Torna...
Torna ad abitarmi, feroce idea del cuore,
Torna ad abitarmi, feroce idea del cuore,
mischia ancora grano al sogno e musica alle rose.
Che io senta un fremito d’amore per tutta la terra!
Voglio urlare un sì alla pioggia, alle ore verdi,
e anche a me stessa.
Torna …
che in riva al fiume non sò più cantare;
affamata vado in giro ad annusare strade,
a spargere incensi di preghiera.
Son tragiche finestre chiuse
nelle casa che mi offrivi!
Torna …
... che non ci sei mai stato;
... che non ci sei mai stato;
voglio sentire un fremito per tutta la terra!


12 commenti
Se potessi cancellare
con una spugna "l'oggi"
che non ti appartiene
che non ti appartiene
rivivere un ricordo mai sfiorato
un dopo rimandato
intercettare l'imprevedibile destino
che ti ha portato via.
Sei quella parte di me che vive
l'ombra dei pensieri.
L'essenza di cui mi nutro
che penetra e soffoca il respiro .
Sono MADRE di te MADRE
e nel mio grembo
grava la tua nostalgia.
Signore, aiutami a capire
che non devo continuare
a piangere coloro che vivono presso di te.
Essi hanno già ciò a cui aspiro,
vedono e toccano
ciò che per me è pura speranza.
Sono immersi in quell'amore
nel quale desidero perdermi.
Sono vivi nella bellezza
che non svanisce più,
immersi nella gioia
che nessun male offusca.
Fa, mio Signore, che i miei morti
mi conducano a te;
mandino scintille e lucciole
per guidarmi verso il regno di luce.
Rivestito di luce, ombra del divino
inondato di gioia, riflesso del tuo amore
per tutta l'eternità proclamerò
con loro la tua misericordia.
Nebbia dona magia agli alberi spogli
vestendoli di un bianco etereo
Ombre le persone lungo le strade,
persi nel freddo pungente
e nei loro pensieri,
uno in più farebbe esondare
il mare già gonfio e grigio
I fari delle auto simili a lucciole,
appaiono e scompaiono,
danzano nella bruma
coreografia un po inquietante
Emergo in questo paesaggio
dal mio letargo estivo,
dolce Novembre porta al cuore
deliziosi ricordi di tempi anteriori
a questa vita che solo mia è ormai
Una scia di impronte sul terreno umido ora
ma so che sola non sono,
dal mio cuore estirpo
le erbacce maligne, coltivo nuovi attimi
nuovi profumi e colori
Lacrime molestano ancora
e sempre lo faranno gli occhi,
passeggiando nel parco
avvolto dalla nebbia le lascio scivolare
così che evaporino con lei
quando il sole la catturerà
Quanta dolcezza sento
salire nel petto in questo mese,
dove vive la quiete
dell'inverno che avanza,
il tepore della legna
scoppiettante nel camino
è mistico, sano calore, è amore
in questo dolce Novembre

vestendoli di un bianco etereo
Ombre le persone lungo le strade,
persi nel freddo pungente
e nei loro pensieri,
uno in più farebbe esondare
il mare già gonfio e grigio
I fari delle auto simili a lucciole,
appaiono e scompaiono,
danzano nella bruma
coreografia un po inquietante
Emergo in questo paesaggio
dal mio letargo estivo,
dolce Novembre porta al cuore
deliziosi ricordi di tempi anteriori
a questa vita che solo mia è ormai
Una scia di impronte sul terreno umido ora
ma so che sola non sono,
dal mio cuore estirpo
le erbacce maligne, coltivo nuovi attimi
nuovi profumi e colori
Lacrime molestano ancora
e sempre lo faranno gli occhi,
passeggiando nel parco
avvolto dalla nebbia le lascio scivolare
così che evaporino con lei
quando il sole la catturerà
Quanta dolcezza sento
salire nel petto in questo mese,
dove vive la quiete
dell'inverno che avanza,
il tepore della legna
scoppiettante nel camino
è mistico, sano calore, è amore
in questo dolce Novembre

