I colori non piangono
ma li puoi vedere in una goccia di rugiada.
Sfioriamo con le dita i fiorellini
di un quadro appena dipinto.
I colori possono essere una leggera sfumatura
o vivacità.
I colori possono essere tenui
o uno spruzzo di vernice.
I colori sono sempre con te.
I colori non finiranno mai.
Ricordali in una giornata uggiosa
e di mestizia
e metti un nastro variopinto tra i tuoi capelli.
Regala matite colorate ad un bimbo
e lui ti colorerà la sua gioia
e te la darà in dono.
E ricorda anche un cieco sa vedere a colori
quando sogna …
ma li puoi vedere in una goccia di rugiada.
Sfioriamo con le dita i fiorellini
di un quadro appena dipinto.
I colori possono essere una leggera sfumatura
o vivacità.
I colori possono essere tenui
o uno spruzzo di vernice.
I colori sono sempre con te.
I colori non finiranno mai.
Ricordali in una giornata uggiosa
e di mestizia
e metti un nastro variopinto tra i tuoi capelli.
Regala matite colorate ad un bimbo
e lui ti colorerà la sua gioia
e te la darà in dono.
E ricorda anche un cieco sa vedere a colori
quando sogna …
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“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.”
(Paulo Coelho)
Non penso
che sia disfatta
la mia diserzione:
è quasi amarezza,
è solo stanchezza,
è il piano inaridito
su cui vo mesto
e sfiduciato
(da troppo
tempo)
senza
aver
più
nulla
per cui
lottare.
E anche se
non sono nessuno
se non l’altro pargolo
della génération perdue,
quello illegittimo,
il non voluto:
io
non
mi sento
ugualmente
meno solo
di voi.
"Fui, e sono tuttora, soddisfattissima di questo ritratto. Per me, sono io: ed è la sola immagine di me che sia me."
(Getrude Stein)
Lontano alle porte del desiderio
la mia lingua ha la tua solitudine
divorata da morsi senza senso
scacco matto nascosto nell’anima
rigirando giorni all’intuito senza testa
come chi fugge dall’incanto
con ricordi rapiti come farfalle ai lacci.
Stordisce la fame, ha occhi di febbre
il sogno vissuto nella devozione
lascia fiorire la lettera ai piedi del bacio
lascia che chi legga il cuore espiato
abbia corpo a nostalgica coperta di pace.
Stanca mente dilegua l’apatia al tonfo
sorregge il risvolto al collidere stravolto
raschia il fondo nel bisogno d’essere
anela l’infinito nella speranza dell’incontro
nell’illusione che non abbia più luce il sogno
se non annega nell’amore alla risacca
per dare senso al senso di noi senza senso
nel timore frantumato di mille falsi sospesi
dogma ad immagine sanguinanti e arresi.
Tutto deforme: àncora di fede la pena stabilita
l’amore svetta pensiero oltre la morte.
Illumina il risorto d’un ardore infinito
il pianto acceca il lampo allevato al tuono
naviga intensità il vivere l’errore,
noi, caso al tramonto eterno di destino.
la mia lingua ha la tua solitudine
divorata da morsi senza senso
scacco matto nascosto nell’anima
rigirando giorni all’intuito senza testa
come chi fugge dall’incanto
con ricordi rapiti come farfalle ai lacci.
Stordisce la fame, ha occhi di febbre
il sogno vissuto nella devozione
lascia fiorire la lettera ai piedi del bacio
lascia che chi legga il cuore espiato
abbia corpo a nostalgica coperta di pace.
Stanca mente dilegua l’apatia al tonfo
sorregge il risvolto al collidere stravolto
raschia il fondo nel bisogno d’essere
anela l’infinito nella speranza dell’incontro
nell’illusione che non abbia più luce il sogno
se non annega nell’amore alla risacca
per dare senso al senso di noi senza senso
nel timore frantumato di mille falsi sospesi
dogma ad immagine sanguinanti e arresi.
Tutto deforme: àncora di fede la pena stabilita
l’amore svetta pensiero oltre la morte.
Illumina il risorto d’un ardore infinito
il pianto acceca il lampo allevato al tuono
naviga intensità il vivere l’errore,
noi, caso al tramonto eterno di destino.
E poi è dentro l'amore
che piove l'azzurro del cielo
quell'istante
scrive più delle parole.
Diafane trasparenze
che sui prati umidi e sui vetri
librano intarsi d'anima e di luci.
Sono carezze!
Lascia che io mi riempia le mie mani
di quella freschezza
è un profumo di te.
