(Riflessione di mia moglie sulle mie opere)



Me piace dialogare con mi moje,

quanno ner poetar, ‘n esempio coje.

Quanno ho bisogno d’un interlocutore,

che dica come pensa il suo autore.

Spesso ce la metto pe fa ride,

anche perché la cosa nun po stride.

Lei legge, abbozza e nun dice gnente,

segnale de pericolo imminente.

La notte poi nun è affatto strano,

trovammece a dormire sur divano !

“Ninè, co me nun provà a fare er furbo,

ce lu so che i sogni tuoi ormai non turbo.

Ma nun concedo de famme passà,

pa stupida che stai a immaginà.

Che nun lo sono, ma lo sono stata

tant’anni fa, quanno m’ hai sposata.”

“Fermete amò, ma cosa hai capito ?

Io nun avrei mai mosso un dito

pe criticà l’intelligenza rara

da tu persona che tanto mi è cara !

E’ che ho bisogno de na provocazione

pe fa capì ‘na certa situazione.”

“Ma proprio scema me dovevi fare ?

Nun c’era n’artro modo pe spiegare ?

Faccio a scema già da morto tempo

quanno a li guai tui nun trovi scampo,

’na moje c’ha ben artro che da fare,

che tue scemenze stare a riparare.

Che se volemo dirla proprio tutta,

sei arivato ‘nfine alla frutta.

La tu poesia ‘n se po’ proprio vedè,

smetti de scrive e nun pensare a me !
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Profilo Autore: Bronson  

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Ti sognavo

Splendido universo

E scivolavo

Nell'abisso perso

Nella speranza di afferrare

Il treno in corsa per ricominciare

E invece adesso

Le mani non sudano più

Sotto cieli neri pensando a te

Consumo le mie notti di uno spento blu

in bicchieri a fiumi pieni di perchè

Questo momento

Di rassegnazione

E' uno sgomento

Senza soluzione .

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Profilo Autore: simone corrieri  

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Mi tenesti la mano
quel dì che amore eterno
giurammo con un semplice “si”
volteggiai nel vento della gioia
farfalla dalle ali profumate di te
Mi tenesti la mano
donando vita alla vita
dei figli nati
dal nostro amarci
l'universo si dischiuse a noi
nei segreti più intimi


Mi tenesti la mano
nei turbamenti che come nebbia
calavano in me
asciugavi le lacrime
con le tue labbra di seta
Mi tenesti la mano
passeggiando lungo il mare
il vento giocava con noi
mentre il cielo si vestiva di stelle,
la notte ci avvolgeva tiepida


Mi tenesti la mano
mille e mille volte
ti dicevo “non lasciarla mai”

Ti ho tenuto la mano
mille e mille volte
sorridevi con gli occhi
dicendomi “non lasciarla mai”




Ora le nostre mani
più non si stringono
ho dovuto lasciarti andare
ma i nostri cuori ho legato
con un filo sottile
Sottile ma più forte della morte
e quando il cielo si veste di stelle
e nel regno della notte scivolo
sento la tua mano nella mia
le labbra tue sul viso
…. e non piango più ...
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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L’ibiscus screzia il tramonto

come scheggia di perla sanguigna del pittore la tela

ed il cielo nel bicchiere si specchia

come mascara di goccia di mora dispersa

fra confetti nuvolosi d’un parto di marea.


Un sorso di luna mi si confessa bella,

lo sguardo di un mandorlo diamantato ricama,

ed il cielo nel bicchiere si specchia

mescendo il mio cocktail profumato d’amarena

a luccicar come arrossita stella

sulle mie gote di seta carezzate dalla sera.


I brividi del mio cuor

son virgole che sembran lancette d’orologio

ed il cielo nel bicchiere si specchia

ed il dolce volo d’un gabbiano mi incanta,

argenta le onde come di mercurio la paglia,

elegante bacio di violino nell’aria disegnato.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Figlio del tempo


é silenzio profondo

d’infinita foresta

assopita d’eterno

spezzato d’incanto

da voce possente

di lingue di fuoco

che cantano al sole

della nuova primavera.

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Profilo Autore: Pseydein  

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Mi piace stonare

anche se dicono che stonare

è perché non sai cantare.

E trovo tempo a chiudere gli occhi

immaginando che le nuvole

spariscono per sempre dal cielo

ed i colori del mondo

si mischiano dentro un bicchiere

Mi piace parlare

anche al contrario

perché chi l’ha detto

che bisogna seguire le regole

anche i preti ogni tanto

si dimenticano di Dio

allora cosa importa

se mi butto a capofitto

dentro un mondo senza cielo.

Mi piace stonare

anche se non è bello stonare

e lo faccio per me

perché sto meglio

e diventa d’estate l’inverno

senza nevrosi e malattie

mi piace così veramente

per sempre…

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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 Ed è sera ,porto a passeggio la mia anima

Sul lungo mare a dargli refrigerio ,

Ascolto il fruscio del vento

Che teneramente m'accarezza

Mi fa sentire, il profumo di lei .

Sento l'odore della terra

Che si sazia del tuo seme ,

Penetra nelle narici e arriva dritto al cuore

Nelle vene si muta, lasciandomi estasiato .

Sono brividi di vita ,di anime in vacanza

Ed io l’afferro per unirle ,

Le voglio imprigionare nel mio cuore

Dando loro , il cibo dell’amore .

