Ispirami un viaggio
ma non indicarmi la strada
Gli errori più belli
li ho fatti per sbaglio.
Parlami sempre di te
ma non dei giorni a venire
Le frasi più belle
le ho scritte in agende scadute.
Parlami piano all’ orecchio
e se vuoi grida pure all’ aperto
Le canzoni più belle
le ho ascoltate nel vento.
E non lasciare mai più niente al caso
tutto si incontra prima o poi
come le lacrime
tra i tuoi sorrisi …
6 commenti
Frantumo prigioni invisibili
ristrette le stanze
di una casa
che ha smarrito
le mie confidenze
e il suo calore
spazi
voglio solo finestre
dall'intelaiatura di cielo
e porte sempre spalancate
spazi
Le gabbie uccidono
ma lentamente
mentre le ali diventano inservibili
Io non posso restare
dove il sole mi ha dimenticato
e la libertà è straniera
qui dove i miei sogni sono morti
sfracellati sul pavimento
e nessuno verrà mai a raccoglierli
spazi sorgono improvvisi
ora i tuoi occhi sono barche
che mi traghettano nel mare
di una libertà infinita
frantumano prigioni invisibili
ristrette le stanze
di una casa
che ha smarrito
le mie confidenze
e il suo calore
spazi
voglio solo finestre
dall'intelaiatura di cielo
e porte sempre spalancate
spazi
Le gabbie uccidono
ma lentamente
mentre le ali diventano inservibili
Io non posso restare
dove il sole mi ha dimenticato
e la libertà è straniera
qui dove i miei sogni sono morti
sfracellati sul pavimento
e nessuno verrà mai a raccoglierli
spazi sorgono improvvisi
ora i tuoi occhi sono barche
che mi traghettano nel mare
di una libertà infinita
frantumano prigioni invisibili
Vivere l'esistenza
lontano dal mare
percorrendo sentieri scuri e impervi
Viali ambrati
dai lucenti sprazzi
di sentimento lontani e svaniti
Forse nel sogno del tempo
scivolerebbe lo sguardo
E percorso diverrebbe
oasi di pace nell'ingarbugliata
dorata società
Dove tutto
perfetto appare
ma il cuore mai può parlare
lontano dal mare
percorrendo sentieri scuri e impervi
Viali ambrati
dai lucenti sprazzi
di sentimento lontani e svaniti
Forse nel sogno del tempo
scivolerebbe lo sguardo
E percorso diverrebbe
oasi di pace nell'ingarbugliata
dorata società
Dove tutto
perfetto appare
ma il cuore mai può parlare
Baci di sale e parole
s’annodano alle radici
del mio petto stellato.
Veleggia alfabeto solare
d’un brivido d’anima al crepuscolo
e fra spighe di sguardi socchiusi
stringo calici d’acquerelli di cielo.
Respiro virgole di ghiaccio
cullate dalla luce dell’estate,
getto briciole d’arpe fra i rami
come cristalli di sabbia lunare
ed aritmetica di papaveri e pane.
Un solstizio d’ombre s’ambra di brina:
la tua assenza è un volo spezzato
di mille farfalle e poesia d’uragano.
s’annodano alle radici
del mio petto stellato.
Veleggia alfabeto solare
d’un brivido d’anima al crepuscolo
e fra spighe di sguardi socchiusi
stringo calici d’acquerelli di cielo.
Respiro virgole di ghiaccio
cullate dalla luce dell’estate,
getto briciole d’arpe fra i rami
come cristalli di sabbia lunare
ed aritmetica di papaveri e pane.
Un solstizio d’ombre s’ambra di brina:
la tua assenza è un volo spezzato
di mille farfalle e poesia d’uragano.
