A me piacciono quelle serate strane,
in quei locali soli, quasi invisibili,
dalle facciate malinconiche e gli anfratti bui
in cui i poeti, come dolci angeli stanchi
si ritrovano a parlar del loro cruccio…
…del non trovar bellezza!
E stanno lì, seduti,
con gli occhi belli, lucidi, ma bassi,
vicino a calici profondi,
rossi, del profumato vino.
Van cercando smemoratezza e beatitudine
sui tavoli, sommersi dal gran pianto
per l’ennesima illusione... andata!
E’ un dolce bestemmiare quel che si sente,
e una struggente, insistente musica lontana:
chiamano sciocco l’amore che è voluto andare via!
E' dissacratorio il lor parlare
ma invocano grazia senza fine.
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio sentire
il sapor del sangue che è nel vino!
Meglio, stordire il genio!
Meglio certo!
Meglio far scorrere la fine,
senza sentir dolore.
A me...piacciono queste serate strane,
in quei locali, dove son calde le pareti
e il soffitto é una poesia
scritta con inchiostro d’oro.
Serate,
in cui puoi sentirti ancora innamorato…
…perché ….guai a lasciar sfornito il poeta
del nobil sentimento …il primo!
Sarebbe come cingere il suo capo
d'intrecciati rami e dolorose spine!


24 commenti
Utopia
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
Ci penseremo più spesso
ma parleremo di meno.
Ci tremeranno le mani,
si chiuderanno gli occhi
e scenderemo poi a patti
come è normale che sia.
Nasconderemo arrossendo
i desideri più audaci.
Saluteremo speranze,
avremo chiari i ricordi
per non avere tradito
la nostra esistenza.
Resterà fragile la colpa
una ferita aperta
e finirà un'altra estate.
Ma l'estate per noi
non sarà che un ricordo.
ma parleremo di meno.
Ci tremeranno le mani,
si chiuderanno gli occhi
e scenderemo poi a patti
come è normale che sia.
Nasconderemo arrossendo
i desideri più audaci.
Saluteremo speranze,
avremo chiari i ricordi
per non avere tradito
la nostra esistenza.
Resterà fragile la colpa
una ferita aperta
e finirà un'altra estate.
Ma l'estate per noi
non sarà che un ricordo.
Crampi di luce
stellarono d’arancia i miei capelli,
silenziosi fiocchi di lacrima solare
invernarono d’orizzonte le mie ciglia
come neve d’una pagliuzza di grano.
I calcinacci della sera s’infuocarono,
afosi ricami d’agosto guerreggiarono,
le nuvole intrecciarono brina di gerani,
l’anima mia sfrangiò crini sanguigni
ed un rivolo d’azzurro germogliò
fra aggrovigliati tralicci d’arpe di cielo.
stellarono d’arancia i miei capelli,
silenziosi fiocchi di lacrima solare
invernarono d’orizzonte le mie ciglia
come neve d’una pagliuzza di grano.
I calcinacci della sera s’infuocarono,
afosi ricami d’agosto guerreggiarono,
le nuvole intrecciarono brina di gerani,
l’anima mia sfrangiò crini sanguigni
ed un rivolo d’azzurro germogliò
fra aggrovigliati tralicci d’arpe di cielo.
Gettò la pinza il cielo
e tutto colò di grigiore nel viaggio,
e fu comunque un bel modo di afferrare gli istanti
ed essere felice nonostante quel colore
addosso, come una specie di verde divisa.
Qui adesso mi fermo, un po' stanco.
Dalle lontane pietre fuse astrali
sento ancora navigli freddi, anche se meravigliosi.
Vivo a stretto contatto con i miei nonni e in una stradina abitata essenzialmente da anziani. Ricordo ancora, come fosse ieri, quando seppi che morì una delle prime abitanti di questa viuzza: l'evento mi sconvolse tanto ma sconscolse soprattutto tutti i suoi amici anziani che iniziarono a pensare che forse uno di questi giorni sarebbe toccato a loro lasciare questa vita. Da quel giorno, morirono altri due vecchietti e oggi ne vola via un altro.
È così difficile pensare come la tua vita stia notevolmente andando avanti di fronte alla scomparsa di quei saggi amici con cui in passato ti intrattenevi in conversazioni tradizionalmente moderne!
