a meno di guardare
fa troppo male
lo sguardo non si muova
rimani fisso
su ogni angelo che trema
l’occhio
non passi cieco
incontro a lacrime
prima di un sorriso
fiume alla polvere
di un viso che era pianto.
Tu non puoi fare
a meno di vedere
c’è troppo sangue
non serva quel tampone
produce bile
appesa a quelle lacrime
pupilla
sia dilatata
incontro al buio
del fango reclino
ricciolo muto
e mano che ti ferma.
Tu non puoi fare
a meno di sentire
c’è troppa guerra
stretto un fardello al petto
testa di bambola
poggio di bende rosse
iride
si scansi dal vuoto
intorno al fuoco
di trucchi di sporco
macerie a pezzi
l’acqua si cerca ancora.
Nutrimento e linfa nuova
sei in me
e scorri come fiume verso il mare.
al mio animo insofferente
come vino rosso dai coraggio.
tu lichene in simbiosi
aspiri il mio bene
nel tuo bosco silenzioso.
sotto rami nodosi poni
riparo
e nei miei occhi esalti i toni
le note
di una voce possono pesare
senza il tuo richiamo costante.
riempi l'aria con il tuo passo
gemello al mio
e nel profondo nostro andare
nessuna meta sarà sconosciuta.
L'infrangersi delle onde e
l'odore della salsedine
mi soffoca le narici e mi separa dal lembo di terra
cullata da foglie d'ulivo
dove altre fragranze si mescolano e si confondono .
Avvolta nell'incanto
la salita di ciottoli assente di voci.
Rupe di prime stelle
regina tra le gemme e le scarpate rinverdite
sotto cirri di porpora e maestosi portali
affaccendati mani di ceramica e di creta.
S'addormentano i sentimenti
alle finestre bifore avvolte di luce.
Mi acquieta passeggiare tra i vicoli della "Varvara"
sostare tra i vasai antichi
e toccare le case di anima e di pane
incastonate nelle mura.
Amare poi
quella meridiana imperlinata di rugiada
senza eco.

Gerace (RC)
Perché non la curi questa malia
forse , non trovi le parole ...
le giuste forme per cantare la mia romanza
sulla mia testa carezzi la tua luce .
Ma alla fine c'è l'amore !
Come un ombrello si posa sulla pioggia e ti ripari ,
io l'insistente , ti manderò dei fiori
con prepotenza, entro nella tua anima.
Alla fine mi doni i tuoi baci teneri
quelli che danno brivido ai diluvi ,
hanno il profumo di ruta e viole
il sacro che s'affoga
nel tuo abbraccio giace .
Si, ci sei nei teneri cuori
con le dolci carezze addormenti il pianto mio ,
privo di sapienza salvo le apparenze
a caccia le spreco, nel dolore , espio il nefasto io .
E invoco la potenza ...
voglio prostrarmi a colei che amo ,
è lei la fonte , getta , la sua follia nella mente mia
sogghigna il frutto del giovane fiore
nei sui occhi schiara , gli amorosi balli .
Ma , alla fine delle tante storie c'è l'amore !
Esso è chiuso ,è carcerato tra i freschi rivi ,
tra i bianchi velli e l'altr'io che fui
sul maculato manto ,sul quale io ti voglio amare .
ad ammirare le stelle nella notte,
rincorrere con i sogni le tue labbra,
mentre con gli occhi accare...zzavo il tuo cuore.
Mi fai sentir immortale,
ogni volta che mi dici ti amo.
Da un’’eternità sento il tuo calore
quando stringi forte alla tua la mia mano.
Tu non sei un dolce sogno,
ma una vera storia d’amore.
che incedi spavaldo tra la folla;
frettoloso insegui l'effimero denaro
che il sigillo imprime nel vorticoso andare.
Travolto e celati gli occhi
la bellezza ai margini della Vita
Lasciati coinvolgere!
Acolta il vento gagliardo
che scompiglia gli ambiziosi pensieri
e risa di fanciulli birichini.
Una giovane madre narra fiabe
ed un vecchio,divenuto bambino,
ode estasiato.
Da una casa un antico violino
inno alla Vita..
e scie di delicati profumi
inebriano i passanti.
Fermati!
Eppur tutto e' sepolto
Gli amici di un tempo;
le piacevoli conversazioni sulla battigia
al chiaror delle stelle;
la soffice ed immacolata neve
t'inondava di gioia
e l'Aurora con i suoi incanti.
Or,prigioniero sei
nella torre dorata
che solo il tempo
potra' scalfire
Lontano vecchio e solo
rimpiangerai di non aver vissuto
ed una lacrima schiudera'
l'arido tuo cuore avaro.
fra queste zagare di cielo
ed i miei occhi
son porto di lune
e briciole d’oriente,
mareggiata di cielo spento
e nuda alba scrivente.
