“Provare risentimento è come bere veleno sperando che ciò uccida il nemico.”
(Nelson Mandela)
Se la pensiamo
da molto lontano,
sembra un puntino
questa lunga poesia,
questa ormai-mia
inconsistenza
oggettiva:
sembra
l’ultima
lacrima
di volontà
che attraversa
la trasparenza
di un addio.
Mi unirò
a colui
che
è
di già
partito
verso
la
vetta
più alta
della propria
bontà interiore,
e snocciolerò alfine
i grani del rosario,
e mi libererò
delle mie
passioni.
E forse
riuscirò
a dirvi,
con la pace
dentro al cuore,
dell’invenzione
della felicità
terrena:
che
ora
per
me
è solo
un piccolo
sorso di amore
con un po’ di poesia.
“Desidero poco e quel poco che desidero, lo desidero poco.”
(San Francesco d'Assisi)
10 commenti
Sogno e ti abbraccio
stringo forte il corpo
arde il bambino nel mio cuore.
Mi ribello alla malinconia
l’addio non ha voce
il tuo cuore è lontano,
tempo e incomprensioni
non ci perdonano.
Mi risveglio desiderio
anima morente
più sola di prima.
Appena nato
Avrei voluto fare il mio funerale
Accettando chi sono
Così da non aver paura
Piangendo disperato.
Non come i parenti
Che piangono ai funerali
Di quelli appena morti
Di quelli che nella vita hanno avuto
Di quelli che hanno vissuto e poi perso.
Ma Piangendo disperato
Come uno che ha accettato
Come uno che nella vita avrà
Come uno che ha vinto e vivrá.
Avrei voluto fare il mio funerale
Accettando chi sono
Così da non aver paura
Piangendo disperato.
Non come i parenti
Che piangono ai funerali
Di quelli appena morti
Di quelli che nella vita hanno avuto
Di quelli che hanno vissuto e poi perso.
Ma Piangendo disperato
Come uno che ha accettato
Come uno che nella vita avrà
Come uno che ha vinto e vivrá.
Vi ho scorte fuggire lontano dal rossastro cielo,
o tristi e cineree nubi.
Costringete un timido sole entro il vostro ventre,
espressione bizzarra degli umori di un vento che vi conduce lontano dal mio sguardo,
eterno mistero della terra che,
il vostro incedere,
avida,
anela,
di linfa racchiusa in soffici,
impalpabili membra.
Mutate in forma,
poichè io possa con voi sognare volgendo i pensieri fin oltre i confini del vostro cielo.
Dipingetevi di mille colori,
poichè le mie emozioni ne assumano le tinte.
Dispensate pioggia o arsura,
perchè questo povero corpo e la mia pelle tutta se ne possano nutrire.
o tristi e cineree nubi.
Costringete un timido sole entro il vostro ventre,
espressione bizzarra degli umori di un vento che vi conduce lontano dal mio sguardo,
eterno mistero della terra che,
il vostro incedere,
avida,
anela,
di linfa racchiusa in soffici,
impalpabili membra.
Mutate in forma,
poichè io possa con voi sognare volgendo i pensieri fin oltre i confini del vostro cielo.
Dipingetevi di mille colori,
poichè le mie emozioni ne assumano le tinte.
Dispensate pioggia o arsura,
perchè questo povero corpo e la mia pelle tutta se ne possano nutrire.
Tremori alle mani mi impediscono di afferrare la vita;
Paralisi emotive mandano scariche elettriche
alla mia spina dorsale;
alla mia spina dorsale;
Bloccato nel dolore,
Sono una centrale di rabbia pronta ad esplodere.
Nessuna paura di vivere,
solo impedimenti esterni,
eppure si può andare avanti.. felici:
non ho mai visto la luna sparire per sempre
dopo un'eclissi.
Incanto delle vergini ,
ombra tenue, morbida ,sfumata,
nell’ovale volto
d’aristocratica eleganza.
