‘O vedi quanno passa pe la via
pare cammini come per magia.
Er corpo ben curato a tutte l’ore,
‘nc’ha manco le manijie de l’amore.
L’occhio de pesce lesso s’è scurito
perché nun se pensasse fosse bollito.
‘Na camicetta aperta ed un foulard
pe dasse ‘ntono che sembrasse hard.
‘N pantalone stretto, aderente
che lasciasse spazià solo la mente.
Tutto de prima mano, immacolato
e inequivocabilmente certificato.
Frequenta solo donne d’apparenza
poco je ‘mporta se so de sostanza,
pe questo se profuma come chi
è donna e fa quer mestiere li.
Io c’ho provato a immedesimamme
ner corpo de quer tipo, a palesamme,
nun ce l’ho fatta e forse ho capito
che sono rozzo, ma rozzo all’infinito.
Ma poi me viene anche da pensà
che dentro me ‘nce sta la falsità,
puro se nun me profumo a le bisogne
certo nun puzzo de tante menzogne.
pare cammini come per magia.
Er corpo ben curato a tutte l’ore,
‘nc’ha manco le manijie de l’amore.
L’occhio de pesce lesso s’è scurito
perché nun se pensasse fosse bollito.
‘Na camicetta aperta ed un foulard
pe dasse ‘ntono che sembrasse hard.
‘N pantalone stretto, aderente
che lasciasse spazià solo la mente.
Tutto de prima mano, immacolato
e inequivocabilmente certificato.
Frequenta solo donne d’apparenza
poco je ‘mporta se so de sostanza,
pe questo se profuma come chi
è donna e fa quer mestiere li.
Io c’ho provato a immedesimamme
ner corpo de quer tipo, a palesamme,
nun ce l’ho fatta e forse ho capito
che sono rozzo, ma rozzo all’infinito.
Ma poi me viene anche da pensà
che dentro me ‘nce sta la falsità,
puro se nun me profumo a le bisogne
certo nun puzzo de tante menzogne.
4 commenti
Improvvisamente
il suo profumo
evoca la fantasia.
Paesaggi ondulati rigogliosi
ambrati d'intensa umanità
un'alternanza agrumata d'infuso
arancio dolce,
liquirizia , camomilla ,
ginepro e mandarino .
E' musica che senti in ogni dove
assapori e invade i sensi .
"Vecchio amaro del Capo"
sapiente, generoso,
aromatico e gentile
infondi energia,
freschezza ,
buon umore e semplicità.
buon umore e semplicità.
Sembra ci siano dei vivaci pesciolini di mare nel bicchiere
sotto il filo dell'acqua minerale,
mentre le dita malate della lampada da notte
pescano, che pescano, per me qualche illuminazione indiana
dal bavaglio d'un freddo giallo.
Il mio comodino figlio d'un noce
fa da stella ad un'altra stella
- meno frenetica - seduta fra gas piovani -
che lo vedrà marcire
fra centomila anni.

Nel poetar d'amore infine mi colgo,
di un sentimento sorto
nell'incanto del cielo e delle stelle,
che di due affini anime l'incontro cantaron.
Come la pianta suole germogliar e in fiore risorger
così emozione nacque e crebbe in due inquiete essenze,
d'iniquità e di dolore figlie di questa nostra vita universale,
così si alimentò di complici sguardi e di eloquenti parole,
languidi gesti e tradite innocenze,
la ove i corpi prudentemente a psiche si celaron,
per pudore forse
o per godere nell'attesa di un'estasi sublime.
Son carni ora, umide e frementi,
che armoniose si raccontano e si riscoprono in una danza eterna,
mostrandoci al vero una piccola realtà luminosa,
si rara e pura come fu mai in memoria nostra.
Speme e gaudio rifulgano
in quest'istante d'immensità,
e alimentati da fuoco di passione
possano seme far gemmare
si che in noi
vita nuova sia.
di un sentimento sorto
nell'incanto del cielo e delle stelle,
che di due affini anime l'incontro cantaron.
Come la pianta suole germogliar e in fiore risorger
così emozione nacque e crebbe in due inquiete essenze,
d'iniquità e di dolore figlie di questa nostra vita universale,
così si alimentò di complici sguardi e di eloquenti parole,
languidi gesti e tradite innocenze,
la ove i corpi prudentemente a psiche si celaron,
per pudore forse
o per godere nell'attesa di un'estasi sublime.
Son carni ora, umide e frementi,
che armoniose si raccontano e si riscoprono in una danza eterna,
mostrandoci al vero una piccola realtà luminosa,
si rara e pura come fu mai in memoria nostra.
Speme e gaudio rifulgano
in quest'istante d'immensità,
e alimentati da fuoco di passione
possano seme far gemmare
si che in noi
vita nuova sia.
Al richiamo roboante di lacrime dal cielo
i tuoni si rincorrono d’eco complice
lasciando che sia cara dimora la quercia
conforto chiomato ai piccoli di mamma micia.