È così difficile pensare come la tua vita stia notevolmente andando avanti di fronte alla scomparsa di quei saggi amici con cui in passato ti intrattenevi in conversazioni tradizionalmente moderne!
… Voglio portare ai tuoi monti
il profumo del mare
e il sussurro delle onde sue
mentre si sciolgono i segreti di quest’alba.
… Mentre l’aria s’incipria
d’essenza di fresia e fiori d’arancio
libero, dalla voce della notte,
il chiassoso grido di gabbiani
e il canto di tortore innamorate.
… E’ per te!...
… Sulla malinconia
dei tuoi boschi invernali
spargerò l’odore frizzante,
e un po’ aspro, del verde rosmarino
che si veste di lilla ad ogni primavera
e sorride alla vita,
sulla roccia nuda e arida che,
a sua volta, s’adorna di stelle di cappero.
… Regalo, a te,
il giallo sorriso di mimosa
quando s’appresta a cantar un inno
che addolcisce il dolore.
Lo intinge, poi, nel fresco alito della ginestra
nell’attesa del risveglio dei glicini odorosi.
… Allora, è festa di colori per il cuore!...
… S’allungano per te
pure i rami del vecchio ulivo,
che nutre il corpo e l’anima.
L’ombra sua si stende sul verde riflesso
fin laggiù,
a quel bacio del cielo con il mare
e soffia aria di pace, poi torna alla collina…
... Gocce di mare, chicchi caldi di sole,
per le querce infreddolite
delle tue montagne e i meli giocondi,
che arrossiscono poi si nascondono
dietro le forme giunoniche dei peri,
dolcissimi, freschi succhi
per mille e più bocche assetate.
… Ecco, odore di brezza,
ad ogni alba
si mischierà al profumo
del tuo verde muschio, ora.
Vivrà in te e con te come il mio abbraccio,
un abbraccio tra mare e monti,
che, ogni volta,
rinascerà col tuo “buongiorno”…
il profumo del mare
e il sussurro delle onde sue
mentre si sciolgono i segreti di quest’alba.
… Mentre l’aria s’incipria
d’essenza di fresia e fiori d’arancio
libero, dalla voce della notte,
il chiassoso grido di gabbiani
e il canto di tortore innamorate.
… E’ per te!...
… Sulla malinconia
dei tuoi boschi invernali
spargerò l’odore frizzante,
e un po’ aspro, del verde rosmarino
che si veste di lilla ad ogni primavera
e sorride alla vita,
sulla roccia nuda e arida che,
a sua volta, s’adorna di stelle di cappero.
… Regalo, a te,
il giallo sorriso di mimosa
quando s’appresta a cantar un inno
che addolcisce il dolore.
Lo intinge, poi, nel fresco alito della ginestra
nell’attesa del risveglio dei glicini odorosi.
… Allora, è festa di colori per il cuore!...
… S’allungano per te
pure i rami del vecchio ulivo,
che nutre il corpo e l’anima.
L’ombra sua si stende sul verde riflesso
fin laggiù,
a quel bacio del cielo con il mare
e soffia aria di pace, poi torna alla collina…
... Gocce di mare, chicchi caldi di sole,
per le querce infreddolite
delle tue montagne e i meli giocondi,
che arrossiscono poi si nascondono
dietro le forme giunoniche dei peri,
dolcissimi, freschi succhi
per mille e più bocche assetate.
… Ecco, odore di brezza,
ad ogni alba
si mischierà al profumo
del tuo verde muschio, ora.
Vivrà in te e con te come il mio abbraccio,
un abbraccio tra mare e monti,
che, ogni volta,
rinascerà col tuo “buongiorno”…
Fisso immobile quella vela,
non sei tu è vero
ma in ogni onda ci sei,
ti infrangi, sei un ricordo
effimero.
Non ricordo più come era
la mia vita senza di te. Inutile.
Probabilmente stavo solo aspettando,
non sapevo che cosa.
Come il vento porta aria nuova,
tu mi fai vivere ancora, e io,
ti amo, ad ogni onda di più.
Pensiero controverso
rivolto a te.
La mente non arriva mai
a fotografarti
nei totali contorni.
Figura a volte minuta,
spesso ingigantita.
Occhi troppo grandi,
ma fessure assai piccole
per intravedere
la bellezza di un'anima.
