anche se ignorante.
La mamma legge col cuore…
.. E stasera lui sa che qualcosa non va!
… Che hai?!...
Non dire che
non devo aver pensiero,
ho già ansia, per te.
Una mamma sa
quando un figlio ha pensiero
e tu, stasera,
hai uno o mille pensieri.
… Parla, figlio mio,
non nascondere il viso,
che c’è che stasera non va?!...
Dedicata a tutte le mamme che, coi loro occhi sanno leggere i piccoli e i grandi pensieri dei figli, sempre.
...Auguri mamme!....
Vorrei esser madre
d’un ramo fecondo di nebbia di sogno,
d’un silenzio d’emozioni che è miele della sera,
d’una lacrima di stelle fiorita in grembo alla marea,
d’una spremuta d’incantevole sguardo di cielo cobalto.
Vorrei esser madre
d’un rigoglioso gomitolo di luce annodato sul cuore,
d’uno stupore d’avventurosa planetaria gemmazione,
d’una cicatrice di rugiada fra le ciglia del tempo dimenticata,
d’un soliloquio di futili valigie di speranze tempestose.
Vorrei esser madre
d’una scogliera abbandonata fra le passeggiate del tramonto,
d’una carezza d’autunno dal vento argentata,
d’una finestra fra il grano dei pensieri accoccolata,
d’una conversazione d’amore dal dolore annuvolata.
d’un ramo fecondo di nebbia di sogno,
d’un silenzio d’emozioni che è miele della sera,
d’una lacrima di stelle fiorita in grembo alla marea,
d’una spremuta d’incantevole sguardo di cielo cobalto.
Vorrei esser madre
d’un rigoglioso gomitolo di luce annodato sul cuore,
d’uno stupore d’avventurosa planetaria gemmazione,
d’una cicatrice di rugiada fra le ciglia del tempo dimenticata,
d’un soliloquio di futili valigie di speranze tempestose.
Vorrei esser madre
d’una scogliera abbandonata fra le passeggiate del tramonto,
d’una carezza d’autunno dal vento argentata,
d’una finestra fra il grano dei pensieri accoccolata,
d’una conversazione d’amore dal dolore annuvolata.
Affascinato dal tempo
sfogliava le stagioni
certo che tutti gli equinozi
lo avrebbero vestito
come al solito
guidava i suoi colori
disegnava con i suoi profumi
sicuro che nessuno
avrebbe mischiato
tonalità e fragranze
al cospetto del blu azzurro
si sentiva troppo vecchio
per suonare
troppo giovane
per morire
così sulla sua storia
percorsa al ritmo
di città dopo città
aveva cavalcato tramonti
e albe senza paura
nella mano il suo strumento
fatto di tasti di onestà
e fiato di capacità
ora era sceso
dal suo palcoscenico
al cospetto del blu azzurro
si sentiva troppo vecchio
per suonare
troppo giovane
per morire
i suoi cinquantanni lo segnavano
troppo vecchio
per sognare
e troppo giovane
per morire
sfogliava le stagioni
certo che tutti gli equinozi
lo avrebbero vestito
come al solito
guidava i suoi colori
disegnava con i suoi profumi
sicuro che nessuno
avrebbe mischiato
tonalità e fragranze
al cospetto del blu azzurro
si sentiva troppo vecchio
per suonare
troppo giovane
per morire
così sulla sua storia
percorsa al ritmo
di città dopo città
aveva cavalcato tramonti
e albe senza paura
nella mano il suo strumento
fatto di tasti di onestà
e fiato di capacità
ora era sceso
dal suo palcoscenico
al cospetto del blu azzurro
si sentiva troppo vecchio
per suonare
troppo giovane
per morire
i suoi cinquantanni lo segnavano
troppo vecchio
per sognare
e troppo giovane
per morire
Al sorgere del sole l’aria è pura,
splende lieta tutta la natura.
L’erbetta e i fiori il bel sol profuma,
la bella lumiera ogni dolor consuma.
Al sole, o giovani, io vi paragono,
della novella fede voi avete il dono,
in voi c’è la luce, la forza ed il valore,
potete voi mutare l’odio in amore.
Siate, o giovani, alteri e pien d’onore,
non strisciate mai ai piedi del potente.
Una lampada si accende nel mio cuore,
se io drizzo a voi la mia mente.
Voi siete, o giovani, colonne viventi,
voi siete del mondo motori potenti,
voi sarete i futuri talenti,
voi sarete i pacier delle genti.
