Ho visto la mia ombra a chilometri di distanza
e la luna dal più profondo cratere della terra
ho preso appunti con una matita d’oro
e scritto versi con il sangue di mille soldati morti
ho gelato il fuoco e riscaldato i ghiacciai eterni
dopo avere guardato nella mia palla di vetro
sono stato idiota a volte e altre scaltro
ho trascorso estati al freddo e inverni
a suonare l’armonica, ho cercato dotti
perché mi spiegassero dov’è il ristoro
e la gloria, ma ciò che vedo è solo guerra
lotte intestine, scelte senza speranza.
Sono stato lontano quando c’era luce nei vicoli
della felicità e vicino quando il buio si nutriva
di schegge di paura, ho cercato il diverso e l’uguale
prima di capire che non c’è segnale che possa
indicarne la differenza, ho fatto bene e male
tanto è lo stesso, l’unica differenza è in come
lo vedono gli altri, ho visto un barlume
di speranza nell’amore e poi un tale
impiccato perché aveva amato una rossa
scolpita nel ghiaccio del cuore, il sole
è scomparso da questi orizzonti, chi apriva
le porte del paradiso ora gioca negli scapoli.
Sono stato un uomo di pezza con i forti
e un duro con i deboli e pure il contrario
ho recitato il rosario quando mi ci hanno
costretto da bambino, ho fatto e ne ho pagato le spese
e poi disfatto, amato e odiato, le leggi le ho lette
rispettarle non è nel mio stile, se sono scorrette
o ingiuste non gli dò retta. Le vie sono strette
i sentieri raramente portano su vette
incantate, quasi sempre sono discese
a velocità folle verso il dolore e il sonno
ho studiato molto e sbarcato il lunario
ovunque, gli spettri li ho visti e sono storti.

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