Neo sul mento,
piazzato sul lato sinistro.
Bacio di bocca divina
o vezzo spiritoso di natura?
Tanto distante mi libro;
tanto vicino mi pongo;
Raramente la mente si chiude
per una preghiera non esaudita.
Sempre si apre
per un frammento di speranza
orgogliosamente sfavillante
nelfar della notte.
rivolto a te.
La mente non arriva mai
a fotografarti
nei totali contorni.
Figura a volte minuta,
spesso ingigantita.
Occhi troppo grandi,
ma fessure assai piccole
per intravedere
la bellezza di un'anima.
Neo sul mento,
piazzato sul lato sinistro.
Bacio di bocca divina
o vezzo spiritoso di natura?
Tanto distante mi libro;
tanto vicino mi pongo;
Raramente la mente si chiude
per una preghiera non esaudita.
Sempre si apre
per un frammento di speranza
orgogliosamente sfavillante
nelfar della notte.
Non rughe, ma misteriosi solchi, ove il tempo semina saggezza.
Non rughe, ma diari di vita da leggere con cura.
Non rughe, ma parole che scrivono storie.
Non rughe, ma spartiti dove si suonano note antiche.
Non rughe, ma capricciose pieghe in cui giacciono fiori appassiti.
Rughe('e rrappe...)
Rughe. Meraglje 'e 'na passata giuventù,
ca fujenne t'ha lassato, pe nnun turnà maje cchiù.
Corze mmiez'ê campe, chiante appassiunate.
Decorazione 'e guerre 'ncopp'ê vise appuntate.
Segne ca ammore, passione e saggezza,
portane 'mprucessione, comme fosse ricchezza.
Calennarie addò se segnene date scritte d''o tiempo.
Quaderne addò stanne stipate resate e lamiente.
Orgoglje 'e ggente nobbile, fetiente e cavaliere.
Gallerie scavate a surece e a chi nun tene penziere.
Ogni cagno 'e staggione ce lassa 'na traccia
e nnuje sfuggiammo rappe sempe nove 'ncopp''e ffacce.
Non rughe, ma diari di vita da leggere con cura.
Non rughe, ma parole che scrivono storie.
Non rughe, ma spartiti dove si suonano note antiche.
Non rughe, ma capricciose pieghe in cui giacciono fiori appassiti.
Rughe('e rrappe...)
Rughe. Meraglje 'e 'na passata giuventù,
ca fujenne t'ha lassato, pe nnun turnà maje cchiù.
Corze mmiez'ê campe, chiante appassiunate.
Decorazione 'e guerre 'ncopp'ê vise appuntate.
Segne ca ammore, passione e saggezza,
portane 'mprucessione, comme fosse ricchezza.
Calennarie addò se segnene date scritte d''o tiempo.
Quaderne addò stanne stipate resate e lamiente.
Orgoglje 'e ggente nobbile, fetiente e cavaliere.
Gallerie scavate a surece e a chi nun tene penziere.
Ogni cagno 'e staggione ce lassa 'na traccia
e nnuje sfuggiammo rappe sempe nove 'ncopp''e ffacce.
Ho varcato dune di deserti infuocati
i piedi sanguinanti,
sputando granelli di sabbia
incastonati nelle crepe delle labbra
Attraverso paludi ho camminato
inciampato, cadendo con la faccia nel fango,
ripulito il viso con la manica stracciata
avanti, sempre, senza mai voltarmi indietro
Nuotato nell'oceano, sbattuta dalle onde
come relitto di una nave naufragata,
superstite di un travaglio interiore
doloroso ed ho vinto
Prove elargite vigliaccamente
dalla vita che amavo e continuo ad amare,
prove di forza per provare
che cosa, la determinazione
nell'accettare un dono divino
sul quale mai avrei sputato
pur a costo della vita stessa?
