Ho dato il suo nome
ad ogni rimpianto
e questa sera
sono tutti con me.
Non partiranno,
non questa notte
che il caldo annuncia l'estate
e le mosche
fanno per bene
il proprio dovere.
In questa ora
che l'alba è ancora lontana
e io vorrei imparare a pregare.
Per gli amici che ho avuto,
per l'amore che ho dato,
per il tempo perduto
vorrei imparare a pregare.
Per la vita stanotte
non lasciatemi solo.
A chi si riconosce
ad ogni rimpianto
e questa sera
sono tutti con me.
Non partiranno,
non questa notte
che il caldo annuncia l'estate
e le mosche
fanno per bene
il proprio dovere.
In questa ora
che l'alba è ancora lontana
e io vorrei imparare a pregare.
Per gli amici che ho avuto,
per l'amore che ho dato,
per il tempo perduto
vorrei imparare a pregare.
Per la vita stanotte
non lasciatemi solo.
A chi si riconosce
4 commenti
Come pensiero cupo e persistente
inquieto e violento percuoti..
Nella raggiunta quiete,
compagno delicato
e custode di antichi segreti,
sfiori i ricordi lontani.
Assaporo l'ineffabile bellezza
e gioisco di tanta belta' cristallina.
Antichi dettagli riemergono..
Odo l'allegro vociare dei bimbi;
un pallone volteggia;
un secchiello vagabondo cavalca le onde;
e rimasugli di castelli, a rimembrar lieta fanciullezza.
Distesa sull'umida spiaggia,
baciata dalla brezza leggera,
la sinfonia notturna dell'acqua quasi cheta,
accarezza i miei sensi.
Or nasce l'Aurora..
Soltanto un piccolo guizzo dorato nella vastita'..
e nello stupore dell'incantevole ed inebriante silenzio mattutino,
vivo la mia Liberta'.
inquieto e violento percuoti..
Nella raggiunta quiete,
compagno delicato
e custode di antichi segreti,
sfiori i ricordi lontani.
Assaporo l'ineffabile bellezza
e gioisco di tanta belta' cristallina.
Antichi dettagli riemergono..
Odo l'allegro vociare dei bimbi;
un pallone volteggia;
un secchiello vagabondo cavalca le onde;
e rimasugli di castelli, a rimembrar lieta fanciullezza.
Distesa sull'umida spiaggia,
baciata dalla brezza leggera,
la sinfonia notturna dell'acqua quasi cheta,
accarezza i miei sensi.
Or nasce l'Aurora..
Soltanto un piccolo guizzo dorato nella vastita'..
e nello stupore dell'incantevole ed inebriante silenzio mattutino,
vivo la mia Liberta'.
Ore e mesi intrecciati ai ricami dorati
di un sole sempre giovane,
gli anni al profumo delle stagioni
hanno lentamente sbriciolato il tempo
e gli attimi, polvere di stelle,
brillano all’aurora del meritato riposo.
Cattedra, rare volte abbandonata
ora vuota è di te,
a lungo resteranno gli echi della tua voce
tra ere storiche e planisferi
e ancor più insistenti
tra parafrasi, verbi e analisi del periodo.
Il tuo dire ricco di parole ben dosate,
pesate come grammi su bilancia dell’orefice,
materne, dolci quanto basta e decise all’occorrenza.
materne, dolci quanto basta e decise all’occorrenza.
Sfogliare le pagine dell’anima,
rinvenir parole consone al momento
rinvenir parole consone al momento
e mettere in versi la voce del cuore,
sarebbe stata forse impresa assai più ardua
sarebbe stata forse impresa assai più ardua
senza quei volti in festa dei tuoi tanti fiori
e gli occhi lucidi dei compagni d’avventura.
Il tuo viaggio ora si conclude
al suon di un’ ultima sirena
scendi felice dal treno degli impegni
e questa volta viaggia
verso un tempo tutto tuo….


