La tenerezza commuove
il dischiuso limbo negato
dall’animo bambino
ignaro della favola segreta
della dolcezza dalle labbra appena arrossite
e squarci di bellezza esitanti
febbricitanti fantasie innocenti
fiorite di letargie e sospiri di parole.
Libra fede limpida il chiarore
lo splendore sorpreso sul volto
di quella generosità che ha il volo
ascetico veleggiare d’evasione.
Suona il tintinnio d’amore:
una solennità sospesa
culla malinconicamente
la comunione d’anime antiche
sul mare della tristezza astrale .
Ed io e tu insieme
golfi di voci ricoveranti
innocenze di devozioni
e vagiti di primavera iscritte
sui palpiti e sui singhiozzi murati
dei piccoli tagli lacerati
sul foglio del cuore .
6 commenti
La piccola stanza
giace silenziosa
tra mura ovattate.
Il sole ha smesso di entrare
in quel vano bisunto,
rabbuiato di malinconia.
A che giova lanciare
un urlo;
nessuno lo raccoglierebbe.
Quel dolore appartiene
solo a me.
Lugubre pensiero
marcia incessantemente
tra i dedali del vano.
Futile tentativo
di scacciare
il mental baccano
La stanzetta
trabocca di idee;
si caricano tanto logore
a notte fonda;
si alzano di buon mattino,
fresche e rinnovellate,
decise ad instaurare
un assedio
che non ha mai fine.
giace silenziosa
tra mura ovattate.
Il sole ha smesso di entrare
in quel vano bisunto,
rabbuiato di malinconia.
A che giova lanciare
un urlo;
nessuno lo raccoglierebbe.
Quel dolore appartiene
solo a me.
Lugubre pensiero
marcia incessantemente
tra i dedali del vano.
Futile tentativo
di scacciare
il mental baccano
La stanzetta
trabocca di idee;
si caricano tanto logore
a notte fonda;
si alzano di buon mattino,
fresche e rinnovellate,
decise ad instaurare
un assedio
che non ha mai fine.

S’avvalse il cuore
del verso, amando l’uomo.
Effluvio accolto!
Un vento allontanò
l’affetto… e tutto espatriò!
*****
Libera poesia (Metrica del tanka 2-4-6) nata da un pensiero di Octavio Paz Lozano poeta, saggista e diplomatico messicano del 1900, al quale fu assegnato il Premio Nobel per la letteratura nel 1990 con la seguente motivazione “per una scrittura appassionata, dai larghi orizzonti, caratterizzata da intelligenza sensuale e da integrità umanistica”:
“La poesia, nel passato, era al centro della nostra società, ma con la modernità si è ritirata ai suoi margini. Io penso che l'esilio della poesia sia anche l'esilio del meglio del genere umano” .
Attese, giorni, ore, strade deserte
la notte è infinita, vuota...
Ricordi...
Vorrei urlare nella notte
buia e vuota.
Impossibile dimenticare...
Questa notte
si consuma una vita
impossibile chiudere
tutte le ferite aperte.
Un oceano di pensieri e ricordi
affollano questa notte.
Impossibile cancellare tutto.
Togliere una foto
e non pensarci più,
la cornice resterebbe vuota
come questa notte.
Il suono di una nave
che si allontana,
spezza il silenzio della notte,
ma nessuna luce
illumina la strada.

Ti respiro
come giglio di brina di stelle
ed i tuoi occhi son gocce d’alluvione,
fiocchi di nuvole intrappolati
fra vermiglie scogliere di raggi sole.
La tua pelle mi sfiora
è granitica piuma d’ambra di ginestra,
lenzuola feconde d’alveare settembrino,
cantine imbiancate di mosto e castagne.
Ti respiro,
come l’ultimo bacio d’un cristallo di sera,
ed i tuoi occhi son geometrie cobalto,
rovi di pesco silenziosamente aggherigliati
fra scuderie d’orizzonti d’un dirupo di cuori.
come giglio di brina di stelle
ed i tuoi occhi son gocce d’alluvione,
fiocchi di nuvole intrappolati
fra vermiglie scogliere di raggi sole.
La tua pelle mi sfiora
è granitica piuma d’ambra di ginestra,
lenzuola feconde d’alveare settembrino,
cantine imbiancate di mosto e castagne.
Ti respiro,
come l’ultimo bacio d’un cristallo di sera,
ed i tuoi occhi son geometrie cobalto,
rovi di pesco silenziosamente aggherigliati
fra scuderie d’orizzonti d’un dirupo di cuori.