Ed ora nel profondo della notte
seppure mi sento come albero
potato dei rami,
come rose private dei petali vellutati
ma ricche di spine gocciolanti
rosso e denso liquido,
osservo il cielo sul quale
un manto di stelle è sceso,
dal cuore nasce un sorriso
Un sorriso simbolo di speranza,
di continuità di questa esistenza,
che a pugni mi ha colpito
forte, intensamente,
ma nella quale scavando
a mani nude ho trovato l'amore,
l'amore più grande, splendente
più del sole …. eterno oltre ogni dove ...
i piedi sanguinanti,
sputando granelli di sabbia
incastonati nelle crepe delle labbra
Attraverso paludi ho camminato
inciampato, cadendo con la faccia nel fango,
ripulito il viso con la manica stracciata
avanti, sempre, senza mai voltarmi indietro
Nuotato nell'oceano, sbattuta dalle onde
come relitto di una nave naufragata,
superstite di un travaglio interiore
doloroso ed ho vinto
Prove elargite vigliaccamente
dalla vita che amavo e continuo ad amare,
prove di forza per provare
che cosa, la determinazione
nell'accettare un dono divino
sul quale mai avrei sputato
pur a costo della vita stessa?
Ed ora nel profondo della notte
seppure mi sento come albero
potato dei rami,
come rose private dei petali vellutati
ma ricche di spine gocciolanti
rosso e denso liquido,
osservo il cielo sul quale
un manto di stelle è sceso,
dal cuore nasce un sorriso
Un sorriso simbolo di speranza,
di continuità di questa esistenza,
che a pugni mi ha colpito
forte, intensamente,
ma nella quale scavando
a mani nude ho trovato l'amore,
l'amore più grande, splendente
più del sole …. eterno oltre ogni dove ...

Una carezza sul viso come ali di farfalla
Un sussurro all' orecchio come voce d'angelo
Un bacio il risveglio da un sogno che riporta a sognare
Come la rugiada mattutina il tuo bacio disseta le labbra
Come fiori si aprono ai primi raggi dell'aurora tu apri il mio cuore
il mio giorno, la mia sera
la mia notte, il mio sogno.
Sogno, desiderio, passione, mi portano a te in un volo di emozioni
che vivo giorno dopo giorno.
Il desiderio di averti si confonde
con la paura di perderti in un vortice
di emozioni da cui non voglio uscire.
Ricaccerò indietro le lacrime
non gli permetterò
di attraversare di nuovo il viso.
Non mi ruberanno il sorriso
non sarò più una vittima
curerò le cicatrici.
Ritornerò a vivere
ritornerò ad amare
allontanerò il dolore.
I sogni e le stelle
illumineranno
le mie notti.
Non avrò più paura
del giorno che arriva
magari succederà davvero.
Magari...
non gli permetterò
di attraversare di nuovo il viso.
Non mi ruberanno il sorriso
non sarò più una vittima
curerò le cicatrici.
Ritornerò a vivere
ritornerò ad amare
allontanerò il dolore.
I sogni e le stelle
illumineranno
le mie notti.
Non avrò più paura
del giorno che arriva
magari succederà davvero.
Magari...
Potrebbe piovere ancora
mentre soffia dolcemente il vento
e guardo il cielo
riempirsi di nuvole contento
Sono maschere cangianti
alate di voli
congiunti e distanti.
Attrici in un teatro di cristallo
fanno rumore
quando il sipario s'apre!
quando il sipario s'apre!
Pregne di pensieri vellutati
ansimi e desideri
respiri trattenuti.
Nuvole bianche ovattate
di zucchero a velo
di zucchero a velo
nuvole nere di caffè amaro.
Occhi di resina
briciole di luce
rugiada che cola
pozzanghera riflessa e
terra piena
pozzanghera riflessa e
terra piena
di lanterne soprapposte
Scarmiglio passeggiate di cielo
ed il respiro si abbozzola tra le nuvole,
solstizi di grattacielo di grano carbone
si specchiano negli acquitrini della notte
e come lenzuola di sole grandinano
su finestre corallo di viole accese.
Galassie di vento zampillano
son asfalto d’un pergolato di marea,
pergamene di piume sussurrano
vestali di foglie ghiacciate,
clessidre di pianto luccicano il tramonto
ed il mondo è tavolozza d’emozione d’inchiostro.
ed il respiro si abbozzola tra le nuvole,
solstizi di grattacielo di grano carbone
si specchiano negli acquitrini della notte
e come lenzuola di sole grandinano
su finestre corallo di viole accese.
Galassie di vento zampillano
son asfalto d’un pergolato di marea,
pergamene di piume sussurrano
vestali di foglie ghiacciate,
clessidre di pianto luccicano il tramonto
ed il mondo è tavolozza d’emozione d’inchiostro.