Voi siete, o giovani, la grazia di Dio,
su cui ha fede il mio credente Io.
L’amore per la famiglia è una gran bella cosa ! E’ quello stato d’animo che ci tranquillizza, che ci fa sentire amati e coccolati e, noi uomini, che siamo il primo baluardo preposto alla sua difesa, amiamo tanto essere avvolti dal calore che esso ci regala. Io sono fortunato, tra l’altro, perché ho una famiglia eccezionale, una moglie gran lavoratrice e anche se al mio arrivo non mi da il solito bacio del rientro, so che lo fa perché avrà lavorato tanto in mia assenza e ancora dovrà farlo per qualche ora. In compenso ho due figli meravigliosi che si danno da fare a scuola e non mi danno pensieri di alcun genere .E’ vero, potrebbero prendermi la borsa dalla mano quando rientro, ma non lo fanno perché ancora sono “intontiti” dallo studio e dalla quotidiana lotta ingaggiata col computer dalle prime ore del mattino. Ho anche una suocera amorevole…con sua figlia e mi astengo da ulteriori commenti ! Ah, dimenticavo, ho anche un gatto che non viene a farmi le fusa ai polpacci, preferisce continuare a dilaniare la mia amata poltrona, incoraggiato dai miei familiari ! In compenso, però, ho le mie beneamate pantofole e la mia adorata poltrona antigatto che sono il mio rifugio dopo una giornata di lavoro. E poi la cena, serena, senza battibecchi…se stiamo tutti in silenzio ! Anche stasera sarà così, penso affrontando l’ultima rampa di scale, si perché l’ascensore è guasto, mannaggia a lui ! Apro la porta di casa è…in un silenzio d’oltretomba, arriva a passo veloce mia moglie, a cui fanno corolla i miei figli. Mia moglie mi bacia e mi da il benvenuto, i miei figli mi tolgono la borsa dalle mani e la portano nel mio studio. Mia suocera, appoggiata al battente del soggiorno, accenna un qualcosa che potrebbe essere un sorriso…dall’oltretomba ed anche il gatto, stasera si struscia alle mie gambe. Sono preoccupato. Non mi sembra un’atmosfera normale. Addirittura mi dicono che la cena è pronta e non posso passare nemmeno un secondo dall’amata poltrona per rilassarmi un po’. Faccio cenno alla padrona di casa sulla stranezza della situazione e Ovviamente mi vien fatto segno di tacere e di andare a sedermi a tavola. Ovviamente non reagisco, non ce n’è ancora motivo. Ovviamente, il padrone di casa, che sarei io non deve chiedere…mai ! Quello che mi stupisce, mentre mia moglie fa le porzioni, è l’attenzione che tutta la famiglia ha verso di me, pensate mi versano perfino il vino nel bicchiere ! Mi preparo al peggio ! Mi schiarisco la voce per dare vita ad una discussione, ma vengo messo subito a tacere. Ecco, penso, siamo al “redde rationem”! L’amore della mia vita, con molta nonchalanche, mi informa :
· Caro, dopo cena, faremo la prova costume.
· Come ? Cosa facciamo ? – dissi inebetito guardandola negli occhi, smarrito -
· Facciamo quella prova che si fa per vedere se il costume dello scorso anno ancora è buono.
· Ma io non l’ho mai fatta…perché dovrei, d’altra parte, sono sempre lo stesso, non sono ne ingrassato né dimagrito.
· Ah, si ? E quella panza che ti porti appresso da dove spunta ?
Mi guardo e la vedo. Terrore ! Cerco goffamente di tirarla indietro, inspirando, ma quel demonio di mia suocera si avvicina e mi conficca un artiglio proprio li, provocando un’espirazione tremenda che manda metà della minestrina sulla tovaglia ! Al che mia moglie prende la palla al balzo e mi chiede di andare in camera a misurare il costume.
· Ma come - obietto- devo ancora cenare.
· E cosa vuoi cenare di più ? Metà minestra l’hai buttata sulla tovaglia e di secondo…non ho fatto niente, immaginavo che saresti dovuto dimagrire !
· Ma come, io non ho buttato niente è stata tua ma…
· Mammina non sarebbe capace di tanto, ma, si sa, quando bisogna trattare male qualcuno tu pensi subito a lei, la mia dolce mammina che non farebbe male ad una mosca.
E giù la prima lacrimuccia che se l’avesse vista Bobby solo, non l’avrebbe più cantata quella bella canzone ! Mestamente, andai in camera ad adempiere al mio dovere. Avevo appena smesso i pantaloni che la porta si apre spalancandosi e madre e figlia fanno il loro ingresso.
