30 denari: ti vendo l'anima
puoi rubarla la mattina quando ancora dorme il cuore
e rigurgita il profumo di quei fiori a giglio bianco
o nel sole a mezzo cielo
dove sperano le nubi di volarmi a bassa quota
nelle ore nei minuti nei secondi d'assenza
nelle mosse di algoritmi che assopiscono giostre astratte
dove seguono il vento le criniere di bianchi cavalli
puri come essenza di ninfea a sera
quando la guancia della notte spreme l'ultimo bisbiglio
La Primavera
sfrange il sole e volge ai rami
il suo bel dire
mi colora di mare
da li arriva la sua voce e si fa casa .
Mi chiedo quale destino
ci ha unito e ci ha voluto insieme.
Lo stretto tace
il vento passa tra le righe
e sento il tempo riempire le mancanze
ho mani d'aria fresca
e si lascia distillare.
Ho bisogno di leggerezza
e quel che rimane è poesia
e mi basta.
forma morbida di seni tondi
dolci colline di fianchi candidi
lunghe e tornite gambe
dove si posano mani leggere.
corpo..
che nasce sotto calme acque
lo avvolgono di fango e lo plasmano
come statue tornite ed eburnee.
luce del viso che s'illumina
di sorrisi e lacrime
la mano passa e cancella
stanchezza e notti insonni.
dea ti senti di bellezza diafana
trasparenza di pizzo
sotto lampade che diffondono luce.
vaga stella nel cielo notturno
così uscirai..
limpida e bella.
Nessun indizio ancora, ma come farà la nostra eroina
la detective dai mille camuffamenti a raggiungere
la verità? Allo stato dell’arte non c’è molto da dire
lui s’è ucciso per Natale come direbbe Guccini
e lei lo ha seguito a ruota a Capodanno. Tragedia
d’amore oppure dietro potrebbe esserci la mano
dei servizi deviati? Di lui si sa che era un deputato
di lei che era stata la prima donna soldato
dell’esercito. Si erano conosciuti a un raduno
di ex boyscout, lei gli sorrideva dalla sedia
in mezzo allo spiazzo del bosco dei Mandarini
con le gambe accavallate, lui col cuore
spezzato da una che faceva il mestiere
ne era rimasto folgorato dopo avere sniffato cocaina.
Per un po’ aveva funzionato, lei mirava ai suoi soldi
ma a letto ci sapeva fare, lui le scriveva lettere
appassionate e qualche volta le leggeva in Parlamento
facendo finta che fossero indirizzate alla presidente
della Camera dei deputati, se lei era presente
tra il pubblico. Poi lui un giorno l’aveva sorpresa
a fare sesso nei bagni col capo del suo gruppo
parlamentare e aveva deciso con un groppo
in gola di cambiare all’istante partito ma non chiesa
e nemmeno donna. Chi allora era al corrente
dei fatti prendeva appunti, nel presente
non sarebbero serviti, ma in un altro momento
sarebbero stati pagati a peso d’oro, nettare
per tasche vuote al tempo degli sconti e dei saldi.
La lite che tutto sconvolse e che cambiò il corso
della storia accadde quasi per caso. Futili motivi
avrebbe scritto nel suo taccuino profumato
la detective dai mille camuffamenti. Lei aveva
scoperto che lui aveva sposato in Spagna
un collega, un giovane deputato dell’opposizione
in attesa del salto della quaglia tra le fila
di un nuovo partito da fondare. Una tequila
per due ed era scoppiato l’amore, l’opzione
contemplata era la vendetta e come cagna
rabbiosa scelse di metterla in atto. Lui non sapeva
che proprio per Natale sarebbe stato avvelenato
dopo una notte di sesso, tra intensi effluvi
di gelsomini. Lei non provò alcun rimorso.
Il resto del racconto è quasi obbligato. Il marito
aveva capito ogni cosa, non era stato un suicidio
ma un delitto e conosceva il nome dell’assassina.
La detective dai mille camuffamenti era vicina
alla verità, ne ebbe la certezza quando un giovane
deputato dell’opposizione fu trovato impiccato
a un albero dello spiazzo dei Mandarini. Il destino
non c’entra per nulla, come ha detto il becchino
lei era una ninfomane, lui un arrivista spietato,
la messinscena studiata come nelle guerre spartane
è che alla fine saranno eroi, lei la bambina
capricciosa e la donna col cuore di gelatina
lui il martire, l’uomo senza macchia, quasi un semidio
l’altro, l’unico che davvero ha pagato, il bandito.