Tre rose e l’orchidea rara, il dono è romantico
antico, c’è un animo da poeta nel tuo amico
l’ostacolo del secolo è l’indifferenza al bello
il budello di sogni è stretto, hai visto la confusione
la ragione è questa e non c’è spazio per il disordine
fine o volgare che sia, c’è una cornice da restaurare
e conservare per un quadro dipinto nel medioevo
dal servo del signore del castello. E’ storia, aria
boria gloria senza rotta, solo un modo per giustificare
amare sconfitte o perdite di coscienza. Tre rose
contese ma resistenti, sono lì da mesi, intatte
immacolate incorrotte, simboli e specchi della purezza.
Strizza, strabuzza gli occhi la ragazza, è una pazza
una gazza nera, un fondotinta perlato e argentato
finito per caso in cantina. Il tempo per l’amore
per il batticuore è rimandato, tre rose non possono bastare
l’affare in via di definizione lo vieta, un marito
fornito di obbligazioni e titoli di stato è all’orizzonte
un conte demente potente e benestante. Il cuore
dolore a parte può aspettare, tre rose saranno dell’amante
perdente e l’orchidea la panacea per il sesso futuro.
Il muro è alzato, rose e orchidee terranno duro.
E che me scete a fa, songhe scetato,
e suonne ca facce sempre, addurmentate,
so chelle, e stesse che sotto ‘e cuverte
riesche a fa cu l’uocchie ben aperte.
Mi dicono che song’ un “sognatore”
rispunne, è ‘ o vero, sissignore.
Me suonne e te, nennè, quanto si bella,
me suonne de vasà chella vucchella.
‘O reste cosa vuoi che sia,
è n’esercizio sul’e fantasia,
ca nisciune sape se s’avererà
ma ie te voglie, te voglie sempe amà.
Lassete andà e pienze sul a nuje,
se nun ce pienze l’ammore senne fuje,
a realtà verrà quanne verrà.
nuje simme ca,ce stamme a preparà !
Traduzione
E che mi sveglio a fare, sono già sveglio
I sogni che faccio sempre, addormentato,
son quelli, gli stessi che sotto le coperte
riesco a fare con gli occhi ben aperti .
Mi dicono che sono un Sognatore,
rispondo, è vero, sissignore.
Sogno di te, cara, quanto sei bella,
sogno di baciar la tua boccuccia.
Il resto cosa vuoi che sia,
un esercizio sol di fantasia,
che nessuno sa se s’avvererà,
ma io ti voglio, ti voglio sempre amare.
Lasciati andare e pensa solo a noi
Se non ci pensi l’amore se ne fugge,
la realtà verrà quando verrà.
noi siamo qua, ci stiamo preparando !
e suonne ca facce sempre, addurmentate,
so chelle, e stesse che sotto ‘e cuverte
riesche a fa cu l’uocchie ben aperte.
Mi dicono che song’ un “sognatore”
rispunne, è ‘ o vero, sissignore.
Me suonne e te, nennè, quanto si bella,
me suonne de vasà chella vucchella.
‘O reste cosa vuoi che sia,
è n’esercizio sul’e fantasia,
ca nisciune sape se s’avererà
ma ie te voglie, te voglie sempe amà.
Lassete andà e pienze sul a nuje,
se nun ce pienze l’ammore senne fuje,
a realtà verrà quanne verrà.
nuje simme ca,ce stamme a preparà !
Traduzione
E che mi sveglio a fare, sono già sveglio
I sogni che faccio sempre, addormentato,
son quelli, gli stessi che sotto le coperte
riesco a fare con gli occhi ben aperti .
Mi dicono che sono un Sognatore,
rispondo, è vero, sissignore.
Sogno di te, cara, quanto sei bella,
sogno di baciar la tua boccuccia.
Il resto cosa vuoi che sia,
un esercizio sol di fantasia,
che nessuno sa se s’avvererà,
ma io ti voglio, ti voglio sempre amare.
Lasciati andare e pensa solo a noi
Se non ci pensi l’amore se ne fugge,
la realtà verrà quando verrà.
noi siamo qua, ci stiamo preparando !