· Hai fatto, caro ?
· Chiudi la porta e caccia tua madre, meglio ancora, apri la finestra e falla uscire di la ! Sono ancora in mutande.
· E che sarà mai. Mica mia madre ti guarda e anche se lo facesse….
· …non potrei più rispettare i doveri coniugali ! Via ,via.
· Ecco vedi che pancione ! Non ti può stare. Ah ma domani a dieta.
Rientriamo in cucina e mi trovo a raccogliere le briciole sul tavolo. Avevo fame. Ma nuvole minacciose si addensavano all’orizzonte e la pioggia cadeva solo su di me. Il colmo lo raggiungo quando la mia dolce metà, con tutto il candore di cui è detentrice, mi dice :
· Caro, a proposito, quest’anno dove ci porti, al mare o in montagna ?
· Caro, dopo cena, faremo la prova costume.
· Come ? Cosa facciamo ? – dissi inebetito guardandola negli occhi, smarrito -
· Facciamo quella prova che si fa per vedere se il costume dello scorso anno ancora è buono.
· Ma io non l’ho mai fatta…perché dovrei, d’altra parte, sono sempre lo stesso, non sono ne ingrassato né dimagrito.
· Ah, si ? E quella panza che ti porti appresso da dove spunta ?
Mi guardo e la vedo. Terrore ! Cerco goffamente di tirarla indietro, inspirando, ma quel demonio di mia suocera si avvicina e mi conficca un artiglio proprio li, provocando un’espirazione tremenda che manda metà della minestrina sulla tovaglia ! Al che mia moglie prende la palla al balzo e mi chiede di andare in camera a misurare il costume.
· Ma come - obietto- devo ancora cenare.
· E cosa vuoi cenare di più ? Metà minestra l’hai buttata sulla tovaglia e di secondo…non ho fatto niente, immaginavo che saresti dovuto dimagrire !
· Ma come, io non ho buttato niente è stata tua ma…
· Mammina non sarebbe capace di tanto, ma, si sa, quando bisogna trattare male qualcuno tu pensi subito a lei, la mia dolce mammina che non farebbe male ad una mosca.
E giù la prima lacrimuccia che se l’avesse vista Bobby solo, non l’avrebbe più cantata quella bella canzone ! Mestamente, andai in camera ad adempiere al mio dovere. Avevo appena smesso i pantaloni che la porta si apre spalancandosi e madre e figlia fanno il loro ingresso.
· Hai fatto, caro ?
· Chiudi la porta e caccia tua madre, meglio ancora, apri la finestra e falla uscire di la ! Sono ancora in mutande.
· E che sarà mai. Mica mia madre ti guarda e anche se lo facesse….
· …non potrei più rispettare i doveri coniugali ! Via ,via.
· Ecco vedi che pancione ! Non ti può stare. Ah ma domani a dieta.
Rientriamo in cucina e mi trovo a raccogliere le briciole sul tavolo. Avevo fame. Ma nuvole minacciose si addensavano all’orizzonte e la pioggia cadeva solo su di me. Il colmo lo raggiungo quando la mia dolce metà, con tutto il candore di cui è detentrice, mi dice :
· Caro, a proposito, quest’anno dove ci porti, al mare o in montagna ?
Scritta con Silvana Montarello e dedicata a tutte le mamme
Buon giorno
all'alba che bussa
Buon giorno
all'alba che bussa
dietro le tende e alita un vento
leggero di baci
cosa sarebbe una casa
senza una mamma
che rallegra e profuma ogni cosa?
Anche la pioggia e le nuvole
non sarebbero
zucchero vanigliato
zucchero vanigliato
se non ci fosse lei
meraviglia
di tutto il creato!
di tutto il creato!
Mamma è l'infinito
oltre il cielo
è l'immenso
è l'immenso
un raggio di sole
tra i rami
protesi nel cielo
protesi nel cielo
una rondinella che fa davanzale
Mamma è una briciola di anima e pane
di ogni angolo e di ogni cuore
è lei l'unico
grande amore.


Ti vedo
ma non riesco a toccarti.
Sei lontana...
Migliaia di kilometri.
Vedo i tuoi occhi,
il tuo sorriso unico.
Hai bussato alla porta
del mio cuore
ma era chiusa.
Son voluta stare da sola
in quest'isola deserta
senza fine ne inizio.
Vedo allontanarsi
la tua ombra.
Vorrei prenderti per mano
ma non riesco
ad afferrarti.