BUONANOTTE A TE
BUONANOTTE ALLE PERSONE MALATE
BUONAOTTE ALLE PERSONE SOLE
BUONANOTTE A TUTTI I BAMBINI
BUONANOTTE ALLA MAMMA E AL PAPA'
BUONANOTTE A CHI STASERA NON DORMIRA'
E BUONANOTTE A CHI PIANGE E CHI SORRIDE
BUONANOTTE E SPEGNETE LE LUCI CHE SI ILLUMINANO LE STELLE
CHIUDO GLI OCCHI
MI APPARE LA TUA IMMAGINE
IL TUO VISO
RESPIRO PROFONDAMENTE
E SENTO IL TUO PROFUMO
CHE MI INVADE
L’ANIMA
ALLUNGO LA MIA MANO
AD ACCAREZZARE
LE TUE MANI
E SENTO IL VELLUTO
DELLA TUA PELLE
RIAPRO GLI OCCHI
E TU NON SEI
QUI CON ME
MI APPARE LA TUA IMMAGINE
IL TUO VISO
RESPIRO PROFONDAMENTE
E SENTO IL TUO PROFUMO
CHE MI INVADE
L’ANIMA
ALLUNGO LA MIA MANO
AD ACCAREZZARE
LE TUE MANI
E SENTO IL VELLUTO
DELLA TUA PELLE
RIAPRO GLI OCCHI
E TU NON SEI
QUI CON ME
Adolescenza minata
da confusione psicologica,
da persone forti e prepotenti.
La quiete di
parecchi anni
nascose il disagio.
Ma tutto torna
alla ribalta
a sconvolgere la vita.
Per uno
stupido gioco
la pazzia per molti tornò.
L'amore
fu tale
che illuminò.
La decisione della vita
o della morte
e cosi fu...
Mi piace toccare le persone. Vado aldilà della fredda e gelida stretta di mano. Amo stabilire un contatto fisico con chi mi piace. Voglio sentire gli altri, oltre che con gli occhi, anche con la bocca, il naso e le mani. Se qualcuno mi piace, mi fiondo avida sul soggetto e cerco di catturarne l'odore, come fosse un vinello dolce, prima di assaporarlo. A volte, la cosa può irritare e in quel caso, mi ritraggo. Spesso capita che le persone non vogliano lasciarsi coinvolgere e temono di rompersi, nel momento in cui si cerca di penetrarle. Io amo irrompere negli altri. Interrogo le persone con lo sguardo e vorrei carpirne i pensieri. Mi interessano le loro opinioni e voglio rubare i loro stati d'animo, perché ho necessità di ridere, piangere e di emozionarmi in loro compagnia. Io amo il dentro della gente. Come potrei definirmi...una "scoperchiatrice" di anime? Non so. Vado oltre la pelle e tutto ciò che è visibile. Entro nel misterioso mondo dei sentimenti che sono, a mio avviso, la parte più interessante e gustosa dell'essere umano. Amo nutrire il mio corpo e mi piace sentire il mio cuore battere. Vuoi mettere una tiepida maglia di lana con un caldo abbraccio? Cosa ti riscalda veramente? Entrambe le cose, credo. A volte, si commette il grave errore di coprirsi solo dal freddo, trascurando il ghiaccio che copre l'anima. Il gelo è freddo e non mi piace. Non amo ciò che non mi permette di andare a piedi nudi. Voglio saggiare la terra e gustarla con le mani, dopo averla guardata con gli occhi. E' forse una brutta abitudine, quella di voler toccare sempre tutto?
'Nun me saccio accuntentà
'Nun me saccio accuntentà sulo 'e 'na stretta 'e mane.
Sò 'nnu poco trasuticcia e 'mme ne vaco chiano.
'A ggente j' 'a voglio rompere. Aggia cria' 'o cuntatto.
Nun me ne faccio njente 'e 'nu saluto distratto.
Aggia sentere cù uocchie, vocca, mane e naso,
asinò nun so' cuntenta e 'nun me faccio persuasa.
Je traso dinto 'a ggente, mme piace 'e mme 'nfezza'.
Coccheduno fà 'o ritruso e llà je mm'aggia stà...
Mme piace scummiglià ll'aneme, leggere 'e vise,
straccia' vestite, pelle e trasì dinto 'e cammise.
'Mme piglio 'e pensiere cu tutte 'e sentimente.
Traso, mme 'ntrufolo e me 'nfizzo dinto 'a mente.
'Mme voglio sazia' sentenno 'nu vitale ticchettio.
Nun sarrà tanto bello, ma è 'a natura mja.
'Nun me saccio accuntentà
'Nun me saccio accuntentà sulo 'e 'na stretta 'e mane.
Sò 'nnu poco trasuticcia e 'mme ne vaco chiano.