E' giunta mezzanotte
un altro giorno è finito per sempre,
unico come ogni giorno
è unico a se stesso
Un trillo magico sveglia la mente
a pensieri che appartengono alla luna,
e l'anima ad emozioni che solo il cielo vede
La notte ha un'altra dimensione
eterea, soffice esente da gravità
mi trovo a volteggiare nel vuoto
accarezzo ricordi, sfioro immagini
che solo al buio hanno luce
Esprimo parole che il giorno rende mute
prendono vita sul pentagramma
nasce una melodia che mai nessuno ascolterà
Sento il profumo del mare
il vento freddo delle montagne
dalle alte guglie innevate
ecco cos'è la felicità ...
La solitudine della notte
è un canto che mi ristora,
sono libera dalle catene
che regolano il trascorre del giorno
Spazio senza limiti, tra il riso e il pianto
nessuna sentenza da chi di me nulla conosce,
leggero è il respiro, lo sguardo limpido
nulla è ostico, regna pura la candidezza
Petali profumati, il mio giaciglio
le palpebre piano piano si abbassano
sento il tuo abbraccio amore
Questa è la magia della notte ...

un altro giorno è finito per sempre,
unico come ogni giorno
è unico a se stesso
Un trillo magico sveglia la mente
a pensieri che appartengono alla luna,
e l'anima ad emozioni che solo il cielo vede
La notte ha un'altra dimensione
eterea, soffice esente da gravità
mi trovo a volteggiare nel vuoto
accarezzo ricordi, sfioro immagini
che solo al buio hanno luce
Esprimo parole che il giorno rende mute
prendono vita sul pentagramma
nasce una melodia che mai nessuno ascolterà
Sento il profumo del mare
il vento freddo delle montagne
dalle alte guglie innevate
ecco cos'è la felicità ...
La solitudine della notte
è un canto che mi ristora,
sono libera dalle catene
che regolano il trascorre del giorno
Spazio senza limiti, tra il riso e il pianto
nessuna sentenza da chi di me nulla conosce,
leggero è il respiro, lo sguardo limpido
nulla è ostico, regna pura la candidezza
Petali profumati, il mio giaciglio
le palpebre piano piano si abbassano
sento il tuo abbraccio amore
Questa è la magia della notte ...

Culla un ricordo
come se fosse un bambino
che ti chiede una carezza
come tu potessi assopirlo
in una dolce ninna nanna
Culla un ricordo
come il mare quieto
fa con la barca ancorata
senza sbatterla contro l'onda
ma solleticandole i fianchi per gioco
cullalo come io ho fatto
perfino nella furia del vento
e nel cuore della tempesta
senza mai sbatterlo contro l'onda
ma proteggendolo dalla burrasca
urtandomi io con la foga del dolore
come se fosse un bambino
che ti chiede una carezza
come tu potessi assopirlo
in una dolce ninna nanna
Culla un ricordo
come il mare quieto
fa con la barca ancorata
senza sbatterla contro l'onda
ma solleticandole i fianchi per gioco
cullalo come io ho fatto
perfino nella furia del vento
e nel cuore della tempesta
senza mai sbatterlo contro l'onda
ma proteggendolo dalla burrasca
urtandomi io con la foga del dolore
Ho dato uno sguardo
ai tuoi occhi
ed ho visto le curve
della malinconia
ma una leggera brezza
danza un linguaggio
di limpida sensualità.
Attendo le tue mani
sul delta delle spalle
che concedano
carezze d'amore.
Cerco l'amore
nella svolta della notte
cerco l'acqua
riflessa dalla tua luce
che mi si schiude
in mezzo al petto...
è la solitudine
che irriga il mio volto
mentre dilaga
il desiderio di tenerezza...
portami
tra le tue braccia
dove il sole irradia i primi raggi
ed io cullerò
l'alba dei tuoi sogni.