Immagine di strana seduzione,
sguardo composto da fantasmi vaghi,
di cose lontane che hai guardato,
che hai vissuto,che empion l’anima!
Bellezza indescrivibile, inesprimibile!
Sono in te tracce di luce,
di profumi, di idiomi,
a muover dolce dubbio.
Forma, mobile e cangiante …
espressione di tutte le espressioni,
sei tutte le genti, tutte le stagioni.
Sei noi tutti, tutti i nostri mutamenti
e tutti i sentimenti.
Frutto d’ immortale illusione,
mistero interpretato
e nuovamente interrogato.
Idea incorruttibile d’amore e poesia;
mai stanca o infastidita
da domande d’ogni sorta.
Oh, tu incanto e magia dell’arte stessa,
che con dolce gioco
ci spingi a cercar sempre...
...l’idea migliore di noi stessi!

ombra tenue, morbida ,sfumata,
nell’ovale volto
d’aristocratica eleganza.
Immagine di strana seduzione,
sguardo composto da fantasmi vaghi,
di cose lontane che hai guardato,
che hai vissuto,che empion l’anima!
Bellezza indescrivibile, inesprimibile!
Sono in te tracce di luce,
di profumi, di idiomi,
a muover dolce dubbio.
Forma, mobile e cangiante …
espressione di tutte le espressioni,
sei tutte le genti, tutte le stagioni.
Sei noi tutti, tutti i nostri mutamenti
e tutti i sentimenti.
Frutto d’ immortale illusione,
mistero interpretato
e nuovamente interrogato.
Idea incorruttibile d’amore e poesia;
mai stanca o infastidita
da domande d’ogni sorta.
Oh, tu incanto e magia dell’arte stessa,
che con dolce gioco
ci spingi a cercar sempre...
...l’idea migliore di noi stessi!

Sinestesia d’algebrico amore
fu corteccia lacrimale d’apostrofo di sole,
ruggine d’una costellazione d’un fiore d’autunno,
salsedine equatoriale d’un candido naviglio lunare.
Stoviglie di nuvole gemmarono nell’aria
come conchiglia da pagine d’estate scarabocchiata,
tralicci d’orizzonti s’impettirono d’emozione
e nel roseto degli occhi tuoi intarsiati dal vento,
sinestesia d’algebrico amore
fu rastrello sensoriale d’alluvione di cuore.
fu corteccia lacrimale d’apostrofo di sole,
ruggine d’una costellazione d’un fiore d’autunno,
salsedine equatoriale d’un candido naviglio lunare.
Stoviglie di nuvole gemmarono nell’aria
come conchiglia da pagine d’estate scarabocchiata,
tralicci d’orizzonti s’impettirono d’emozione
e nel roseto degli occhi tuoi intarsiati dal vento,
sinestesia d’algebrico amore
fu rastrello sensoriale d’alluvione di cuore.
Non lo so se ci sarete,
se questo leggerete.
Se si potesse fare,
potreste risparmiare:
marcirei sotto quel pino
a due passi dal giardino,
ma scavandomi la fossa
vi spezzereste l’ossa.
Vi voglio precisare:
non son rare le mie cose,
ma di certo molto care.
La casa svendete
e il riscosso spartirete.
Non vi parlo dei miei libri,
affidateli ad un tarlo;
il mobilio lo buttate,
non dei letti le testate;
qualche quadro è di valore
non per un ricettatore.
Non avrete alcun gravame
per la cassa e il falegname
ho disposto già l’incasso
delle spese del trapasso.
Non parlate dell’evento,
son contento che ci sia
poca gente ed armonia.
Non vi chiedo cose strane
resterebbero poi vane;
solamente io vorrei
e a questo ci terrei:
che quel vostro disaccordo
fosse solo un bel ricordo.
È l’augurio che vi faccio
e a voi l’ultimo abbraccio.
se questo leggerete.