Assonanza d’amore,
merletto d’un crine di vento,
sei tu, battito di luce,
pensier mio e silenzio,
pianto di cuore scalzo,
clessidra d’anima
fra gli arcobaleni del mio tempo.
in scala all'età ci si racconta sempre per poi saltare al sesso
ma non c'è sesso tra fratelli di un'unica casa e vita
Si chiamava padre il Re di famiglia e madre, Regina
Tutti mi videro ai fragili vetri mostrare sgomento nell'aria mia nuova
e nell'incertezza che andavo vivendo seguivo il dito a croce di un prete
Sei più due, otto
Eravamo.
Il numero giusto che Dio volle per noi perchè noi siamo giusti
di sbagli e medaglie che appesi alle pelli portiamo nel tempo
che sia esso bigio o raggio del giorno e la luna lo sa
nel fresco profumo di polpa
tra i semi non privi di colpa
respiro fragranza e beltà.
La buccia non so com'è fatta
non so come il sole l'ha tinta
il gambo se è scuro o se è finto
se luce c'è là dove sta.
E poi mi rivolgo signori
a chi fra di voi è dipintore:
può tingere in tanti colori
lo schizzo di mela che do?
ripete: il peccato…il peccato…il peccato
è l’aquila dei tre guai, moribonda sull’asfalto
clakson e trombe del cielo e di fronte
un ridotto di slip, un cinturino sul culo
Ah il nero avanza come Odino tra valchirie
il nero magnaccia del cassonetto e degli stadi vuoti
-Tu non sai le galassie
Tu non hai mai visto ruotare stelle
il negozio si apre al tramonto
e qui piove fuoco dal cielo
l’atmosfera riscalda il cuore degli ippocastani
fa felice l’idea di appartenere alla stessa pianta
uomini alberi nello stesso inverno
gli stessi rami secchi
il grano nell’attesa ed il freddo di radice
Il fuoco purifica la notte
fiorisce il sorriso forzato e qui tutto è firmamento
le macchine ferme hanno pneumatici di ghiaccio siderale
e le donne sono astri emergenti da una nube d’idrogeno
La nascita della matematica è in un’unghia scarlatta
semplice come l’intenzione sull’indice di un cliente
Nascono individui con la faccia di vitello
e bisogna adorarli abituare i piccoli minotauri a crescere nelle latrine
nei cartoni, nelle banche, nelle strade
la prostituzione è moneta universale, sai?
Questo i magnaccia lo sanno
la stessa verità della materia oscura
che muove la galassia e i ratti sui fari
Tutto è pronto al fischio d’inizio dunque
sia posta energia in uno scatto di centravanti
l’idea nel centrocampista
Sia fatta luce nello stadio, finalmente.
Di giurare ho giurato di non tradire la mia patria
ma che volete quattro chiacchiere tra amici
sulla linea rossa, un bicchierino di troppo
e magari ti scappa una parola in più, solo una
sul tuo arsenale, i nomi delle spie
-va beh ho passato tutti i dossier- che sarà mai?
i codici nucleari, tutte stupide cifre.
Vuoi mettere che in cambio il mio sincero amico
Alexander mi ha linkato l’elenco completo e originale
di tutte le gnocche del suo paese, avete capito?
E poi quel “ lettone” da sogno che mi ha spedito
migliore persino di quello di Silvio, che c’è di male
dico io, a coltivare un po’ di marjuana? E poi è fico
progettare muri, l’ho imparato in Germania, se soffre
qualcuno che cosa importa? Peggio per loro, noi
abbiamo altro da pensare, le mogli, le figlie e le zie
da mantenere, giornali e televisioni, e la cruna
stretta del Vangelo che non mi fa dormire, il groppo
alla gola quando mi pettino i capelli, di sera le luci
che non vedo per l’ubriachezza nel reparto geriatria.
Addio magione antica ed adorata,
È improprio credere che possegga la parola
Un giorno un bambino
incontrò il suo destino e, insieme a lui,
decise d’intraprendere il cammino.
Felice d’averlo incontrato,
spontaneamente gli venne
di porgli un sacco di domande,
per soddisfare la curiosità
che è intrisa in ogni piccino.
Intendeva sapere del suo futuro
e così gli chiese: “Mio destino,
se non ho le ali per volare,
un Angelo potrò diventare”?
Lui gli rispose: “Fin quando, bambino,
IL tuo cuore saprai seguire,
le ali come un Angelo avrai per volare”.
Contento e soddisfatto continuò, a camminare,
ma dopo qualche passo,
zitto non seppe restare
e un’altra domanda gli venne da fare: Mio destino,
tu che sei sempre davanti al mio cammino,
se la coda e le corna non ho, un diavolo diventerò”?
Con la saggezza e giudizio,
il destino gli rispose: ” Caro mio bambino,
se un diavolo non vuoi diventare, dentro di te,
l’amore e il rispetto devi coltivare, per qualsiasi creatura
e vedrai che manterrai un’anima pura”.












