...querce imberbe.
Volti anche silenzi
anche là: stelle.
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Profilo Autore: stev  

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Raccontami, luna, dei monti algenti,
delle foreste dove fremono pudichi
silenzî. Con quali voci e accenti
bisbigli i segreti più antichi?

Raccontami, luna, dei vasti mari
ove ammiccano le costellazioni,
ciocchi scintillanti sugli alari.
Quali inauditi, profondi suoni

vibrano nel buio fra le grotte?
Illustra la sinopia dei destini,
quando imperscrutabile la notte
si spezza in anfratti fra scogli e pini.

Non celare il volto dietro il sipario
delle ombre. Illumina il percorso
che compio mesto e solitario,
nel respiro del tempo trascorso.

Ma tu resti sfingea, muta. Invano.
Si erra smarriti senza un responso.
Ogni giorno il senso è più lontano.
L’universo è un libro intonso.

06-10 
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Profilo Autore: Oudeis  

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Sono ospite qui nell’ampia tenda.

Solo ho attraversato il Sahara,

ho patito una sete tremenda,

però la vita non mi è discara

 

poi che sento la verità vicina.

Lungo, ambrato il filo del tè

nel nappo. Ora l’ombra sconfina

sulle dune, fumo di narghilè.

 

Si accende il fuoco e nei neri

occhi delle donne luce la virtù

di antenati sapienti, alteri.

Lampi sui veli degli uomini blu.  

 

Assaporo l’infuso della morte

e vivo generazioni lontane.

Sono forme evanescenti, sorte

da luoghi pristini, ere arcane.

 

Bevo il tè della vita: è dolce

il profumo, gradevole il sapore,

l’animo infiacchito soffolce

il divino nettare dell’amore.

 

Nel cielo interminato il pulviscolo 

oro della Via lattea: ammiro

gli astri, i pianeti, il diafano disco

della luna, le rapide sfere nel giro

 

perenne… D’improvviso scompare

la suprema visione. Spira il ghibli

sul deserto, silente, eterno mare

ove aleggiano i demoni di Iblis.

 

Poi si placa il vento: sull’arena

si disegnano glifi indecifrati,

si snoda lassù un’anfesibena.

Sono questi gli universi svelati…

 

Ora quieti dormono i dromedari.

Invano cercai il senso, l’Assoluto,

indagando segreti millenari.

Al cospetto di un dio assente, muto.

0-3 EE!!! 

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Profilo Autore: Oudeis  

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Nella città fantasma dei miei giorni stanchi
cammino piano tra case senza voce
Là dove pensavo ci fosse vita
resta solo l’eco di un passo che non torna
Un cavaliere irreale venne da lontano
con la promessa di una luce nella notte
Parole lucide come spade nuove
gesti che sembravano veri
come se potessero proteggere davvero
Ma quando ho allungato la mano
la sua armatura era fatta di vento
e gli occhi, due specchi vuoti
che non riflettevano me
Ho creduto al miraggio
come si crede all’acqua nel deserto
finché il silenzio non ha svelato
la verità più fredda
era un sogno travestito da uomo

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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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0-11 sil. 6 EE 

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Profilo Autore: Oudeis  

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Oh, lapislazzuli
di beltà splendenti
inclini ad un gerundio
di frivole baccanti
Forcine impenitenti
da poco avvezze al crack
si saziano di selfie
con dei pallidi cow boys
Esperti scalatori
sulle cime del Gran Sasso
intonano coretti
coi ragazzi di via Pal
Inseguiamo solo sogni
senza sesso sopra i sassi
né plutocrati o fascisti...
supercalifragilisti!
Siam poligrafi mormoni
senza strofe né cannoni
tra giocate e terni al lotto
sulla nave di Giasone
Ho incontrato un dì sul porto
un ammiraglio un poco sordo
è salito sulla lancia...
gli è venuto il mal di plancia
Ambarabaciccicicò

...meglio un uovo sul comò!