Se si potesse fare,
potreste risparmiare:
marcirei sotto quel pino
a due passi dal giardino,
ma scavandomi la fossa
vi spezzereste l’ossa.
Vi voglio precisare:
non son rare le mie cose,
ma di certo molto care.
La casa svendete
e il riscosso spartirete.
Non vi parlo dei miei libri,
affidateli ad un tarlo;
il mobilio lo buttate,
non dei letti le testate;
qualche quadro è di valore
non per un ricettatore.
Non avrete alcun gravame
per la cassa e il falegname
ho disposto già l’incasso
delle spese del trapasso.
Non parlate dell’evento,
son contento che ci sia
poca gente ed armonia.
Non vi chiedo cose strane
resterebbero poi vane;
solamente io vorrei
e a questo ci terrei:
che quel vostro disaccordo
fosse solo un bel ricordo.
È l’augurio che vi faccio
e a voi l’ultimo abbraccio.
pensieri,parole e atti ,riversiamo sempre in questo mare che tutto ,paziente,accoglie:slanci,ritorni,paure,amori,tormenti,
speranze,ossessioni,tutte fosche illusioni
piroette della mente innestano nell'uomo immaginarie missioni.
Si,questo, e non tanto altro è il mondo;
Così pensava,cinico,l'uomo vivente.
e nel frattempo trascorsero giorni,mesi e
stagioni
,lo stesso uomo ,ora,va così implorando:
concedimi solo un giorno in più,ti prego,solo un giono in più...
E non ricevendo risposta alcuna ,alle sue geremiadi , vi sostituisce il pianto.
Della sua parte di nulla, esso ancora non è sazio.
speranze,ossessioni,tutte fosche illusioni
piroette della mente innestano nell'uomo immaginarie missioni.
Si,questo, e non tanto altro è il mondo;
Così pensava,cinico,l'uomo vivente.
e nel frattempo trascorsero giorni,mesi e
stagioni
,lo stesso uomo ,ora,va così implorando:
concedimi solo un giorno in più,ti prego,solo un giono in più...
E non ricevendo risposta alcuna ,alle sue geremiadi , vi sostituisce il pianto.
Della sua parte di nulla, esso ancora non è sazio.
Vedi quel puntino alto nel cielo?
E’ la mia voglia di andare,
ancora.
… E vedi quel buco nella terra?
E’ una tana di talpa e
quella talpa sei tu.
Tu, che ami il silenzio,
il grigiore della penombra.
Tu, che hai un cielo di nuvole scure,
che non osi gridare
e vivi sopravvivendo
ai minuti, ai giorni
che sfilano tutti uguali.
… Monotone ore
guardate dietro pupille intristite.
Io voglio scontrarmi
con nuvole e tempeste,
voglio bagnarmi di pioggia
e poi asciugarmi al sole,
perché le nuvole si dissolvono
con il vento impetuoso della vita.
E non importa se volerò invano:
volerò alta, sopra le tue nuvole grigie
fuori dalla tana….
E’ la mia voglia di andare,
ancora.
… E vedi quel buco nella terra?
E’ una tana di talpa e
quella talpa sei tu.
Tu, che ami il silenzio,
il grigiore della penombra.
Tu, che hai un cielo di nuvole scure,
che non osi gridare
e vivi sopravvivendo
ai minuti, ai giorni
che sfilano tutti uguali.
… Monotone ore
guardate dietro pupille intristite.
Io voglio scontrarmi
con nuvole e tempeste,
voglio bagnarmi di pioggia
e poi asciugarmi al sole,
perché le nuvole si dissolvono
con il vento impetuoso della vita.
E non importa se volerò invano:
volerò alta, sopra le tue nuvole grigie
fuori dalla tana….