mano nella mano andiamo
Nonna vi porterà su spazi aperti
a respirare aria fresca
tra primule e viole
Con calma ... senza fretta
al ritmo del cuore
E se il vento ci verrà a disturbare
ci andremo a rifugiare
Faremo l'occhiolino alle farfalle
e lanceremo in volo i nostri aquiloni
a togliere il velo dal cielo
Un battito d'ali ...
un passo e ... un altro ancora
Costeggiando il fiume
arriveremo al mare
e lì una conchiglia
ad ascoltare
il sibilo delle onde
il loro grido
D'un tratto un volo basso di gabbiani
e noi a stringerci forte
Nel nostro abbraccio
il mondo
Nei miei occhi
il vostro sorriso
mie perle
mia luce
mio brivido di paradiso
per catturare l'immenso che ho dentro
un oceano è cosa piccola
per gli spazi audaci della mente
Tutti i voli sono possibili da qui
a mille altri pianeti , remoti
tanto da essere dimenticati
eppure il sogno non conosce distanze impossibili
nè tempi che non possano scorrere
i miseri limiti che ci opprimono
sono solo gabbie ridicole per colibrì
quando in realtà ci scopriamo aquile
possiamo spaccarle con la forza di grandi ali
Ma bisogna avere il coraggio di guardare
giù dal picco più alto
Ascendere o sfracellarsi è questione di un attimo
Tra il sogno e l'incubo c'è una differenza minima
è la luce che vi metti o quella che neghi
Un sole è cosa piccola per gli spazi audaci della mente
Un pozzo nero senza fondo pure lo è
Ma quello dei due che vince si moltiplica
Illuminarsi od oscurarsi è questione di un attimo
l'istante tra il finito e l'infinito
'a coppa 'nce può mettere 'nu qualunque culore.
Certo, se vede sempe ca 'o vestito è stracciato,
ma pare ca chella toppa te da 'nu certo decoro.
Tutte quante nuje tenimme purtuse 'e ttoppe:
a ccunvenienza ce mettimme 'a pezza 'ncoppa.
Ogni scusetura è 'o ricordo 'e 'na battaglia perza.
'Nu pacchero disonesto avuto 'a 'na mana smerza.
Nisciuno se preoccupa d'â frobice ca ll'ha squarciato.
'Nun penza 'a ferita: nè a cchello ca ll'ha causato...
Accussì è fatta 'a ggente:guarda sulo chello c'appare.
'A verità te ll'he tene tutta quanta 'ncuorpo a tte.
'Nun 'mporta quanto dinto staje spezzato.
Chello ca conta assaje è sulamente 'a parte 'e fore:
'o ddinto s'ha dda appena appena 'ntravvede'...
Sol gesta profuse
alla barra assale
come vento di maestrale
soffia forte nelle ossa
ma nemmeno una certezza che possa
strappare questo canto
che nasce.
fuso che scorre la lana
ti aggrappi alle braccia
e a lui come ancora
sei dolce miele ai suoi occhi
ti guarda e non proferisce
ma con nitidi fiori ti guarnisce
piccola anima lenta come vela
sta sull'acqua lambendo la riva
e finalmente il suo amore arriva
scoppia dentro come fuoco
e ogni cosa diventa un gioco.
di baci e carezze sazieranno i visi
e con tranquillo passo
troverai l'amore senza pesi e torture.
Certi giorni mi basta sentirti respirare
e ascoltare i tuoi pensieri muti
dall’altro lato della mia ombra
sembra che il tuo fiato sia il suono
delle mie notti senza canzoni stonate.
E se le scenate di gelosia le ho spostate
nel cassetto dei ricordi all’ultimo piano
vicino l’ascensore e se ancora ti sembra
poco questo scivolare tra bassi e acuti
del pentagramma danzando alla fine dell’amore
lascia che ti trasporti dove il sole non muore
nel mezzo di due monti gemelli, seni di luce
e ricami di gocce trasparenti, vedi le mani?
Hanno attraversato il deserto per giungere
fino al tuo cespuglio e ora che m’assomiglio
e che dentro il tuo silenzio sono lo scoglio
che resta fermo a guardare il tuo imbrunire
a lato del mio ieri e incontro al tuo domani
nel bacio che precede l’ingresso nella pace
sento che Venere è pronta e di te avverto ogni afrore.
quasi eterno
da pioggia vento neve
e dal rumore
della vita
dalla strada.
Riparo
d’intime cene
di liti coniugali
di ozi e solitudini
di canti e delazioni
di preghiera.
Riparo
di popoli
di suppliche
di assoluzioni
condanne
confessioni.
Riparo
di notti tossiche
e giorni senza l’aria
di voci in culla
di pianto
riparo, per un attimo e poi tomba.