Un'ennesima emozione ruvida
di carta da zucchero
un pizzo imbiancato di neve
una trama di nuvole intessuta da un raggio di sole.
Un'ennesima emozione
di brivido nostalgico mare d'Inverno
un sonno lento dell'anima che attende il risveglio
gonfio di gemme e di foglie.
Un'emozione ...
L'ennesima appassionata di baci di miele
sangue che arde e palpita le vene
una voglia che fa rumore
un fragile incanto annodato nel petto
un pensiero disperso dal vento
un fiore delicato di un giallo rododendro
l 'inchiostro tiepido sulle labbra
l'ombra e la luce
rifugio del cuore....Sei!
rifugio del cuore....Sei!
Fibrilla d’autunno
lacrima di sera,
inneva riccioli di strade,
inchina il salice danzante.
Sterlizie di fumo
dai comignoli zampillano,
son alveari di luce fuligginosa,
sciame sismico di farfalle in volo.
Novembre graffia le finestre,
feconda foglie di polvere e parole,
il cielo s’innerva di nuvole e rami
ed agghinda la luna un petalo di brina.
lacrima di sera,
inneva riccioli di strade,
inchina il salice danzante.
Sterlizie di fumo
dai comignoli zampillano,
son alveari di luce fuligginosa,
sciame sismico di farfalle in volo.
Novembre graffia le finestre,
feconda foglie di polvere e parole,
il cielo s’innerva di nuvole e rami
ed agghinda la luna un petalo di brina.
A siffatte sembianze io anelo
a tarda sera, un piccolo corvetto
sul filo teso al richiamo in falsetto
soliloquio malinconico disteso
dal delizioso inno, ignaro d’umano orecchio
così lieve e terso in supplica alla natura
che estasiata risponde cara al suo appello.
All’alchemico ascolto tacito la presenza mia
custodisco la magia dell’infantil stupore
nel vivere l’istante così rigoglioso di poesia.
« "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". »
Il solito
temutissimo
pavor nocturnus,
dove tu ed io
(in sogno)
strisciamo
sotto gli archi
di via Dolorosa
e dove il mondo
è lamento funebre
e vana consolazione:
un’ultima stazione,
poche ciocche
di capelli,
e quel punto,
tra le sopracciglia,
dove ho saputo
incrociare
mente
e vista.
Moriremo
amore carissimo,
per i nostri troppi peccati:
e se ci sarà chi si graffierà la faccia
e piangerà la precoce dipartita,
questa prolungata serie
di inutili patimenti
non potrà
mai
essere
cancellata,
neppure
dalla
promessa
di una rinascita.
Come e' dolce dormire
sotto erba inzuppata di rugiada;
non sentir la sveglia
che richiama all'obbedienza;
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio
di rovere e abete.
Gioia non soffrir
fame e sete;
sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino,
per appetitoso pasto.
Nel campo consacrato
Mano Divina
stende il sudario del conforto
sul cenere senza favella
sotto erba inzuppata di rugiada;
non sentir la sveglia
che richiama all'obbedienza;
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio
di rovere e abete.
Gioia non soffrir
fame e sete;
sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino,
per appetitoso pasto.
Nel campo consacrato
Mano Divina
stende il sudario del conforto
sul cenere senza favella
Prigioniera di giorni interminabili,
la pioggia batte sul vetro.
Ed io disegno la mancanza di te
che non ha forma.
Mi sforzo di scrivere di te
per sentire meno l'assenza.
E intanto che fuori piove mi trucco il viso
per mascherare la tristezza.
Cerco il tuo viso,
il tuo sorriso.
Ma tu
non ci sei...
Il suono della tua voce si confonde
con le gocce d'acqua che si infrangono sul vetro.
E tu non sei qui...
ed io ti cerco...

Non sottovalutarmi mai,
non smettere di appassionarti a me.