E ti allontani
sempre più...
Un sogno fatto stanotte per una ricorrenza triste ma anche di ricordi belli del passato, auguri Mamma ovunque tu sia, mi manchi da morire.
ma non riesco a toccarti.
Sei lontana...
Migliaia di kilometri.
Vedo i tuoi occhi,
il tuo sorriso unico.
Hai bussato alla porta
del mio cuore
ma era chiusa.
Son voluta stare da sola
in quest'isola deserta
senza fine ne inizio.
Vedo allontanarsi
la tua ombra.
Vorrei prenderti per mano
ma non riesco
ad afferrarti.
E ti allontani
sempre più...
Un sogno fatto stanotte per una ricorrenza triste ma anche di ricordi belli del passato, auguri Mamma ovunque tu sia, mi manchi da morire.
Ecco, arriva la stagione
in cui ogni fiore
si prepara e freme sullo stelo.
Orgoglioso espande il suo profumo!
La rosa, imperversa e prepara
romantiche serate a suon di tango.
Io, le passo accanto,
non oso guardarla né odorarla
e stringo forte i miei occhi
per cercar di non pensare.
Non so una rosa cosa sia!
Oh, dolce sera,
che dirai di me, della mia anima,
che dirai del mio sprecato cuore,
del mio rosso desiderio
…di un tango mai ballato!
Che dirai, dei miei silenzi,
delle torri del mio dolore,
delle notti inquiete e spietate,
sorde al mio richiamo…
…Perché, dolce stagione,
donna amabile e gioiosa,
mi fai sentire il tepore
della terra e poi non mi regali i fiori?
Dove sono i respiri,
i sussurri divini
che non uccidono i sogni,
che non usano veli,
che non condannano desideri puri e folli?
Dove le accorate sillabe?
Dimmi, dolce sera…
…Dove sono?

in cui ogni fiore
si prepara e freme sullo stelo.
Orgoglioso espande il suo profumo!
La rosa, imperversa e prepara
romantiche serate a suon di tango.
Io, le passo accanto,
non oso guardarla né odorarla
e stringo forte i miei occhi
per cercar di non pensare.
Non so una rosa cosa sia!
Oh, dolce sera,
che dirai di me, della mia anima,
che dirai del mio sprecato cuore,
del mio rosso desiderio
…di un tango mai ballato!
Che dirai, dei miei silenzi,
delle torri del mio dolore,
delle notti inquiete e spietate,
sorde al mio richiamo…
…Perché, dolce stagione,
donna amabile e gioiosa,
mi fai sentire il tepore
della terra e poi non mi regali i fiori?
Dove sono i respiri,
i sussurri divini
che non uccidono i sogni,
che non usano veli,
che non condannano desideri puri e folli?
Dove le accorate sillabe?
Dimmi, dolce sera…
…Dove sono?

Eccomi qui, non vedo l'ora,
il grande giorno finalmente è arrivato
non sto più nella pelle, lo giuro,
eppure per molti è un Peccato.
Un piccolo salto con la corda sto per fare,
durerà poco
ma il desiderio brucia nel mio ventre
come il fuoco.
La scala che mi porta su è abbastanza alta,
dovrebbe bastare
i miei piedi non devono toccare terra
è vietato fallire.
Sarà stato un bene fissare la corda al soffitto,
penso, alzando la testa
quando in questa casa, anni fa,
c'era aria di festa.
Assieme a mia moglie e mio figlio
era solito gli eventi celebrare
tutto questo purtroppo è finito
non posso piangere,
perché devo saltare.
Le foto vostre ho girato amata mia,
non preoccuparti
ti sei spenta troppo presto
non trovo il coraggio di guardarti.
Sono in alto adesso,
non c'è motivo per cui non lo debba fare
mi avvolgo il cappio al collo
e sono pronto a saltare.
Mi guardo intorno, nessuno sentirà,
ne sono convinto
troppa sofferenza ho passato,
questo è il mio intento.
Amata mia, sei contenta?
non vedo l'ora di vederti
sto saltando, non sentirò niente,
vengo ad abbracciarti.
Le mie gambe danzano energicamente,
la scala è caduta verso le vostre foto
sto penzolando come una bestia agonizzante,
sono sospeso nel vuoto.
Mi accorgo che non è affatto bello,
l'odiata vita sta scappando
cosa posso fare per riuscire a riprenderla,
se ne sta andando!
E' atroce, non voglio morire
con le braccia mi devo sollevare
non ci riesco, la mia forza è venuta meno,
in un'altra cosa posso sperare.