Com’è fresca adesso l’aria di fine primavera
scrive favole al cielo nel vento sull’altura
e disegna piccoli mulinelli di invito
al sentiero appena nato nell’ultimo tratto.
Incanta arco il volo di due rondinelle
che danzano lievi accanto al mulino
richiamo d’acque al rotear di pale
incinte d’urla indaffarate al rito docile .
E’ un moto di vita l’umano miracolo
il divino nell’animo in estasi urla sazio
di furente amore dal cuore gonfio.
La luna in cielo e trapuntate stelle
che er mare rifletteva brillarelle,
un’orchestrina che sonava un blues,
romantico, e non era un bluff !
Era la mia prima nottata
co ‘na regazza ormai dimenticata,
amata fino al paradosso,
di cui ricordo l’abitino rosso.
E lo ricordo nun p’er decolletè
profonno ar punto da chiedemme perché
cotanta grazia in corpo modellato
a me il Cielo avesse destinato.
Ar suono de quer ritmo americano,
le presi fra le mie la sua mano
e in men che non si dica sospirai,
la presi fra le braccia e la baciai.
Incanto de ‘na notte calabrese
vissuta fino all’alba, a più riprese,
senza la prescia de voler finire
la magica battaglia dell’amore.
Tempi passati, nun torneranno più !
La Luna, er cielo e er mare
so cose che se devono inventare
che quelle vere so troppo impegnate
a mascherà troppe bischerate,
d’amori facili e veloci
molti dei quali, all’apparir, equivoci.
Resta sortanto viva l’orchestrina
che sona un blues soltanto in sordina
ed er ricordo dell’abitino rosso
a ricordare ‘n amore non riscosso.
che er mare rifletteva brillarelle,
un’orchestrina che sonava un blues,
romantico, e non era un bluff !
Era la mia prima nottata
co ‘na regazza ormai dimenticata,
amata fino al paradosso,
di cui ricordo l’abitino rosso.
E lo ricordo nun p’er decolletè
profonno ar punto da chiedemme perché
cotanta grazia in corpo modellato
a me il Cielo avesse destinato.
Ar suono de quer ritmo americano,
le presi fra le mie la sua mano
e in men che non si dica sospirai,
la presi fra le braccia e la baciai.
Incanto de ‘na notte calabrese
vissuta fino all’alba, a più riprese,
senza la prescia de voler finire
la magica battaglia dell’amore.
Tempi passati, nun torneranno più !
La Luna, er cielo e er mare
so cose che se devono inventare
che quelle vere so troppo impegnate
a mascherà troppe bischerate,
d’amori facili e veloci
molti dei quali, all’apparir, equivoci.
Resta sortanto viva l’orchestrina
che sona un blues soltanto in sordina
ed er ricordo dell’abitino rosso
a ricordare ‘n amore non riscosso.
Silenziano
i covoni arruffati dal vento
i covoni arruffati dal vento
piccoli papaveri
dilettano
dilettano
e riscrivono il tempo.
L'azzurro invade
incurante il cielo
assapora l'orizzonte scandagliando
gomitoli di nuvole .
gomitoli di nuvole .
Ricami tremuli sul mare sono le onde
da scrivere
da dipingere
da accarezzare.
Arpeggia Giugno
ogni fiato
ogni passo
ogni cuore.


E siccome, tutto ci incoraggia a non sperare
e il vuoto crea la sua violenza…
…necessita il futuro, un tempo nuovo.
Urge l’infaticabile vitalità del nostro spirito
lasciarsi sedurre dalla meraviglia,
diventar complici d’incanto e redenzione.
Non temere il poter della bellezza,
aprir le porte alla favola
con le sue promesse di riscatto e verità.
L’accader del mondo
non può diventar rimpianto
su cui fondar l’inferno!
Urge morir d’amore per i nostri desideri,
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
Conosco la casa di Connie
dove qualcosa sembra trascurato,
e gli avori della tenda
velano le torri antiche di quel tanto
che basta per immaginarsi
completamente soli.
NON RIESCO
A DIMENTICARE
IL TUO PROFUMO,
LA TUA PELLE
LO SGUARDO PROFONDO
DEI TUOI OCCHI
IL DOLCE SUONO
DELLA TUA VOCE
LA TUA RISATA CRISTALLINA
M’INEBRIA IL CUORE E L’ANIMA
SEI BELLA COME LA LUNA
CHE ILLUMINA LA SERA
SEI BELLA COME L’ALBA ED IL TRAMONTO
A DIMENTICARE
IL TUO PROFUMO,
LA TUA PELLE
LO SGUARDO PROFONDO
DEI TUOI OCCHI
IL DOLCE SUONO
DELLA TUA VOCE
LA TUA RISATA CRISTALLINA
M’INEBRIA IL CUORE E L’ANIMA
SEI BELLA COME LA LUNA
CHE ILLUMINA LA SERA
SEI BELLA COME L’ALBA ED IL TRAMONTO
Questa luna spenta e vuota
aspetta l’alba.