Non farlo mai
Te ne prego,
ne soffrirei.
Non sottovalutarmi mai
Ti supplico
non lo sopporterei,
smetterei di esistere
Anche un uomo piccolo
È capace di grandi gesti.
Lo so dovrò sempre dimostrarti
che dietro la mia semplicità
si nasconde qualcosa di straordinario.
Lo so un uomo solo
può essere capace anche di false promesse
Ma tu non dubitare
non sottovalutarmi mai
non smettere di pensare
che qualcosa di buono in me esiste
e può solo crescere.
non smettere di appassionarti a me.
Non farlo mai
Te ne prego,
ne soffrirei.
Non sottovalutarmi mai
Ti supplico
non lo sopporterei,
smetterei di esistere
Anche un uomo piccolo
È capace di grandi gesti.
Lo so dovrò sempre dimostrarti
che dietro la mia semplicità
si nasconde qualcosa di straordinario.
Lo so un uomo solo
può essere capace anche di false promesse
Ma tu non dubitare
non sottovalutarmi mai
non smettere di pensare
che qualcosa di buono in me esiste
e può solo crescere.
Mentre nemmeno un passero s'interessava di te, sera che viene,
forse un po' ridicola nel tuo incedere
come i racconti alla prima riga,
ecco che ti si muoveva in periferia una fronda
di gelsomino ammaccata dal sole dell'altro ieri.
Poi un 'romore', anche,
cioè un ruggire da trattore, con le pale semoventi,
veloce come i dolori, la nostalgia dei gatti, e i piaceri dell'uomo.
Voglio parlare alla corte
e alla giuria
per difendere colei
che più voce in capitolo non ha.
Oggigiorno ce n’è poca in giro.
Si sta estinguendo
E questo si sa’ …..
Ormai così pochi la stanno seguendo.
Veramente pochi l’adottano
e pochissimi nelle proprie camere interne
la fanno entrare.
Solo chi è cresciuto alla vecchia maniera
e dall’educazione non si può separare
allora l’accoglierà
e tutto il suo volere farà.
Mentre sua sorella gemella;
la falsità
quanti altri adepti guadagnerà!
Va in giro spavalda
e a spada tratta.
Fende colpi qua e là
e poi come sale che brucia sulle ferite
Si presenta anch’ella;
l’ipocrisia
che il colpo di grazia darà
e più nessuno si salverà.
Ho pronunciato
Come il più abile avvocato
Questa arringa a perdifiato.
E il fiato
spero quest’oggi di non aver sprecato!
E giustizia sia fatta
per difendere la mia assistita
una qualità così squisita.
______________________
N.B.: Riuscite ad indovinare di quale qualità sto parlando in questa
poesia? (Dovete concentrarvi sulle prime 15 righe!)
______________________
e alla giuria
per difendere colei
che più voce in capitolo non ha.
Oggigiorno ce n’è poca in giro.
Si sta estinguendo
E questo si sa’ …..
Ormai così pochi la stanno seguendo.
Veramente pochi l’adottano
e pochissimi nelle proprie camere interne
la fanno entrare.
Solo chi è cresciuto alla vecchia maniera
e dall’educazione non si può separare
allora l’accoglierà
e tutto il suo volere farà.
Mentre sua sorella gemella;
la falsità
quanti altri adepti guadagnerà!
Va in giro spavalda
e a spada tratta.
Fende colpi qua e là
e poi come sale che brucia sulle ferite
Si presenta anch’ella;
l’ipocrisia
che il colpo di grazia darà
e più nessuno si salverà.
Ho pronunciato
Come il più abile avvocato
Questa arringa a perdifiato.
E il fiato
spero quest’oggi di non aver sprecato!
E giustizia sia fatta
per difendere la mia assistita
una qualità così squisita.
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N.B.: Riuscite ad indovinare di quale qualità sto parlando in questa
poesia? (Dovete concentrarvi sulle prime 15 righe!)
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