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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Ciao, unicorno imbellettato
sgradito ai benpensanti
Algoritmo impertinente
intaccato dalle tarme
Granchio gravido di grilli
ridotto in salsa verde sopra piatti di Limoges
Ricordi roboanti intrisi di anisette
irrompono sgraditi nei discorsi da talk show
Ho sciolto semi secchi di semola cinese
tra geometri svedesi assunti dall'Ikea
per progetti fantasiosi di conigli con rotelle
e antenne per WiFi concesse dalla Tim
Maligni malintesi su merluzzi dissalati
azzardan giochi estremi
tra sedute di burraco
Orgoglio sadomaso
di un'alga spirulina
ridotta a mal partito
dai seguaci di Ferrè
Ciao, ciao, armadilli pretenziosi
con le borse in vera pelle di Gucci e di Vuitton
... lasciate ogni speranza
voi che avete la Green-card
mangiatevi una pizza e
scordatevi Grupon...
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Coppie tenute insieme con lo scotch
In un piccolo bar per uomini solitari
Dipinto da Magritte

E tu mi baci, col sibilo della musica che piove nei corridoi e scorre nella stanza
Poggiandosi sensuale sul pavimento illuminato dalla luna
Io, intanto, perdo il conto dei giorni
Li scordo, nelle sere calde di Maggio
E cerco il tuo volto senza trovarlo

Coppe tenute piene di scotch
Glendronach Revival invecchiato 15 anni
In un piccolo bar per uomini solitari
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Profilo Autore: Ealain  

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RICORDAMI
----------o----------
(intro strumentale)
(Ritornello)
Ricordami chi non sono
fammi pure del male
un giorno passa
mentre la notte resta eterna
non darmi alcun perdono
differenza abissale
la notte passa
e la luce del sole alterna
uno sguardo nel profondo
cerco te guardando intorno
non c’è solo questo mondo
sarà un eterno ritorno
(strofa 1)
a un destino a cui contorno
il pasto caldo della vita
che si consuma passo passo
e lascia nulla fra le dita
e al passare d’ogni giorno
non sazia o viene digerita
mentre il sole fa il gradasso
e la via è così smarrita
(ponte 1)
e ho bisogno di te
dimmi ancora com’è
(ritornello)
ricordami chi non sono
fammi pure del male
un giorno passa
mentre la notte resta eterna
non darmi alcun perdono
differenza abissale
la notte passa
e la luce del sole alterna
uno sguardo nel profondo
cerco te guardando intorno
non c’è solo questo mondo
sarà un eterno ritorno
(strofa 2)
in cui ci giriamo attorno
è una storia ormai ritrita
raccontata in mezzo al chiasso
senza alcuna meta ardita
vado a ciò verso cui torno
m’illudo che sia finita
e un altro pasto c’è nel forno
d’una vita mal nutrita
(ponte 2)
e resta la fame
e tra queste trame
(ritornello)
ricordami chi non sono
fammi pure del male
un giorno passa
mentre la notte resta eterna
non darmi alcun perdono
differenza abissale
la notte passa
e la luce del sole alterna
uno sguardo nel profondo
cerco te guardando intorno
non c’è solo questo mondo
sarà un eterno ritorno
(outro)
sarà un eterno ritorno
sarà un eterno ritorno
ma al peso di questa vita
in un tempo assai inadatto
seppur venga poi capìta
forse un Dio darà lo sfratto
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Profilo Autore: Fènix Félix  

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Una calda notte addietro
Mi svegliai in un sogno
Con la testa soffice
Poggiata sul bagnato

Una vecchia chiamava
Vestiva di pelle di carta
E collana di conchiglia
Cogliendo quelle sperse per strada

Su di me si fionda, grida
"Presto, presto!
Alla chiesa, al mercato
Che il pesce è fresco!"