E ti bevo a piccoli sorsi
come un fiore assaporo
ogni singola goccia che cade.
Echi sordi
nella nostra stagione i lampi
quando mi baci.

Attimi
gocce di pianto svelate
da un battito di ciglia
Attimi
di vita sospesa a guarire
i fiori malati
del mio cielo bambino
Gli attimi
sono il nome di mia madre defunta
sono spade di ghiaccio
che un tuo sorriso
potrebbe sgelare
Gli attimi
sono schegge impazzite
desiderio di sesso e d'amore
dolci labbra ardenti
intensi brividi
e luci di barche sul mare
Gli attimi
sono vene pulsanti
la tua immagine virtuale
a travolgere silenzi
la voglia e l'illusione
di non essere soli
Gli attimi..sono la mia follia.
gocce di pianto svelate
da un battito di ciglia
Attimi
di vita sospesa a guarire
i fiori malati
del mio cielo bambino
Gli attimi
sono il nome di mia madre defunta
sono spade di ghiaccio
che un tuo sorriso
potrebbe sgelare
Gli attimi
sono schegge impazzite
desiderio di sesso e d'amore
dolci labbra ardenti
intensi brividi
e luci di barche sul mare
Gli attimi
sono vene pulsanti
la tua immagine virtuale
a travolgere silenzi
la voglia e l'illusione
di non essere soli
Gli attimi..sono la mia follia.
Il senso del nulla
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
Presi l'ennesimo antidolorifico
nella speranza che la strada di notte
mi rendesse l'arcobaleno
I tuoi passi bollenti a bassa frequenza
restavano alla penombra dei lampioni
e tu eri tutto ciò che volevo
Una sagoma nera e inquietante
Da anni aspettavo la sentenza
la decapitazione improvvisa
Veloce e dolorosa
Fatta di occhi e di odio
Eri tornata per vendicarti
e il mio impermeabile da pervertito
non aveva più né organi né anima
ma soltanto un corpo chino
Mi fermai. Le braccia spalancate,
gli occhi chiusi nel loro vanitoso buio
e mi sniffai la mente.
Ti aspettavo per eseguire la sentenza,
ma mi avevi già condannato a vivere.
nella speranza che la strada di notte
mi rendesse l'arcobaleno
I tuoi passi bollenti a bassa frequenza
restavano alla penombra dei lampioni
e tu eri tutto ciò che volevo
Una sagoma nera e inquietante
Da anni aspettavo la sentenza
la decapitazione improvvisa
Veloce e dolorosa
Fatta di occhi e di odio
Eri tornata per vendicarti
e il mio impermeabile da pervertito
non aveva più né organi né anima
ma soltanto un corpo chino
Mi fermai. Le braccia spalancate,
gli occhi chiusi nel loro vanitoso buio
e mi sniffai la mente.
Ti aspettavo per eseguire la sentenza,
ma mi avevi già condannato a vivere.
Penso…
l’essenza di lui che non fù mai,
il dannato esercizio del mio cuore,
il mio monologo, il mio vaneggiare.
Io, intollerabile…senza tregua!
Io che sono…
… dove?
Altrove. Qui.
In uno spazio senza ascolto,
dove… incomprensibile è la mia necessità,
dove non ci sei,
e io… ti amo!


Non mentono mai
Lo sanno se sei nei guai
Gli occhi
Di pianto arrossati
Di gioia illuminati
Ti seguono se ti volti
Stregati, sedotti
Gli occhi
Guardali i miei ed i tuoi
Raccontano di noi
Disillusi, arrabbiati
Da questo universo annoiati
Non tradiscono lo sai...
Ridono dei sì, piangono dei mai
Gli occhi
Più sinceri delle parole
Guardano in basso o cercano il sole
Disperati quando li incontri
se non capisci, se non ascolti
Gli occhi
Osservali per un po' i miei
stanno parlando di vorrei
che tu non cogli e vanno a fondo
come l'anima mia, come questo mondo.
Lo sanno se sei nei guai
Gli occhi
Di pianto arrossati
Di gioia illuminati
Ti seguono se ti volti
Stregati, sedotti
Gli occhi
Guardali i miei ed i tuoi
Raccontano di noi
Disillusi, arrabbiati
Da questo universo annoiati
Non tradiscono lo sai...
Ridono dei sì, piangono dei mai
Gli occhi
Più sinceri delle parole
Guardano in basso o cercano il sole
Disperati quando li incontri
se non capisci, se non ascolti
Gli occhi
Osservali per un po' i miei
stanno parlando di vorrei
che tu non cogli e vanno a fondo
come l'anima mia, come questo mondo.