Oh se potessi unirle tutte

Farne spiaggia sul lungo mare ,

Raccontarci le belle poesie

Fino a tarda notte, ballare con la luna .

M'avvolge l’atmosfera

La notte è presente nell'aria,

I respiri dei sogni s'abbracciano nel buio

Ascoltando i pensieri , che timidi si saziano d’oblio .

Tu, da lontano ascolti il giorno.

Lasci a me impronte vuote ,

Mi lasci la tenera conchiglia naufragata

I lamenti delle onde e i gelosi sguardi .

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Zigomi rossi
e amanti 
nel campo
delle lucciole.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Sono schiavo del sangue 
Dell'aria 
Dell'acqua
E di questo spazio limitato

Non posso 
Esser schiavo anche dell'arte

La grande bestia bionda
mi baciò
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Profilo Autore: Chiara  

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Nascondere vorrei alcuni ricordi

Obliare sensazioni ed emozioni

Sentire solo un riverbero leggero

Tremolio di lucenti cose antiche

Amarli vorrei senza la sofferenza del cuore

Leggeri come nube o carezza di vento

Grata però alla memoria di averli conservati

Immagini preziose e carezze di sorrisi

Arrivano quando la dolcezza del cuore si espande
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Profilo Autore: nicoletta  

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 M’inchinai

con la discrezione
da bon ton dovuto,
deferente le pigliai la mano
lentamente la portai alla bocca,
la sfiorai soltanto
come da galateo non baciai,
semplicemente rasentai il guanto;
ma non comprese nulla,
la nobile fanciulla si ritrasse,
arrossì, mi guardò stupita e disse:
“Perché, cos’è?”
“Un gesto di galanteria,
di cortesia un segno doveroso”
“Non lo sapevo!”, e come sbigottita
voltò le spalle e insospettita
rintracciò lo sposo.
Colpa del progresso
o il galateo ha detto balle?
Pensai e ci ripenso adesso.
 

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Sonnambula si regge sul ciglio la vertigine
ripiegata in due sulle vacuità respiranti dell’anima
fino a sfiorarne la mite gaiezza accostatasi magia
fino a palparne il soffio trattenuto elevazione
E’ un sentire l’infinito seme nel granello di sabbia
trattenuto sulla sospensione espansa a cosmo
dove l’io lieve fluttua abbandonato il corpo
nell’ancestrale appartenenza al pensiero di dio.
Trasparenze d’una voce infranta commuovono la resa
l’occhio dal giardino fiorito di malinconie
Salva la verginità dell’acqua che lava la vita
purifica l’inquietudine risacca che risale
sino a tramutarsi in una colomba dalle ali di luce
sulle quali addormentarsi in un sonno ristoratore
sognando la fine e l’inizio in dolce comunione.



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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Vaglio scrittori,
penso agire occulto.
Dogma dell’alma?


Nel suo cuor… il gentile.
Ne la mente… il sapiente.






*****
Poesia (Metrica del tanka (1/4/6) scaturita dalla lettura di un pensiero del celebre José de Sousa Saramago, scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese del 1900, a cui gli è stato assegnato nel 1998 il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente osservazione: “che con parabole sostenute da immaginazione, compassione e ironia ci permette ancora una volta di afferrare una realtà illusoria”:



“Noi scrittori e artisti lavoriamo nelle tenebre, e come ciechi soppesiamo l'oscurità” .
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Te cerco e nun te trovo mai,

vorrei sapè indove te ne stai,

si voi sfuggì alla mi persona

ogni occasione è sempre quella bona.

Ma io te lasso annà, nun t’ossessiono,

che a fatte infastidì nun so bono.

Volevo ditte, si me lo fai dì,

quarcosa che te dovrebbe da incuriosì.

No, nun che vojo esse er tuo amante,

nun so mai stato tanto arogante.

Te vojo dì che quanno penso a te,

ar monno più felici nun ce n’è.

‘O so che sto a di cose noiose,

sono parole e nun so mimose.

Mica te vojo dì che sei malnata

fija de cagna e per di più arabbiata,

vojo solleticà er tu bel core,

co du parole che parlino d’amore.

Ma tu hai chiuso a porta ar mio esternare,

nun voi nemmeno stamme ad ascortare,

allora sai che faccio, nun t’e dico

mica me so innamorato der nemico !

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Profilo Autore: Bronson  

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Ho passato molto tempo
insieme al mio silenzio!
Ma dal profondo inoltrato di me stessa
 mi son subito rialzata……

 
Le mie  lacrime gli Dei hanno udito
trascinandomi  sull’Eden dei versi,
fino a giungere al varco della  vittoria
ancor  più lucente e maestosa.


Le mani aprirono i pugni delicati
lanciando  per aria i  semi  aridi
che senza cura alcuna,  tu,  mi regalavi.

 
Ora… questi fogli,
che recano i  rossi segni  
dell'ebro vino che tinse la mia bocca,
non dovranno  servire solo ai sogni
ma cader dovranno  su fertile terreno
e  lì, continuare a dar  frumento.

 
 Ecco, la  carta  mi chiede, m’invoglia,
mi supplica di usarla e concepirla.
…Impugno la penna
per orgasmo dello scrivere
e piano  mi mormora... non perder l’’illusione!

 
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Profilo Autore: Hera  

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