E in viuzza i pescatori
E le donne in vesti di vela di barca
ad ormeggio i bambini, stanchi
E nessuno sputa suono 
Fragili fantasmi, senza corpo, a passeggio

Sembrano le strade sol di chiese
Chiuse tra vicoli di aria salata 
E il mare si siede
Sotto il sole e i piedi di bagnanti
Abbraccia le casette
E di schiuma il sogno invade
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Profilo Autore: Ealain  

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E adesso state ad ascoltare
che cosa mi è accaduto oggi,
un sole d’alba muta che sfondava
un cielo mai così visto sereno.

Avevo smesso di guardare fisso
le onde calme stiracchiarsi tutte
quando i miei già vispi occhi
posare li dovetti sulla spiaggia.

Una figura azzurro trasparente
intenta era a radunare armi,
essenze, creme d’ogni varietà,
cuori di pietra e muscoli a gogò

in un falò a ridosso della duna
senza improvvisati chitarristi,
senza amori da fare innamorare
e di brillanti stelle testimoni.

Mi accostai molto incuriosito
e giunto ch’ero al suo cospetto,
dietro di me il mare in apnea,
gentile, domandai chi fosse.

Sparì, l’anello dal mio lobo.
Lo vidi sciogliersi nel grande fuoco
in mezzo all’ultimo Manuale,
quello d’oggi, dei valori nuovi.

Ed ora che sapete questa storia,
di certo tutti vi domanderete
chi era quell’azzurro trasparente.
Vi dico che rassomigliava a Dio!
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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C'è a questo mondo
un  evento
importantissimo,
che gli esseri umani
non potranno
mai assistere:
il volo dell'anima.

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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Da un pigro letargo mi son risvegliata
è tempo di fare una bella passeggiata!
Esco e intorno giro lo sguardo curioso
ma come mai tutto è così nebbioso?
Della realtà prendo coscienza atterrita:
in questo luogo ormai non c'è più vita!
Dove prima erano prati cespugli e fiori
ora son rimasti solo sassi e spinosi rovi!
Dall'arida terra sale nebbia fumosa
l'odore di morte impregna ogni cosa!
Quale malefica forza misteriosa
ha colpito il mondo mentre dormivo?
Mi fermo ai piedi di un vecchio ulivo
non ha più foglie sui forti rami
e mentre grido di dolore e rabbia
forme scure escono dalla nebbia
hanno tutti in avanti protese le mani
non ho alcun dubbio...sono esseri umani!
Ora riesco a vederli un po'meglio
dentro il mio cuore aiutarli voglio
ma fan troppa paura sembrano morti
terrificanti e bui sono i loro volti
senza più sguardo né espressione
forse hanno tutti perso la ragione!
Più non hanno sul viso lineamenti
si sono persi con le loro menti!
Io stranamente mi sono salvata
ero in letargo dal mondo occultata
non mi ha trovata la grande sciagura
ma ora son sola e ho tanta paura!
Ora che sono tutta sola davvero
con chi condividerò il mio pensiero?
Chi più leggerà le mie poesie?
Chi terrà tra le sue mani le mie?
Per il mondo vago ma ovunque vedo
solo volti bui e allora mi siedo
sulla terra brulla a piangere sola
e mentre son lì un pensiero mi consola
sto ancora dormendo perciò tutto questo
è solo un incubo e mi sveglierò presto!
Ed ecco apro gli occhi ma...oh no! Dove sono?
Sull'arida terra e qui intorno a me
la fine del mondo e io a chiedermi perché...
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Profilo Autore: poetessalibera  

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«Un cavaliere imprigionato nel tempo inesistente
narra alla sua spada d’amori, battaglie e perdute muse
e il vento del nord ascolta con loro
mentre le lacrime della notte
sbarrano l’ingresso alle grotte del mai…»

«Mia Iscandar non guardare al grigio delle rocce
che circonda i nostri cuori ma ascolta le mie storie
e sogna ancora una volta del nostro tempo»