Per come l'anima
sa percepire
che cosi gioia sa provare
un evoluzione certa
di pensieri
Velata la calma apparente
nei versi tuoi
che sanno urlare di amore
oltre "se"
libertà d'intenti
ricordi di chiari cieli
Vedere oltre le rovine
Attimi nelle emozioni di te
dediche nel tempo
mai vissuto !
sa percepire
che cosi gioia sa provare
un evoluzione certa
di pensieri
Velata la calma apparente
nei versi tuoi
che sanno urlare di amore
oltre "se"
libertà d'intenti
ricordi di chiari cieli
Vedere oltre le rovine
Attimi nelle emozioni di te
dediche nel tempo
mai vissuto !
La torre dei fuggiaschi ora è disabitata, c’è stata
la retata degli scheletri appesi al gancio
d’acciaio di un robot, il mare è in apnea
la marea scende e ulula il vento del nord
il lord è in fin di vita e l’ultima strega del nocchiero
straniero è morta d’appendicite tre anni fa.
Là c’è un sasso, un masso credi sia un monolite
capostipite delle pietre della congrega dei rabdomanti
ti sbagli, dice la dea dei monti spogli. Non è la genesi
ma la protesi dell’odio, quella è stata avvistata.
Sotterrata dall’altra parte della terra, al confine
di spine della regione dei giganti astemi e della terra
azzurra delle fontane zampillanti. La regina
divina dei comizi è stata deportata, ora recita
dita nel naso e sguardo basso, per gli abitanti
tonti di una città senza finestre, i torrenti
dei venti forti sono inquinati dalla marmellata
concentrata di catrame, una farfalla
può guadarla, gli uomini, invece, stanno al passo.
Il collasso degli empi, degli stolti e dei blasfemi
scemi non è previsto dai maghi dei boschi.
I foschi presagi dei saggi si sono avverati
armati di leggi arruffate i predoni ladroni
di droni hanno vinto, gli eletti sono confinati
braccati inseguiti da prepotenti nel girone
campione d’incassi degli impotenti
i resistenti sono abbattuti dalla rivolta
indotta dagli elefanti sordi. I briganti
morenti del sud sono protetti da mosche
fresche danzanti al suono della canzone
di un’amazzone. Le donne invecchiate male
al sole stanno all’aperto, le più belle non sono nate.
Qui non ci sono mai stato pensò il fuggiasco della lanterna
una caverna è ciò che sembra, strano che non l’abbia mai vista
dista appena un isolato da casa mia. Pare sia stato bombardata
di lato e di fronte. Dopo essere entrato rimase di stucco
un trucco ci doveva essere per forza. Neve e ghiaccio dappertutto
il fatto è che fuori era estate e il caldo scioglieva ogni legame.
Legname e coperte sarebbero servite, per trovarle serviva tempo.
Il campo visivo era limitato, quando provò a uscire dal quel luogo
il giogo già c’era, imprigionato nel palazzo della memoria.
La storia rimandava immagini conosciute, una voce di lato
fiato rubato al freddo sussurrava “ è qui che sei nato
cresciuto fuggito, è questo il racconto, la vita non è eterna”.
Odierna è la sorte, poi vide la madre e il padre sconosciuto
l’imbuto era profondo, parlò al suo primo amore, la ragazza
paonazza e pazza dalle trecce chiare, vide foto sbiadite
di vite allo sbando, amplessi brevi e insinceri, sparvieri
forestieri di ieri, stranieri di passaggio. Sua moglie la puttana
sottana in vendita e il suo migliore amico a letto con lei
i nei che diventavano macchie giganti e un colpo di pistola
alla gola, sbagliato mancato per un secondo di paura.
La cura non c’era, doveva ancora arrivare, il lasciapassare
è amare, era il suo nuovo angelo ad averlo detto d’un tratto.
Matto era stato a non darle retta, chissà perché era finita
svampita ma piena di vita è così che la ricordava quel giorno.
“ Torno” lei aveva detto, poi era svanita fuggita perduta
volatizzata e ancora non la vedeva nelle immagini sul tetto.