Allungo le gambe e i piedi con fatica,
per raggiungere il suolo
ma i calcoli li avevo fatti bene,
la corda era corta
per quest'ultimo volo.
Riesco a malapena a pensare,
il mio rimorso ora è come un veleno
ho pochi secondi per ragionare,
patisco e come un toro mi dimeno.
Oddio, oddio, che cosa ho fatto,
mi sono sbagliato
voglio tornare indietro, mi manca il respiro,
sono spacciato.
Questo non è tutto.
La scala, cadendo,
ha colpito la foto di mio figlio,
che ha preso a guardarmi
il ritratto è recente, lui è sorridente,
con parole dolci
sembra che voglia parlarmi.
Eccomi qui, adesso tocca a me
hai poco tempo e qualche parola ti dirò...
scommetto che soffri, vigliacco schifoso,
ancora un attimo e i tuoi lamenti più non sentirò.
Hai avuto un bel fegato a lanciarti,
non c'è che dire
nel baratro sei precipitato in picchiata,
non ti resta che sparire.
In questi ultimi anni mi hai abbandonato,
ingrassando a dismisura
dovevi starmi vicino
vivo isolato e sono pieno di paura.
La vecchia signora in nero è dietro di te
cosa aspetti ad accontentarla
nell'oscurità scruto il suo malefico ghigno,
sa che devi seguirla.
Non immagini minimamente la rabbia che provo,
osservandoti dondolare
gli occhi tuoi si stanno chiudendo,
ma non potrai più sognare.
Spero che la mamma non ti perdoni
per questo gesto poco paterno
Non hai fatto un bell'affare,
lei è in paradiso, tu andrai all'inferno.
Figlio Mio, ti prego,
non mi sgridare
hai ragione, lo so,
ma indietro non posso tornare.
Ti voglio bene ragazzo,
dammi conforto
magari, chissà, la forza mi viene
e qualcosa mi invento.
Sbrigati, l'asfissia è quasi ultimata
chiudo gli occhi, non penso più a niente
i miei muscoli si rilassano,
non mi punire Dio mio, sii clemente.
Papà, papà, ero accecato dalla rabbia,
non mi devi lasciare
Ci sono qui io, ho bisogno di te,
sicuramente la mamma ti farebbe restare.
Ho solamente vent'anni,
mi serve un maestro da poter ammirare
nulla è perduto,
i bei momenti persi si possono recuperare.
Padre mio, ti prego, sforzati,
fai il possibile per poterti salvare
Non hai pensato a tutto,
io adesso ti dico che
hai tralasciato un piccolo particolare.
Il gancio al soffitto non l'hai fissato bene,
la corda si sta per staccare
è la tua ultima speranza papà, forza,
col tuo corpo devi oscillare!
Le parole sono come l'acqua,
ti possono uccidere o rigenerare
secondo voi che effetto hanno avuto su di me,
provate a indovinare.
Ve lo dico io, ho seguito il consiglio di mio figlio,
una corrente nascosta sta sorgendo
un'energia si fa strada nelle gambe
come un pendolo sto oscillando.
La forza a me è tornata, potevo rimediare prima,
quando non ero appeso
per anni c' ho provato, ma adesso, in punto di morte
voglio lottare, sono sorpreso.
Non merito niente, amata mia,
tu hai lottato per stare in vita, mi ricordo
io volevo ammazzarmi,
ma il nostro bambino ha bisogno di me,
l'ho capito in ritardo.
Ti prego, ti prego Dio Mio, ce l'ho quasi fatta,
vado avanti e indietro per salvarmi
aiutami tu, non farmi morire, devo cadere,
c'è qualcuno pronto ad aspettarmi.
Mai come adesso capisco
come è bello respirare,
un dono prezioso che volevo sprecare!
tutto per un male creato dall'uomo
un disturbo che con la volontà di ferro
si può superare.
Sento un rumore strano, mentre lotto,
credo che il gancio si stia staccando
Provo a capire
non ho neanche il tempo di realizzare
perché sto cadendo.
Sono a terra, sul pavimento,
con la faccia vicino al tuo viso gioviale, figliolo
non ci crederai, la forza ha pervaso le mia braccia
mi tolgo il cappio dell'ultimo volo!
Sto respirando, sto respirando, sto respirando,
di lacrime mi comincio a irradiare...
arrivo figlio mio, mio angelo, mio salvatore,
la vita è stupenda. Voglio ricominciare!