Vuole soltanto che il sole la venga a cercare
e si accorga che ancora esiste.
Anch’io come ella questo anelo.
Voglio semplicemente
che il mio cuore
venga riscaldato dal tuo.
E che i nostri battiti
divengano un solo battito
e poi coccolandoci con questo speciale tintinnio
danzeremo tutto il nostro amore …
Ma come non accorgersi
che tu scappi da me,
ogni giorno di più …
Siamo così vicini
eppure così lontani …
Cerchi stoltamente l’amore altrove.
Ho paura del nostro futuro.
E maledico il nostro passato.
Maledico il giorno che ti ho incontrato.
La nostra storia
scritta su una pergamena
destinata a non essere completata.
Ammetto che ho terrore che divenga
come quella gatta miserabilmente abbandonata
su quel marciapiede
che si farà spingere dall’istinto,
e si allontanerà sempre più
da quella che un tempo osò chiamare casa.
E il suo destino lo ha già scritto.
Sarà dimenticata
e dimenticherà di essere stata amata
una volta
una volta sola
nella propria vita solitaria!
aspetta l’alba.
Vuole soltanto che il sole la venga a cercare
e si accorga che ancora esiste.
Anch’io come ella questo anelo.
Voglio semplicemente
che il mio cuore
venga riscaldato dal tuo.
E che i nostri battiti
divengano un solo battito
e poi coccolandoci con questo speciale tintinnio
danzeremo tutto il nostro amore …
Ma come non accorgersi
che tu scappi da me,
ogni giorno di più …
Siamo così vicini
eppure così lontani …
Cerchi stoltamente l’amore altrove.
Ho paura del nostro futuro.
E maledico il nostro passato.
Maledico il giorno che ti ho incontrato.
La nostra storia
scritta su una pergamena
destinata a non essere completata.
Ammetto che ho terrore che divenga
come quella gatta miserabilmente abbandonata
su quel marciapiede
che si farà spingere dall’istinto,
e si allontanerà sempre più
da quella che un tempo osò chiamare casa.
E il suo destino lo ha già scritto.
Sarà dimenticata
e dimenticherà di essere stata amata
una volta
una volta sola
nella propria vita solitaria!
Mi hai cercata...
tra le trame del tempo
tra le trame del tempo
e mi hai trovata seduta in un angolo di vita....
non mi hai voluto ai tuoi piedi, ma di fronte...
per immergere le mie piaghe nelle tue,
in un dialogo che non conosce i confini dell'Infinito,
ma solo i margini delle mie debolezze,
oltre il senso, oltre il suono,
oltre il silenzio, oltre le parole.
Mi hai cercata...
Mi hai cercata...
sulla soglia delle mie paure,
lasciando che mi attraversi il frastuono delle mie inquietudini.
E sei venuto... sapevi che ti attendevo,
E sei venuto... sapevi che ti attendevo,
sullo stesso piano, nudi di ogni sacralità, spogli di noi stessi....
uomo e Uomo...
Chiunque tu sia stato.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza.
alberga ombre, carezze del tempo lontano
e immemore ripete al ricordo “noi, eco”
nella solitudine colma di vecchia speranza.
Un vorrei mai osato reclama il suo lutto
lì nell’oblio in sosta al soffitto.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza
coltiva nell’anima la sua cagione
l’effimero alato così vicino all’amore
da risanare anche l’ultimo vezzo recluso.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza
il volto ignoto del mio canto d’infanzia
un dolore emotivo addormentato all’assolo
una paura arresa all’ultima grazia.
Tace la voce gelida
d’ironica fattura,
vuota la mente
aspetta la sua creatura.
Muta la Musa langue
tra selve in Elicona,
tra nebbie non distingue,
silenzi colleziona.
Orsù, dall’alto colle,
ridonami vigore,
ho tanto ancor da dire
non rendermi più molle.
La lingua è prolassata,
la mente immacolata,
restare senza idee,
credimi, è un po’ morire.
Fammi peccare ancora
d’arguzia smaliziata,
forse un po’ esasperata
dalla trascorsa età.
Anche se poi farò
soltanto un po’ sorridere .
gioisci pure tu
perché è questo vivere !
d’ironica fattura,
vuota la mente
aspetta la sua creatura.
Muta la Musa langue
tra selve in Elicona,
tra nebbie non distingue,
silenzi colleziona.
Orsù, dall’alto colle,
ridonami vigore,
ho tanto ancor da dire
non rendermi più molle.
La lingua è prolassata,
la mente immacolata,
restare senza idee,
credimi, è un po’ morire.
Fammi peccare ancora
d’arguzia smaliziata,
forse un po’ esasperata
dalla trascorsa età.
Anche se poi farò
soltanto un po’ sorridere .
gioisci pure tu
perché è questo vivere !