Aspetto che torni, ora è a lei che stava pensando tremando
volendo rivederla più di ogni altra cosa. Le parlò a cuore aperto
“ il torto è stato mio, angelo mio, non ti ho più cercata
amata sempre, ogni giorno di più. Un’altra occasione volevo
speravo bramavo, ma il futuro è ciò che si costruisce ogni giorno
intorno c’è il ghiaccio, che faccio se ho sbagliato? Mi pento
contento di averlo fatto e di averti incontrata, desiderata
e amata a modo mio”. Le foto le vide solo allora, un’ora
un’ancòra immaginato, lei era sola e rideva, poi era con lui
bui erano i suoi occhi, era tutto chiaro in quel momento
di pentimento. Non c’era più il film, era tutto concluso
deluso pensò che non c’era più scampo, ma la voce
la croce della sua coscienza ebbe un palpito, la porta
aperta, la luce che entra con lei, era stato perdonato.
una caverna è ciò che sembra, strano che non l’abbia mai vista
dista appena un isolato da casa mia. Pare sia stato bombardata
di lato e di fronte. Dopo essere entrato rimase di stucco
un trucco ci doveva essere per forza. Neve e ghiaccio dappertutto
il fatto è che fuori era estate e il caldo scioglieva ogni legame.
Legname e coperte sarebbero servite, per trovarle serviva tempo.
Il campo visivo era limitato, quando provò a uscire dal quel luogo
il giogo già c’era, imprigionato nel palazzo della memoria.
La storia rimandava immagini conosciute, una voce di lato
fiato rubato al freddo sussurrava “ è qui che sei nato
cresciuto fuggito, è questo il racconto, la vita non è eterna”.
Odierna è la sorte, poi vide la madre e il padre sconosciuto
l’imbuto era profondo, parlò al suo primo amore, la ragazza
paonazza e pazza dalle trecce chiare, vide foto sbiadite
di vite allo sbando, amplessi brevi e insinceri, sparvieri
forestieri di ieri, stranieri di passaggio. Sua moglie la puttana
sottana in vendita e il suo migliore amico a letto con lei
i nei che diventavano macchie giganti e un colpo di pistola
alla gola, sbagliato mancato per un secondo di paura.
La cura non c’era, doveva ancora arrivare, il lasciapassare
è amare, era il suo nuovo angelo ad averlo detto d’un tratto.
Matto era stato a non darle retta, chissà perché era finita
svampita ma piena di vita è così che la ricordava quel giorno.
“ Torno” lei aveva detto, poi era svanita fuggita perduta
volatizzata e ancora non la vedeva nelle immagini sul tetto.
Aspetto che torni, ora è a lei che stava pensando tremando
volendo rivederla più di ogni altra cosa. Le parlò a cuore aperto
“ il torto è stato mio, angelo mio, non ti ho più cercata
amata sempre, ogni giorno di più. Un’altra occasione volevo
speravo bramavo, ma il futuro è ciò che si costruisce ogni giorno
intorno c’è il ghiaccio, che faccio se ho sbagliato? Mi pento
contento di averlo fatto e di averti incontrata, desiderata
e amata a modo mio”. Le foto le vide solo allora, un’ora
un’ancòra immaginato, lei era sola e rideva, poi era con lui
bui erano i suoi occhi, era tutto chiaro in quel momento
di pentimento. Non c’era più il film, era tutto concluso
deluso pensò che non c’era più scampo, ma la voce
la croce della sua coscienza ebbe un palpito, la porta
aperta, la luce che entra con lei, era stato perdonato.
Arduo,
svegliarsi e diventare uomini.
svegliarsi e diventare uomini.
Basti pensare a quanto si è soli sulla scacchiera,
ai difficili passi, alle fatali mosse,
agli orizzonti compromessi
e i cuori fuoriposto.
I ritmi obliqui e le verità inclinate,
I ritmi obliqui e le verità inclinate,
la mediocrità,che invade il cielo.
Arduo,
Arduo,
essere mortali, senza sete d’oro,
senza illusioni o anche passioni;
difficile acquisire meriti,
arduo,non possedere nulla.
Facile,
Facile,
rimanere fuori da ogni paradiso!