Inebrianti profumi salirono da sperdute grotte.
Echi di silenti note invasero anfratti inesplorati.
Chiamai per nome il dolore,
attesi ninfee osservando acque di smeraldo.
Porsero a me dorati omaggi.
Schiusero mani per donare amore.
Nel fango morirono,
in attesa della passione.
Pianse il re Sole la perduta amante,
venne notte e i fiori di loto si schiusero,
senza essere visti.
Venne luce e corolle s'aprirono
a coprire segreti.
Mesto destino adornò bianche vesti
di fanciulle figlie della luna.
Nessuno ascoltò più i lamenti,
lamenti ascoltarono il canto del trapasso.
Dormirono ninfee nel profondo,
un sussurro alzò sabbiose dune.
Un vento lieve mosse trasparenze
e tutto s'acquietò in attesa del buio.

In attesa di lei...

«Dove sei mia Hydrusa,
di saggezza incontaminata fonte.
Di bellezza indomito corso.
Fa' che io veder possa gli occhi tuoi
per il trascorrere libero dell'anima tutta.»

Oh mio bosco di profumate tamerici,
lascia andare purezza.
Lascia immergere nei verdi flutti
la coppa delle meraviglie,
per dissetarmi dell’immagine sua
nel brindare con te all'eterna giovinezza.

Del tuo profondo in mistica posa
vanno di mimose gli arbusti
a perdersi in tormentato suo corso.
Tremule e pesanti le mani,
cedono i passi miei.

«Ma io verrò,
inseguendoti Hydrusa.»

Verrò verso il mare.
Senza concedere tregua
e dormirò nella grotta dei giganti
un immaginifico sonno.

Ascolterò l'inascoltato parlare
delle nebbie del mattino.
Sentirò risvegliarsi gli dei,
dall'alte rocce dei silenziosi dubbi.

Dai venti assaporerò
l'odor dell'isola di Zante.
Sarò tempesta e poi chete
donata alla tua sete d’amore.

Volerò nell'oscura danza delle falene.
Sarò Kalispera nel morire del giorno.

«Sagapò mia Hydrusa.»

Brezze fredde or portano lontano,
dal mio perduto sguardo.

E tu,
se ancora mi puoi sentire.
Dammi luce del tuo incanto
che calme brillino
le onde del mio pianto.

Vedo i bagliori del tempo
accarezzare le tue gote,
mentre l'oscurità scende
sull'inganno dell’esistenza.

Se questa è fine...
Sarò agognata fine,
tuffandomi dal promontorio
delle memorie impossibili.

«Sarò fine
in volo senza ali,
verso te
oh mia amata Hydrusa.»

«Mio signore ma dov’è Hydrusa ora»
«Fedele Iscandar ella è ovunque e in nessun luogo»

«Sorrise in silvestre luogo
il canto di lucenti raggi.
Mai trovò amore perso.
Mai il colore della passione
si svelò al crepuscolo della vita.
Tra ombra e chiarore
s'imprigionò l'essenza
e vite s'inseguirono
senza mai raggiungersi...
Nel comune destino
del non trovarsi.
E mai destino fu più crudele»
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Ottenere la svolta spostando a poco a poco la molla che muove le cose,

credere che lasciare la vita libera dal fuoco, sia cosa onesta e giusta,

partire per andare

faticare per avere e mangiare le cose che il mondo lascia in parte per noi

creare rabbia e fatica per cose che l’uomo non capisce,

perdonare le cose per la loro scarsità,

mandare fuoco nelle vene per spargere aloni di mature parole di giustizia

non c’è luogo e cosa che ti calmi da questa ansia di perfetta densità latente

non si muore, non si cura, non ci sono le parole per spiegare ma la gentilezza è falsa,

dura e cruda la realtà, non si ferma contro i muri, li abbatte a spintoni per passare,

è forte,

è pura la natura

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Profilo Autore: Luto  

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