'A ggente j' 'a voglio rompere. Aggia cria' 'o cuntatto.
Nun me ne faccio njente 'e 'nu saluto distratto.
Aggia sentere cù uocchie, vocca, mane e naso,
asinò nun so' cuntenta e 'nun me faccio persuasa.
Je traso dinto 'a ggente, mme piace 'e mme 'nfezza'.
Coccheduno fà 'o ritruso e llà je mm'aggia stà...
Mme piace scummiglià ll'aneme, leggere 'e vise,
straccia' vestite, pelle e trasì dinto 'e cammise.
'Mme piglio 'e pensiere cu tutte 'e sentimente.
Traso, mme 'ntrufolo e me 'nfizzo dinto 'a mente.
'Mme voglio sazia' sentenno 'nu vitale ticchettio.
Nun sarrà tanto bello, ma è 'a natura mja.
Sempre degna
di essere assaporata
per chi ha scelto
di amare senza contraccambio;
vita:ogni personale interpretazione
non altera il suo significato:
azione per uno scopo,
pensiero per disegnare,
sentimento per irraggiare
ogni uomo
che si definisca tale.
Sempre inutile
per chi ha scelto
di schierarsi per se stesso,
seccandosi
come foglia ingiallita.
Vita grama,vita amara
per chi parte gia' sconfitto
nella mediocrita'.
di essere assaporata
per chi ha scelto
di amare senza contraccambio;
vita:ogni personale interpretazione
non altera il suo significato:
azione per uno scopo,
pensiero per disegnare,
sentimento per irraggiare
ogni uomo
che si definisca tale.
Sempre inutile
per chi ha scelto
di schierarsi per se stesso,
seccandosi
come foglia ingiallita.
Vita grama,vita amara
per chi parte gia' sconfitto
nella mediocrita'.
E la terra al sogno avanzò
l’inquieto universo
al fianco innesco d’ignoto.
Il mare dal sonno diluito
stirò l’eterna onda celeste
in un cielo a testamento
ignoto d’occhi fissi alla vela
e gioie inglobate all’ala.
Smise il suo pianto la poesia
il tempo sorpreso ad amare
il senso della memoria
e della misura qualora sia
inatteso espianto
digiunò lune e pallide trame di stelle
al trainato desio aortico
d’essere un tutt’uno cosmico.
Mandala d’incanti all’alveo
catalizzarono l’attimo cinereo
funambolo custode
di brillio alato.
Quando sarai vecchio
racconterai la tua gioventù
ed i tuoi occhi saranno più belli
perché sarai più vicino
ad incontrare il vento.
Quando sarai più vecchio
Parlerai di te ai bambini
venuti al mondo
parecchio tempo dopo di te
le tue parole sapranno far ridere
ed anche piangere.
Quando le rughe ti assaliranno
trasformando il tuo viso
ed i tuoi occhi sapranno farsi amare
racconterai di te
delle tue mani che han sudato dolore.
Quando sarai un corpo inerme
dentro il cielo ci sarà una nuvola in più
potrai far sorridere e sognare
come un ricordo
che non c’è più…
La nuova musa
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !
adorava la malinconia
dei suoi versi
li trovava così ammirevoli
lui sapeva
era certo di questo
non si possono
scrivere le emozioni
che non possono
essere scritte
ma non esitava mai
Lei chinava il volto su di lui
sorrideva al poeta
trovava magnifico il suo sentire
la comprensione
la profondità
la grandezza della sua anima
I calici alzati
sempre pieni di frizzante
voglia di leggerezza
sempre a celebrare l'incanto
ma lui si sentiva oramai
dall'altra parte della festa
ma mai scegliere
erano di rito ormai i flash
Supplicava il poeta da tempo
il perdono al cielo
di tutto il suo inebriante vivere
di tutto il distacco
di ogni convinzione
ricordava tutti i suoi versi
le frasi ad effetto
ogni lettura
ma neanche una parola dal mondo
vedeva quei volti
ne provava spesso compassione
parlava di sincerità e semplicità
ma solo con se stesso
sentiva l'eco dei suoi pensieri...
non c'era nessuno ad ascoltare
La nuova musa guardava divertita
come non mai al suo pentimento
trovava così dolci
le prese di coscienza
La prese la trascinò a forza
fuori da se
la sentiva dentro di lui
come un demonio
Chiedeva perdono
supplicava a Dio
la pace di se stesso
aveva osato sfidarlo
aveva provato troppo fascino
nella sofferenza
Vedeva come d'incanto
quei triangoli di luce
si inginocchiava
alla Vergine
che calpesta il serpente
le lacrime a pulire il suo sguardo
la sua nuova liberazione !