… Lascerò la porta socchiusa,
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
Eccoti
compagna vita
Unica e fedele.
Mai mi abbandonasti
Mai completamente mi lasciasti
Te fedele
E unica
Sei qui e
Mi rammenti
La fragilità della felicità
Di non godere a pieno
D'ogni cosa
Ché poi
Se ne va...
E tanto
Ci sei tu.
Rari i momenti
In cui ti voltasti
Ma sempre la mano
Mi Tocchi.
Anche oggi
Con le lacrime agli occhi
ti sento presente.
Nessuno
Colse la tua
Presenza
Col tempo
Facilmente
Ti nascondo
Amante maledetta
Anche gli occhi
Son usi a celarti,
Dietro una smorfia di ironia.
Sei parte di me,
Quasi mi appartieni
E mai m'abbamdoni.
L'Ho sperato
Invece
Tu unica mi coccoli
E continui ancora
Con lo strazio
Che mai volli.
È la pena che sconto in perpetuo.
Malinconia
ti sposo ancora.
Ma mai ti scelsi
Nè lo farò.
compagna vita
Unica e fedele.
Mai mi abbandonasti
Mai completamente mi lasciasti
Te fedele
E unica
Sei qui e
Mi rammenti
La fragilità della felicità
Di non godere a pieno
D'ogni cosa
Ché poi
Se ne va...
E tanto
Ci sei tu.
Rari i momenti
In cui ti voltasti
Ma sempre la mano
Mi Tocchi.
Anche oggi
Con le lacrime agli occhi
ti sento presente.
Nessuno
Colse la tua
Presenza
Col tempo
Facilmente
Ti nascondo
Amante maledetta
Anche gli occhi
Son usi a celarti,
Dietro una smorfia di ironia.
Sei parte di me,
Quasi mi appartieni
E mai m'abbamdoni.
L'Ho sperato
Invece
Tu unica mi coccoli
E continui ancora
Con lo strazio
Che mai volli.
È la pena che sconto in perpetuo.
Malinconia
ti sposo ancora.
Ma mai ti scelsi
Nè lo farò.
E adesso sfrattatemi anche dalla vita
da questo miracolo ancestrale
sbarrate le ultime porte
gli spifferi che mi fanno ancora respirare.
Sbattete la mia foto sul giornale
e costruite l'ennesimo mostro
scrivete che non ho mai saputo vivere
e che ho sbagliato a definirmi un uomo.
Ed io che pensavo ingenuamente
di avere un posto assicurato in Paradiso
mi rotolo sfinito tra le fiamme dell'inferno
in questo limbo peccaminoso e indegno
che ho ancora la forza di definire VITA.
da questo miracolo ancestrale
sbarrate le ultime porte
gli spifferi che mi fanno ancora respirare.
Sbattete la mia foto sul giornale
e costruite l'ennesimo mostro
scrivete che non ho mai saputo vivere
e che ho sbagliato a definirmi un uomo.
Ed io che pensavo ingenuamente
di avere un posto assicurato in Paradiso
mi rotolo sfinito tra le fiamme dell'inferno
in questo limbo peccaminoso e indegno
che ho ancora la forza di definire VITA.
Il cielo nuvoloso
colmo di nebbia e umidità.
Il freddo
si fa sentire.
L'odore delle caldarroste
allontana i pensieri.
Le strade colme di gente
chiusi in cappotti e pellicce.
Bambini sorridenti
con un enorme cono di zucchero filato.
La tv di un bar riporta alla realtà
fra macerie e crisantemi sulle bancherelle.
L'amore per chi non c'è più riporta
la tristezza della giornata.
Il sorriso di un bambino
che corre mi ricorda che non devo essere triste.
Cosi un cartoccio e due castagne
riportano il sorriso.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.
Ultimo sole di una stagione perduta
Pochi giorni ancora belli,
caldo anomalo,
quasi soffoco,
sembra già primavera,
e che l’inverno sia saltato;
e invece è solo un estate di san martino,
un fuoco di paglia;
ultimo sole,
passeggiate in extremis,
le giacche danno ancora fastidio,
almeno non c’è pioggia,
poi verrà di nuovo autunno,
e ricomincerà la brutta stagione.
Coi mesi umidi,
i defunti,
e il resto.
Pochi giorni ancora belli,
caldo anomalo,
quasi soffoco,
sembra già primavera,
e che l’inverno sia saltato;
e invece è solo un estate di san martino,
un fuoco di paglia;
ultimo sole,
passeggiate in extremis,
le giacche danno ancora fastidio,
almeno non c’è pioggia,
poi verrà di nuovo autunno,
e ricomincerà la brutta stagione.
Coi mesi umidi,
i defunti,
e il resto.
E poi arrivi tu,
così, all’improvviso
in un mattino assolato
o d’inverno e non guardi l'ora.
Spezzi teneri fiori e alberi giganti,
lasciando gelo, vuoto
e silenzio tutto intorno.
Nutri d’amari bocconi il cuore
di chi spettatore ti guarda,
pur non volendo.
Solitudine nell’animo,
sconforto nel domani
e sguardo smarrito.
Gli occhi piangono lacrime
al sapore dei ricordi,
e i pensieri s’intrecciano
tra presente e passato,
mentre buio è il futuro.
L’impotenza, la piccolezza dell’uomo
sia esso ricco, valoroso o meno,
leone o agnello, eccola, si svela.
Divora l’animo l’atroce dubbio,
e lo scrupolo sovente germoglia copioso,
così difficile da estirpare.
Trema la coscienza, di chi ce l’ha,
per quanto non si è fatto ma si doveva,
grida una voce per l’atto o la parola
al contrario da eludere.