Passano i giorni vuoti , monotoni, senza sensazioni,
frammentati nelle ore che non trasmettono più emozioni
non c’è sole che possa scaldare
solo assenza, memorie, ricordi
il tempo scorre gelido e spietato
come vorrei in questi giorni inerti
averti vicino
ma gli anni passano e sento che anche l’amore muore
frammentati nelle ore che non trasmettono più emozioni
non c’è sole che possa scaldare
solo assenza, memorie, ricordi
il tempo scorre gelido e spietato
come vorrei in questi giorni inerti
averti vicino
ma gli anni passano e sento che anche l’amore muore
Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perchè è la mia vita.
Jim Morrison
Noi parlavamo
Prima tutto era “nostro”
Ora mentre la notte avanza
Il rintocco del pendolo ….
Jim Morrison
Prima tutto era “noi”
Noi parlavamo
finchè la luna pian piano si addormentava
e l'alba ampliava la sua luce sul mondo
un altro giorno insieme
Noi ci baciavamo
per la strada così all'improvviso
ignari degli sguardi o dei sorrisi
della gente a noi intorno
Asciugavamo le nostre lacrime
se ombre buie si allungavano
sul nostro cammino,
uniti io edera, tu albero dai folti rami
Prima tutto era “nostro”
La nostra casa
nido caldo, profumato
dell'essenza di noi
Il nostro tempo
miraggio di infinito,
nostri i sogni, letti nelle stelle
quando il cielo terso
era il tetto nelle calde sere estive
La nostra vita
ricca di tutto ciò
che non si compra
ma è ricchezza immensa
Ora mentre la notte avanza
e sorella, la solitudine,
“io” parlo con la luna,
non ti bacio più, piango sola
sono edera senza albero
“Mia” è la casa
in cui porterò il ricordo di te
Il rintocco del pendolo ….
è mezzanotte, domani è un altro giorno
ma oggi è già domani …
un altro giorno senza te ….
Riccioli d’amarena
sorseggian prati di nuvole,
cobalto d’angelica ala,
rugiada di panna e cristallo.
Il sole è un ghiacciaio di parole,
geometrie d’un violino di cuore
squarciano tramonti d’altalene
ed i fior, pagine di sguardi d’una dea,
sembran d’una camicia piccoli bottoni.
L’odor del vino nelle botti scure
divampa come temporale nel buio della sera,
l’edera ingioiellata dal canto di un grillo
decanta la sua chioma come goccia
d’una galassia d’algebriche sorgenti
ed io spengo i miei pensieri nella luce dei silenzi.
sorseggian prati di nuvole,
cobalto d’angelica ala,
rugiada di panna e cristallo.
Il sole è un ghiacciaio di parole,
geometrie d’un violino di cuore
squarciano tramonti d’altalene
ed i fior, pagine di sguardi d’una dea,
sembran d’una camicia piccoli bottoni.
L’odor del vino nelle botti scure
divampa come temporale nel buio della sera,
l’edera ingioiellata dal canto di un grillo
decanta la sua chioma come goccia
d’una galassia d’algebriche sorgenti
ed io spengo i miei pensieri nella luce dei silenzi.
Scie abbaglianti del sole che sta tramontando
illuminano la sera.
Un tramondo di metà primavera,
uno come tanti, ma stasera porta tristezza.
L'anima non è illuminata
come il cielo.
E' triste...
malinconica...
L'estate sta per arrivare,
i piumini dei pioppi invadono la città.
Per le strade sembra
una pioggia di fiocchi di neve.
Forse è per questo
che ho i brividi di freddo.
Già i brividi...con l'arrivo dell'estate
forse svaniranno riportando calore all'anima.
illuminano la sera.
Un tramondo di metà primavera,
uno come tanti, ma stasera porta tristezza.
L'anima non è illuminata
come il cielo.
E' triste...
malinconica...
L'estate sta per arrivare,
i piumini dei pioppi invadono la città.
Per le strade sembra
una pioggia di fiocchi di neve.
Forse è per questo
che ho i brividi di freddo.
Già i brividi...con l'arrivo dell'estate
forse svaniranno riportando calore all'anima.