Nessun altro sa che in realtà sono i tuoi soltanto occhi azzurri
con al centro un pianeta abitato d'oscure
orecchie d'elefante dal bordo corroso,
lungo il quale ciò che scrivo si sgretola dalle rupi
come inventato da una cometa insicura.
Nessun altro sa che nella sensibilità
non c'è sereno; vanno gli archi astratti
non c'è sereno; vanno gli archi astratti
d'incantesimo, e il metallo è di un piccolo ragno trasparente
che scende astronavato
da una foglia puntuta - di calla o non di calla -
ed ingiallita al suo destino.
Arcuate linee...
che smussano, addolciscono e leniscono
che smussano, addolciscono e leniscono
il febbrile tocco fresco del graffiante intonaco
e del sinuoso gelido marmo sul palmo della mia mano.
In quell'arte di stucchi,
che racchiudono lo scorrere di silenzi, istanti e pensieri di chi ha plasmato...
e mi trapassa or ora dalle sfumature antiche.
Mi inginocchio in una Luce fiocca,
che insiste sulla superficie lucida del banco sfiorando le ciglia,
nell'orare tacito dell'anima
che s'inchina alla preghiera...
che s'inchina alla preghiera...
un disegno di parole che scorrono
e un vocio sommesso che alberga tra labbra disgiunte.
Il rintocco si fa più distante,
fino a svanire dietro le immagini vetrificate,
fino a non scorgere più quell'ombra seduta accanto a me.
Putti che spiegano le ali nel consolare quella Croce mai finita.
Come quel ricordo,
che ancora mi pugnala la schiena e frantuma il cuore..
Puro i poeti hanno li dolori,
nun è che ‘a vita sia sol rosa e fiori.
Sono momenti di tragica tristezza
che er core infrange e a mente nun apprezza.
Ero ‘n bimbetto scaltro e malandrino,
tu m’affiancasti molto da vicino,
nacque dal nulla e diventò amore,
mi trattenesti in fondo al tuo cuore.
Molti anni dopo quanno ce trovammo
‘ e stesse sensazioni riprovammo,
io dar bisogno ero a te condotto,
tu m’accogliesti come un cucciolotto.
Marito, figli e pur l’abitazione
furono subito a mia disposizione
co n’unico motivo conduttore :
nun famme mai mancà affetto e amore.
Cosa te posso dì, si poi ascortare,
nun te potrò mai più dimenticare ?
E’ poco e la gola s’è inceppata,
te dico solamente sei LA MIA TATA.
nun è che ‘a vita sia sol rosa e fiori.
Sono momenti di tragica tristezza
che er core infrange e a mente nun apprezza.
Ero ‘n bimbetto scaltro e malandrino,
tu m’affiancasti molto da vicino,
nacque dal nulla e diventò amore,
mi trattenesti in fondo al tuo cuore.
Molti anni dopo quanno ce trovammo
‘ e stesse sensazioni riprovammo,
io dar bisogno ero a te condotto,
tu m’accogliesti come un cucciolotto.
Marito, figli e pur l’abitazione
furono subito a mia disposizione
co n’unico motivo conduttore :
nun famme mai mancà affetto e amore.
Cosa te posso dì, si poi ascortare,
nun te potrò mai più dimenticare ?
E’ poco e la gola s’è inceppata,
te dico solamente sei LA MIA TATA.
Nascosto tra due rami
il canto flautato di un merlo rompe
il silenzio del campanile.
il silenzio del campanile.
Sotto ad un cielo cinireo
nessun ombra mi accoglie e si pone in mezzo
a tanti secoli di storia.
nessun ombra mi accoglie e si pone in mezzo
a tanti secoli di storia.
Passi lenti i miei
tra decori antichi
ingoiati da occhi e da pensieri.
Sono istanti, anime
frammenti vissuti e sorretti
da mani congiunti in preghiera
da mani congiunti in preghiera
mentre catturo affreschi forgiati
mescolati da ori e colori .
Forse...
Forse, potrei incantarmi
ammirandone l'arte
ma è una tentazione
carezzare lo sguardo di ogni figura
sciogliermi in una lacrima
tra le navate, gli altari, le colonne ,
fino a sostare li accanto alla Croce
plasmarmi di quegli occhi velati
appassiti e infilati nel petto.
Poso cosi la mia mano
in sacramento.
Un gesto semplice
del corpo e della mente
che riempie e fa nuda l'anima mia.

14 Maggio 2016 "Duomo Di Monza"














